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Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Il sistema immunitario • VULVODINIA.INFO

il Mar 02 Nov 2010, 20:52
Il sistema immunitario
(posto queste nozioni qui per la possibile "causa autoimmune" della vulvodinìa)

GENERALITÀ

Il sistema immunitario garantisce la difesa dell’organismo da agenti provenienti dall’esterno o anche dall’interno, detti antigeni. 

Sono antigeni molecole appartenenti a: parassiti, protozoi, batteri, funghi, virus, tossine. 

Le strutture del sistema immunitario riconoscono l’antigene, elaborano una risposta più o meno specifica contro di esso e lo neutralizzano o eliminano. 

Viene definito antigene una sostanza estranea, cioè che venga introdotta nell’organismo dall’esterno, o anche intrinseca ma riconosciuta come estranea, capace di indurre una risposta immunitaria. 

La risposta immunitaria può essere generica e poco selettiva oppure può portare alla produzione di anticorpi specifici (immunogenicità), i quali reagiscono in modo selettivo con quegli antigeni (antigenicità). 

Le sostanze antigeniche hanno di solito peso molecolare maggiore di 10.000 D, e una configurazione molecolare che ne permette il legame con gli anticorpi specifici. 

Sono antigeni virtualmente tutte le proteine semplici, molti polisaccaridi (compresi quelli della superficie batterica), le nucleoproteine, le lipoproteine, molti peptidi sintetici, i virus, molti parassiti, cellule eterotipiche e allotipiche. 

Si definiscono anticorpi molecole proteiche (gamma-globuline) prodotte da cellule del sistema immunitario stimolate direttamente o indirettamente dalla presenza di un antigene, e specifiche contro di esso. 

L’anticorpo si combina chimicamente con l’antigene che ne ha indotto la produzione, formando un complesso antigene-anticorpo che neutralizza l’azione patogena dell’antigene. 

Il sistema immunitario è integrato con il sistema che provvede alla produzione delle cellule del sangue, per cui si parla di sistema emolinfopoietico. 

I principali agenti del sistema immunitario sono i linfociti. 

Gli organi linfoidi primari, in cui si differenziano e maturano i linfociti, sono il midollo osseo e il timo. 

Gli organi linfoidi secondari sono la milza, i linfonodi e le strutture del MALT, dove i linfociti maturi vanno ad alloggiare e da dove partono per produrre le risposte immunitarie. 



LE RISPOSTE IMMUNITARIE 

Possono essere RISPOSTE INNATE O NATURALI, poco specifiche, che non si modificano in seguito a successive esposizioni agli antigeni. 

Possono essere RISPOSTE ACQUISITE, molto specifiche, che migliorano in seguito a successive esposizioni all’antigene (“memoria” del primo contatto). 

Il RICONOSCIMENTO dell’antigene avviene per mezzo di differenti cellule del sangue e di altri tessuti. 

Gli EFFETTORI principali della risposta a ciascun antigene sono i linfociti. 

I linfociti stimolati dall’antigene si trasformano in PLASMACELLULE, che producono gli ANTICORPI specifici contro quell’antigene, che lo neutralizzano o distruggono. 



IMMUNITA’ NATURALE o ASPECIFICA 

Consiste in una serie di barriere naturali presenti sin dalla nascita che mettono in atto meccanismi difensivi che costituiscono le prime azioni di protezione contro agenti estranei (infettivi). 

Tali barriere naturali sono rappresentate da: 



a. La barriera cutanea con il suo film idrolipidico. 

b. Le sostanze antibatteriche presenti in alcune secrezioni (ad esempio il lisozima della saliva o delle lacrime). 

c. Le secrezioni delle vie aeree, che contengono sostanze antimicrobiche che intrappolano i germi e li fanno espellere col muco e il movimento delle ciglia dell’epitelio della mucosa. 

d. La secrezione acida del succo gastrico. 

e. La flora batterica intestinale. 

f. La secrezione acida del canale vaginale. 



