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Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mer 03 Nov 2010, 22:28
Sull’azione chimica della xeronina

Nelle culture tropicali il frutto della pianta Morinda Citrifolia, altrimenti detta ”Noni”, è noto da migliaia di anni. Di recente è stata presentata all’opinione pubblica come integratore alimentare. Sono davvero incredibili le proprietà che si addicono a questo frutto, e pertanto le origini di tali effetti benefici non sono ancora del tutto studiate a livello teorico.

L’elemento più importante di Noni è un alcaloide chiamato ‘proxeronina’. Il succo di Noni cresce nella natura selvaggia e contiene 800 volte tanto la quantità di proxeronina contenuta nell’ananas (la seconda fonte naturale di questa sostanza). Quando beviamo un bicchiere di succo di Noni, grazie alla fase digestiva, la proxeronina giunge nell’intestino crasso e di qui viene trasportata nel fegato. Il fegato è il contenitore di molte sostanze nutritive essenziali per il nostro corpo. Ogni due ore il fegato immette un determinato quantitativo di questa proxeronina nel flusso sanguigno, in modo ché essa giunga nei diversi tessuti del corpo.

Una volta esaurito questo passaggio, dobbiamo trasferirci sul piano molecolare per capire ciò che accade. Guardando meglio, possiamo riconoscere che la proxeronina è una molecola dal peso molecare di 17.000 unità (per capire la dimensione: la molecola dell’acqua ha un peso molecolare di 18). La sua forma è quella di un manubrio dalle estremità ingrossate. Affinché la proxeronina possa poi trasformarsi nella xeronina – la molecola attiva – necessita dell’aiuto di una enzima precisa, il proxeronase, presente in quantità eccessive nel nostro corpo. Il processo che trasforma la proxeronina nella xeronina è molto complesso, ma detto semplicemente accade quanto segue: la proxeronina avvolge il proxeronase, quest’ultima enzima unisce le due estremità della proxeronina e quindi le separa dalla catena, ora diventata inutile. Le due parti ingrossate, ora unite, producono a loro volta assieme alla serotonina la molecola relativamente piccola della xeronina.

La xeronina prodotta dalla proxeronina si unisce ora alle proteine presenti nel corpo, affinché esse diventino attive. Per capire bene questo processo, dobbiamo sapere qualcosa di più sulle proteine.

Le proteine sono le sostanze attive forse più importanti del nostro corpo. Il nome deriva dal greco ‘proteios’ e significa ‘primario’ o ‘innanzitutto’, e questo ci fornisce la chiave per comprenderne il significato. Le proteine si compongono di lunghe catene di aminoacidi. Ce ne sono venti, di cui ha bisogno il corpo per costruire le varie proteine. Questi aminoacidi si uniscono grazie a specifiche sequenze date dal DNA di ognuno di noi. E’ proprio la diversa successione degli aminoacidi nella proteina che ne determina la struttura. La catena si avvolge su se stessa e si raggruppa per formare, o un enorme grumo di aminoacidi, o una proteina.

Le proteine hanno funzioni diverse ma molto importanti nel corpo. In primo luogo nutrono la struttura dei nostri capelli, della pelle e delle ossa. Nella maggior parte sono le proteine a nutrire la sostanza del corpo, fin dentro le singole cellule. In secondo luogo sono le proteine a rendere possibile il trasporto delle sostanze chimiche all’interno della cellula e al suo esterno. Le proteine giungono attraverso la membrana fin dentro la cellula, di qui attraggono importanti sostanze nutritive permettendo così a queste ultime di entrare all’interno della cellula. In terzo luogo le proteine agiscono al pari degli ormoni. In questa funzione esse sono in grado di coordinare tutti i processi del corpo sul piano molecolare. In quarto luogo fungono come anticorpi e aiutano il sistema immunitario. Gli anticorpi si attaccano agli elementi aggressori estranei (p.es. i virus) in modo da indebolirli e combatterli. E in ultimo, le proteine agiscono come enzimi facilitando l’attività chimica nel corpo. Il nostro corpo trasforma continuamente le composizioni chimiche, componendole e scomponendole: sono le proteine che rendono possibile questo processo.

Ora che è chiara l’importante funzione delle proteine, bisogna sapere che molte di queste proteine non possono svolgere il proprio compito senza la xeronina. In alcune proteine ci sono caratteristiche specifiche grazie alle quali esse possono unirsi alla xeronina. Non tutte le proteine hanno bisogno della xeronina per diventare attive, ma molte di esse, fondamentali per la vita e che funzionano come ormoni, anticorpi o enzimi, necessitano della xeronina. Quando la xeronina si è unita alla proteina, essa rende possibile lo svolgimento del compito trasformando l’energia sottratta all’acqua in energia utile, o a livello chimico, o a livello elettrico. Ma vediamo più da vicino anche questo tipo di processo.

L’acqua contiene un’enorme quantità di energia. La molecola dell’acqua è costituita da un atomo di ossigeno in stretta relazione con due atomi di idrogeno (H2O). Quando si trovano assieme numerose molecole di acqua (come in un bicchiere d’acqua), l’ossigeno di alcune viene attratto dalle molecole di idrogeno di altre. Questo fenomeno è noto come composto d’idrogeno. Questo composto di idrogeno (composto H) non ha la stessa forza della composizione originaria all’interno della molecola stessa, ma sommando tutti i composti di idrogeno all’interno di una tazza piena d’acqua, essa può produrre qualcosa di più forte dell’acciaio. In realtà, non tutti gli atomi di idrogeno e di ossigeno stanno insieme in questo tipo di composto H. Grazie a un esperimento si è provato che il 15-20% di tutti i composti H possono scomporsi in qualsiasi momento. L’acqua è da sempre un segreto per gli scienziati, perché i fatti non sono calcolabili. Analizzando l’acqua, si può constatare che da un lato, sebbene si fosse scomposto il 20% dei composti H, essa dovrebbe avere di fatto una struttura ‘più dura dell’acciaio’. Dall’altro invece, guardandola e osservandola semplicemente, è evidente che la sua struttura non è affatto ‘dura come l’acciaio’ ma molto debole. Ed ecco la soluzione: se i composti H si decompongono secondo il principio del caso in tutto il liquido presente, allora la struttura rimane forte; se però essi si decompongono lungo una linea, allora l’acqua si comporta come un liquido. Se allora questi composti H si rompono continuamente lungo una linea ma attraverso tutto il liquido, essa presenterà le caratteristiche tipiche dell’acqua e così la forza dei composti e le caratteristiche visibili (cioè il suo essere liquido) diventano compatibili.

Così diventa comprensibile, dove la xeronina prende il potere di attivare la proteina. A causa di queste separazioni permanenti dei composti H, l’acqua forma forti ‘blocchi’ che scivolano via, l’uno accanto all’altro, trascinando e portando con sé tutto quello che trovano lungo il percorso. Se - visto sul piano teorico - fossimo in grado di dirigere questa scomposizione ‘a mo’ di cerniera’ caratteristica dei composti H, potremmo determinare i punti in cui questi blocchi d’acqua si rompono. Ed è esattamente quello che fa la xeronina. Grazie alla sua singolare struttura chimica può emettere un segnale che dirige le soluzioni H all’interno dell’acqua. Determinando i punti in cui i composti si rompono, la xeronina può anche - assai velocemente – dirigere i movimenti di questi enormi blocchi d’acqua. Mentre i blocchi d’acqua scorrono, l’uno davanti o accanto all’altro, nel mezzo, in modo specifico e straordinario, essi trascinano e portano con sé la proteina. Questo è un processo molto forte che assegna alla proteina una grande forza di azione che essa poi usa per svolgere il proprio lavoro utile.

Questo processo avviene in tutte le forme di vita. Sia le piante che gli animali producono la xeronina dalla proxeronina e utilizzano quindi la xeronina per la mobilità delle loro proteine, esattamente come lo facciamo noi esseri umani. Ciò significa che tutti i tessuti sani di piante e animali contengono la proxeronina. Effettivamente riceviamo la nostra proxeronina dagli alimenti che mangiamo. E allora sorge la domanda: se ci procuriamo la proxeronina con l’alimentazione, perché dovremmo avere bisogno del succo di Noni per aggiungere altra proxeronina a quella già assorbita dagli alimenti? Ecco la risposta.

E’ vero che mangiando normalmente assimiliamo anche la proxeronina. Basterà? Assieme a tutto il bene fatto dalla moderna civiltà sono nati anche una serie di problemi assolutamente nuovi. Con il drammatico aumento della popolazione nel ventesimo secolo l’agricoltura ha drasticamente cambiato aspetto per tenere il passo con l’accresciuto fabbisogno. E questa aumentata produzione agricola ha reso inevitabile uno sfruttamento eccessivo del terreno negli enormi spazi usati per le piantagioni. Gli additivi chimici usati per eguagliare l’uso spropositato del terreno non erano sufficienti, però, al fine di fornire tutte le necessarie microsostanze nutritive per crescere le piante in modo sano e naturale. Lo svuotamento del terreno e l’insufficiente concimazione chimica hanno reso malati e deboli i raccolti e di conseguenza hanno condotto a un deficit di molte sostanze nutritive di importanza vitale per noi, come per l’appunto la proxeronina.

Accanto all’indebolimento del terreno c’è inoltre una ridotta offerta di alimenti che rende necessario un apporto ulteriore di proxeronina. Il nostro modo di vivere veloce nella società moderna ha prodotto un’offerta di alimenti carenti di molte sostanze importanti. Al giorno d’oggi, l’uomo medio non riceve più un’alimentazione equilibrata che apporta la proxeronina nella giusta quantità per svolgere bene le funzioni vitali: ecco perché nasce il bisogno di integrare la proxeronina. Certamente sarebbe la cosa migliore riuscire a procurarsi tutta la proxeronina necessaria per un corretto funzionamento del corpo dagli alimenti, ma non sempre è possibile. Così diventa necessario integrarla.

Una serie di fattori ulteriori determina inoltre un fabbisogno maggiore di proxeronina nell’alimentazione. La malattia e una vita molto attiva richiedono più proteine nel corpo. E affinché le proteine possano svolgere il loro duro lavoro e rispondere alle richieste dovute, esse hanno bisogno di più xeronina. E per produrre più xeronina c’è bisogno di più proxeronina nell’alimentazione quotidiana. Anche l’età avanzata comporta un maggiore impegno di sostanze nutritive per mantenere un corpo sano. E una di queste sostanze è la proxeronina.

Tutte le situazioni elencate indicano una maggiore richiesta di proxeronina da parte del corpo rispetto a quella normalmente assimilata. Se questo fabbisogno non viene esaudito, le proteine non possono rispondere alle richieste del corpo. Se accade questo, seguono malattie, spossatezza, esaurimento e a volte la morte. E’ addirittura possibile che molte delle nostre malattie moderne siano in realtà una conseguenza di una mancanza di xeronina nel corpo.

Se effettivamente è così, una maggiore assimilazione di proxeronina agirà preventivamente e inoltre provvederà a ‘curare’ queste malattie. Su questo principio si basano per altro molti attributi ascritti al succo di Noni. Chi ha una bassa percentuale di xeronina nel corpo, sente prontamente gli effetti negativi dell’incapacità di azione delle proteine. Quando poi viene innalzata questa percentuale, bevendo il succo di Noni e portando il livello di xeronina a una quantità nuovamente ‘sana’, la persona percepirà ciò che viene generalmente definito come ‘miracolo’. Il motivo per cui molte persone si affidano al ‘miracoloso’ succo parlando degli straordinari risultati ottenuti è da spiegarsi col fatto che il succo di Noni apporta una sostanza nutritiva vitale – la proxeronina – che in alcuni casi manca clamorosamente nella loro alimentazione quotidiana.
Questo è il motivo per cui il succo di Noni è un prodotto unico per la salute. Invece di dare al corpo sostanze chimiche per funzionare meglio, come lo fanno molte droghe e numerosi farmaci, il succo di Noni fornisce la pre-sostanza di questa sostanza chimica attiva e fa sì che il corpo stesso riprenda in mano il timone per gestire le sue funzioni. Il succo di Noni fornisce la proxeronina al corpo, e il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per tenere un buon livello. Il resto viene eliminato. Per questo motivo si può escludere il rischio di assumere una dose eccessiva bevendo il succo di Noni.

Ora che siamo a conoscenza del ruolo importante che svolge la xeronina nel nostro corpo, proviamo ad addentrarci in alcuni segreti della scienza spiegabili attraverso le nuove nozioni acquisite.

Come già detto, la xeronina viene utilizzata sia nel mondo animale che nel mondo delle piante. Ma la differenza tra questi due mondi sta nel modo in cui la decompongono/eliminano, quando non serve più. Quando la xeronina ha svolto il proprio compito, diventa importante per l’organismo l’eliminazione di quella utilizzata affinché non continui a esercitare la propria azione laddove non serve più. Se avessimo troppa xeronina che stimola le proteine a lavorare più del dovuto, ciò creerebbe non pochi problemi. Ma la soluzione è data ancora una volta dalla natura stessa. La xeronina è un composto chimico molto instabile. Lasciata al proprio destino, essa decade e diventa inutilizzabile. Il maggior numero delle forme di vita lascia decadere infatti la xeronina.
Non le piante: qui le cose procedono in altro modo. Mentre quasi tutti gli esseri viventi (noi compresi) eliminano semplicemente la xeronina, molte piante desiderano trattenere la xeronina per conservarla, dato che contiene il prestigioso azoto. Per conservarla e al contempo disattivarla, la pianta aggiunge fili e grumi di ‘rifiuti molecolari’ alla xeronina affinché non decada e non si aggreghi nemmeno a qualche proteina. Quando la xeronina è stata caricata con questi ‘rifiuti molecolari’, ne nasce la ben nota combinazione detta ‘alcaloide’.
Gli alcaloidi furono i primi composti biochimici a essere isolati dal mondo scientifico. Attualmente si conoscono oltre 10.000 alcaloidi. Alcuni di questi contengono nicotina, cocaina, eroina, o morfina. Fino a oggi la scienza non è in grado di spiegarci perché le piante contengono gli alcaloidi e qual è la loro funzione nella pianta. Avendo compreso la natura della xeronina, vediamo che in realtà questi alcaloidi non sono altro che forme alterate della xeronina e che la loro funzione è quella di stabilizzare la stessa xeronina per conservarla al fine dell’assimilazione dell’azoto.

