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Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Lo Stress: the Fight or Flight (or Freeze) Response (Risposta "Combatti o Fuggi o Congélati") • VULVODINIA.INFO

il Gio 26 Lug 2012, 10:28
Visionate questa breve animazione video.

Lo Stress è la risposta del corpo alla percezione della paura o del pericolo quando sentiamo che le nostre risorse sono inadeguate a far fronte al problema. Questa percezione della paura può essere causata perché non riusciamo a padroneggiare le provocazioni esterne, perché le nostre competenze sono messe in discussione o perché siamo intrappolati dalle troppe aspettative, situazione che danneggia molto la nostra visione di autostima e fiducia in sé stessi.
Abbiamo sviluppato così un modo di affrontare le situazioni di paura quando esse si presentano sotto molte forme. Le nostre risorse fisiche sono le stesse che aveva l’uomo delle caverne, gli stessi istinti primitivi di cui l’uomo una volta aveva bisogno per la sopravvivenza. Aveva bisogno di sapersi difendere dagli attacchi esterni quando si trovava a fronteggiare un animale o qualcosa che incuteva una paura simile. Oggi questo istinto primitivo non è più necessario, ma resta comunque una parte fondamentale del nostro comportamento, e il meccanismo del “combatti o fuggi”
[FFR, Fight or Flight Response, letteralmente ingl. "combatti o fuggi", o meglio Fight, Flight or Freeze Response - combatti o fuggi o congélati, NdR] non si è modificato nei secoli perché comunque utile alla sopravvivenza umana.
L’uomo civilizzato ha un uso davvero minimo di questa naturale risorsa ma, nell’interesse della propria vita, è sempre necessario per noi essere ben equipaggiati per tutte le eventualità. Inoltre, anche se la maggior parte delle percezioni di pericolo nella civiltà odierna siano più che altro di natura emozionale o psicologica piuttosto che di natura fisica, il fatto che si metta comunque in atto il processo del combatti o fuggi come unica reazione difensiva avviene perché questo é l’unico meccanismo che abbiamo a disposizione.
Il corpo e la mente si adoperano istintivamente a mantenere un bilanciamento fisico ed emozionale in modo da assicurare il benessere della mente. Se questo bilanciamento si abbassa, le risorse devono essere impiegate a rettificare la situazione e ristabilire l’equilibrio necessario.
Oggi la maggior parte delle condizioni relative allo stress sono dovute al bisogno di adattarsi a continui cambiamenti, e questo adattamento si ripercuoterà sulla funzionalità fisica ed emozionale creando spesso reazioni che possono risultare dannose.
Una certa quantità di stress ci è utile per tenerci in allerta, interessati alla vita e motivati ad accettare le sfide che la vita ci riserva. Tuttavia, quando il livello di stress inizia ad avere effetti dannosi, allora è il caso di trovare un sistema di controllo prima che si verifichino seri problemi.

Fonte

[...]molti problemi emotivi sorgono [...] quando l’amigdala, struttura del sistema limbico situata nel lobo temporale e considerata la sede delle emozioni, associa uno stimolo interno o esterno a un’esperienza o situazione simile che in passato ha rappresentato per noi una minaccia.
Lanciando impulsi al sistema nervoso autonomo viene scatenata la cosiddetta risposta “combatti o fuggi”, caratterizzata da un rilascio nella circolazione sanguigna di sostanze chimiche quali cortisolo, adrenalina, noradrenalina; la parte razionale viene “disattivata” e tutto questo si traduce a livello cosciente in sensazioni di paura, ansia, confusione e panico. Se in situazioni di pericolo reale il processo appena descritto rappresenterebbe una reazione opportuna, molto
spesso questa risposta, per via d’errati processi associativi, viene scatenata anche quando la situazione non presenta rischi concreti, limitando le nostre scelte e la nostra capacità di agire nel modo più appropriato.
Fonte

Risposta cerebrale davanti a stimoli positivi e negativi(percepiti e interpretati nei rispettivi modi)
Di fronte a immagini negative, nelle donne si attivano maggiormente le aree connesse ai centri del dolore e del piacere, negli uomini quelle coinvolte nei processi decisionali e il sistema nervoso autonomo
La risposta cerebrale a stimoli positivi e negativi è differente nell'uomo e nella donna, lo ha affermato Andrzej Urbanik dello Jagiellonian University Hospital a Cracovia, in Polonia, illustrando al Convegno annuale della Radiological Society of North America (RSNA) in corso a Chicago i risultati di una ricerca in cui è stata monitorata l'attività cerebrale di un gruppo di uomini e donne mentre venivano mostrate loro una serie di immagini evocative.