Se microrganismi riescono a passare le barriere suddette, entrano in gioco altri meccanismi, mediati dai FAGOCITI (neutrofili, monociti, macrofagi) o da proteine del siero che costituiscono il sistema del COMPLEMENTO. 

Il sistema del COMPLEMENTO è un insieme di circa venti proteine del siero, alcune delle quali si attivano spontaneamente a contatto con la superficie di alcuni microrganismi scatenando l’attivazione delle altre e la distruzione dei germi oppure l’attivazione delle cellule immunocompetenti. 



Ad esempio possono attirare fagociti nell’area invasa, perché distruggano i germi invasori, oppure possono legarsi alla parete dei germi rendendoli riconoscibili da parte dei fagociti (opsonizzazione). 

L’insieme dell’attività dei fagociti e delle proteine del complemento nella zona dove è avvenuta la penetrazione dei microrganismi, produce una reazione difensiva aspecifica che prende nome di INFIAMMAZIONE. 

Il sistema del complemento induce fori nella membrana cellulare, con conseguente lisi della cellula infettata o dell’agente patogeno. 



IMMUNITA’ ACQUISITA o SPECIFICA 

Quando gli antigeni riescono a superare sia le barriere naturali che le reazioni infiammatorie, entrano in atto ulteriori meccanismi difensivi: in essi consiste l’immunità acquisita o specifica. 

In questo caso cellule del sistema immunitario riconoscono l’antigene come agente estraneo e attivano una serie di reazioni cellulari o umorali specifiche per neutralizzarlo o distruggerlo. 

Alcune cellule immunitarie specializzate (linfociti), dopo il primo contatto con l’antigene, sviluppano un meccanismo di MEMORIA che fa sì che, se tale antigene si ripresenta nell’organismo, la risposta immunitaria è più rapida ed efficace. 



3 caratteristiche:

a- capacità di discriminare gli elementi propri dell’organismo da quelli estranei e quindi potenzialmente nocivi; 

b- capacità di riconoscere gli elementi estranei e organizzare difese specifiche contro di essi; 

c- capacità di conservare il ricordo dell’antigene aggressore per rispondere con più rapidità ed efficacia in caso si ripresentasse. 



LA RISPOSTA IMMUNITARIA CELLULARE (CELLULO-MEDIATA) 

Viene svolta dai MACROFAGI, da vari LEUCOCITI e dai LINFOCITI-T (timo-dipendenti), cioè da linfociti che, originando da precursori presenti nel midollo osseo, si differenziano e maturano nel timo. 

LINFOCITI-T4 

Nei primi anni di vita maturano nel timo cloni di linfociti-T4, che esprimono alla loro superficie molecole specifiche (recettori) capaci di riconoscere ciascuna un solo tipo di antigene o addirittura un solo antigene. 

Quindi si forma un numero enorme di cloni, capaci di riconoscere tutti i possibili antigeni con cui si può venire in contatto. 

I linfociti-T4 circolano nel sangue, escono nei connettivi e ogni volta che incontrano un antigene si attivano, proliferano e danno luogo alle proprie funzioni difensive. 

Alcuni di essi, attivati, si trasformano in cellule della memoria, che circolando in continuazione, ogni volta che incontrano l’antigene che li ha attivati, mettono in atto una risposta immunitaria rapida ed efficace. 



CELLULE PRESENTANTI L’ANTIGENE 

I lincociti-T4 in realtà non sono in grado di riconoscere direttamente l’antigene, ma hanno bisogno dell’aiuto di altre cellule che, dopo aver incontrato l’antigene, ne “scoprano” quella parte di molecola adatta a legarsi ai recettori dei T4. 

Queste cellule capaci di presentare l’antigene ai linfociti-T4 (che possono anche essere macrofagi o monociti, quali le cellule di Langerhans dell’epidermide), catturano l’antigene, lo demoliscono parzialmente e lo ripresentano ai T4, di solito nei linfonodi, dopo aver viaggiato attraverso i vasi linfatici. 