Tutto ciò è molto bello per la pianta di per sé che produce questi alcaloidi, ma la cosa cambia nel momento in cui noi li ingeriamo. Assolutamente innocui e non attivi all’interno della pianta, gli alcaloidi, essendo dei corpi estranei al nostro organismo ma simili nella loro struttura alla xeronina, le proteine li riconoscono come se fossero la xeronina e quindi si fanno attivare. Se per esempio si fuma una sigaretta, arriva una grande quantità di nicotina nel corpo. Sebbene la nicotina nella pianta di tabacco non fosse attiva, essa è sufficientemente simile alla struttura della xeronina per cui inganna le proteine del corpo. Esse accettano la nicotina come se fosse xeronina (e quindi la accettano al posto della xeronina) di cui in realtà lo stesso corpo avrebbe bisogno. Appena la nicotina ha occupato il posto della xeronina all’interno della proteina, essa attiva la proteina esattamente come avrebbe fatto la xeronina, solo in modo meno efficace. Avendo la stessa struttura di base, la nicotina continua ad averne le stesse proprietà, e cioè il potere di attivare la proteina, ma lo fa meno bene a causa dei ‘rifiuti molecolari’ che si porta dietro e che dovrebbero impedire esattamente questo processo.
Ora, continuando a fumare e a intromettere nicotina nel proprio corpo, il corpo si adeguerà alla nicotina e cambierà leggermente la forma delle sue proteine affinché si associno meglio con la nicotina che non con la xeronina. Questa è la base molecolare della dipendenza. La richiesta del fumo aumenta, perché molte proteine hanno letteralmente bisogno delle molecole di nicotina per svolgere le proprie funzioni nel corpo, così come un tempo la stessa proteina aveva bisogno della xeronina. Più si fuma, più proteine vengono trasformate da proteina-xeronina in proteina-nicotina, e – ovviamente – più difficile diventa smettere di fumare. Quando si decide di smettere, ciò risulta difficoltoso e doloroso perché molte proteine – ora che manca la nicotina – non sono più in grado di funzionare bene. Questo è il motivo per i sintomi di astinenza.

Lo stesso processo vale per tutti gli alcaloidi estranei al nostro corpo che noi assumiamo, compresi la caffeina, la cocaina, l’eroina, la morfina, ecc. Quando assumiamo questi alcaloidi - di fatto sostanze estranee al nostro corpo - le nostre proteine si adeguano e la nostra richiesta naturale di xeronina si trasforma in un fabbisogno innaturale di questi alcaloidi.

Il motivo per cui siamo ‘brilli’ dopo aver ingerito questi alcaloidi è molto semplice. Siccome essi sono molto simili alla xeronina, al punto tale da ingannarci, essi garantiscono la continuità dell’azione delle proteine. Se noi inondiamo il nostro corpo con questi alcaloidi a noi estranei (come per esempio le droghe), essi stimolano le nostre proteine a un’iperattività e provocano quindi una sensazione di euforia. Le diverse droghe hanno effetti diversi proprio a causa della non eguale quantità di ‘rifiuti molecolari’ appiccicati alla loro struttura originaria. La cocaina suscita un altro effetto nel nostro corpo rispetto alla morfina, per esempio, grazie alla leggera differenza nella loro struttura, differenza che limita o amplia determinati aspetti della funzione naturale della xeronina. La chiave è sempre la stessa: tutte imitano la funzione naturale della xeronina. Molti alcaloidi vengono usati nella farmacologia come droghe, ma alla base di ogni effetto farmacologico di questi alcaloidi c’è la funzione naturale della xeronina.

Forse qualcuno potrà chiedersi come mai risulti tanto facile la dipendenza e tanto difficile un successivo allontanamento da queste sostanze. La risposta è semplice, se abbiamo ben compreso la vera natura del fenomeno della stessa dipendenza. Una volta assunto un alcaloide in grande quantità, questa persona ha letteralmente inondato il proprio corpo con questo alcaloide. La grande affluenza di alcaloidi estranei all’organismo travolge la quantità minore di xeronina naturale presente e deforma molto velocemente tante proteine.
Conoscendo il ruolo della xeronina nel corpo, possiamo ampliare lo spettro del suo uso. Uno dei tanti può essere il campo dei cosmetici. Come abbiamo già spiegato, il fegato è il principale organo contenente la proxeronina, e il secondo è la pelle. La proxeronina viene trasformata in tutto il corpo nella xeronina, pelle inclusa. Per mantenere sana e liscia la sua superficie, la pelle ha bisogno di molta proxeronina. Una mancanza può suscitare una condizione malsana e creare numerosi altri problemi. Inoltre la proxeronina serve per mantenere sani i capelli e la cute. Se dovesse regnare anche qui una deficienza, un ulteriore apporto di proxeronina determina benefici a entrambi gli elementi.

Sappiamo già che gli alcaloidi non sono altro che imitazioni della xeronina prodotte dalle piante ai fini di conservazione. Per questo motivo la xeronina sa fare tutto quello che possono fare questi alcaloidi, se non meglio e in modo naturale. Le endorfine sono gli ormoni responsabili per le buone sensazioni nel corpo. Esse si uniscono a certe proteine proprio come fa la xeronina. Quando la xeronina e l’endorfina sono legate alla stessa proteina, la xeronina conduce l’energia dell’acqua dentro l’endorfina e l’endorfina produce quella sensazione di ‘benessere’. La scienza indaga tuttora sul modo in cui l’endorfina produce queste sensazioni, ma noi sappiamo che sono le endorfine a essere responsabili del nostro ‘sentirci bene’. Comunque sia, senza la xeronina l’endorfina di fatto è inutile.

L’azione stimolante della xeronina si rispecchia nell’azione della sua cugina, la caffeina, l’alcaloide che la imita. Quando bevete una tazza di caffè la mattina, la caffeina inonda il vostro corpo. Queste molecole della caffeina si aggregano subito alle proteine presenti nel corpo, prendono cioè il posto della xeronina e le attivano. Siccome sono tante queste molecole di caffeina che vengono assunte bevendo una tazza di caffè, le proteine possono lavorare molto di più. L’effetto provocato da una quantità significativa di xeronina pura è pari all’effetto della caffeina. L’effetto stimolante della xeronina può sviluppare un potenziale sorprendente. Può migliorare la capacità di un atleta, come può aumentare la capacità di concentrarsi e di pensare in piena lucidità.

Qui abbiamo elencato solo alcuni campi in cui il potere curativo del succo di Noni può essere impiegato: la lista è molto lunga invece.

I consumatori del succo di Noni hanno già sperimentato l’effetto straordinario suscitato in molti ambiti del corpo da un integratore di proxeronina. L’unico limite di un ulteriore potenziale della xeronina e della proxeronina è dato dalla nostra capacità immaginativa.


(da Understanding the Miracle, Interviste a cura di Kelly Olsen con il Dr. Ralph Heinicke, giugno 1998)


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 03:50, modificato 2 volte




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Re: Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mer 03 Nov 2010, 22:29
Efficacia del Noni
Non è ancora stata scoperta l’arma magica che ci possa garantire dagli effetti del processo d’invecchiamento, nessuno ha mai scoperto la strada che porta all’immortalità, ma senz’altro è possibile rallentare in misura considerevole le conseguenze della senescenza, ed è quasi incredibile quanti anni possono essere aggiunti alla vita di ciascuno di noi.

Il Dr. Heinicke, un biochimico, ha scoperto che il frutto del NONI Hawaiano (Morinda citrifolia) contiene un alcaloide precursore di un composto vitale denominato xeronina. Questo precursore della xeronina è la proxeronina, alcaloide contenuto anche nell’Ananas, ma il frutto del Noni lo contiene in misura maggiore di 800 volte. La Xeronina è un alcaloide, una sostanza che il corpo produce per attivare gli enzimi per far si che funzionino in modo adeguato. Tantissime malattie si sviluppano a causa del malfunzionamento enzimatico. Senza la xeronina la vita cesserebbe.

Il frutto della Morinda citrifolia, contenendo la proxeronina ha la possibilità di aumentare i livelli di xeronina dando un notevole contributo alla salute ed alla protezione delle cellule. La proxeronina avvia il rilascio della xeronina nel tratto intestinale dopo essere venuto in contatto con un enzima specifico contenuto anch’esso nel frutto. Questa combinazione si pensa possa influenzare molto positivamente la funzione cellulare.

Il fatto di ottenere un precursore per la xeronina dal Noni fa si che il corpo decida in modo naturale quanto di questo precursore si debba trasformare in xeronina.

Le malattie, lo stress, il trauma e le ferite possono diminuire i livelli di xeronina nel corpo, creando di conseguenza un deficit di xeronina. Il Noni è probabilmente la fonte migliore di proxeronina che oggi si conosca. La migliore integrazione di Noni si ha assumendolo in forma polverizzata e liofilizzata. Il procedimento di liofilizzazione rimuove soltanto l’acqua senza distruggere gli enzimi vitali della pianta e gli altri elementi fitonutrienti come la proxeronina; da 4 Kg di frutto di Noni fresco si ottiene 1 Kg di polvere liofilizzata. Anche il succo di Noni contiene gli stessi principi attivi ma esso è costituito da una percentuale di acqua che va dall’85 all’88 %, e quindi bisogna assumerne molto di più per avere la stessa integrazione di principi attivi. Alcuni autori, invece, sostengono che il succo di Noni darebbe migliori risultati della polvere.

Gli studi sostengono la capacità del Noni di agire come immunostimolante, inibire la crescita di certi tumori, accrescere e normalizzare la funzione cellulare e incrementare la rigenerazione dei tessuti. Il Noni è considerato un potente purificatore del sangue e contribuisce all’omeostasi complessiva. Il Dr. Heinicke crede che i principi attivi contenuti nel frutto del Noni intervengano sulla riparazione delle cellule danneggiate a livello molecolare. La proxeronina contenuta nel Noni aumenta la produzione di xeronina, la quale sembra essere capace di regolarizzare la forma e l’integrità di alcune proteine che contribuiscono individualmente alle specifiche attività cellulari. Secondo le teorie del Dr. Heinicke, la proxeronina contenuta nel frutto del Noni Hawaiano può essere usata come coadiuvante nella cura di diverse malattie (senilità, artrite, pressione sanguigna alta e bassa. Esami aneddotici hanno verificato che il Noni allevia il dolore delle articolazioni collegate alla malattia artritica. Il dolore artritico può essere l’incapacità di digerire correttamente o completamente le proteine che potrebbero quindi formare depositi cristallini nelle articolazioni; la capacità del frutto di Noni Hawaiano di aumentare la digestione proteica attraverso l’intensa funzione enzimatica può agevolare ad eliminare questo fenomeno. Inoltre, l’effetto antiossidante del Noni può contribuire a diminuire il danno provocato dai radicali liberi. I principi attivi presenti nel Noni hanno dimostrato di controllare efficacemente oppure di sopprimere più di sei tipi di ceppi batterici infettivi, Escherichia coli, Salmonella typhi (ed altri tipi), Shigella paradysenteriae, Staphylococcus aureus.

Inoltre, il damnacantale (principio attivo contenuto nel Noni) riusciva ad inibire la prima fase antigene del virus Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi che, a sua volta è una delle cause della sindrome da affaticamento cronico. Relazioni aneddotiche sostengono quest’azione, cioè che il Noni sembra particolarmente efficace ad accorciare la durata di certi tipi di infezioni.

I principi attivi trovati nel Noni testimoniano la possibilità che essi stimolino la produzione di xeronina e potrebbero spiegare la proprietà immunostimolante dello stesso. Gli alcaloidi contenuti nel Noni sono atti a stimolare la fagocitosi, processo in cui certi leucociti (macrofagi) attaccano e, letteralmente digeriscono, gli organismi infettivi.

L’azione antitumorale del Noni è stata attribuita ad una risposta del sistema immunitario che è coinvolto alla stimolazione delle cellule T. La presenza della proxeronina nel Noni promuove l’aumento della xeronina nel tratto intestinale che permette alle pareti intestinali di assorbire meglio le varie sostanze nutrienti, in particolar modo gli aminoacidi. La xeronina rende possibile il passaggio di molecole più larghe attraverso le membrane cellulari. Ne consegue perciò un miglioramento della digestione.

Il frutto di Noni contiene molta Vitamina C ed è considerato un tonico ed è consigliabile per le condizioni più debilitanti. Il processo d’invecchiamento bombarda il corpo con radicali liberi che possono causare una miriade di malattie degenerative.

Il Dr. Heinicke sostiene che mentre invecchiamo, perdiamo la capacità di sintetizzare la xeronina e questo fatto è peggiorato dalla presenza di moltissime tossine presenti nell’ambiente, le quali hanno la capacità di bloccare la produzione di xeronina. Il Dr. Heinicke sostiene che la proxeronina contenuta nel Noni Hawaiano può aiutare ad arrestare queste azioni, agendo come una sostanza antisenescente. La Morinda Citrifolia, inoltre, contiene selenio, uno dei migliori componenti antiossidante disponibile oggi.

Il Noni agisce anche a livello psichico in quanto la xeronina, attivata dalla proxeronina contenuta nel Noni, trasforma certe proteine del cervello in ricettori attivi dell’endorfina o “ormone del benessere”.