"Gli uomini dirigono l'attenzione più agli aspetti sensoriali degli stimoli emotivi e tendono a elaborarli nei termini di implicazioni per l'azione richiesta, mentre le donne pongono più attenzione all'identificazione dei sentimenti messi in gioco dallo stimolo emotivo", ha detto Urbanik.
Mentre osservavano le immagini negative, le donne mostravano un'attivazione decisamente più forte ed estesa nella parte sinistra del talamo, che scambia informazioni con la corteccia cerebrale, e in particolare ai centri del dolore e del piacere.

Gli uomini esibivano invece una maggiore attivazione della parte sinistra dell'insula, che calibra lo stato fisiologico di tutto il corpo e quindi genera le sensazioni soggettive che possono spingere all'azione. Le informazioni provenienti dall'insula sono quindi dirette ad altre strutture cerebrali fra cui quelle coinvolte nei processi decisionali e al sistema nervoso autonomo.

Il sistema nervoso autonomo controlla funzioni involontarie come la respirazione, il battito cardiaco, la digestione e concorre a modulare le diverse funzioni in risposta a stress o stimoli ambientali. In particolare, è responsabile della risposta "combatti o fuggi" in situazioni di pericolo.
"Nell'uomo le immagini negative hanno stimolato più fortemente il sistema autonomo, suggerendo che di fronte a una situazione pericolosa vi sia una maggiore propensione all'azione", osserva Urbanik

Di fronte a immagini positive, invece, le donne avevano una più forte ed estesa risposta nel giro temporale superiore destro, coinvolto nell'elaborazione uditiva e nella memoria, mentre nell'uomo prevaleva quella dei lobi occipitali, associati all'elaborazione visiva. Queste differenze, ha osservato Urbanik indicano che le donne possono analizzare gli stimoli positivi in un più ampio contesto sociale, mentre negli uomini sono "divorate" dai sistemi visivo e motivazionale. (gg)
Fonte

Quando qualcuno o qualcosa attiva in te un’emozione negativa, applica i seguenti passaggi:

1) Sposta immediatamente l’attenzione dalla mente al respiro.

(Questo passo è utile per distaccare la mente dalla situazione evitando di indugiare su pensieri che potrebbero supportare la reazione emotiva negativa)

2) Pratica una regolare lenta respirazione addominale, inspirando per circa 4 secondi ed espirando per circa 7 secondi seguendo con attenzione il movimento del tuo addome, e pronuncia internamente la parola “relax” durante l’esalazione.

3) Prosegui finché la carica emotiva disturbante è diminuita.

Rallentare il ritmo del respiro a circa 6 cicli al minuto (un ciclo di inspirazione ed espirazione dura circa 10 secondi) riduce l’attività del sistema nervoso simpatico responsabile dell’eccitazione emotiva, e aumenta l’attività del sistema nervoso parasimpatico il quale contribuisce a ripristinare le funzioni fisiologiche a livelli normali.
Per alcune persone l’effetto di bilanciamento emotivo è maggiore se la durata dell’espirazione è doppia rispetto a quella dedicata all’inspirazione.
Per avere un’idea più precisa di come praticare una corretta respirazione addominale, può essere utile stendersi, posizionare un libro sulla pancia e assicurarsi che durante l’inspirazione questo si sollevi di due o tre centimetri, e lasciare che il peso del libro accompagni l’espirazione.
Spero che questa strategia possa esserti utile per intervenire sulle emozioni spiacevoli che possono offuscare il tuo pensiero e  limitare il tuo modo di agire.

