Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

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Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida Blanchett il Mar Ott 26, 2010 6:09 pm

Ascoltate questa intervista della Prof.ssa Graziottin: http://www.alessandragraziottin.it/div_audio.php?ID=2706

I Lattobacilli vaginali furono scoperti dal Dr. Döderlein nel 1892. I lattobacilli presenti nella nostra vagina variano da un milione a 100 milioni! Questa flora del Doederlein è formata principalmente da: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus fermentum, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus brevis, Lactobacillus jensenii, Lactobacillus casei, Lactobacillus cellobiosus, Lactobacillus leichmanii, Lactobacillus delbrueckii, Lactobacillus salivarius. Sono batteri non patogeni che vivono sia in presenza di ossigeno, che in sua assenza, sia in ambienti a pH acido, che in quelli a pH alcalino (sebbene quest'ultimo gli tolga importanti sostanze nutritive, quali il glicogeno).
Le funzioni che questi batteri hanno a livello vaginale sono molte e fondamentali:
– Fermentano il glicogeno (attivato dagli estrogeni) trasformando in acido lattico, che contribuisce al mantenimento di un pH acido,
– Producono perossido di idrogeno (acqua ossigenata) inibendo la crescita dei batteri patogeni anaerobi e dei batteri aerobi in quanto, oltre ad apportare ossigeno letale per gli anaerobi, questo perossido ha azione tossica sulle cellule batteriche non lattobacillari. I lattobacilli maggiormente produttori di perossido di idrogeno sono il L. crispatus e il L. Jensenii. I batteri più danneggiati dal perossido sono la Gardnerella, l'Escherichia coli e lo Stafilococco aureo.
– Producono batteriocine, sostanze con effetti antibiotici naturali. Il L. casei rhamnosus GRI sembra produrre batteriocine estremamente efficaci verso l' E.coli, il L. salivarius ne produce altre attive soprattutto contro l'Enterococco fecalis. Alcuni lattobacilli che producono perossido di idrogeno sono efficaci contro la Neisseria gohonorreae in quanto formano una batteriocina in grado di ridurre la capacità di questo germe di vivere in presenza di perossido.
– Si nutrono delle stesse sostanze utili ai microrganismi patogeni anaerobi (per esempio l'arginina) togliendogli quindi nutrimento. Il L. brevis è il lattobacillo che più degli altri ha questo effetto ed è quindi indicato nelle vaginosi anaerobiche.
– Producono biosurfactanti, molecole in grado di richiamare altri lattobacilli in modo da creare una barriera contro i patogeni. L. acidophilus e L. fermentum producono un surfactante (la surlactina) che inibisce l' adesione di Enterococco. faecalis, E.coli, Candida albicans.
– Si legano ai recettori posti sulla mucosa vaginale ed occupandoli tutti, tolgono ai germi patogeni la possibilità di aderire alle pareti vaginali
– Si co-aggregano, ovvero riescono a legarsi ai germi patogeni impedendogli quindi di aderire alle mucose vaginali e di riprodursi. L. acidophilus, L. gasseri e L. jensenii, si legano a Candida albicans, E. coli e Gardnerella vaginalis[...]
[Rosanna Piancone,cistite.info]

In condizioni normali, la vagina già ospita al suo interno certi microrganismi non patogeni (innocui, non causanti infezione) o solo potenzialmente patogeni ma normalmente non attivi in tal senso. Vediamo quali sono questi germi che colonizzano la mucosa vaginale costituendo la normale "flora" microbica:
Lactobacillus acidophilus, comunemente detto lattobacillo, batterio molto importante nel regolare il grado di acidità vaginale (normalmente il pH è intorno a 4.0) nonché l'entità della restante flora microbica;
Difteroidi, anch'essi batteri;
Staphylococcus epidermidis;
Streptococchi di varie specie;
Escherichia coli (tipico batterio a provenienza intestinale);
Vari batteri anaerobi;
Candida albicans, un fungo (o meglio un lievito) presente nella vagina del 25% delle donne asintomatiche.
La salute vaginale dipende dall'equilibrio fisiologico tra tutti i microrganismi presenti. L'ambiente piuttosto acido con pH = 4 è il risultato di tale buon equilibrio e previene l'eccesso di crescita di germi patogeni.
Quando i patogeni intervengono in quantità elevata o quando intercorrono malattie (diabete, malattie generali debilitanti) o terapie (antibiotici, immunosoppressori) che alterano l'equilibrio dell'ambiente vaginale insorge un'infezione sostenuta da uno o più agenti.
http://www.ecogin.it/infezionivaginali.html