Le cellule che presentano l’antigene producono una proteina, l’interleukina-1, capace di stimolare l’attività di linfociti specifici contro l’antigene, che si trovano nei dintorni 

LINFOCITI-Th (o T- HELPER) 

Sono linfociti-T che, stimolati dall’interleukina-1, producono una seconda proteina, l’interleukina-2, che a sua volta stimola la proliferazione dei linfociti-T e B circostanti che hanno sulla loro superficie i recettori per l’antigene. 

I linfociti-Th producono anche le linfochine, che stimolano l’attività delle cellule immunitarie site nelle immediate vicinanze. 

LINFOCITI-Tc (o CITOTOSSICI) 

Hanno il compito di distruggere le cellule dell’organismo che siano state infettate da agenti patogeni, soprattutto da virus, limitando così la possibilità di replicazione dei virus stessi. 

Producono sostanze citotossiche come le perforine, che letteralmente producono fori sulla membrana cellulare, oppure le endonucleasi, che frammentano il DNA cellulare portando la cellula all’apoptosi. 

LINFOCITI-Ts (o T-SUPPRESSOR 

Intervengono alla fine della risposta immunitaria riducendola e poi annullandola. 

LINFOCITI-NK (o NATURAL KILLER) 

Sono linfociti di origine midollare, più grandi degli altri, che rappresentano circa il 10% dell’intera popolazione dei linfociti circolanti, che non esprimono in superficie recettori per gli antigeni, ma sanno riconoscere cellule tumorali o infettate da virus e le uccidono con meccanismi vari. Producono interleukina-1 e interferone, agenti stimolanti le difese immunitarie. 

LA RISPOSTA IMMUNITARIA UMORALE 

Si basa sull’azione dei linfociti-B, che vengono prodotti dal midollo osseo e ivi maturano. 

La lettera B che li contraddistingue indica “Borsa dipendente”, e fa riferimento a un organo presente negli uccelli, la Borsa di Fabrizio, nel quale sono stati scoperti e identificati per la prima volta. 

I linfociti-B, venendo a contatto con gli antigeni, esprimono recettori di membrana specifici, per cui si formano cloni di cellule specializzate contro tutti gli antigeni possibili. 



Perché i linfociti-B possano dare inizio alla loro risposta difensiva, devono essere stimolati dalle linfochine prodotte dai loro fratelli T-helper 



Il linfocito-B stimolato può modificarsi e diventare una plasmacellula, oppure mantenere i caratteri del linfocito conservando anche la capacità di riconoscere in seguito l’antigene (linfocito-B della memoria). 



Se il linfocito-B si trasforma in plasmacellula, questa produce una grande quantità di anticorpi che vengono immessi nell’ambiente extracellulare connettivale e di qui finiscono nei liquidi circolanti, linfa e sangue. 



I linfociti-B stimolati proliferano fintantochè persiste lo stimolo antigenico, in modo da garantire un efficiente livello di anticorpi. 



Una volta debellato l’attacco, anche se rallentano la produzione, i linfociti-B e le plasmacellule continuano a produrre anticorpi, per cui l’organismo, man mano che viene a contatto con gli antigeni, si “attrezza” con difese che possono anche essere permanenti (immunizzazione). 



Se il linfocito-B stimolato non si trasforma in plasmacellula, diventa cellula della memoria, la cui funzione è di mantenere un cospicuo clone di cellule specifiche contro quel determinato antigene costantemente in circolo e pronte ad intervenire. 



GLI ANTICORPI 

Gli anticorpi sono molecole proteiche sintetizzate dalle plasmacellule e immesse dapprima nell’ambiente intercellulare dei connettivi, e quindi nella linfa e nel sangue. 

Hanno la funzione di legarsi alle molecole dell’antigene contro cui sono stati sintetizzati (o a una parte della molecola), in modo da neutralizzarle. 

Appartengono alla famiglia delle gamma-globuline, per cui sono detti gamma-immunoglobuline o gamma-globuline o g-Ig. 

Si conoscono cinque classi di gamma-globuline, denominate IgM, IgG, IgA, IgD, IgE, diverse tra loro per peso molecolare, sequenza aminoacidica, carica elettrica e funzione specifica. 