Chakra del plesso sacrale , Mooladhara
Mooladhara (dal sanscrito radice) è il chakra collocato alla base della colonna vertebrale sotto l’osso triangolare denominato sacro. Qui ha sede la nostra energia vitale (prana o kundalini) ed hanno origine i tre canali principali, malgrado questo plesso possa essere danneggiato, indebolito o malato potrà essere riequilibrato e le sue qualità ristabilite attraverso l’esercizio e il risveglio della kundalini. A livello fisico esso controlla il sistema nervoso centrale, l’apparato osteomuscolare, gli organi del basso intestino ( intestino crasso: dalla valvola ileo-cecale fino all’ano) e gli organi genitali. Le ghiandole endocrine associate sono le surrenali o surrene che sono localizzate sull’estremità superiore di ognuno dei due reni e sono composte da una porzione interna definita midollare la quale produce adrenalina e in misura minore noradrenalina, queste sostanze innescano la risposta dell’organismo “combatti o fuggi”. La porzione corticale produce numerosi altri ormoni suddivisi in tre gruppi costituenti i corticosteroidi (corticoide = cortisolo, mineralcorticode = aldosterone, steroidi sessuali = testosterone.) L’aldosterone stimola il riassorbimento del sodio facilitando il recupero dell’acqua da parte del rene che è fondamentale per mantenere costante il volume ematico e di conseguenza la pressione del sangue, mentre il cortisolo è un ormone determinante nelle risposte dell’organismo a situazioni di stress improvviso.
A livello psicologico, il centro sacrale rappresenta l’IO,  la sicurezza in sé stessi, lo spirito di sopravvivenza, il senso interiore della giusta direzione e del giusto comportamento. Le sue qualità sono la purezza e l’innocenza, la saggezza, qualità espresse dalle persone che si mantengono interiormente semplici, che riescono ad essere sé stesse, si tratta di qualità innate insite in ogni essere umano fin dalla nascita e che non possono essere mai distrutte ma solo coperte dai condizionamenti, dalle paure e dalle esperienze negative. Le cause di blocco sono la severità e la rigidità, il fanatismo, la paura, subire atteggiamenti  violenti, reprimere la sessualità, i bisogni primari non soddisfatti: casa, cibo, lavoro. Le cause di eccesso sono i comportamenti brutali ed aggressivi (anche se solo verbali), sopraffazione e prevaricazione, razzismo, eccessivo attaccamento alle cose materiali, perversioni sessuali. Ogni squilibrio del plesso sacrale coinvolge sempre anche i due chakra superiori della calotta cranica e il terzo occhio poiché essi sono collegati tramite l’asse ipotalamo- ipofisi- surrene. Disturbi dovuti  allo  squilibrio del 1° chakra che si possono manifestare nel corpo fisico sono le malattie dell’apparato muscolo-scheletrico nel tratto assile della colonna vertebrale, nel tratto appendicolare degli arti inferiori. Disfunzioni dell’apparato genitale ipertrofia prostatica. Infiammazioni: prostatiti, cistiti, uretriti. Infiammazioni del basso intestino (intestino crasso o colon) coliti, emorroidi, prolasso.
Disturbi emotivi e psicologici: stati depressivi, angoscia, panico, eccessiva insicurezza, nevrastenia.
Scheda
   Nome: Mooladhara, plesso sacrale centro basale o della radice.
   Collocazione: orientamento unipolare si trova alla base della spina dorsale ( e tra i genitali e l’ano). Ha corrispondenze alla base del palmo della mano e nel tallone del piede.
   Corpo fisico: sistema nervoso centrale, apparato muscolo-scheletrico, intestino crasso, organi sessuali
   Ghiandole: surrenali
   Qualità: purezza. Il nome radice indica il principio capace di assicurare sviluppo e nutrimento ad ogni cosa, produce un senso di armonia fisica e mentale, è legato alla vitalità, alla capacità di adattamento al mondo, soddisfa i bisogni primari. Ha orientamento verticale ed è il chakra con cui vengono assorbite l'energie della terra e scaricate le tensioni eccedenti.
   Blocco: severità, rigidità, paura, sessualità repressa, bisogni primari  insoddisfatti (bisogni di autoconservazione).
   Eccesso: comportamenti violenti e aggressivi, prevaricazione, sopraffazione, attaccamenti materiali.
   Equilibrio: armonia mentale e fisica, potenza del dharma codice del giusto comportamento e della giusta direzione, fiducia e sicurezza in sé stessi.
    Senso: odorato
   Elemento: terra
   Colore: rosso