Re: Fermenti lattici contro la Candida 
da clio77 » gio set 02, 2010 10:11 pm
Softigyn, bactocin  
II Lactobacillus plantarum costituisce parte integrante dell'ecosistema vaginale nella donna sana e rappresenta il principale meccanismo naturale di difesa contro lo sviluppo di microrganismi patogeni. Ciò si realizza principalmente attraverso la trasformazione, operata dai lattobacilli, del glicogeno delle cellule epiteliali in acido lattico, con abbassamento del pH vaginale a valori compresi tra 3.8 e 4.4, che sono ottimali per la crescita dei lattobacilli, ma sfavorevoli per la crescita di microrganismi patogeni. L'equilibrio dell'ecosistema vaginale può venire alterato sia in determinate situazioni fisiologiche o patologiche sia per cause iatrogene. La terapia antibiotica o sulfamidica per applicazione locale o generale, seppure essenziale per il trattamento delle vaginiti specifiche, provoca anche la distruzione della flora non patogena e perciò espone al rischio di recidive. Bactocin, costituito da Lactobacillus plantarum P 17630 vivo, liofilizzato, isolato dall'habitat vaginale, caratterizzato tassonomicamente, consente di ricostituire la flora batterica naturale mediante l'applicazione di una quantità concentrata di lattobacilli che, una volta introdotti in vagina si moltiplicano rapidamente riportando il valore del pH in ambito acido. Bactocin offre quindi la possibilità di ripristinare un habitat sfavorevole all'impianto e alla sopravvivenza dei germi patogeni, riducendone il numero dei ceppi e la concentrazione nelle forme aspecifiche di leucorrea[..]La fìsiologicità dell'intervento terapeutico attuato con Bactocin è alla base della buona tollerabilità del preparato.
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Acidif CV è un dispositivo medico, in compresse vaginali, da utilizzarsi in tutti i casi di temporanea alterazione dell'equilibrio microbico uro-vaginale. L'apparato uro-vaginale è caratterizzato da un complesso ecosistema microbico che esplica fisiologicamente una difesa naturale contro le infezioni batteriche : la normale secrezione vaginale è caratterizzata da un valore di pH intorno a 4.5 e tale valore (tendente all'acidità) viene mantenuta da un "normale" livello di estrogeni e da una flora lattica "costante".
Una formulazione brevettata a base di acido lattico, lattobacilli, e isoflavoni di soia.
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La flora batterica che colonizza le mucose vaginali è principalmente costituita da batteri che, attraverso il proprio metabolismo, producono acido lattico il quale è responsabile del mantenimento di un pH acido a livello delle mucose vaginali: questa acidità rende sfavorevole l'invasione e lo sviluppo di una microflora patogena. Quando l'equilibrio microbico dell'apparato uro-vaginale viene temporaneamente alterato da fattori ormonali (mestruazioni, gravidanza, menopausa), da scorrette abitudini igieniche (frequente uso di lavande vaginali, di assorbenti intravaginali, di dispositivi anticoncezionali), o dall'utilizzo di antibiotici/antimicotici, è possibile che insorgano delle infezioni da parte di agenti patogeni (Streptococchi, Micoplasmi), che alterano la composizione dell'apparato uro-vaginale, con conseguente diminuzione dei batteri lattici e manifestazione di vaginosi batteriche. I sintomi più comuni delle infezioni batteriche sono: bruciore, prurito e aumento della secrezione vaginale (leucorrea patologica).
Come agisce Acidif CV
Una compressa di Acidif CV contiene batteri lattici (Lactobacillus acidophilus), acido lattico e isoflavoni di soja.
La sua particolare composizione consente, una volta sciolta in vagina, di liberare entro pochi minuti batteri lattici ed acido lattico i quali contribuiscono ad abbassare il pH vaginale a valori di acidità tra 4 e 4,5 contrastando l'aggressione e lo sviluppo della microflora patogena. Gli isoflavoni di soja presenti nella compressa sono fitoestrogeni naturali che determinano un incremento della percentuale di acido lattico presente nella mucosa vaginale contribuendo all'abbassamento del pH, e quindi al benessere dell'ambiente vaginale.
www.biohealth.it/acidifcv.asp?idprod=33

La Mucosa vaginale, in condizioni normali, è colonizzata da microrganismi non patogeni (innocui, non causanti infezioni) tra cui si osserva la netta prevalenza dei Lactobacilli. Il livello di acidità della vagina è controllato da questa famiglia di batteri, detti anche bacilli di Doederlein, che si nutrono di uno zucchero complesso (il glicogeno) contenuto in notevoli quantità nelle cellule vaginali. In seguito alla "digestione" del glicogeno da parte di questi batteri, viene prodotto acido lattico necessario per mantenere l'acidità vaginale.