Utile per il tabagismo e dipendenze da droghe. Il Noni fornisce la proxeronina al corpo ed il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per tenere un buon livello ed il resto viene eliminato; per questo motivo si può escludere il rischio di assumerne una dose eccessiva.


www.naturopatia.it/dettaglioarticolo.asp?id=183


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 03:51, modificato 1 volta




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Re: Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mer 03 Nov 2010, 22:30
La Natura ci d[à] un "SUPER-ENZIMA"

Sono millenni che nella Polinesia viene apprezzato il succo di un frutto selvatico come ottimo rimedio curativo naturale. Esso è parte integrante della cultura polinesiana che si rivela essere ricchissima di storie che riguardano la meravigliosa "regina delle piante", grande quanto una patata e disseminata un po’ ovunque sull‘intero gruppo di isole.
Il succo del Noni, non trattato, ha il sapore di un formaggio troppo stagionato ed il suo odore sgradevole si diffonde nell‘aria in vaste zone delle isole. La grande vitalità della pianta ed il clima permettono fino a dodici raccolti l‘anno e di solito, questa iperproduzione, non veniva sfruttata ed i frutti, rimanevano là. Il succo del Noni è molto acido, il suo pH va dal 3,4 al 3,8.
Nel 1983 un medico portò alcuni di questi frutti a due chimici alimentari negli U.S.A. e gli raccontò le numerose leggende che circolavano in Polinesia a riguardo di questa fonte dell’eterna giovinezza. In seguito fu distribuito ad un gruppo di persone campione il succo di Noni e questi, dopo pochissimi giorni dalla loro prima assunzione, riferirono di aver già notato degli apprezzabili miglioramenti del loro stato di salute generale.
Alcuni anni fa il succo di Noni è stato immesso sul mercato americano e si è rapidamente trasformato in uno dei più grandi successi del settore alimentare. In occasione di un recente sondaggio, molto rappresentativo, la stragrande maggioranza dei clienti abituali ha dichiarato di continuare a rimanere fedeli a questo succo anche in futuro grazie ai miglioramenti della loro salute generale ottenuti e mai immaginati.
Numerose ricerche scientifiche ad ampio raggio hanno evidenziato che si tratta, molto probabilmente, della scoperta più importante degli ultimi decenni nel campo dell’alimentazione naturale, in quanto il Noni racchiude una concentrazione incredibilmente alta di principi attivi utili alla produzione del più importante enzima presente nel corpo umano, ovvero la xeronina. Si tratta di un enzima scoperto circa trent’anni fa e che secondo i dati scientifici dovrebbe essere un elemento decisivo nei processi di sintesi delle proteine, del metabolismo in generale e della scissione delle cellule.

Il miracolo dell’azione chimica della XERONINA

Nelle culture tropicali il frutto della pianta Noni (Morinda citrifolia) è noto da migliaia di anni, esso ha molteplici ed incredibili proprietà, ed a tuttoggi le origini di tali effetti benefici non sono ancora del tutto studiate. Il principio attivo più importante del Noni è un alcaloide chiamato “proxeronina”. La pianta cresce nella natura selvaggia e contiene 800 volte più di proxeronina rispetto a quella contenuta nell’ananas, che è comunque la seconda fonte naturale di proxeronina .
Quando si assume il Noni, grazie alla fase digestiva, la proxeronina giunge nell’intestino crasso e di qui viene trasportata al fegato, che è il contenitore di molte sostanze nutritive essenziali per il nostro corpo. Ogni due ore il fegato immette un determinato quantitativo di proxeronina nel flusso sanguigno, così essa può giungere ai diversi tessuti. Andiamo ora a vedere cosa succede a livello molecolare.
La proxeronina ha un peso molecolare di 17.000 unità, per renderci conto della dimensione basta sapere che la molecola dell’acqua ha un peso molecolare di 18 unità, e la sua forma assomiglia a quella di un manubrio dalle estremità ingrossate. Perché la proxeronina possa trasformarsi in xeronina, che è la molecola attiva, ha bisogno dell’aiuto di un preciso enzima, questo enzima è il proxeronase, il quale è presente in grande quantità nel nostro organismo. Il processo che trasforma la proxeronina in xeronina è complesso, ma possiamo cercare di farlo capire semplicemente spiegando in parole povere cosa accade. La proxeronina avvolge l’enzima proxeronase, quest’ultimo unisce le due estremità della proxeronina (ricordate? Estremità ingrossate del manubrio) e quindi le separa dalla catena, che ora è diventata inutile; le due parti ingrossate, ora unite, producono a loro volta, insieme alla serotonina, la molecola relativamente piccola della xeronina. La xeronina prodotta dalla proxeronina ora si può unire alle proteine presenti nell’organismo, affinché esse diventino attive. Per capire meglio quest’ultimo processo diciamo qualcosa di più sulle proteine. Il nome proteina deriva dal greco “proteios” che significa “primario, innanzitutto” e questo ci fa capire l’importanza delle proteine. Le proteine si compongono di lunghe catene di aminoacidi e forse sono le sostanze attive più importanti del nostro corpo. Gli aminoacidi di cui il nostro corpo ha bisogno per costruire le varie proteine sono venti e si uniscono grazie a specifiche sequenze date dal DNA di ogni singolo individuo ed è proprio la diversa successione degli aminoacidi nella proteina che ne determina la struttura. La catena si avvolge su se stessa e si raggruppa per formare, o un enorme grumo di aminoacidi, o una proteina.
Le proteine hanno diverse funzioni nel corpo e tutte molto importanti, in primis nutrono la struttura dei nostri capelli, della pelle e delle ossa, in secondo luogo sono sempre loro a rendere possibile il trasporto delle sostanze chimiche all’interno della cellula e al suo esterno. Le proteine giungono attraverso la membrana cellulare fin dentro la cellula e da qui attraggono importanti sostanze nutritive, permettendo così a queste ultime di entrare all’interno della cellula stessa, in terzo luogo le proteine agiscono al pari degli ormoni e, in questa funzione, sono in grado di coordinare tutti i processi del corpo sul piano molecolare, in quarto luogo fungono come anticorpi ed aiutano il sistema immunitario. Gli anticorpi si attaccano agli elementi estranei che aggrediscono il nostro organismo, come batteri e virus, in modo da indebolirli e combatterli. In quinto ed ultimo luogo, ma non per questo meno importante degli altri, agiscono come enzimi facilitando l’attività chimica nel corpo, perché il nostro corpo trasforma continuamente le composizioni chimiche, componendole e componendole e sono proprio le proteine che rendono possibile questo processo. Ora che abbiamo visto l’importanza delle proteine e le funzioni che svolgono, dobbiamo sapere che senza la xeronina molte di queste proteine non possono svolgere il proprio compito in quanto ci sono proteine che hanno specifiche caratteristiche grazie alle quali possono unirsi alla xeronina. Non tutte le proteine hanno bisogno della xeronina per diventare attive, ma molte di esse, fondamentali per la vita e che funzionano come ormoni, anticorpi o enzimi, necessitano della xeronina. Quando la xeronina si è unita alla proteina, essa rende possibile lo svolgimento del compito trasformando l’energia sottratta all’acqua in energia utile, o a livello chimico, o a livello elettrico. Questo processo è un processo meraviglioso ed affascinante, ma anche misterioso, cerchiamo di descriverlo il più semplicemente possibile per renderlo il più possibile chiaro e comprensibile. L’acqua contiene un’enorme quantità d’energia, la sua molecola è costituita da un atomo di ossigeno (O) in stretta relazione con due atomi di idrogeno (H2), formando così la formula chimica H2O. Quando numerose molecole di acqua si trovano assieme, come in un recipiente, l’ossigeno di alcune (O) viene attratto dalle molecole di idrogeno di altre (H), dando origine ad un fenomeno noto come composto d’idrogeno; questo composto di idrogeno (composto H) non ha la stessa forza della composizione originaria all’interno della molecola stessa, ma, sommando tutti i composti di idrogeno all’interno di un recipiente pieno d’acqua, essa può produrre qualcosa di più forte dell’acciaio, in realtà, non tutti gli atomi di idrogeno e di ossigeno stanno insieme in questo tipo di composto H. In sperimentazione si è dimostrato che il 15-20% di tutti i composti H possono scomporsi in qualsiasi momento. L’acqua è sempre stata un segreto per gli scienziati, perché i fatti non sono calcolabili. Analizzando l’acqua, si può constatare che, sebbene si sia scomposto il 20% dei composti H e dovrebbe avere di fatto una struttura “più dura dell’acciaio”, guardandola e osservandola semplicemente è evidente che la sua struttura non è affatto “dura come l’acciaio”, ma molto debole. Vediamo ora come ciò è possibile: se i composti H si decompongono secondo il principio del caso (cioè senza una precisa teoria o procedura) in tutto il liquido presente, allora la struttura rimane forte, se invece si decompongono lungo una linea, allora l’acqua si comporta come un liquido. Ecco allora che se allora questi composti H si rompono continuamente lungo una linea, ma attraverso tutto il liquido, essa presenterà le caratteristiche tipiche dell’acqua e così la forza dei composti e le caratteristiche visibili, ovvero il suo stato liquido, diventano compatibili. Ora diventa comprensibile dove la xeronina prende il potere di attivare la proteina. A causa di queste separazioni continue dei composti H, l’acqua forma forti “blocchi” che scivolano via, l’uno accanto all’altro, trascinando e portando con sé tutto quello che trovano lungo il percorso. Sul piano teorico se fossimo in grado di dirigere questa scomposizione, caratteristica dei composti H, potremmo determinare i punti in cui questi blocchi d’acqua si rompono. Noi non siamo in grado di fare ciò, invece è esattamente quello che riesce a fare la xeronina che, grazie alla sua singolare struttura chimica, può emettere un segnale che dirige le soluzioni H all’interno dell’acqua, determinando così, i punti in cui i composti si rompono. La xeronina può anche dirigere velocemente i movimenti di questi enormi blocchi d’acqua così, mentre i blocchi d’acqua scorrono, l’uno davanti od accanto all’altro, nel mezzo, in modo specifico e straordinario, essi trascinano e portano con sé la proteina. Questo è un processo che assegna alla proteina una grande forza d’azione che essa poi usa per svolgere il proprio lavoro utile.
Questo processo avviene in tutte le forme di vita, infatti, sia le piante, sia gli animali producono la xeronina per mezzo della proxeronina ed utilizzano quindi la xeronina per la mobilità delle loro proteine, esattamente come lo facciamo noi esseri umani, questo ci fa capire che tutti i tessuti sani sia di piante, sia di animali, contengono questo precursore della xeronina, che è la proxeronina. L’essere umano riceve la proxeronina dagli alimenti che assume, ma a volte questo non è sufficiente ed allora occorre integrare questa assunzione ed un buon modo è quello di assumere il Noni che è ricchissimo in proxeronina. Ad esempio con la cultura intensiva si è svuotato il terreno delle sue sostanze nutritive e così i raccolti sono malati e deboli con la conseguenza che questi raccolti hanno un deficit di molte sostanze nutritive d’importanza vitale per l’essere umano, come per l’appunto la proxeronina. Al giorno d’oggi, l’uomo medio non riceve più un’alimentazione equilibrata che apporta la proxeronina nella giusta quantità per svolgere bene le funzioni vitali, ecco perché nasce la necessità di integrare la proxeronina. Ci sono altri fattori che determinano un’integrazione di proxeronina, come la malattia, l’età avanzata ed una vita molto attiva; in queste situazioni le proteine per svolgere il loro duro lavoro e rispondere alle richieste hanno bisogno di più xeronina e, per produrre più xeronina c’è bisogno di più proxeronina nella dieta quotidiana. In carenza di xeronina e quindi di proxeronina le proteine non possono rispondere alle richieste del corpo e, in questo caso, si avranno malattie, spossatezza, esaurimento etc... Si pensa che sia possibile che molte delle nostre malattie moderne siano in realtà una conseguenza di una mancanza di xeronina nel corpo. Chi ha una bassa percentuale di xeronina nel corpo, sente prontamente gli effetti negativi dell’incapacità d’azione delle proteine, ma quando poi viene innalzata questa percentuale e, grazie all’assunzione di Noni, il livello di xeronina viene portato ad un buon livello, la persona percepisce ciò che viene generalmente definito come “miracolo”. Questo è il motivo per cui il succo di Noni è un prodotto unico per la salute. Invece di dare al corpo sostanze chimiche per funzionare meglio, come lo fanno molte droghe e numerosi farmaci, il succo di Noni fornisce la pre sostanza di questa sostanza chimica attiva e fa sì che il corpo stesso riprenda in mano il timone per governare le sue funzioni. Non vi è il rischio di assumere troppa proxeronina assumendo il Noni, in quanto il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per mantenere un buon livello ed il resto viene eliminato.
Come già detto, la xeronina è utilizzata sia nel regno animale che nel regno vegetale, ma la differenza tra questi due regni sta nel modo in cui la eliminano quando non serve più. Quando la xeronina ha svolto il proprio compito diventa importante per l’organismo umano eliminare quella non utilizzata affinché non continui ad esercitare la propria azione laddove non serve più. Si potrebbero creare non pochi problemi se avessimo troppa xeronina che stimoli le proteine a lavorare più del dovuto, ma la soluzione è data ancora una volta dalla natura stessa. La xeronina è un composto chimico molto instabile e, lasciata al proprio destino, essa decade e diventa inutilizzabile. Il maggior numero delle forme di vita lascia decadere la xeronina e poi viene eliminata, ma non fanno così le piante, infatti, nel regno vegetale le cose cambiano. Molte piante trattengono la xeronina per conservarla, in quanto contiene azoto, sostanza molto utile per la vita delle piante stesse. Per conservarla ed al contempo disattivarla, la pianta aggiunge fili e grumi di “rifiuti molecolari” alla xeronina cos’ essa non decade e non si può nemmeno aggregare a qualche proteina. Quando la xeronina è stata arricchita di questi “rifiuti molecolari” ne nasce la ben nota combinazione detta “alcaloide”, oggi se ne conoscono più di 10.000 ed alcuni di questi contengono nicotina, cocaina, eroina, o morfina. Oggi si è portati a pensare che questi alcaloidi non siano altro che forme alterate della xeronina e che la loro funzione nelle piante sia quella di stabilizzare la stessa xeronina per conservarla al fine dell’assimilazione dell’azoto. Gli alcaloidi sono simili nella loro struttura alla xeronina e sono inattivi nella pianta, ma all’interno del nostro organismo vengono scambiati dalle proteine come xeronina e quindi si fanno attivare.
Quando si fuma una sigaretta arriva una grande quantità di nicotina nel corpo, nella pianta la nicotina non è attiva, ma nel momento che entra nel nostro organismo, essendo molto simile alla xeronina, viene presa per tale dalle proteine che quindi vengono ingannate, di conseguenza la nicotina occupa il posto della xeronina all’interno della proteina e la attiva, esattamente come avrebbe fatto la xeronina, ma in modo meno efficace a causa dei “rifiuti molecolari” che si porta dietro. Il continuare a fumare fa sì che si continui ad introdurre nell’organismo nicotina e di conseguenza il corpo si adeguerà ad essa e cambierà leggermente la forma delle sue proteine affinché si associno meglio con la nicotina che con la xeronina e questo creerà dipendenza. Col tempo la richiesta di fumo e quindi di nicotina aumenta, perché molte proteine hanno letteralmente bisogno delle molecole di nicotina per svolgere le proprie funzioni all’interno del nostro corpo, così come prima la stessa proteina aveva bisogno della xeronina. Più si fuma, più proteine vengono trasformate da proteina-xeronina in proteina-nicotina, e, ovviamente, sarà sempre più difficile smettere di fumare. Quando si deciderà di smettere di fumare, questo sarà difficoltoso e doloroso, perché, mancando la nicotina, molte proteine non saranno più in grado di funzionare bene. Questo è il motivo perché si avranno i sintomi da astinenza. Lo stesso processo vale per tutti gli alcaloidi estranei al nostro corpo che noi assumiamo, compresi la caffeina, la cocaina, l’eroina, la morfina, ecc., perché quando assumiamo questi alcaloidi, che sono sostanze estranee al nostro corpo, le nostre proteine si adeguano a loro e la nostra richiesta naturale di xeronina si trasforma in un fabbisogno innaturale di questi alcaloidi. Se noi inondiamo il nostro corpo con questi alcaloidi a noi estranei (come per esempio le droghe), essi stimolano le nostre proteine a un’iperattività e provocano quindi una sensazione di euforia. Le diverse droghe hanno effetti diversi sul nostro organismo proprio a causa della non eguale quantità di “rifiuti molecolari” che si sono aggiunti alla loro struttura originaria, quindi, per esempio, la cocaina susciterà un altro effetto nel nostro corpo rispetto alla morfina e questo grazie alla leggera differenza nella loro struttura, differenza che limita o amplia determinati aspetti della funzione naturale della xeronina. La chiave è sempre la stessa: tutte imitano la funzione naturale della xeronina. Diventare dipendenti è molto facile, ma è poi molto difficile smettere di assumere questi alcaloidi e questo è normale, perché una volta assunto un alcaloide in grande quantità, questo inonda letteralmente il nostro corpo e la grande affluenza di alcaloidi estranei all’organismo travolge la quantità minore di xeronina naturale presente in noi e deforma molto velocemente molte proteine. In farmacologia vengono usati molti alcaloidi, ma alla base di ogni effetto farmacologico di questi alcaloidi c’è sempre la funzione naturale della xeronina.
Il fegato è il principale organo che contiene proxeronina, il secondo è la pelle. La proxeronina viene trasformata in tutto il corpo nella xeronina, pelle inclusa. Per mantenere sana e liscia la sua superficie, la pelle ha bisogno di molta proxeronina. Una mancanza può suscitare una condizione malsana e creare numerosi altri problemi. Inoltre la proxeronina serve per mantenere sani i capelli.
Abbiamo visto che gli alcaloidi non sono altro che imitazioni della xeronina prodotti dalle piante ai fini di conservazione per ottenere azoto, per questo motivo la xeronina sa fare tutto quello che possono fare questi alcaloidi, se non meglio e in modo naturale. Le endorfine sono gli ormoni responsabili delle buone sensazioni nel corpo, esse si uniscono a certe proteine proprio come fa la xeronina e, quando la xeronina e l’endorfina sono legate alla stessa proteina, la xeronina conduce l’energia dell’acqua dentro l’endorfina e quest’ultima produce quella sensazione di “benessere”. La scienza indaga tuttora sul modo in cui l’endorfina produce queste sensazioni, ma quello che è certo è che senza la xeronina l’endorfina di fatto è inutile.
L’azione stimolante della xeronina si rispecchia nell’azione della sua cugina, la caffeina, l’alcaloide che la imita. Quando bevete una tazza di caffè la mattina, la caffeina inonda il vostro corpo; le molecole della caffeina si aggregano subito alle proteine presenti nel corpo e prendono il posto della xeronina e poi le attivano e siccome sono tante queste molecole di caffeina che vengono assunte bevendo una tazza di caffè, le proteine possono lavorare molto di più. L’effetto provocato da una quantità significativa di xeronina pura è pari all’effetto della caffeina. L’effetto stimolante della xeronina può sviluppare un potenziale sorprendente. Può migliorare la capacità di un atleta, come può aumentare la capacità di concentrarsi e di pensare in piena lucidità.