FFR e attacchi di panico:
[..]Per primo arriva l'improvviso inizio di una paura con poco o nessuno stimolo. Questo porta al rilascio di adrenalina (epinefrina) che causa la cosiddetta risposta “attacca o fuggi”, per cui il corpo si prepara ad un'attività fisica importante. Questo porta a sua volta ad una frequenza cardiaca accresciuta (tachicardia), respirazione rapida (iperventilazione) e sudorazione (che aumenta la presa e aiuta la perdita di calore). Siccome l'attività vigorosa succede raramente, l'iperventilazione porta ad abbassare i livelli di anidride carbonica nei polmoni e quindi nel sangue. Questo porta al cambiamento di pH del sangue che a sua volta porta a tanti altri sintomi, come formicolio o intorpidimento, vertigini e stordimento. Da parte di qualcuno è anche possibile sentire di non essere in grado di trattenere l'aria che respira, e di conseguenza cominciare a respirare più profondamente: anche questo fa decrescere i livelli di anidride carbonica nel sangue.
Chiunque si iperventila per un breve periodo di tempo può mostrare questi sintomi. Per le persone sofferenti di attacchi di panico che sanno questo, questi sintomi sono visti spesso come prova ulteriore di quanto sia seria la loro condizione. Un circolo vizioso di rilascio di adrenalina alimenta e peggiora i sintomi fisici e lo stress psicologico.

È di fondamentale importanza ricordarsi che:
Il cervello fa parte del sistema nervoso. Il sistema nervoso controlla e coordina tutti gli altri sistemi presenti nel corpo umano. Ordina e armonizza la vasta complessità dei tessuti viventi per il benessere dell'individuo.
Ha il compito di ricevere informazioni sensoriali attraverso gli organi dei cinque sensi e di conservare le informazioni ricavate da esperienze passate.
Comunica costantemente con il corpo. Controlla il sistema endocrino, dei muscoli e dello scheletro, il sistema immunitario, digestivo, cardiovascolare, riproduttivo, respiratorio e quello urinario: senza un sistema nervoso in buona salute, non potrebbe esserci una vita armoniosa.
Il sistema nervoso si suddivide in due parti principali: il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso periferico. Il primo è costituito dal cervello e dal midollo spinale, Possiamo pensare al midollo spinale come un'estensione del cervello.
Il secondo è composto dai nervi craniali, che fuoriescono dalle cellule neurali e dai nervi spinali, che si propagano dal midollo spinale (figura 1).


Figura 1: il grafico mostra come è organizzato il sistema nervoso del corpo umano. I rettangoli di colore marrone rappresentano la parte volontaria di ogni sistema nervoso, che può essere controllata attraverso un intento consapevole. 
All'interno del sistema nervoso centrale e periferico c'è un tipo di sistema nervoso responsabile delle funzioni involontarie, chiamato sistema nervoso autonomo.
È un sistema di controllo del corpo che si corregge da sé. È responsabile dell'omeóstasi, l'equilibrio mantenuto dall'innata intelligenza del corpo.
Regola la temperatura del corpo, il livello degli zuccheri nel sangue, il battito cardiaco, e tutti quegli aspetti della nostra salute che ogni giorno diamo per scontati. Per esempio, il sistema cardiovascolare e quello digestivo per funzionare non richiedono uno sforzo consapevole da parte nostra: non controlliamo consapevolmente il battito cardiaco, né il gran numero di enzimi prodotti per digerire l'ultimo pasto, il che pone un interrogativo: "quale intelligenza manda avanti lo spettacolo? Questo è letteralmente un processo automatico.

"Non abbiamo il controllo consapevole del battito cardiaco né pensiamo mai a dosare gli enzimi necessari per digerire l'ultimo pasto, il che pone un interrogativo: quale intelligenza manda avanti lo spettacolo?"
Il Sistema Nervoso Autonomo possiamo anche chiamarlo subconscio o sistema che opera al di sotto del controllo consapevole. Un buono stratagemma mnemonico è considerare autonomo automatico.
Il Sistema Nervoso Autonomo può essere ulteriormente suddiviso in due parti: sistema nervoso simpatico e parasimpatico. Il sistema nervoso simpatico prepara il corpo ad affrontare le situazioni d'emergenza. t anche chiamato sistema nervoso del combatti o fuggi. Quando percepiamo una minaccia dall'ambiente, tutti i sistemi subiscono un'accelerazione, il battito cardiaco, la pressione del sangue, il tasso respiratorio aumentano, e viene rilasciata l'adrenalina per una risposta immediata.
Contemporaneamente, tutta l'energia del corpo è distolta dal tratto digerente. Il corpo cambia dal punto di vista elettrochimico per poter sopravvivere. L’attività del sistema nervoso parasimpatico consiste nel conservare e ripristinare l'energia del corpo. La funzione del sistema parasimpatico è proprio l'opposto della funzione del sistema simpatico : rallenta il battito cardiaco, aumenta l'energia nel tratto digerente, rilassa il corpo e allontana il flusso sanguigno dai muscoli periferici. Pensate alla sensazione che provate dopo il pranzo di Natale. Il neurone è l'elemento basilare del sistema nervoso e anche il più importante. Neurone è il termine con cui si definisce la cellula neurale con i suoi prolungamenti.
È il tipo di tessuto più sensibile all'interno del corpo umano. I neuroni sono cellule eccitabili specializzate nella ricezione di stimoli e nella conduzione degli impulsi provenienti dai nervi.
Trasmettono informazioni ad altre parti del corpo. Sono come l’impianto elettrico che fa muovere una macchina. Nel cervello si trova la più grande concentrazione di neuroni dell'intero corpo. Il cervello è composto da qualcosa come 10 miliardi di neuroni.
Ci sono tipi differenti di neuroni all'interno del corpo umano collocati in categorie secondo la posizione e la forma.
I diversi tipi di neuroni sono classificati in base alla direzione verso la quale conducono gli impulsi e al numero di diramazioni che presentano. Per esempio, ci sono i neuroni sensoriali e motori. Potete osservare altri tipi di cellule neurali nella figura 2.