www.farmaciadimuria.it/3livello_dettaglio_new.asp?id=2076

Leucorrea?
Leucorrea è un termine medico che denota la fuoriuscita di abbondanti secrezioni vaginali, più o meno vischiose, di colore biancastro-trasparente ed odore sottile. Il secreto della cervice uterina e le piccole quantità di liquido che trasudano dalla mucosa interna della vagina sono importanti per mantenere l'ottimale lubrificazione e pulizia di questo canale muscolomembranoso.
La leucorrea è comune durante la gravidanza, l'ovulazione, in alcune ragazze durante il periodo puberale ed in generale in tutte quelle condizioni che alterano i livelli degli estrogeni (inclusa la menopausa e l'assunzione della pillola anticoncezionale). La leucorrea può essere causata anche da processi infiammatori (vaginite) o dalla congestione della mucosa. Nella leucorrea fisiologica le perdite sono opalescenti e dissociate da una sintomatologia, mentre nei processi infettivi le abbondanti secrezioni vaginali si associano a disturbi più o meno gravi, in base ai patogeni presenti e al grado d'infezione.
I sintomi comunemente associati a leucorree patologiche sono il prurito, l'irritazione, l'arrossamento, il bruciore ed il dolore vulvo-vaginale (amplificato dai rapporti sessuali). Generalmente i cocchi danno un'infezione bianco-giallastra, la Candida dà una leucorrea con aspetto a ricotta, la Gardnerella conferisce alle secrezioni un caratteristico odore di pesce marcio, il Trichomonas dà una leucorrea verdognola e le infezioni da Chlamydia e Micoplasmi decorrono in maniera paucisintomatica. Quando il secreto prende un colore giallastro si parla di leucoxantorrea, dal momento che il materiale purulento contiene linfociti neutrofili.
In presenza di leucorrea è importante consultare preventivamente il medico prima di ricorrere a farmaci da banco o ai "rimedi dell'amica", in modo da individuarne le cause e stabilire la terapia più opportuna. La prevenzione si attua attraverso una normale igiene intima quotidiana (né scarsa, né eccessiva); dopo la defecazione, ad esempio, è essenziale pulirsi dalla vagina verso l'ano e non viceversa, per evitare di trasportare i batteri fecali verso la vulva. Le lavande vaginali sono sconsigliate in donne sane (anche dopo un rapporto sessuale o le mestruazioni), poiché possono impoverire la flora vaginale di batteri utili e facilitare l'infezione o peggiorare la leucorrea già esistente.
La profilassi primaria si completa eliminando la biancheria sintetica e gli indumenti troppo aderenti e adottando metodi di barriera (preservativo) durante i rapporti sessuali occasionali.

Fonte: my-personaltrainer.it

Patologie infiammatorie dell'apparato genitale femminile
Il sintomo comune a tutte queste forme è la leucorrea ossia un aumento del normale secreto vaginale che assume una colorazione giallastra e in alcuni casi anche maleodorante e prende il nome di leucoxantorrea.
La vagina non ha ghiandole per cui quella che viene definita “secrezione vaginale” in realtà consiste in una trasudazione vaginale; esistono vari tipi di leucorrea e non tutti sono espressione di un processo patologico, si ricordano a tal proposito quella della pubertà, quella post-mestruale, in corso di gravidanza, nelle donne anziane per carenza di estrogeni oppure di tipo psichico per aumento del tono vaginale.

http://www.chirurgiatoracica.org/per_pazienti/malattie_specialistiche/ginecologia.html


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab Mar 09, 2013 1:24 am, modificato 25 volte

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Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida Blanchett il Mar Ott 26, 2010 6:11 pm

Leucorrea è un tipo di scarico o di liquidi che possono essere presenti in vagina. È spesso descritto come bianco o di colore lattiginoso e può essere un po' spessa e scivolosa. In molti casi la presenza di questo scarico è assolutamente normale, ma altre volte potrebbe essere l'indicazione di infezione, anche se altri segni di solito sono presenti anche quando questo è il caso.
Leucorrea normalmente si verifica durante la gravidanza precoce, e in genere in bambine che possono avere una parte di questo scarico le prime settimane di vita. Le donne incinte possono notare perdite bianche dalla vagina, e medici possono avere pre-avvertito le donne che possono aspettarsi di vedere queste secrezioni. La maggior parte dei pediatri consente nuove mamme e papà sanno che potrebbe notare scarico biancastro quando cambiano i pannolini per la loro figlia nuovo.
È opportuno precisare che nella maggior parte dei , la presenza di questo scarico è nulla di cui preoccuparsi durante la gravidanza. Tuttavia, qualora il cambiamento di colore dal bianco al giallo o verde, in caso di leucorrea essere tinto con o accompagnati da sangue, o in caso di scarico hanno un odore sgradevole, questo potrebbe essere indicativo di problemi con la gravidanza o con la salute vaginale. Quando perdite vaginali cattivo odore o è o verde o giallo, l'infezione batterica è spesso indicato.
Un altro momento in cui leucorrea può essere presente del tutto naturale e di solito è precedente alla prima mestruazione. Molte ragazze può notare questo sintomo, e come il primo periodo, potrebbe causare preoccupazione, se è inaspettato. Quando le ragazze sono istruiti circa la pubertà, che citano leucorrea può essere utile per le ragazze non preoccupatevi se non notarlo.
Anche se leucorrea può verificarsi in qualsiasi momento, ci sono momenti in cui la sua presenza deve essere considerato come potenzialmente problematici. Quando la vagina si infiamma in alcun modo, più di questa sostanza può essere secreta, che potrebbe indicare un'infezione o sia di natura fungina, virale o batterica. Infezioni del lievito può talvolta aumentare leucorrea, ma così può infezioni con molte malattie sessualmente trasmesse. Se questo scarico mostra all'improvviso e una persona ha nel recente passato, impegnati in attività sessuali a rischio, si dovrebbe assolutamente vedere un medico di famiglia o ginecologo per escludere infezioni.
Allo stesso modo, lo scarico bianco, accompagnato da estrema prurito vaginale potrebbe suggerire l'infezione del lievito. Se questa è la prima volta che una persona ha mai provato uno di questi, allora potrebbe essere prudente consultare un medico per la diagnosi prima di iniziare il trattamento. Prurito può avere anche altre cause, comprese le infezioni come l'herpes, che possono essere presenti all'interno della vagina e quindi non risulta.
Ciò che è importante da ricordare sulla leucorrea è che in molti casi è del tutto normale. In qualsiasi momento le cause riguardano perdite vaginali, la cosa più intelligente da fare è consultare un medico per escludere altre condizioni. Questo può alleviare la preoccupazione e accertarsi che eventuali problemi di salute vaginale sono presenti rapidamente.
Fonte cosar.info/guarire/2010/08/Che-cosa-e-Leucorrea.html