Il dottor Heinicke è la referenza in materia di Noni; laureato in biochimica all'Università del Minnesota ha fatto anche degli studi d'ingegneria presso l'Università del Kentucky (Lexington); è vissuto nelle Hawaii dal 1950 al 1986, dove lavorava presso l'Università di Hawaii e faceva delle ricerche sull’Ananas sativa per conto della Società Dole.
Il dottor Heinicke è stato il primo a ricercare i principi attivi contenuti nel Noni (Morinda citrifolia) che fa parte della famiglia delle rubiacee. Egli voleva sapere quali erano i principi attivi contenuti nel frutto di Noni che i polinesiani consumano già da secoli.
Nel 1957 scoprì nelle cellule umane un alcaloide che chiamò xeronina, poco dopo riscontrò che una quantità troppo debole di xeronina nelle cellule poteva dare origine a problemi di salute importanti. Il Noni ne contiene poca, ma contiene molta proxeronina precursore della xeronina. La trasformazione di proxeronina in xeronina incomincia subito dopo l’assunzione di Noni.
Il Noni contiene anche la forma inattiva dell'enzima necessaria a questa trasformazione. Per fare sì che gli effetti del Noni siano completi questo proenzima deve essere attivato; ecco perché è meglio assumere il Noni a stomaco vuoto. In queste condizioni questo proenzima è capace di resistere ai succhi gastrici della digestione e passare così nell'intestino dove diventa attivo e può essere utilizzato dall'organismo. Molti organi del corpo umano contengono delle proteine capaci di utilizzare la xeronina; essa può alleviare i sintomi di gran parte delle malattie (in questo caso la malattia è dovuta ad una carenza di xeronina). Lavori di A. Hirazumi dimostrano che il Noni allunga la speranza di vita nei topi da laboratorio colpiti da cancro dei polmoni. Sembra che il Noni agisca indirettamente sul sistema immunitario. Il Noni è anche molto efficace nel trattamento delle ustioni, in quanto la xeronina attiva un enzima specifico che accelera il rinnovamento dei tessuti bruciati. Il noni ha anche un effetto sulla salute psichica, perché la xeronina trasforma certe proteine del cervello in ricettori attivi dell'endorfina o "ormone del benessere.'' La xeronina rende possibile il passaggio di molecole più larghe attraverso le membrane cellulari. Ne consegue perciò un miglioramento della digestione. Altri problemi di salute possono essere migliorati grazie al Noni: ipertensione, dolori mestruali, artrite, ulcera dello stomaco, distorsioni, depressione, nervosismo, senescenza precoce, disturbi digestivi, obesità, mancanza di libido e/o piacere, ipertensione arteriosa, diabete di tipo 1 e 2, astenia psichica e/o fisica, sindrome da stanchezza cronica, disturbi del sonno, tabagismo, dipendenza da droghe, etc.".
La xeronina è un elemento fondamentale per le funzioni del corpo umano. Una debole presenza di xeronina nell'organismo è funesta per la nostra salute, ma in quantità sufficiente essa permette di restare in piena forma.
Il dottor Scott Gerson ha effettuato uno studio in doppio ceco (i pazienti non erano al corrente di ciò che veniva loro somministrato) per valutare l'influenza del Noni sull'ipertensione.
Durante 14 settimane il dottor Gerson ha condotto le sue ricerche su 9 pazienti (6 uomini e 3 donne) affetti da ipertensione i quali sono stati selezionati casualmente e non sapevano di consumare del Noni. I pazienti hanno conservato lo stesso regime alimentare e la stessa attività fisica che avevano prima di cominciare il trattamento. 8 dei 9 pazienti hanno manifestato una diminuzione significativa della loro pressione arteriosa, la loro tensione sistolica (pressione massima) è diminuita in media del 7,5 % e la tensione diastolica (pressione minima) è diminuita i media del 4 %. Il dottor Gerson è stato il primo a dimostrare questo attraverso questo piccolo studio clinico, in seguito queste cifre si sono verificate presso la maggior parte dei consumatori di Noni. Nessun medico ha potuto constatare che la pressione arteriosa poteva scendere sotto la norma e tutti hanno segnalato che gli effetti secondari erano insignificanti e praticamente inesistenti.
La maggior parte dei pazienti hanno constatato un ritorno all'ipertensione dopo l'interruzione del trattamento, poi un abbassamento della loro tensione fino alla normale dopo avere ripreso il Noni. Gli effetti della xeronina sull'ipertensione sono innegabili. Altri studi in più grande scala sono stati da allora realizzati ed hanno confermato il lavoro del dottore Gerson.
È riconosciuto che una delle principali azioni del Noni è la capacità di alleviare gran parte dei dolori. Eminenti medici Occidentali, del Sud Est Asiatico, Hawaiani o ricercatori contemporanei come Ralph Heinicke o clinici naturopati come il dottor Steve Schechter ribadiscono che il Noni permette al corpo di guarire da solo e di sopprimere il dolore. La xeronina riduce ed in alcuni casi fa scomparire una gran parte dei dolori.
Il Dr. Halton Delbert D.C., laureato in Kiropratica al College di Kiropratica di Palmer e laureato in biologia riferisce che da quaranta anni circa, soffriva di un dolore insistente nel basso della schiena che gli impediva di fare qualsiasi attività casalinga normale e che, dopo 6 settimane di assunzione di Noni il dolore è rapidamente scomparso, dopo l’esperienza vissuta in prima persona ha iniziato a raccomandare ai suoi pazienti ottenendo grandi successi. Un’altra prova delle meraviglie del Noni, continua a riferire il Dr. Halton Delbert, è la seguente: una paziente affetta da AIDS dopo aver assunto noni per un certo periodo il Noni ha visto la sua quantità unitarie di cellule T passare da 169 a 400 ed i suoi sintomi si sono stabilizzati. Il Dr. Halton Delbert riferisce di aver vissuto altre meravigliose esperienze come quella di un paziente colpito da cancro del polmone che le sue metastasi hanno iniziato a riassorbirsi da quando ha iniziato ad assumere Noni. Qualche anno fa, uno dei suoi pazienti ha subito importanti traumi a causa di un incidente stradale; si è fratturato diverse costole, una spalla ed un ginocchio e da allora aveva molti problemi di artrite ed in modo particolare al ginocchio. Quando ha iniziato ad assumere Noni il dolore al ginocchio è sparito in pochi giorni e progressivamente anche il dolore alla spalla ed alle costole; oggi quest'uomo vive felice senza alcun dolore. Un altro dei suoi pazienti si era fratturato una caviglia e gli era rimasto un dolore insistente e la caviglia era rimasta gonfia per più di un anno e mezzo; dopo solo 10 giorni di assunzione di Noni, dolori e gonfiori erano spariti completamente. Gli effetti della xeronina contenuta nel Noni sono spettacolari e questo su parecchie malattie, le più varie

Il Noni è uno dei poli di ricerca più importanti dell'inizio del terzo millennio. Nei prossimi 15 anni, applicazioni farmaceutiche sempre più specifiche ne dovranno derivare. Il Noni è una delle grandi speranze della ricerca del ventunesimo secolo.