Figura 2: differenti tipi di neuroni:

a) Cellula a forma di piramide (cellula motoria) nella corteccia cerebrale

b) Cellula a forma di stella nella corteccia cerebrale

c) Cellula a forma di granulo nella corteccia cerebrale

d) Cellula di Purkyne nella corteccia cerebrale

Ora spostiamoci dai dendriti verso l'interno. I rami convergono verso il tronco dell'albero, nel quale si trova il nucleo del neurone, che rappresenta la biblioteca della cellula: conserva il DNA, ovvero tutte le informazioni genetiche che esprimiamo in qualità di esseri umani che hanno raggiunto questo stadio dell'evoluzione. Strano a dirsi, conserva anche un'enorme quantità di DNA inutilizzato, che gli scienziati chiamano DNA spazzatura.
[È] stata ultimata la mappatura della sequenza del DNA (conosciuta come Progetto Genoma Umano). Adesso gli scienziati sono concordi nel ritenere che usiamo meno del tre per cento (3%) della nostra biblioteca genetica. Pertanto, l'espressione umana del DNA è ancora limitata, e come avere a disposizione una completa biblioteca e continuare a sfogliare sempre gli stessi pochi libri, mentre il resto della biblioteca rimane inutilizzato. Il paradosso è che abbiamo ancora molte più informazioni genetiche latenti di quante ne usiamo correntemente come esseri umani e, a dispetto delle leggi dell'evoluzione, non sono mai diminuite. Da un punto di vista evolutivo agli esseri umani è permesso di essere soltanto il 3% di ciò che sono in potenza. Infatti, le recenti ricerche scientifiche cominciano a comprendere che questo DNA di scarto può avere molte più funzioni pratiche di quante gli scienziati non abbiano mai considerato.
Il DNA della cellula nervosa è quasi lo stesso di ogni altra cellula del corpo, perché ognuna contiene le medesime informazioni genetiche, rappresentate appunto dal DNA. Ciò che rende diversa una cellula dall'altra è l'espressione attiva di appena pochi geni specifici. Quindi, una cellula nervosa si esprime come tale, perché la sequenza del suo DNA è appena diversa da quella che genera la cellula di un muscolo o della pelle. Il tronco del neurone è chiamato assone (figura 3).

Figura 3: albero che rappresenta il neurone. I rami sono i dendriti. Il tronco è l'assone. Le radici sono i neuriti.