Una plasmacellula può produrre diversi tipi di gamma-globuline, tutte però specifiche per lo stesso antigene. 

Lo schema strutturale fondamentale è però comune: ogni molecola di gamma-globulina è formata da quattro catene polipeptidiche, unite da ponti disolfuro, uguali a due a due. 



Due catene più lunghe vengono dette catene pesanti, mentre le due più corte, circa la metà delle prime, sono dette catene leggere: in una molecola di anticorpo la struttura di base è rappresentata da due coppie di catene formate ciascuna da una catena pesante unita a una catena leggera. 



Le IgG rappresentano il 70-75% delle immunoglobuline circolanti, sono le principali responsabili delle risposte immunitarie di tipo umorale e sono le uniche capaci di attraversare la barriera placentare. 

Le IgM hanno la molecola formata da cinque unità fondamentali. Costituiscono il 10% degli anticorpi circolanti, responsabili delle risposte contro antigeni patogeni complessi. 

Le IgA costituiscono il 15-20% degli anticorpi circolanti nel sangue e sono presenti anche nelle sierose, nelle mucose e nei secreti di queste ultime: saliva, muco delle vie respiratorie, colostro, latte, secrezioni uro-genitali. 

Le IgD sono molto scarse tra gli anticorpi circolanti (<1%) ma si trovano sulla superficie dei linfociti-B prima dell’attivazione. Dopo l’attivazione scompaiono. 

Le IgE sono le più scarse di tutti gli anticorpi circolanti. Possono aderire alla superficie di mastociti e granulociti basofili intervenendo nelle difese da parassiti animali, come gli elminti. Intervengono anche in reazioni allergiche da ipersensibilità immediata, come l’ asma bronchiale o la dermatite atopica. 



IL MIDOLLO OSSEO 

E’ un organo privo di forma propria, ospitato entro le cavità delle ossa, con la funzione di produrre in continuazione le cellule del sangue (funzione emopoietica) sia della serie rossa (eritrociti) che della serie bianca (leucociti) che le piastrine. 

Nel midollo delle ossa lunghe ben presto prevale la componente connettivale adiposa, per cui diventerà midollo osseo giallo, che perde le capacità emopoietiche, anche se non definitivamente. 



Nelle lacune del tessuto osseo spugnoso si manterrà attivo per tutta la vita sotto forma di midollo osseo rosso. 



E’ costituito da uno stroma connettivale con fibre reticolari, che sostiene masserelle di cellule staminali emopoietiche, cellule da esse derivate in vari stadi di maturazione e megacariociti. Naturalmente è ricco di vasi sanguigni che formano una fitta rete capillare. 



LA LINFOCITOPOIESI MIDOLLARE 

Ogni giorno il midollo osseo rosso produce 2,5 miliardi di eritrociti, 2,5 miliardi di piastrine e 1 miliardo di leucociti per kg di peso corporeo. 



LA CIRCOLAZIONE DEI LINFOCITI 

IL TIMO 

LA MILZA 

I LINFONODI 

IL TESSUTO LINFONODE ASSOCIATO ALLE MUCOSE (MALT = Mucose-Associated Lymphoid Tissue) 



Non è un solo organo, ma un insieme di cellule linfoidi sparse, noduli linfatici isolati o aggregati o anche organi, sempre però associati alla mucosa di organi cavi. 



Fanno parte del MALT: 



+ cellule linfoidi disperse 



+ noduli linfatici solitari o aggregati dell’intestino tenue 



+ tonsille dell’anello del Waldeyer 



+ appendice vermiforme dell’intestino cieco 



Le cellule M sono cellule epiteliali che rivestono gli aggregati linfoidi e internalizzano gli antigeni trasportandoli o presentandoli ai linfociti. 



LE TONSILLE (L’anello linfatico del Waldeyer) 

I NODULI LINFATICI SOLITARI 

LE PLACCHE DI PEYER 

L’APPENDICE VERMIFORME





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