BIBLIOGRAFIA:

1. Understanding the Miracle, Interviste a cura di Kelly Olsen con il Dr. Ralph Heinicke, giugno 1998
2. Ref Health News, Volume 4, Numero 2 triple R Publishing, Inc.
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4. giornalista medico per CNN, Primo Segretario alla Salute e All'Igiene Mentale del Maryland
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6. HEALTH-NEWS, Volume 4, Numero 2, TRIPLE R PUBLISHING, Inc..
7. Abbott, I. con Shimazu, C., (1985) "The Geographic Origin of the Plants Most Commonly Used for Medicine by Hawaiians," Journal of Ethnopharmacology numero 14, pagine 213-222.
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10. Elliot, S. e Brimacombe, J., (1987) "The Medicinal Plants of Gunung Leuser National Park, Indonesia," Journal of Ethnopharmacology numero 19.
11. Hiramatsu, T., ed altri, (1993) "Induction of normal phenotypes in ras-transformed cells by damnacanthal from Morinda citrifolia", Cancer Letters volume 73, pagine 161-166.
12. Hirazumi, A., (1992) "Antitumor Activity of Morinda Citrifolia on IP Implanted Lewis Lung Carcinoma in Mice," Proceedings, Annual Meeting of the American Association for Cancer Research volume 33.
13. Krauss, B., (1993) Plants in Hawaiian Culture, University of Hawaii Press, Honolulu, Hawaii.
14. Levand, O. e Larson, H.O., (1979) "Some Chemical Constituents of Morinda Citrifolia," Planta Med numero 36, pagine 186-187.
15. Neal, M., (1965) In Gardens of Hawai`i, Bishop Museum Press, Honolulu, Hawaii .
16. Singh, Y., Ikahihifo, T., Panuve, M., Slatter, C., (1984) "Folk Medicine in Tonga. A Study on the Use of Herbal Medicines for Obstetric and Gynecological Conditions and Disorders" Journal of Ethnopharmacology numero 12, pagine 305-325.
17. Tabrah, F.L. e Eveleth, B.M., (1966) "Evaluation of the Effectiveness of Ancient Hawaiian Medicine," Hawaii Medical Journal numero 25, pagine 223-230.
18. Whistler, W.A. (1985) "Traditional and Herbal Medicine in the Cook Islands," Journal of Ethnopharmacology numero 13, pagine 239-280.
19. Whistler, W. (1992) Tongan Herbal Medicine, Isle Botanica, Honolulu, Hawaii

Fonte: www.herboplanet.eu/ultime_notizie_articolo.asp?id=50


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 03:52, modificato 1 volta




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Re: Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mer 03 Nov 2010, 22:30
Il dottor Heinicke è la massima referenza in materia di Noni.
Diplomato in biochimica all'Università del Minnesota, ha fatto anche studi d'ingegneria all'Università del Kentucky (Lexington). È vissuto alle Hawaii dal 1950 al 1986, dove lavorava all'Università di Hawaii e faceva ricerche sugli ananas per la società Pineapple Dole.
Dichiara il dottor HEINICKE:
"Sono stato il primo a ricercare i componenti attivi del Noni Morinda citrifolia (della famiglia delle rubiace). Volevo sapere quali erano i principi curativi contenuti in questo frutto che i polinesiani consumano da secoli.
Nel 1957, ho scoperto nelle cellule umane un alcaloide che ho chiamato Xeronina, poco dopo ho riscontrato che una quantità troppo debole di Xeronina nelle cellule poteva portare a problemi di salute importanti.
Un professionista informato in materia di Nonu è il Dr. Heinicke, un biochimico che ha studiato i composti attivi del frutto di Nonu per numerosi anni. Egli aveva scoperto che il frutto di Nonu Hawaiano contiene un alcaloide precursore ad un composto vitale denominato xeronina. Senza la xeronina la vita cesserebbe. Nelle vedute del Dr. Heinicke il frutto di Nonu fornisce un modo sicuro ed efficace per aumentare i livelli di xeronina nel corpo, incidendo profondamente sulla salute e protezione delle cellule. La sua ricerca suggerisce che il succo di frutta della M. Citrifolia contiene la proxeronina, un precursore del composto cruciale chiamato xeronina. La proxeronina avvia il rilascio della xeronina nel tratto intestinale dopo essere venuto in contatto con un enzima specifico contenuto anch'esso nel frutto. Questa particolare combinazione chimica, si crede, possa influenzare in modo sostanziale la funzione cellulare in modo positivo.

IMPORTANTE: nelle patologie seguire SEMPRE le CURE del MEDICO CURANTE

Regolatore Proteico
Gli studi del Dr. Heinicke sono basati sulla premessa che una delle funzioni principale della xeronina è di regolare la forma e l'integrità di proteine specifiche. Poiché le proteine e gli enzimi svolgono svariati ruoli nel processo delle cellule, la normalizzazione di queste proteine con l'integrazione del Nonu potrebbe innescare una varietà molto ampia di risposte e curare svariati condizioni di malattie. Le proteine sono i più importanti catalizzatori trovati nel corpo. La bellezza di ottenere un precursore per la xeronina dal frutto di Nonu è che il corpo decide in modo naturale quanto di questo precursore si debba trasformare in xeronina. Le malattie, lo stress, la collera, il trauma e le ferite possono diminuire i livelli di xeronina nel corpo, quindi creando una deficienza di xeronina. L'integrazione del succo di Nonu nel corpo è considerato un modo eccellente per aumentare i livelli di xeronina in modo sicuro e naturale. Sono le indagini e le teorie del Dr. Heinicke che hanno reso il succo del frutto di Nonu Hawaiano una vitale sostanza medicinale. Egli scrive:
La Xeronina è un alcaloide, una sostanza che il corpo produce per attivare gli enzimi per far si che funzionino in modo adeguato. Questo stimola e regola il corpo anche. Questo particolare alcaloide non era stato scoperto prima perché è il corpo umano che lo produce, lo utilizza immediatamente e poi lo fiacca. In nessun momento è presente una quantità rilevante e isolabile nel sangue. Ma la xeronina è così importante per il funzionamento delle proteine che moriremmo senza di essa. Questa assenza puo causare una molteplicità di malattie.
Poiché tantissime malattie si sviluppano a causa del malfunzionamento enzimatico, il Dr. Heinicke crede che l'utilizzo del frutto di Nonu possa risultare in un'impressionante esposizione di applicazioni curative. Egli crede che noi produciamo la proxeronina durante il sonno. Il Dr. Heinicke propone che se noi forniamo costantemente il nostro corpo con la proxeronina da altre fonti, il bisogno di dormire diminuirebbe

IL TRATTAMENTO DEL NONI
La lavorazione ed il trattamento della pianta sono importanti, specie per quando riguarda quanti e quali benefici puo offrire. Questo è senz'altro vero in materia di Nonu grazie a questi straordinari enzimi ed alcaloidi. La Morinda Citrifolia dovrebbe essere raccolta quando il frutto cambia dal colore verde scuro non maturato al colore verde chiaro, e senza dubbio prima che diventi bianco e semitrasparente, raggiungendo la piena maturazione. Una volta raccolto, il Nonu, come l'aloe, denaturerà molto velocemente grazie agli enzimi molto attivi. Dopo la raccolta dovrebbe essere rapidamente cosparso di ghiaccio. Questo procedimento è molto simile a quello della pesca in modo che il pesce rimanga sempre fresco e inodore, inoltre, il frutto non perderà la sua efficacia e non danneggerà i vari componenti.
La migliore integrazione del nonu è quello in forma polverizzata e liofilizzata. Il procedimento di liofilizzazione rimuove soltanto l'acqua senza distruggere gli enzimi vitali della pianta e gli altri elementi fitonutrienti come la xeronina e la proxeronina. La genuina polvere del succo di frutta di Nonu ad alta qualità è un estratto 4/1, cioè si useranno quattro chilogrammi di frutto di Nonu per ottenere un chilogrammo di polvere liofilizzato. Questa polvere verrà in seguito incapsulata (è solamente succo di frutta senz'acqua!). Questo processo è molto importante perché i tipici succhi di frutta di Nonu contengono 88% di acqua; bisognerebbe letteralmente bere decine di litri di succo per ricavare gli stessi benefici come quello sotto forma liofilizzata. La maggior parte dei succhi di Nonu disponibili sul mercato sono trattati commercialmente e contengono acqua, succhi di frutta e conservanti aggiunti. Tradizionalmente il succo di Nonu ha un sapore molto forte ed un odore ripugnante, simile a quello del frutto stesso.
Altri metodi di trattamento sono il procedimento termico, la disidratazione e l'essiccamento ad aria. Il trattamento termico è generalmente trovato nei liquidi, mentre la versione disidratata è quello macinato ed incapsulato. Sfortunatamente entrambi i metodi utilizzano calore elevato (45° C+) che potrebbe neutralizzare molti dei componenti vitali che rendono il Nonu così importante. L'essiccamento ad aria calda è efficace senza l'utilizzo di calore lesivo ma presenta problemi di controllo di qualità dovuti alla produzione commerciale.

LE APPLICAZIONI MODERNE DEL NONI
Vedute Complessive
Il Nonu possiede un'ampia varietà di proprietà medicinali che scaturiscono dalle diverse componenti della pianta. Questo frutto e le foglie dell'arbusto esercitano attività antibatteriche. Le radici promuovono l'espulsione della mucosa ed il restringimento di membrane gonfie, rendendolo così un ideale prodotto terapeutico per la congestione nasale, infezioni polmonari ed emorroidi. I componenti della radice del Nonu hanno anche mostrato naturali proprietà sedative come anche la capacità di abbassare la pressione arteriosa. Gli estratti delle foglie riescono a rallentare l'eccessivo flusso del sangue o inibire la formazione di grumi di sangue. Il Nonu è particolarmente utile per la propria abilità di curare dolorosissime condizioni alle articolazioni e di alleviare le infiammazioni cutanee. Tantissime persone somministrano gli estratti del frutto di Nonu per l'ipertensione, mestruazioni dolorose, artrite, ulcere gastriche, diabete e depressione. Recenti studi suggeriscono che l'attività anticancerosa potrebbe essere presa in considerazione.

Per quanto riguarda il potenziale terapeutico del frutto di Nonu, il Dr. Heinicke scrive:

Ho verificato che i componenti trovati nel Nonu fa miracoli. Quando stavo ancora studiando le varie possibilità, avevo un amico ricercatore medico che aveva somministrato la proxeronina ad una donna in stato di coma da tre mesi. Due ore dopo aver ricevuto il composto, la donna si era tirata su ed aveva chiesto dove si trovava… Il Nonu è probabilmente la fonte migliore di proxeronina che possediamo oggi.

Gli studi ed i sondaggi si combinano insieme per sostenere la capacità del Nonu di agire come immunostimolante, inibire la crescita di certi tumori, accrescere e normalizzare la funzione cellulare e incrementare la rigenerazione dei tessuti. Il Nonu è considerato un potente purificatore del sangue e contribuisce all'omeostasi complessivo.

Succo di Noni: Miracolo Molecolare?
Il Dr. Heinicke crede inoltre che i componenti specifici al succo di frutta di Nonu agiscano per realmente riparare le cellule danneggiate a livello molecolare. Il contenuto di proxeronina di Nonu aumenta la produzione di xeronina nel corpo che sembra essere capace a regolarizzare la forma e l'integrità di alcune proteine che contribuiscono individualmente alle specifiche attività cellulari.
Alcuni ricercatori credono che la xeronina è meglio ricavata da un composto precursore trovato nel succo di frutta di Nonu.
Uno studio condotto nel 1994 fatto come riferimento l'attività anticancerosa della Morinda Citrifolia contro il cancro ai polmoni. Un'équipe di scienziati della "University of Hawaii" utilizzo topi da laboratorio vivi per poter esaminare le proprietà medicinali del frutto contro i carcinoma polmonari di Lewis che erano stati trasferiti artificialmente al tessuto polmonare. I topi non trattati morirono dopo 9 - 12 giorni. Comunque, la somministrazione del succo di Nonu con dosaggi giornalieri consistenti aveva prolungato in modo significativo la durata della loro vita. Quasi la metà di questi topi vissero per più di cinquanta giorni. Le conclusioni della ricerca affermavano che i componenti chimici del succo agivano indirettamente spingendo la capacità del sistema immunitaria a dover affrontare la malignità invasore incoraggiando l'attività linfocita e macrofagica. Ulteriori valutazioni teorizzavano che questi rari componenti chimici della Morinda Citrifolia promuoveva l'aumento dell'attività della cellula T, una reazione che potrebbe spiegare la capacità del Nonu a curare una grande varietà di malattie infettive.
In Giappone, studi similari sugli estratti del Nonu hanno accertato che il damnacantale, una composto trovato nella Morinda Citrifolia, è in grado di inibire la funzione delle cellule K-RAS-NRK, considerati precursori di certi tipi di malignità. L'esperimento comportava ad aggiungere l'estratto della pianta del Nonu alle cellule RAS ed incubandoli per un numero limitato di giorni. Quest'osservazione ha svelato che il Nonu era capace di inibire in modo tangibile la funzione delle cellule RAS. Tra 500 estratti di piante, la Morinda Citrifolia era quella che conteneva i composti più efficace per combatter le cellule RAS. Il contenuto di damnacantale veniva clinicamente descritto nel 1993 come "un nuovo inibitore della funzione RAS".

Il fattore xeronina indica inoltre che la xeronina aiuta a normalizzare il modo in cui si comportano le cellule maligne. Mentre sono ancora tecnicamente cellule cancerogene essi non si comportano più come cellule con crescita incontrollabile. Nel tempo il sistema immunitario del corpo potrebbe essere in grado di sradicare queste cellule.

Artrite
Secondo le teorie del Dr. Heinicke, il collegamento xeronina trovato nel frutto di Nonu Hawaiano ha l'attitudine di "aiutare a curare varie manifestazioni di malattie come il cancro, la senilità, l'artrite e la pressione sanguigna alta e bassa". Esami aneddotici hanno verificato che il Nonu allevia ripetutamente il dolore delle articolazioni collegate alla malattia artritica. Un legame al dolore artritico puo essere l'incapacità di digerire correttamente o completamente le proteine che potrebbero allora formare depositi cristallini nelle giunture. La capacità del frutto di Nonu Hawaiano di aumentare la digestione proteica attraverso l'intensa funzione enzimatica puo agevolare ad eliminare questo fenomeno particolare.

Inoltre, i componenti alcaloidi e metaboliti delle piante del Nonu potrebbero essere collegate all'apparente azione antinfiammatoria. Gli steroli delle piante possono assistere durante l'inibizione del responso inibitorio che causa il gonfiore ed il dolore. L'effetto antiossidante del Nonu puo agevolare a diminuire il danno dei radicali liberi nelle cellule delle giunture che possono esacerbare sconforto e degenerazione.
Il Sistema Immunitario
L'alcaloide e gli altri composti chimici trovati nel Nonu hanno dimostrato di controllare efficacemente oppure di sopprimere più di sei tipi di ceppi batterici infettivi come l'Eschirichia coli, salmonella typhi (ed altri tipi), shigella paradysenteriae, e staphylococcus aureus. Inoltre, il damnacantale riusciva ad inibire la prima fase antigene del virus Epstein-Barr.

I componenti bioattivi dell'intera pianta, combinati insieme o in porzioni separate, hanno dimostrato la capacità di inibire diversi ceppi di batteri. Relazioni aneddotiche sostengono quest'azione, cioè che il Nonu sembra particolarmente efficace ad accorciare la durata di certi tipi di infezioni. Questo potrebbe spiegare il motivo perché il Nonu viene comunemente utilizzato per curare i raffreddori e l'influenza.