Tutti i neuroni hanno un solo assone. Possono raggiungere una lunghezza variabile, da un decimo di millimetro a due metri. Quando una cellula del cervello viene eccitata, trasmette il suo messaggio lungo l'assone per mezzo di un singolo impulso piuttosto che di una propagazione costante. Questo è definito un fenomeno del tutto‑o‑niente. L’impulso ha la durata di un millesimo di secondo e può viaggiare alla velocità di 2‑300 miglia orarie.
Ioni e potenziale di azione
La membrana cellulare, o membrana del plasma, avvolge esternamente la cellula nervosa ed i suoi prolungamenti. Immaginatela come la pelle della cellula nervosa. Da qui parte e arriva l'impulso nervoso. La membrana del neurone misura otto nanometrì ed è molto più piccola di quanto un microscopio standard consenta di osservare. E’ semipermeabile, il che significa che permette ad alcuni ioni di attraversarla, ma proibisce ad altri il passaggio. Gli ioni sono particelle elementari con una carica, perché hanno perso o guadagnato un elettrone nella loro orbita più esterna. Alcune particelle inorganiche, messe in soluzione, acquistano o perdono elettroni abbastanza facilmente. Dal momento che il corpo è composto prevalentemente d'acqua, risulta essere un perfetto ambiente per gli ioni. La cellula nervosa nel suo stato di quiete (quando non è stimolata) ha una carica negativa di 70 millivolt. La ragione di questa carica negativa è nella relativa concentrazione di ioni che esiste all'interno e fuori dalla cellula.
"Paragonare il numero di connessioni che ci sono in tutti ì sistemi di telecomunicazioni del mondo intero al numero di connessioni nella rete neurologica del cervello, equivale a confrontare il cervello dell'uomo con un oggetto delle dimensioni di un pisello".
Gli ioni intra e extracellulari che ci interessano di più sono quelli di sodio (NA ) e potassio (K ). Nello stato di riposo, il sodio è un componente extracellulare, mentre il potassio si trova all'interno della cellula. (Vedi Figure 4).
La membrana cellulare del neurone è maggiormente permeabile agli ioni di potassio che a quelli di sodio e, per questa ragione, l'afflusso e il deflusso di ioni di potassio avviene più liberamente. Gli ioni di potassio si concentrano all'interno della cellula, ma a causa delle leggi della diffusione (le particelle si spostano da un'area di maggiore concentrazione verso un'arca di minore concentrazione) non rimangono a lungo al suo interno. Poiché gli ioni di sodio, dalla carica positiva, rimangono in prevalenza fuori dalla cellula e gli ioni di potassio, dalla carica negativa, tendono a defluire passivamente all'esterno, l'interno della cellula diventa relativamente negativo rispetto al suo esterno.


Figura 4A: la sezione di una parte di un assone in stato di quiete, quando ancora non è percorso da impulsi.

Figure 4B e C:gli ioni di sodio (NA , colorati di rosa) si spostano all'interno delle cellule non appena il primo impulso del potenziale di azione fa aprire i ricettacoli della membrana cellulare. L'afflusso di ioni caricati positivamente accresce l'ondata del potenziale d'azione fino a quando questa oltrepassa la soglia di quell'area (indicata dalla linea nera). Di conseguenza la membrana cellulare espelle l'eccesso di sodio, il che crea una differenza di carica con l'area vicina. E così il flusso del potenziale di azione si muove lungo l'assone. Perciò, la membrana della cellula nervosa ha sempre una carica negativa inferiore di 70 millivolt rispetto all'esterno. Questo è conosciuto come potenziale a riposo. Quando la cellula neurale è stimolata, avviene un rapido cambiamento nella permeabilità della cellula, dovuta agli ioni di sodio che si trovano all'esterno, i quali per un istante si precipitano, attraverso il plasma della membrana, verso l'arca più interna. Il risultato è che la membrana diventa meno polarizzata e il potenziale all'interno della cellula cresce a   40 millivolt. Ora, l'interno diventa più positivo rispetto al suo stato di riposo. L’improvviso afflusso di ioni di sodio, seguito dal cambiamento di carica elettrica, è chiamato potenziale di azione. Questo è un fenomeno molto breve, dura meno di 5 millisecondi, ma è abbastanza lungo da propagare la corrente elettrica lungo la cellula nervosa. Subito dopo si verifica un rapido cambiamento nella posizione degli ioni, che ritornano allo stato di quiete (figura 4). Una volta prodotto, il potenziale di azione si diffonde lungo la membrana cellulare, lontano dal punto in cui aveva avuto origine, e si propaga lungo la cellula neurale con un effetto simile ad una cascata. Questo è chiamato impulso nervoso. Questo impulso si propaga da sé e rimane inalterato nella frequenza, nella dimensione e nella sua intensità o forza di trasmissione, fino a quando non si conclude la trasmissione del segnale. Se proprio in questo momento mentre leggete questo foglio, provaste ad allungarvi verso una matita e la afferraste, una cascata di potenziali di azioni colpirebbe una moltitudine di neuroni per fare in modo che l'azione delle vostre braccia e delle vostre mani diventi un moto coordinato. Il pensiero inizia nel cervello, dove crea la prima serie di potenziali di azioni (l'immagine di una penna). Poi gli occhi vedono la penna, generando la seconda serie di azioni potenziali. Allora il cervello localizza la matita per formulare ed integrare il movimento di raggiungere la matita. Intanto, il sodio ed il potassio si precipitano avanti e indietro nelle vostre cellule neurali e tutto avviene alle vostre spalle! Quando un impulso viaggia lungo il tronco dell'assone, raggiunge le radici dell'albero. Se osserviamo le radici della nostra quercia, possiamo vedere strutture simili a rami d'albero chiamate estensioni dell'assone o neuriti, che hanno il compito di inviare messaggi ad altre parti del cervello o del corpo. in breve, i dendriti ricevono informazioni da altri neuroni e le inviano (con l'azione potenziale) attraverso il nucleo lungo l'assone fino ai neuriti, che poi, per mezzo dei dendriti, passano a loro volta il messaggio alla cellula nervosa vicina.