Ultima modifica di Admin il Ven Nov 19, 2010 3:11 am, modificato 3 volte

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Re: Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

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Leucorrea è un termine medico che denota la fuoriuscita di abbondanti secrezioni vaginali, più o meno vischiose, di colore biancastro-trasparente ed odore sottile. Il secreto della Cervice uterina e le piccole quantità di liquido che trasudano dalla mucosa interna della vagina sono importanti per mantenere l'ottimale lubrificazione e pulizia di questo canale muscolomembranoso.
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Fonte: my-personaltrainer.it

Perdite vaginali
di Bruno Rimoldi

È espressione di una vaginite, ossia di un’infiammazione della Vagina. La Mucosa appare a volte arrossata e gonfia, in qualche caso ricoperta da membrane biancastre.
A volte la secrezione può partire dalla Cervice uterina (Cervicite), che può essere sede di infiammazione, desquamazione e cattivo odore.

Forme
Bisogna distinguere anzitutto una leucorrea fisiologica da una patologica.
La leucorrea fisiologica, risultato della desquamazione della mucosa vaginale dovuta all’azione degli estrogeni; essa assicura l’umidità dei genitali.
La leucorrea patologica è invece provocata da un’infiammazione della vagina e del collo dell’utero.
La leucorrea è più spesso espressione di
1. Vaginite irritativa, provocata da agenti fisici o chimici. Distinguiamo:
- Vaginite chimica.
- Vaginite allergica.
- Vaginite traumatica.
- Vaginite da corpi estranei.
2. Vaginite ormonale.
· Vaginite atrofica: mucosa vaginale secca.
3. Vaginite infettiva.

Cause 
- Vaginite chimica: è causata dall’uso (e a volte dall’abuso) di medicinali o prodotti per l’igiene intima che aggrediscono direttamente la mucosa della vagina.
- Vaginite allergica: è causata dalle stesse sostanze di cui sopra, che provocano un danno in modo indiretto, attraverso una modificazione dell’immunità.
- Vaginite traumatica: provocata da agenti fisici o da eccessi sessuali.
- Vaginite da corpi estranei: per esempio da assorbenti interni dimenticati.
- Vaginite ormonale: soprattutto gli ormoni della menopausa, ma anche la pillola contracettiva.
- Vaginite infettiva: soprattutto Trichomonas vaginalis, Candida albicans, Gardnerella vaginalis, Neisseria gonorrhaeae, Herpes simplex, Chlamydia trachomatis.

Durata
Variabile secondo le cause e le situazioni.

Fattori predisponenti
1. Igiene precaria.
2. Abitudini sessuali varie.
3. Uso indiscriminato di farmaci, compresa la pillola anticoncezionale.

Sintomi
1. Prurito vulvare e vaginale.
2. Fuoruscita di secrezione variabile, biancastra (Candida) o caseosa, cioè della consistenza del formaggio; può coesistere un odore acre.
3. A volte la secrezione è davvero purulenta per la commistione con batteri di varie specie.
4. Nei casi più gravi possono verificarsi dolore, stanchezza e febbre.

Esami da effettuare
Esame colturale del secreto vaginale con eventuale antibiogramma (individuazione degli antibiotici più adatti per i germi scoperti).