I componenti chimici trovati nel Nonu testimoniano la possibilità che essi stimolino la produzione di xeronina - così come avviare la terapia alcaloide - potrebbero spiegare la reputazione del Nonu che contiene proprietà immuno-stimolatorie. Gli alcaloidi sono stati atti a stimolare la fagocitosi che è il processo in cui certi leucociti chiamati macrofagi attaccano e letteralmente digeriscono gli organismi infettivi. L'azione antitumorale del Nonu è stata attribuita ad una risposta del sistema immunitario che è coinvolto alla stimolazione delle cellule T.
Stimolante Nutritivo
La maggior parte degli studi suggeriscono che, poiché i componenti della Morinda Citrifolia permettono al sistema immunitario di funzionare in modo più efficace, la somministrazione del Nonu in forme concentrate potrebbe potenziare la salute e le altre prestazioni in generale. Questi componenti sembrano avere la capacità di incrementare l'assorbimento, l'assimilazione e l'utilizzazione delle vitamine e dei minerali. La presenza della proxeronina nel Nonu promuove l'aumento della xeronina nel tratto intestinale che permette alle pareti degli intestini di assorbire in modo più efficiente le varie sostanze nutrienti, specialmente gli aminoacidi. Le vitamine agiscono in modo sinergico con la xeronina in modo da poter alimentare tutti i sistemi che fanno parte del corpo.

Inoltre, gli estratti delle foglie della pianta contengono una quantità rilevante di proteine e la frutta racchiude un contenuto sostanziale di acido ascorbico. Per anni il frutto della Morinda Citrifolia è stato considerato l'alimento base nella Polinesia. A quanto pare, anche i soldati impiegati nelle regioni tropicali durante la Seconda Guerra Mondiale diventarono consapevoli della capacità del frutto di stimolare la forza di resistenza e la tenacia. Civiltà indigene delle Samoa, Tahiti, Raratonga e Australia utilizzavano il frutto nelle forme cotte e crude. La Morinda Citrifolia è considerata un tonico ed è specialmente consigliabile per le condizioni più debilitanti.
Antiossidante
Il processo d'invecchiamento bombarda il corpo con radicali liberi che possono causare una miriade di malattie degenerative. La teoria della xeronina promossa da parte del Dr.Heinicke sostiene che mentre invecchia il nostro corpo, perdiamo la capacità di sintetizzare la xeronina. A peggiorare la situazione bisogna accettare la presenza di moltissime tossine ambientali che realmente bloccano la produzione di xeronina. Heinicke crede che il contenuto di proxeronina nel succo di frutta di Nonu Hawaiano puo aiutare ad arrestare queste azioni, agendo come una sostanza antinvecchiamento.

Le sostanze fitonutrienti trovate nel Nonu agevolano la promozione dell'alimentazione e protezione delle cellule dai radicali liberi creati dall'esposizione all'inquinamento ed altri agenti potenzialmente pericolosi e letali. La Morinda Citrifolia, inoltre, contiene selenio, uno dei migliori componenti antiossidante disponibile oggi.
Diabete
Mentre le ricerche scientifiche scarseggiavano per quanto riguarda il Nonu in questa particolare applicazione, gli Hawaiani adoperavano varie parti della pianta ed il frutto per curare i disturbi dovuti alla glicemia. Recenti ricerche aneddotiche hanno approvato che il Nonu è attualmente raccomandabile per chiunque soffre di diabete.
Antidolorifico
Uno studio del 1990 ha rivelato che gli estratti derivati dalla radice della Morinda Citrifolia mostrano la capacità di sopprimere il dolore negli esperimenti eseguiti sugli animali. Era durante questa ricerca che l'azione sedativa naturale della radice veniva evidenziata. Questo studio comprendeva un'équipe di scienziati francesi che si accorsero di una considerevole attività analgesica centrale nei topi da laboratorio. Il Dr. Heinicke asserì: "La xeronina agisce anche come antidolorifico. Un uomo diagnosticato con un tumore intestinale in stato avanzato aveva ancora tre mesi di vita, egli inizio a somministrarsi la proxeronina e visse per un anno intero, senza dolori".
Agente Curativo della Pelle
Uno degli usi storici prevalenti del Nonu era in forma di poltiglia per sanare le ferite, tagli, abrasioni, ustioni e contusioni. Usando gli estratti del frutto per ustioni gravi risultavano guarigioni straordinarie. La cute è fatta di proteine, risponde immediatamente alla presenza di xeronina. Quando la pelle è traumatizzata o screpolata la proxeronina s'infiltra nelle regioni affette dalle parti circostanti e la sintesi della xeronina successivamente s'innalza, dando luogo alla guarigione ed alla rigenerazione del tessuto. Le ustioni sono specialmente vulnerabili a questo processo biochimico. In conseguenza, l'aumento della produzione di xeronina nella zona dell'ustione con l'applicazione diretta di un impiastro di Nonu è considerato alquanto efficace secondo il Dr. Heinicke e altri colleghi che ne hanno studiato la terapia enzimatica. Per quanto concerne le ustioni, egli scriveva:

Credo che tutti i tessuti abbiano cellule contenenti proteine con siti ricettori per l'assorbimento di xeronina. Alcuni di queste proteine sono forme inerti di enzimi che richiedono l'assorbimento di xeronina per poter diventare attivi. Questa xeronina, convertendo il sistema di procollagenasi del corpo in una specifica peptidasi, rimuove tranquillamente e velocemente il tessuto morto dalle ustioni.
Tossicodipendenza
Il legame della xeronina nelle cure della tossicodipendenza è basato sulla nozione che inondando il cervello con Nonu aggiuntivo puo invertire le fondazioni per cui si è portati all'assuefazione ed alla tossicomania. Questo alcaloide naturale è pensato a normalizzare i ricettori cerebrali che successivamente risultano nella cessazione della dipendenza fisiologica su alcune sostanze chimiche come la nicotina. La potenzialità del Nonu Hawaiano come stimolatore naturale per la produzione di xeronina puo aver trovato profonde implicazioni verso la cura di vari tipi di tossicodipendenze.
Agenti Complementari del Nonu
Kava kava
Papaia
Pau d'arco
Bioflavonoidi
Germanio echinaceo
Aloe vera
Artigli di gatto
Cartilagine di squalo
Selenio
Estratto di seme d'uva
Enzimi proteolitici
Glucosamina
Applicazioni Primarie del Nonu
Abrasioni
Arteriosclerosi
Foruncoli
Ustioni
Sindrome di fatica cronica
Herpes labialis
Congestione
Depressione
Infiammazione agli occhi
Fratture
Gengivite
Alta pressione arteriosa
Indigestione
Malattie renali
Mestruazioni irregolari
Disturbi respiratori
Sinusite
Distorsioni
Tumori
Artrite
Infezioni alla vescica
Disturbi intestinali
Cancro
Circolazione debole
Raffreddori
Stitichezza
Diabete
Febbre
Ulcere gastriche
Cefalee
Sistema immunitario
Parassiti intestinali
Crampi mestruali
Afta
Dermatofitosi
Infiammazione cutanea
Mughetto
Ferite

CONCLUSIONI
Non vi è alcun dubbio che la dispersione geografica estesa ed il vastissimo uso della Morinda Citrifolia nelle regioni tropicali, dimostra e testimonia, l'attendibilità che offre questa preziosissima medicina d'erboristeria. Mentre ulteriori ricerche sugli attributi biochimici sono garantite, cio che è già emerso fornisce convalidazione sostanziale sul proprio valore medicinale. Le teorie enzimatiche del Dr. Heinicke garantiscono studi supplementari, ma la sua ricerca e la sua esperienza hanno effettivamente innalzato lo status della pianta di Nonu come una fonte di guarigione straordinaria. Cio che le civiltà delle isole del Sud Pacifico sapevano e praticavano per generazioni dovrebbe essere incorporato nella ricerca moderna per il totale sradicamento delle malattie, premiando il completo avanzamento della salute dell'umanità.
IMPORTANTE: nelle patologie seguire SEMPRE le CURE del MEDICO CURANTE

Fonte: www.gisplay.net/la-ricerca/xeronina/


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 03:54, modificato 1 volta




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Re: Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mer 03 Nov 2010, 22:39
Sono millenni che nella Polinesia viene apprezzato il succo di un frutto selvatico come ottimo rimedio curativo naturale. Esso è parte integrante della cultura polinesiana che si rivela essere ricchissima di storie che riguardano la meravigliosa "regina delle piante", grande quanto una patata e disseminata un po' ovunque sull‘intero gruppo di isole.
Il succo del Noni, non trattato, ha il sapore di un formaggio troppo stagionato ed il suo odore sgradevole si diffonde nell‘aria in vaste zone delle isole. La grande vitalità della pianta ed il clima permettono fino a dodici raccolti l‘anno e di solito, questa iperproduzione, non veniva sfruttata ed i frutti, rimanevano là.
Il succo del Noni è molto acido, il suo pH va dal 3,4 al 3,8.
Nel 1983 un medico portò alcuni di questi frutti a due chimici alimentaristi negli U.S.A. e raccontò le numerose leggende che circolavano in Polinesia riguardo
questa fonte dell'eterna giovinezza. In seguito il succo di Noni fu distribuito ad un gruppo di persone "campione" che riferirono dopo alcuni giorni d'assunzione, apprezzabili miglioramenti del loro stato di salute generale.
cuni anni fa il succo di Noni è stato immesso sul mercato americano e si è rapidamente trasformato in uno dei più grandi successi del settore alimentare. In occasione di un recente sondaggio, molto rappresentativo, la stragrande maggioranza dei clienti abituali ha dichiarato di voler continuare a rimanere fedeli a questo succo anche in futuro grazie ai miglioramenti della loro salute generale ottenuti e mai immaginati.
Numerose ricerche scientifiche ad ampio raggio hanno evidenziato che si tratta, molto probabilmente, della scoperta più importante degli ultimi decenni nel campo dell'alimentazione naturale, in quanto il Noni racchiude una concentrazione incredibilmente alta di principi attivi utili alla produzione del più importante enzima presente nel corpo umano, ovvero la xeronina. Si tratta di un enzima scoperto circa trent'anni fa e che secondo i dati scientifici dovrebbe essere un elemento decisivo nei processi di sintesi delle proteine, del metabolismo in generale e della scissione delle cellule.

Nelle culture tropicali il frutto della pianta Noni (Morinda citrifolia) è noto da migliaia di anni, esso ha molteplici ed incredibili proprietà, ed a tuttoggi le origini di tali effetti benefici non sono ancora del tutto studiate. Il principio attivo più importante del Noni è un alcaloide chiamato "proxeronina". La pianta cresce nella natura selvaggia e contiene 800 volte più di proxeronina rispetto a quella contenuta nell'ananas, che è comunque la seconda fonte naturale di proxeronina.
Quando si assume il Noni, grazie alla fase digestiva, la proxeronina giunge nell'intestino crasso e di qui viene trasportata al fegato, che è il contenitore di molte sostanze nutritive essenziali per il nostro corpo. Ogni due ore il fegato immette un determinato quantitativo di proxeronina nel flusso sanguigno, così essa può giungere ai diversi tessuti. Andiamo ora a vedere cosa succede a livello molecolare.
La proxeronina ha un peso molecolare di 17.000 unità, per renderci conto della dimensione basta sapere che la molecola dell'acqua ha un peso molecolare di 18 unità, e la sua forma assomiglia a quella di un manubrio dalle estremità ingrossate. Perché la proxeronina possa trasformarsi in xeronina, che è la molecola attiva, ha bisogno dell'aiuto di un preciso enzima, questo enzima è il proxeronase, il quale è presente in grande quantità nel nostro organismo. Il processo che trasforma la proxeronina in xeronina è complesso, ma possiamo cercare di farlo capire semplicemente spiegando in parole povere cosa accade. La proxeronina avvolge l'enzima proxeronase, quest'ultimo unisce le due estremità della proxeronina (ricordate? Estremità ingrossate del manubrio) e quindi le separa dalla catena, che ora è diventata inutile; le due parti ingrossate, ora unite, producono a loro volta, insieme alla serotonina, la molecola relativamente piccola della xeronina. La xeronina prodotta dalla proxeronina ora si può unire alle proteine presenti nell'organismo, affinché esse diventino attive. Per capire meglio quest'ultimo processo diciamo qualcosa di più sulle proteine. Il nome proteina deriva dal greco "proteios" che significa "primario, innanzitutto" e questo ci fa capire l'importanza delle proteine. Le proteine si compongono di lunghe catene di aminoacidi e forse sono le sostanze attive più importanti del nostro corpo. Gli aminoacidi di cui il nostro corpo ha bisogno per costruire le varie proteine sono venti e si uniscono grazie a specifiche sequenze date dal DNA di ogni singolo individuo ed è proprio la diversa successione degli aminoacidi nella proteina che ne determina la struttura. La catena si avvolge su se stessa e si raggruppa per formare, o un enorme grumo di aminoacidi, o una proteina.
Le proteine hanno diverse funzioni nel corpo e tutte molto importanti, in primis nutrono la struttura dei nostri capelli, della pelle e delle ossa, in secondo luogo sono sempre loro a rendere possibile il trasporto delle sostanze chimiche all'interno della cellula e al suo esterno. Le proteine giungono attraverso la membrana cellulare fin dentro la cellula e da qui attraggono importanti sostanze nutritive, permettendo così a queste ultime di entrare all'interno della cellula stessa, in terzo luogo le proteine agiscono al pari degli ormoni e, in questa funzione, sono in grado di coordinare tutti i processi del corpo sul piano molecolare, in quarto luogo fungono come anticorpi ed aiutano il sistema immunitario.

Gli anticorpi si attaccano agli elementi estranei che aggrediscono il nostro organismo, come batteri e virus, in modo da indebolirli e combatterli. In quinto ed ultimo luogo, ma non per questo meno importante degli altri, agiscono come enzimi facilitando l'attività chimica nel corpo, perché il nostro corpo trasforma continuamente le composizioni chimiche, componendole e componendole e sono proprio le proteine che rendono possibile questo processo. Ora che abbiamo visto l'importanza delle proteine e le funzioni che svolgono, dobbiamo sapere che senza la xeronina molte di queste proteine non possono svolgere il proprio compito in quanto ci sono proteine che hanno specifiche caratteristiche grazie alle quali possono unirsi alla xeronina. Non tutte le proteine hanno bisogno della xeronina per diventare attive, ma molte di esse, fondamentali per la vita e che funzionano come ormoni, anticorpi o enzimi, necessitano della xeronina. Quando la xeronina si è unita alla proteina, essa rende possibile lo svolgimento del compito trasformando l'energia sottratta all'acqua in energia utile, o a livello chimico, o a livello elettrico. Questo processo è un processo meraviglioso ed affascinante, ma anche misterioso, cerchiamo di descriverlo il più semplicemente possibile per renderlo il più possibile chiaro e comprensibile.