Figura 5: alcuni dei neurotrasmettitori più comuni e importanti sono l'acetilcolina, la serotonina, la dopamina, le endorfine, la melatonina e quella molecola nascosta -  l'ossido d'azoto. Il punto dove dendriti e neuriti si incontrano - tra una cellula nervosa e la sua vicina - è chiamato sinapsi (figura 5). Ogni cellula nervosa del cervello umano ha in media, approssimativamente, dalle 1000 alle 10.000 connessioni sinaptiche per neurone. Alcune cellule nervose ne hanno anche un numero maggiore. A questo punto se facciamo due conti, considerando i 100 miliardi di neuroni del cervello e moltiplicandoli prudentemente per il minor numero possibile di connessioni per neurone, che è in via circa di 1.000, avremo un totale di 100.000 miliardi di connessioni. Secondo questa stima prudenziale, ci sono più sinapsi nel cervello umano che stelle nella nostra galassia (Restak, 1979). 
Immaginate, se volete, milioni di queste strutture, proprio simili ad un albero, tutte interconnesse in una rete tridimensionale nel corpo, e specialmente nel cranio, allora comincerete a vedere il cervello e il sistema nervoso nella loro forma tridimensionale.
Ma non fermatevi qui.  free 
Il più grande errore commesso dagli scienziati a questo punto, è di aver descritto il cervello e il sistema nervoso come un sistema rigido, statico e senza vita. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità. Le cellule del cervello e del sistema nervoso sono vive, elettriche, si muovono, crescono, si connettono e si disconnettono nello spazio di millisecondi.
Proprio nel momento in cui leggete questa frase e immaginate quanto viene descritto, una cascata di impulsi provenienti dalle cellule del cervello sta attraversando le connessioni sinaptiche esattamente come abbiamo illustrato. Così ora animate queste querce, piene di vita, mentre danzano insieme, stringendosi le mani e lasciandosi velocemente e spontaneamente solo per passare oltre a stringere un'altra mano (figura 6).

Figura 6: una rete neurale composta solamente da 6 neuroni ma con molte connessioni sinaptiche.
Le sinapsi sono simili a connessioni telefoniche che si mettono in comunicazione con altre località. Ironicamente, paragonare il numero di connessioni che ci sono in tutti i sistemi di telecomunicazione del mondo intero (incluso il telefono, le comunicazioni satellitari e senza fili) alle connessioni della rete neurologica del cervello, equivale a confrontare il cervello umano con un oggetto delle dimensioni di un pisello (Buzan, 1988).
Diversi neuroni si connettono l'uno all'altro nella fenditura sinaptica, un varco tra i neuroni di appena un millesimo di millimetro, che permette agli impulsi nervosi di viaggiare lungo diversi percorsi da un neurone all'altro, senza interruzione.
Quando un potenziale di azione si muove lungo un neurone, raggiunge l'estremità di un neurite. A quel punto, l'attività elettrica produce un'esplosione nelle vescicole che contengono sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori.