Implicazioni psichiche

I principali problemi della leucorrea sono legati essenzialmente a due ordini di fattori:
1. Le perdite possono essere continue e refrattarie alle terapie e durare a lungo fino a far perdere la fiducia nella donna.
2. Anche se ben curate possono recidivare e ripresentare gli stessi (o nuovi) problemi con eventuali ripercussioni anche sulla coppia.

Terapia
Terapia tradizionale
Si basa:
- Da una lato sulla somministrazione di antibiotici, spesso molto forti e verso i quali può instaurarsi una resistenza, il che induce spesso il medico ad aumentare erroneamente le dosi o a cambiare antibiotico, con conseguenti problemi della sfera immunitaria.
- Dall’altro sull’applicazione di ovuli o lavande che, se non sono ben eseguite e ben seguite, possono peggiorare anche il quadro.

Terapie naturali
1. Alimentazione e nutriterapia
La mucosa della vagina riflette abbastanza uniformemente le condizioni ambientali di tutto l’organismo. È necessaria una dieta sana ed equilibrata per assicurare un perfetto pH, ossia un perfetto rapporto fra sostanze acide e sostanze alcaline.
- In caso di perdite da Candida albicans sarà utile una dieta ben bilanciata povera di grassi, zuccheri e cibi raffinati.
- In caso di infezioni croniche con deficit immunitario è necessario supplementare la dieta di alcuni precisi integratori alimentari:
* Vitamina A e beta-carotene: necessari per ricostruire una mucosa vaginale consumata dalle continue escrezioni, ma anche per un’adeguata risposta immunitaria. Utile il consumo di pomodori e carote.
* Vitamine B: la B2

Fonte: natsabe.it/magazine/medicina/perdite-vaginali-di-bruno-rimoldi.asp?IDMagazineArticolo=115&L=IT


Ultima modifica di Admin il Ven Nov 19, 2010 3:14 am, modificato 2 volte

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prof.ssa Tempera

Messaggio  Aida Blanchett il Mar Nov 02, 2010 3:56 am

Presentazione della prof.ssa Tempera sull' equilibrio della flora batterica vaginale: clicca qui


Ultima modifica di Aida il Gio Set 27, 2012 8:19 pm, modificato 3 volte

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Re: Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida Blanchett il Ven Dic 03, 2010 4:00 pm


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“Probiotici Antiossidanti ed Ecosistema vulvo-vaginale.”

Messaggio  Aida Blanchett il Ven Dic 03, 2010 4:31 pm

Visionate questo importante articolo della prof.ssa Tempera:
“Probiotici Antiossidanti ed Ecosistema vulvo-vaginale.”

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Re: Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida. il Ven Dic 17, 2010 10:48 pm


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Re: Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida. il Ven Dic 17, 2010 10:53 pm

Naturalmente come continuiamo a sostenere i rimedi che adottiamo vanno presi anche nel caso singolo, proprio per evitare di far partire il circolo perverso!!!

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Re: Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida Blanchett il Mer Ott 12, 2011 11:27 pm

Flora batterica e infezioni vaginali
Scritto da Rosanna Piancone

Infezioni vaginali
Partiamo dal presupposto che i nostri organi genitali sono strutture complesse, ma perfette ed in grado di difendersi grazie all'equilibrio che sussiste al loro interno. Questo equilibrio è dato dalla presenza di secrezioni vaginali particolarmente adatte alla vita di batteri benefici chiamati lattobacilli, che a loro volta condizionano l'ambiente vaginale rendendolo ottimale per la loro sopravvivenza e per il benessere dell'organo stesso.

Le secrezioni vaginali provengono dalle cellule dell'epitelio (quelle che tappezzano la parte più superficiale della parete vaginale) e dalle cellule ghiandolari. Queste secrezioni hanno importantissime funzioni difensive:

– contengono glicogeno, che viene trasformato in acido lattico sia dalle cellule della mucosa vaginale, sia soprattutto dai lattobacilli attraverso un processo di fermentazione. L'acido lattico mantiene acido il ph vaginale, creando un ambiente ostile per i microrganismi patogeni (candida a parte). I lattobacilli sopravvivono sia in ambiente alcalino, che acido. Il glicogeno è proporzionale alla presenza di estrogeni: maggiori sono gli estrogeni e maggiore sarà la quantità di glicogeno nelle secrezioni. In menopausa e nelle bambine il livello degli estrogeni è molto basso, il ph più elevato ed i lattobacilli scarsi.