L'acqua contiene un'enorme quantità d'energia, la sua molecola è costituita da un atomo di ossigeno (O) in stretta relazione con due atomi di idrogeno (H2), formando così la formula chimica H2O. Quando numerose molecole di acqua si trovano assieme, come in un recipiente, l'ossigeno di alcune (O) viene attratto dalle molecole di idrogeno di altre (H), dando origine ad un fenomeno noto come composto d'idrogeno; questo composto di idrogeno (composto H) non ha la stessa forza della composizione originaria all'interno della molecola stessa, ma, sommando tutti i composti di idrogeno all'interno di un recipiente pieno d'acqua, essa può produrre qualcosa di più forte dell'acciaio, in realtà, non tutti gli atomi di idrogeno e di ossigeno stanno insieme in questo tipo di composto H.

In sperimentazione si è dimostrato che il 15-20% di tutti i composti H possono scomporsi in qualsiasi momento. L'acqua è sempre stata un segreto per gli scienziati, perché i fatti non sono calcolabili. Analizzando l'acqua, si può constatare che, sebbene si sia scomposto il 20% dei composti H e dovrebbe avere di fatto una struttura "più dura dell'acciaio", guardandola e osservandola semplicemente è evidente che la sua struttura non è affatto "dura come l'acciaio", ma molto debole. Vediamo ora come ciò è possibile: se i composti H si decompongono secondo il principio del caso (cioè senza una precisa teoria o procedura) in tutto il liquido presente, allora la struttura rimane forte, se invece si decompongono lungo una linea, allora l'acqua si comporta come un liquido. Ecco allora che se allora questi composti H si rompono continuamente lungo una linea, ma attraverso tutto il liquido, essa presenterà le caratteristiche tipiche dell'acqua e così la forza dei composti e le caratteristiche visibili, ovvero il suo stato liquido, diventano compatibili.

Ora diventa comprensibile dove la xeronina prende il potere di attivare la proteina. A causa di queste separazioni continue dei composti H, l'acqua forma forti "blocchi" che scivolano via, l'uno accanto all'altro, trascinando e portando con sé tutto quello che trovano lungo il percorso. Sul piano teorico se fossimo in grado di dirigere questa scomposizione, caratteristica dei composti H, potremmo determinare i punti in cui questi blocchi d'acqua si rompono. Noi non siamo in grado di fare ciò, invece è esattamente quello che riesce a fare la xeronina che, grazie alla sua singolare struttura chimica, può emettere un segnale che dirige le soluzioni H all'interno dell'acqua, determinando così, i punti in cui i composti si rompono.

La xeronina può anche dirigere velocemente i movimenti di questi enormi blocchi d'acqua così, mentre i blocchi d'acqua scorrono, l'uno davanti od accanto all'altro, nel mezzo, in modo specifico e straordinario, essi trascinano e portano con sé la proteina. Questo è un processo che assegna alla proteina una grande forza d'azione che essa poi usa per svolgere il proprio lavoro utile.
Questo processo avviene in tutte le forme di vita, infatti, sia le piante, sia gli animali producono la xeronina per mezzo della proxeronina ed utilizzano quindi la xeronina per la mobilità delle loro proteine, esattamente come lo facciamo noi esseri umani, questo ci fa capire che tutti i tessuti sani sia di piante, sia di animali, contengono questo precursore della xeronina, che è la proxeronina.

L'essere umano riceve la proxeronina dagli alimenti che assume, ma a volte questo non è sufficiente ed allora occorre integrare questa assunzione ed un buon modo è quello di assumere il Noni che è ricchissimo in proxeronina. Ad esempio con la cultura intensiva si è svuotato il terreno delle sue sostanze nutritive e così i raccolti sono malati e deboli con la conseguenza che questi raccolti hanno un deficit di molte sostanze nutritive d'importanza vitale per l'essere umano, come per l'appunto la proxeronina. Al giorno d'oggi, l'uomo medio non riceve più un'alimentazione equilibrata che apporta la proxeronina nella giusta quantità per svolgere bene le funzioni vitali, ecco perché nasce la necessità di integrare la proxeronina.

Ci sono altri fattori che determinano un'integrazione di proxeronina, come la malattia, l'età avanzata ed una vita molto attiva; in queste situazioni le proteine per svolgere il loro duro lavoro e rispondere alle richieste hanno bisogno di più xeronina e, per produrre più xeronina c'è bisogno di più proxeronina nella dieta quotidiana. In carenza di xeronina e quindi di proxeronina le proteine non possono rispondere alle richieste del corpo e, in questo caso, si avranno malattie, spossatezza, esaurimento etc... Si pensa che sia possibile che molte delle nostre malattie moderne siano in realtà una conseguenza di una mancanza di xeronina nel corpo. Chi ha una bassa percentuale di xeronina nel corpo, sente prontamente gli effetti negativi dell'incapacità d'azione delle proteine, ma quando poi viene innalzata questa percentuale e, grazie all'assunzione di Noni, il livello di xeronina viene portato ad un buon livello, la persona percepisce ciò che viene generalmente definito come "miracolo".

Questo è il motivo per cui il succo di Noni è un prodotto unico per la salute. Invece di dare al corpo sostanze chimiche per funzionare meglio, come lo fanno molte droghe e numerosi farmaci, il succo di Noni fornisce la pre sostanza di questa sostanza chimica attiva e fa sì che il corpo stesso riprenda in mano il timone per governare le sue funzioni. Non vi è il rischio di assumere troppa proxeronina assumendo il Noni, in quanto il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per mantenere un buon livello ed il resto viene eliminato.
Come già detto, la xeronina è utilizzata sia nel regno animale che nel regno vegetale, ma la differenza tra questi due regni sta nel modo in cui la eliminano quando non serve più. Quando la xeronina ha svolto il proprio compito diventa importante per l'organismo umano eliminare quella non utilizzata affinché non continui ad esercitare la propria azione laddove non serve più. Si potrebbero creare non pochi problemi se avessimo troppa xeronina che stimoli le proteine a lavorare più del dovuto, ma la soluzione è data ancora una volta dalla natura stessa. La xeronina è un composto chimico molto instabile e, lasciata al proprio destino, essa decade e diventa inutilizzabile.

Il maggior numero delle forme di vita lascia decadere la xeronina e poi viene eliminata, ma non fanno così le piante, infatti, nel regno vegetale le cose cambiano. Molte piante trattengono la xeronina per conservarla, in quanto contiene azoto, sostanza molto utile per la vita delle piante stesse. Per conservarla ed al contempo disattivarla, la pianta aggiunge fili e grumi di "rifiuti molecolari" alla xeronina cos' essa non decade e non si può nemmeno aggregare a qualche proteina. Quando la xeronina è stata arricchita di questi "rifiuti molecolari" ne nasce la ben nota combinazione detta "alcaloide", oggi se ne conoscono più di 10.000 ed alcuni di questi contengono nicotina, cocaina, eroina, o morfina. Oggi si è portati a pensare che questi alcaloidi non siano altro che forme alterate della xeronina e che la loro funzione nelle piante sia quella di stabilizzare la stessa xeronina per conservarla al fine dell'assimilazione dell'azoto.

Gli alcaloidi sono simili nella loro struttura alla xeronina e sono inattivi nella pianta, ma all'interno del nostro organismo vengono scambiati dalle proteine come xeronina e quindi si fanno attivare.

Quando si fuma una sigaretta arriva una grande quantità di nicotina nel corpo, nella pianta la nicotina non è attiva, ma nel momento che entra nel nostro organismo, essendo molto simile alla xeronina, viene presa per tale dalle proteine che quindi vengono ingannate, di conseguenza la nicotina occupa il posto della xeronina all'interno della proteina e la attiva, esattamente come avrebbe fatto la xeronina, ma in modo meno efficace a causa dei "rifiuti molecolari" che si porta dietro.

Il continuare a fumare fa sì che si continui ad introdurre nell'organismo nicotina e di conseguenza il corpo si adeguerà ad essa e cambierà leggermente la forma delle sue proteine affinché si associno meglio con la nicotina che con la xeronina e questo creerà dipendenza. Col tempo la richiesta di fumo e quindi di nicotina aumenta, perché molte proteine hanno letteralmente bisogno delle molecole di nicotina per svolgere le proprie funzioni all'interno del nostro corpo, così come prima la stessa proteina aveva bisogno della xeronina. Più si fuma, più proteine vengono trasformate da proteina-xeronina in proteina-nicotina, e, ovviamente, sarà sempre più difficile smettere di fumare. Quando si deciderà di smettere di fumare, questo sarà difficoltoso e doloroso, perché, mancando la nicotina, molte proteine non saranno più in grado di funzionare bene. Questo è il motivo perché si avranno i sintomi da astinenza. Lo stesso processo vale per tutti gli alcaloidi estranei al nostro corpo che noi assumiamo, compresi la caffeina, la cocaina, l'eroina, la morfina, ecc., perché quando assumiamo questi alcaloidi, che sono sostanze estranee al nostro corpo, le nostre proteine si adeguano a loro e la nostra richiesta naturale di xeronina si trasforma in un fabbisogno innaturale di questi alcaloidi. Se noi inondiamo il nostro corpo con questi alcaloidi a noi estranei (come per esempio le droghe), essi stimolano le nostre proteine a un'iperattività e provocano quindi una sensazione di euforia.

Le diverse droghe hanno effetti diversi sul nostro organismo proprio a causa della non eguale quantità di "rifiuti molecolari" che si sono aggiunti alla loro struttura originaria, quindi, per esempio, la cocaina susciterà un altro effetto nel nostro corpo rispetto alla morfina e questo grazie alla leggera differenza nella loro struttura, differenza che limita o amplia determinati aspetti della funzione naturale della xeronina. La chiave è sempre la stessa: tutte imitano la funzione naturale della xeronina. Diventare dipendenti è molto facile, ma è poi molto difficile smettere di assumere questi alcaloidi e questo è normale, perché una volta assunto un alcaloide in grande quantità, questo inonda letteralmente il nostro corpo e la grande affluenza di alcaloidi estranei all'organismo travolge la quantità minore di xeronina naturale presente in noi e deforma molto velocemente molte proteine. In farmacologia vengono usati molti alcaloidi, ma alla base di ogni effetto farmacologico di questi alcaloidi c'è sempre la funzione naturale della xeronina.
Il fegato è il principale organo che contiene proxeronina, il secondo è la pelle. La proxeronina viene trasformata in tutto il corpo nella xeronina, pelle inclusa. Per mantenere sana e liscia la sua superficie, la pelle ha bisogno di molta proxeronina. Una mancanza può suscitare una condizione malsana e creare numerosi altri problemi. Inoltre la proxeronina serve per mantenere sani i capelli.
Abbiamo visto che gli alcaloidi non sono altro che imitazioni della xeronina prodotti dalle piante ai fini di conservazione per ottenere azoto, per questo motivo la xeronina sa fare tutto quello che possono fare questi alcaloidi, se non meglio e in modo naturale. Le endorfine sono gli ormoni responsabili delle buone sensazioni nel corpo, esse si uniscono a certe proteine proprio come fa la xeronina e, quando la xeronina e l'endorfina sono legate alla stessa proteina, la xeronina conduce l'energia dell'acqua dentro l'endorfina e quest'ultima produce quella sensazione di "benessere". La scienza indaga tuttora sul modo in cui l'endorfina produce queste sensazioni, ma quello che è certo è che senza la xeronina l'endorfina di fatto è inutile.
L'azione stimolante della xeronina si rispecchia nell'azione della sua cugina, la caffeina, l'alcaloide che la imita. Quando bevete una tazza di caffè la mattina, la caffeina inonda il vostro corpo; le molecole della caffeina si aggregano subito alle proteine presenti nel corpo e prendono il posto della xeronina e poi le attivano e siccome sono tante queste molecole di caffeina che vengono assunte bevendo una tazza di caffè, le proteine possono lavorare molto di più. L'effetto provocato da una quantità significativa di xeronina pura è pari all'effetto della caffeina. L'effetto stimolante della xeronina può sviluppare un potenziale sorprendente. Può migliorare la capacità di un atleta, come può aumentare la capacità di concentrarsi e di pensare in piena lucidità.