I neurotrasmettitori sono rilasciati nello spazio che esiste tra un neurite e il vicino dendrite. I diversi tipi di neurotrasmettitori sono i mezzi grazie ai quali le cellule nervose comunicano tra loro attraverso le sinapsi. Immaginate, se volete, questi messaggeri chimici come minuscoli vaporetti che attraversano un canale e si fermano sul lato opposto alla loro banchina di partenza. Nel punto in cui ormeggiano, fanno scendere i passeggeri, ognuno dei quali ha un compito specifico. Gli individui che sbarcano da un vaporetto possono percorrere lo stesso tragitto, ma con impegni diversi. Questo è esattamente ciò che avviene con i neurotrasmettitori; Essi raggiungono il lato opposto alla sinapsi di una cellula nervosa vicina, e rilasciano sostanze chimiche specifiche che influenzano l'attività della cellula nervosa ricevente. Questa a sua volta influenza il prossimo neurone, e così via.
Gli impulsi nervosi sparati dai neuroni portano il messaggio fino alle cellule nervose vicine. I neurotrasmettitori possono stimolare, inibire, e cambiare l'attività stessa del neurone a livello cellulare. Per esempio, possono dire al neurone di sganciarsi dall'attuale connessione o fare in modo che si colleghi più strettamente.
Questa attività avviene nello spazio di un millisecondo, Al momento la scienza conosce più di 50 neurotrasmettitori diversi. In base ad una particolare funzione del cervello, si trovano in differenti concentrazioni in aree specifiche.
Alcuni dei più comuni e più importanti neurotrasmettitori sono l'acetilcolina, la serotonina, la dopamina, le endorfine, la melatonina e quella molecola nascosta - l'ossido d'azoto.
Presso il dendrite ricevente ci sono recettori chimici specifici per ogni neurotrasmettitore. Queste sostanze sono simili ad una chiave particolare che entra precisamente nella serratura della sede di un recettore (figura 7). Questa idea avuta dalla natura, è semplicemente perfetta, perché cosi la comunicazione avviene in modo esponenziale.

"Gli scienziati ancora discutono sulla rilevanza che hanno sul cervello la natura e la cultura, l'ambiente o le persone. Come può il cervello essere plasmato e come possono le nostre abilità essere arricchite dall'esperienza?"

Figura 7: l'impulso di un nervo che arriva ad un neurite fa scoppiare le vescicole. Le vescicole rilasciano i neurotrasmettitori, messaggeri chimici che si adattano perfettamente al sito di un recettore del neurone vicino, proprio come una chiave entra con precisione nella serratura.
Possiamo usare le stesse connessioni o percorsi neurali nel nostro cervello, ma produciamo neurotrasmettitori chimici diversi per creare una completa gamma di sentimenti, azioni, umori e percezioni. Allora, questo è ciò che ci rende esseri umani cosi unici e diversi nel nostro modo di essere quotidiano. Questo comincia a spiegare l'intero fenomeno dell'atteggiamento. Possiamo svolgere la stessa attività un altro giorno e provare un diverso sentimento a proposito: si chiama libera volontà ed è associata con la chimica del cervello. Tutto questo ha in ultimo un suo effetto diretto sul sistema volontario e involontario. Questo processo può stimolare azioni e reazioni, tirar fuori emozioni, regolare le funzioni corporee, manifestare stati d'animo e comportamenti, stimolare impulsi, rilasciare ormoni e creare immagini olografiche che chiamiamo pensieri e ricordi. Poiché abbiamo esposto gli elementi fondamentali del sistema nervoso, possiamo cominciare a comprendere l'importanza di tutte le sue responsabilità. Esso ha la consapevolezza ed il compito di controllare tutte le funzioni del corpo che avvengono attimo dopo attimo con o senza il nostro sforzo consapevole. Ospita un'intelligenza con la capacità di svolgere cosi tante attività, in modo talmente preciso che non vi facciamo caso.
Proprio in questo momento, sotto il controllo del sistema autonomo, ci sono migliaia di funzioni che accadono a livello cellulare e su larga scala, e che, letteralmente, ci mantengono integri. È veramente un progetto brillante. Il cervello e il sistema nervoso ci offrono la libera volontà di agire intenzionalmente e consapevolmente.
Nel corso della nostra vita il cervello modifica di continuo la sua forma. il nostro cervello è plasmato dalle conversazioni che ingaggiamo, da quanto apprendiamo, dagli eventi che osserviamo e dalle emozioni che esprimiamo.

▸ ▹ Il cervello viene letteralmente modificato da quanto pensiamo e compiamo. ◂ ◃
Gli scienziati ancora discutono sulla rilevanza che hanno sul cervello la natura e la cultura, l'ambiente o la persona. Come può il cervello essere plasmato e come possono le nostre abilità essere arricchite dall'esperienza.
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