   *il muco vaginale è molto denso. Per i batteri è molto difficile penetrare in questo muco. Per questo le secrezioni vaginali che tappezzano la vagina, rappresentano una efficace barriera fisica impenetrabile dai batteri patogeni.
   * Il muco vaginale contiene fibronectina, una molecola che ha un forte legame specifico coi lattobacilli.
   *Il secreto vaginale è ricco di macrofagi (cellule che mangiano i batteri e che aumentano in fase mestruale diminuendo se vengono a contatto con spermicidi) e anticorpi (IgA e IgE) che attaccano i microrganismi patogeni.
   *Le secrezioni vaginali sono ricche di sostanze tossiche per i patogeni (chemiochine, citochine, defensine) ad ampio spettro d'azione. Agiscono infatti su batteri gra, + e gram-, funghi, protozoi e alcuni virus.
   *Contengono inoltre lactoferrina (che lega il ferro presente togliendolo ai batteri che non sopravvivono senza), zinco (con proprietà antibatteriche) e lisozima (un enzima in grado di distruggere le pareti dei batteri).

I lattobacilli vaginali furono scoperti da Doderlein nel 1892. I lattobacilli presenti nella nostra vagina variano da un milione a 100 milioni! Questa flora del Doderlein è formata principalmente da: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus fermentum, Lactobacillus plantarum, Lactobacillus brevis, Lactobacillus jensenii, Lactobacillus casei, Lactobacillus cellobiosus, Lactobacillus leichmanii, Lactobacillus delbrueckii, Lactobacillus salivarius. Sono batteri non patogeni che vivono sia in presenza di ossigeno, che in sua assenza, sia in ambienti a ph acido, che in quelli a ph alcalino (sebbene quest'ultimo gli tolga importanti sostanze nutritive, quali il glicogeno).

Le funzioni che questi batteri hanno a livello vaginale sono molte e fondamentali:

– Fermentano il glicogeno (attivato dagli estrogeni) trasformando in acido lattico, che contribuisce al mantenimento di un ph acido,

– Producono perossido di idrogeno (acqua ossigenata) inibendo la crescita dei batteri patogeni anaerobi e dei batteri aerobi in quanto, oltre ad apportare ossigeno letale per gli anaerobi, questo perossido ha azione tossica sulle cellule batteriche non lattobacillari. I lattobacilli maggiormente produttori di perossido di idrogeno sono il L. crispatus e il L. Jensenii. I batteri più danneggiati dal perossido sono la gardnerella, l'escherichia coli e lo stafilococco aureo.

– Producono batteriocine, sostanze con effetti antibiotici naturali. Il L. casei rhamnosus GRI sembra produrre batteriocine estremamente efficaci verso l'e.coli, il L. salivarius ne produce altre attive soprattutto contro l'enterococco fecalis. Alcuni lattobacilli che producono perossido di idrogeno sono efficaci contro la neisseria gohonorreae in quanto formano una batteriocina in grado di ridurre la capacitàdi questo germe di vivere in presenza di perossido.

– Si nutrono delle stesse sostanze utili ai microrganismi patogeni anaerobi (per esempio l'arginina) togliendogli quindi nutrimento. Il L. brevis è il lattobacillo che più degli altri ha questo effetto ed è quindi indicato nelle vaginosi anaerobiche.

– Producono biosurfactanti, molecole in grado di richiamare altri lattobacilli in modo da creare una barriera contro i patogeni. L. acidophilus e L. fermentum producono un surfactante (la surlactina) che inibisce l' adesione di Enterococco. faecalis, E.coli, candida albicans.

– Si legano ai recettori posti sulla mucosa vaginale ed occupandoli tutti, tolgono ai germi patogeni la possibilità di aderire alle pareti vaginali

– Si co-aggregano, ovvero riescono a legarsi ai germi patogeni impedendogli quindi di aderire alle mucose vaginali e di riprodursi. L. acidophilus, L. gasseri e L. jensenii, si legano a Candida albicans, E. coli e Gardnerella. vaginalis

Oltre alla flora di Doderlein, in vagina sono NORMALMENTE presenti anche batteri potenzialmente patogeni aerobi (cioè che vivono in presenza di ossigeno) ed anaerobi (che non vivono se è presente ossigeno).

Quelli aerobi sono:

Staphyloccus epidermidis (60%), Corynebacterium (60%), Streptococcus 59%), Gadnerella vaginalis (43%), Enterococcus (27%), Enterobatteriaceae (15%), Mycoplasma hominis (14%), Yeast (7.2%), Candida (7%), Staphilococcus aureus (5%), Escherichia coli (4%), Klebsiella pneumonie (2%), neisseria, proteus mirabilis, Pseudomonas aeruginosa, Enterobacter.

Quelli anaerobi sono:

Peptococcus spp. (o stafilococco anaerobio)(80%), Peptostreptococcus spp.(o streptococco anaerobio) (28%), Streptococcus (6%), Eubacterium (36%), Bacteroides spp (43%), Bacteroides fragilis (14%), B. melaninogenicus (30%), Bacteroides oralis (18%), Bacterides disiens (15%), Bacteroides bivius (40%), B. asacharolyticus(5%), Fusobacterium (23%), Veillonella (29%), Propionibacterium (14 %), Bifidobacterium (15%), Clostridium (18%), Ureaplasma spp (54%), Sarcina (2%), Mobiluncus, Actinomices, Clostridium, Prevotella, Micoplasmi, Trichomonas.

L'insieme di tutti questi batteri in perfetto equilibrio tra loro (flora di Doderlein, microrganismi aerobi e microrganismi anaerobi) forma la normale flora batterica vaginale. In questo equilibrio i lattobacilli di Doderlein rappresentano il 90% dei microrganismi vaginali totali . I patogeni aerobi e anaerobi rappresentano meno del 10% di questo totale. Proprio grazie a questo rapporto 1/10 tra patogeni e benefici, i primi non riescono ad avere il sopravvento ed a creare malattia infezione.

Capita spesso però che questo equilibrio si alteri e che i patogeni riescano a moltiplicarsi fino a superare il numero dei lattobacilli. Ciò può avvenire in seguito a malattie, terapie debilitanti, abbassamento del ph , infezioni concomitanti, assunzione di antibiotici (che uccidono anche i lattobacilli), uso di anticoncezionali orali (alterano le secrezioni ed il ph), infiammazioni, allergie ed irritazioni vulvo-vaginali, menopausa, gravidanza,.patologie ovariche, attività sessuale, fase del ciclo mestruale, uso di biancheria sintetica colorata, applicazione di assorbenti interni, dermatiti e dermatosi vulvari, abuso di igiene intima.

“È infatti ampiamente dimostrato come la maggior parte dei trattamenti antimicrobici impiegati nelle affezioni vaginali presentino un impatto estremamente negativo sulla fl ora di Doderlein, complicando così la rigenerazione dei lattobacilli costituenti la fl ora batterica vaginale normale.”(Gianna Tempera, “Probiotici Antiossidanti ed Ecosistema vulvo-vaginale.” http://www.velates.it/notizie utili/Depliant Tempera.pdf)

Su questo squilibrio è inevitabile che si instauri l'infezione vaginale.

Le infezioni vaginali possono essere provocate sia da microrganismi che provengono dall'esterno e che vengono trasmessi soprattutto attraverso i rapporti sessuali (malattie sessualmente trasmesse – MST), sia da microrganisni provenienti dal nostro stesso organismo (dall'intestino o dalla stessa vagina).

Le malattie sessualmente trasmesse comprendono quelle virali (herpes virus, hpv), quelle batteriche (Chlamydia trachomatis, gonorrhoeae), quelle causate da protozoi (thricomonas vaginalis), quelle micotiche (alcuni ceppi di candida) ed altre malattie causate da microrganismi che però usano gli organi sessuali solo come strumenti per penetrare nel corpo umano e non creano danni locali in questa via di penetrazione (AIDS, epatite B e C).

Le infezioni provocate da microrganismi già presenti a nel nostro organismo vengono distinte in 2 tipi: le vaginiti aerobiche e le vaginosi batteriche. Non si tratta di infezioni vere e proprie, ma di una colonizzazione eccessiva di batteri normalmente presenti in vagina. Nella vaginosi batterica prevarrà la presenza di batteri anaerobi di origine vaginale (Ureaplasma, Mycoplasma, Trichomonas, ecc), mentre nella vaginite prevarrà la presenza di batteri aerobi di provenienza intestinale (e.coli, klebsiella, enterococco, ecc)

L'infezione vaginale più comune è la vaginosi batterica (40-45%), seguita dalla vaginite aerobica, dalla candida (20-25%), dalla chlamydia, dalla gardnerella e dal trichomonas. (10-20%)

Le infezioni genitali possono riguardare sia la vulva, che la vagina, la cervice e l'utero. Perdite vaginali (non più chiare e trasparenti, ma grigiastre, bianche o gialle), bruciore, dispareunia e prurito i sintomi più frequenti e comuni. Spesso l'infezione coinvolge l'ultima parte dell'uretra (quella verso l'esterno) e le ghiandole parauretrali dando una sintomatologia più simile a quella dovuta alla cistite, più che alla vaginite: bruciore alla minzione, sensazione di mancato svuotamento, urgenza, frequenza. A causa di ciò spesso viene curata una cistite inesistente (dal medico in base ai sintomi riferiti, o dalla paziente stessa, che crede che il problema sia urinario) e non la vera causa dei disturbi, non risolvendo quindi il problema.

Tuttavia la stessa vaginite rappresenta un serbatoio microbico in cui proliferano sia il germe responsabile dell'infezione, sia germi diversi da quello originario e da qui è facile che i batteri partano per andare ad invadere l'uretra e poi la vescica dando origine ad una reale cistite. In questi casi purtroppo viene curata solo la cistite con antibiotici che non sempre sono quelli efficace a risolvere il problema infettivo vaginale. Perdurando lo squilibrio vaginale (incrementato dall'antibiotico stesso) e quindi il serbatoio batterico vaginale, rimarranno le condizioni favorevoli allo sviluppo di ulteriori cistiti.

Davanti ad infezioni vescicali ricorrenti pertanto è indispensabile analizzare la situazione vaginale per escludere che l'origine di questa cronicità sia dovuta ad un'alterazione della flora batterica vaginale.

Importante allora effettuare una visita ginecologica, un tampone vaginale e cervicale e se necessario ricerche più specifiche.

In letteratura raramente si parla di ripristino della flora batterica vaginale o di prevenzione delle vaginosi attraverso l'uso di probiotici vaginali. Ritengo che si eviterebbero numerosissime vaginosi se si associasse nella donna l'assunzione orale e locale di lattobacilli ogni volta che viene prescritta una terapia antibiotica (per qualsiasi malattia, anche per la bronchite), ad ogni donna sottoposta a terapia anticoncezionale orale, ad ogni donna gravida, ad ogni donna in menopausa, ad ogni donna affetta da vestibolite o da dermatosi, dopo una malattia debilitante.

Gianna Tempera ritiene basilare associare alle terapie eradicanti i patogeni e al ripristino dei lattobacilli carenti anche una terapia ristrutturante e riepitelizzante a base di antiradicali liberi, che sembrano avere un ruolo importante nell'impedire e riparare il danno cellulare ricevuto dalle mucose. Questi antiradicali si trovano nei vegetali (polifenoli e bioflavonoidi), nelle vitamine (vitamina C, vitamina E, betacaroteni) e nei micronutrienti (selenio, zinco, rame, glutatione, coenzima Q10, melatonina, acido urico).

Un altro studio su 45 donne ha dimostrato che la semplice acidificazione dell'ambiente vaginale attraverso prodotti specifici, ha risolto completamente la vaginosi nel 93% delle donne sottoposte a tale terapia (Miphil).

Estremamente importante inoltre, è la prevenzione che possiamo mettere in atto attraverso semplici regole quotidiane: uso di biancheria bianca in cotone (che lascia traspirare la cute apportando ossigeno ai batteri anaerobi), abolizione di detergenti intimi e lavande (per non rimuovere la flora del Doderlein), eliminare jeans e pantaloni troppo stretti (poiché trattengono umidità e calore creando condizioni favorevoli allo sviluppo dei patogeni), utilizzare assorbenti di cotone e limitare il loro uso esclusivamente al periodo mestruale.

Un dubbio sorge spontaneo. Visto che ogni infezione vaginale è dovuta all'alterazione della flora batterica in cui vi è un aumento dei patogeni ed iuna diminuzione dei lattobacilli, perchè invece di combattere i patogeni con terapie che hanno sicuri effetti collaterali non si lavora sul fronte opposto ripristinando le quantità di lattobacilli vaginali originali? Forse perchè le case farmaceutiche guadagnano di più con gli antibiotici rispetto ai fermenti vaginali? Uno studio Giapponese su 2000 donne gravide (Usui-2002) ed uno koreano (Kim, 2006) ha dimostrato che il parto pretermine non è dovuto all'aumento di patogeni, ma all'assenza di lattobacilli. Quindi sembra che la cosa più importante non sia tanto la ricerca colturale dei patogeni, la cui terapia antibiotica rischia solo di peggiorare l'infezione originale, ma la valutazione quantitativa dei lattobacilli.

“Il miglior comandante non è colui che riporta cento vittorie su cento battaglie, ma colui che vince senza combattere...” (Sun Tzu “Arte della guerra”)

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Re: Ecosistema vaginale - Bacillo di Döderlein (Lattobacillo) - Leucorrea • VULVODINIA.INFO

Messaggio  Aida Blanchett il Sab Gen 21, 2012 1:16 pm

Aida ha scritto:
I batteri probiotici, quelli buoni per noi, ci proteggono con vari meccanismi. Potenziano l' "effetto barriera" a protezione della mucosa intestinale, attuano la cosiddetta "esclusione competitiva" nei confronti dei germi patogeni, e incrementano la resistenza alla colonizzazione di questi ultimi.
I vari microorganismi "buoni" agiscono in armonia fra loro; in particolar modo i lattobacilli producono col loro metabolismo l'acido lattico scindendo i glucidi introdotti con l'alimentazione, e producono batteriocine. Delle batteriocine ne ho già parlato per quanto riguarda le nostre difese naturali vaginali: sono sostanze che hanno spiccata attività antibatterica e antimicotica (=antifungo), quindi contrastano la proliferazione dei germi potenzialmente patogeni.
I fermenti lattici vanno ad aderire alla mucosa intestinale e vaginale ancorandosi ai recettori qui presenti mediante adesine; in questo modo i potenziali patogeni non possono attecchire perché trovano i recettori delle membrane mucose già occupati, quindi non riescono ad "attaccarsi" alle pareti delle membrane intestinale e vaginale quindi vengono semplicemente eliminati.

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