Il dottor Heinicke è la referenza in materia di Noni; laureato in biochimica all'Università del Minnesota ha fatto anche degli studi d'ingegneria presso l'Università del Kentucky (Lexington); è vissuto nelle Hawaii dal 1950 al 1986, dove lavorava presso l'Università di Hawaii e faceva delle ricerche sull'Ananas sativa per conto della Società Dole.
Il dottor Heinicke è stato il primo a ricercare i principi attivi contenuti nel Noni (Morinda citrifolia) che fa parte della famiglia delle rubiacee. Egli voleva sapere quali erano i principi attivi contenuti nel frutto di Noni che i polinesiani consumano già da secoli.
Nel 1957 scoprì nelle cellule umane un alcaloide che chiamò xeronina, poco dopo riscontrò che una quantità troppo debole di xeronina nelle cellule poteva dare origine a problemi di salute importanti. Il Noni ne contiene poca, ma contiene molta proxeronina precursore della xeronina. La trasformazione di proxeronina in xeronina incomincia subito dopo l'assunzione di Noni.
Il Noni contiene anche la forma inattiva dell'enzima necessaria a questa trasformazione. Per fare sì che gli effetti del Noni siano completi questo proenzima deve essere attivato; ecco perché è meglio assumere il Noni a stomaco vuoto. In queste condizioni questo proenzima è capace di resistere ai succhi gastrici della digestione e passare così nell'intestino dove diventa attivo e può essere utilizzato dall'organismo. Molti organi del corpo umano contengono delle proteine capaci di utilizzare la xeronina; essa può alleviare i sintomi di gran parte delle malattie (in questo caso la malattia è dovuta ad una carenza di xeronina). Lavori di A. Hirazumi dimostrano che il Noni allunga la speranza di vita nei topi da laboratorio colpiti da cancro dei polmoni. Sembra che il Noni agisca indirettamente sul sistema immunitario. Il Noni è anche molto efficace nel trattamento delle ustioni, in quanto la xeronina attiva un enzima specifico che accelera il rinnovamento dei tessuti bruciati. Il noni ha anche un effetto sulla salute psichica, perché la xeronina trasforma certe proteine del cervello in ricettori attivi dell'endorfina o "ormone del benessere.'' La xeronina rende possibile il passaggio di molecole più larghe attraverso le membrane cellulari. Ne consegue perciò un miglioramento della digestione. Altri problemi di salute possono essere migliorati grazie al Noni: ipertensione, dolori mestruali, artrite, ulcera dello stomaco, distorsioni, depressione, nervosismo, senescenza precoce, disturbi digestivi, obesità, mancanza di libido e/o piacere, ipertensione arteriosa, diabete di tipo 1 e 2, astenia psichica e/o fisica, sindrome da stanchezza cronica, disturbi del sonno, tabagismo, dipendenza da droghe, etc."
La xeronina è un elemento fondamentale per le funzioni del corpo umano. Una debole presenza di xeronina nell'organismo è funesta per la nostra salute, ma in quantità sufficiente essa permette di restare in piena forma.
Il dottor Scott Gerson ha effettuato uno studio in doppio ceco (i pazienti non erano al corrente di ciò che veniva loro somministrato) per valutare l'influenza del Noni sull'ipertensione.
Durante 14 settimane il dottor Gerson ha condotto le sue ricerche su 9 pazienti (6 uomini e 3 donne) affetti da ipertensione i quali sono stati selezionati casualmente e non sapevano di consumare del Noni. I pazienti hanno conservato lo stesso regime alimentare e la stessa attività fisica che avevano prima di cominciare il trattamento. 8 dei 9 pazienti hanno manifestato una diminuzione significativa della loro pressione arteriosa, la loro tensione sistolica (pressione massima) è diminuita in media del 7,5 % e la tensione diastolica (pressione minima) è diminuita i media del 4 %. Il dottor Gerson è stato il primo a dimostrare questo attraverso questo piccolo studio clinico, in seguito queste cifre si sono verificate presso la maggior parte dei consumatori di Noni. Nessun medico ha potuto constatare che la pressione arteriosa poteva scendere sotto la norma e tutti hanno segnalato che gli effetti secondari erano insignificanti e praticamente inesistenti.
La maggior parte dei pazienti hanno constatato un ritorno all'ipertensione dopo l'interruzione del trattamento, poi un abbassamento della loro tensione fino alla normale dopo avere ripreso il Noni. Gli effetti della xeronina sull'ipertensione sono innegabili. Altri studi in più grande scala sono stati da allora realizzati ed hanno confermato il lavoro del dottore Gerson.
È riconosciuto che una delle principali azioni del Noni è la capacità di alleviare gran parte dei dolori. Eminenti medici Occidentali, del Sud Est Asiatico, Hawaiani o ricercatori contemporanei come Ralph Heinicke o clinici naturopati come il dottor Steve Schechter ribadiscono che il Noni permette al corpo di guarire da solo e di sopprimere il dolore. La xeronina riduce ed in alcuni casi fa scomparire una gran parte dei dolori.
Il Dr. Halton Delbert D.C., laureato in Kiropratica al College di Kiropratica di Palmer e laureato in biologia riferisce che da quaranta anni circa, soffriva di un dolore insistente nel basso della schiena che gli impediva di fare qualsiasi attività casalinga normale e che, dopo 6 settimane di assunzione di Noni il dolore è rapidamente scomparso, dopo l'esperienza vissuta in prima persona ha iniziato a raccomandare ai suoi pazienti ottenendo grandi successi. Un'altra prova delle meraviglie del Noni, continua a riferire il Dr. Halton Delbert, è la seguente: una paziente affetta da AIDS dopo aver assunto noni per un certo periodo il Noni ha visto la sua quantità unitarie di cellule T passare da 169 a 400 ed i suoi sintomi si sono stabilizzati. Il Dr. Halton Delbert riferisce di aver vissuto altre meravigliose esperienze come quella di un paziente colpito da cancro del polmone che le sue metastasi hanno iniziato a riassorbirsi da quando ha iniziato ad assumere Noni. Qualche anno fa, uno dei suoi pazienti ha subito importanti traumi a causa di un incidente stradale; si è fratturato diverse costole, una spalla ed un ginocchio e da allora aveva molti problemi di artrite ed in modo particolare al ginocchio. Quando ha iniziato ad assumere Noni il dolore al ginocchio è sparito in pochi giorni e progressivamente anche il dolore alla spalla ed alle costole; oggi quest'uomo vive felice senza alcun dolore. Un altro dei suoi pazienti si era fratturato una caviglia e gli era rimasto un dolore insistente e la caviglia era rimasta gonfia per più di un anno e mezzo; dopo solo 10 giorni di assunzione di Noni, dolori e gonfiori erano spariti completamente. Gli effetti della xeronina contenuta nel Noni sono spettacolari e questo su parecchie malattie, le più varie.
Il Noni è uno dei poli di ricerca più importanti dell'inizio del terzo millennio. Nei prossimi 15 anni, applicazioni farmaceutiche sempre più specifiche ne dovranno derivare. Il Noni è una delle grandi speranze della ricerca del ventunesimo secolo.

L'elemento più importante di Nonu è un alcaloide chiamato ‘proxeronina'. Il succo di Nonu cresce nella natura selvaggia e contiene 800 volte tanto la quantità di proxeronina contenuta nell'ananas (la seconda fonte naturale di questa sostanza). Quando beviamo un bicchiere di succo di Nonu, grazie alla fase digestiva, la proxeronina giunge nell'intestino crasso e di qui viene trasportata nel fegato. Il fegato è il contenitore di molte sostanze nutritive essenziali per il nostro corpo. Ogni due ore il fegato immette un determinato quantitativo di questa proxeronina nel flusso sanguigno, in modo che essa giunga nei diversi tessuti del corpo. Affinché la proxeronina possa poi trasformarsi nella xeronina - la molecola attiva - ha bisogno dell'aiuto di un enzima preciso, il proxeronase, presente in grandi quantità nel nostro corpo. La xeronina prodotta dalla proxeronina si unisce ora alle proteine presenti nel corpo, affinché esse diventino attive.

La maggior parte delle proteine hanno bisogno della xeronina per diventare attive, ossia svolgere il proprio compito, e queste proteine sono fondamentali per la vita funzionando come ormoni, anticorpi o enzimi.
Quando la xeronina si è unita alla proteina, essa rende possibile lo svolgimento del compito, trasformando l'energia sottratta all'acqua in energia utile, o a livello chimico, o a livello elettrico.
E' vero che mangiando normalmente assimiliamo anche la proxeronina, ma è sufficiente? Assieme a tutto il bene fatto dalla moderna civiltà sono nati anche una serie di problemi assolutamente nuovi. Con il drammatico aumento della popolazione nel ventesimo secolo l'agricoltura ha drasticamente cambiato aspetto per tenere il passo con l'accresciuto fabbisogno. E questa aumentata produzione agricola ha reso inevitabile uno sfruttamento eccessivo del terreno negli enormi spazi usati per le piantagioni. Gli additivi chimici usati per eguagliare l'uso spropositato del terreno non erano sufficienti, però, al fine di fornire tutte le necessarie microsostanze nutritive per crescere le piante in modo sano e naturale. Lo svuotamento del terreno e l'insufficiente concimazione chimica hanno reso malati e deboli i raccolti e di conseguenza hanno condotto a un deficit di molte sostanze nutritive di importanza vitale per noi, come per l'appunto la proxeronina.

Accanto all'indebolimento del terreno c'è inoltre una ridotta offerta di alimenti che rende necessario un apporto ulteriore di proxeronina. Il nostro modo di vivere veloce nella società moderna ha prodotto un'offerta di alimenti carenti di molte sostanze importanti. Al giorno d'oggi, l'uomo medio non riceve più un'alimentazione equilibrata che apporta la proxeronina nella giusta quantità per svolgere bene le funzioni vitali: ecco perché nasce il bisogno di integrare la proxeronina. Certamente sarebbe la cosa migliore riuscire a procurarsi tutta la proxeronina necessaria per un corretto funzionamento del corpo dagli alimenti, ma non sempre è possibile. Così diventa necessario integrarla.
Una serie di fattori ulteriori determina inoltre un fabbisogno maggiore di proxeronina nell'alimentazione. La malattia e una vita molto attiva richiedono più proteine nel corpo. E affinché le proteine possano svolgere il loro duro lavoro e rispondere alle richieste dovute, esse hanno bisogno di più xeronina. E per produrre più xeronina c'è bisogno di più proxeronina nell'alimentazione quotidiana. Anche l'età avanzata comporta un maggiore impegno di sostanze nutritive per mantenere un corpo sano. E una di queste sostanze è la proxeronina.

Tutte le situazioni elencate indicano una maggiore richiesta di proxeronina da parte del corpo rispetto a quella normalmente assimilata. Se questo fabbisogno non viene esaudito, le proteine non possono rispondere alle richieste del corpo. Se accade questo, seguono malattie, spossatezza, esaurimento e a volte la morte. E' addirittura possibile che molte delle nostre malattie moderne siano in realtà una conseguenza di una mancanza di xeronina nel corpo.
Se effettivamente è così, una maggiore assimilazione di proxeronina agirà preventivamente e inoltre provvederà a ‘curare' queste malattie. Su questo principio si basano per altro molti attributi ascritti al succo di Noni. Chi ha una bassa percentuale di xeronina nel corpo, sente prontamente gli effetti negativi dell'incapacità d'azione delle proteine. Quando poi viene innalzata questa percentuale, bevendo il succo di Noni e portando il livello di xeronina a una quantità nuovamente ‘sana', la persona percepirà ciò che viene generalmente definito come ‘miracolo'. Il motivo per cui molte persone si affidano al ‘miracoloso' succo parlando degli straordinari risultati ottenuti è da spiegarsi col fatto che il succo di Noni apporta una sostanza nutritiva vitale - la proxeronina - che in alcuni casi manca clamorosamente nella loro alimentazione quotidiana.

Questo è il motivo per cui il succo di Noni è un prodotto unico per la salute. Invece di dare al corpo sostanze chimiche per funzionare meglio, come fanno molte droghe e numerosi farmaci, il succo di Noni fornisce la pre-sostanza di questa sostanza chimica attiva e fa sì che il corpo stesso riprenda in mano il timone per gestire le sue funzioni. Il succo di Noni fornisce la proxeronina al corpo, e il corpo regola la sua assimilazione usandone la quantità utile per tenere un buon livello. Il resto viene eliminato. Per questo motivo si può escludere il rischio di assumere una dose eccessiva bevendo il succo di Noni.
Ora che siamo a conoscenza del ruolo importante che svolge la xeronina nel nostro corpo, proviamo ad addentrarci in alcuni segreti della scienza spiegabili attraverso le nuove nozioni acquisite.

Come già detto, la xeronina viene utilizzata sia nel mondo animale che nel mondo delle piante. Ma la differenza tra questi due mondi sta nel modo in cui la decompongono/eliminano, quando non serve più. Quando la xeronina ha svolto il proprio compito, diventa importante per l'organismo l'eliminazione di quella utilizzata affinché non continui a esercitare la propria azione laddove non serve più. Se avessimo troppa xeronina che stimola le proteine a lavorare più del dovuto, ciò creerebbe non pochi problemi. Ma la soluzione è data ancora una volta dalla natura stessa. La xeroninaè un composto chimico molto instabile. Lasciata al proprio destino, essa decade e diventa inutilizzabile. Il maggior numero delle forme di vita lascia decadere infatti la xeronina.
Non le piante: qui le cose procedono in altro modo. Mentre quasi tutti gli esseri viventi (noi compresi) eliminano semplicemente la xeronina, molte piante desiderano trattenere la xeronina per conservarla, dato che contiene il prestigioso azoto. Per conservarla e al contempo disattivarla, la pianta aggiunge fili e grumi di ‘rifiuti molecolari' alla xeronina affinché non decada e non si aggreghi nemmeno a qualche proteina. Quando la xeronina è stata caricata con questi ‘rifiuti molecolari', ne nasce la ben nota combinazione detta ‘alcaloide'.
Il fegato è il principale organo contenente la proxeronina, e il secondo è la pelle.

Il damnacantale, un altro composto contenuto nel frutto della pianta del Noni, ha mostrato l'abilità di bloccare o inibire la funzione cellulare delle cellule RAS, considerate essere delle cellule precancerose. La rivista 'Cancer Letter' aveva reso noto che la 'Keio University' e la 'Institute of Biomedical Sciences' in Giappone avevano rivendicato l'isolamento di un nuovo composto antrachinone, da parte della Morinda Citrifolia, chiamato damnacantale, che provocava una morfologia normale ed una struttura citoscheletrica nelle cellule precancerose. In termini poveri, il Noni ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane. Ricerche significative sugli usi medicinali del Noni sono state presentate a diversi convegni annuali della 'American Association for Cancer Research'. Una relazione di grande riferimento, presentata nel 1992 all'ottantatreesimo convegno a San Diego in California e redatto nel 'Proceeding of the American Association for Cancer Research', conferma l'efficacia della Morinda Citrifolia nella lotta contro il cancro, dimostrata da ricerche di laboratorio che indicano come il Noni riesce effettivamente a inibire la crescita tumorale. Il damnacantale, un composto trovato nella Morinda Citrifolia fu identificato come inibente della funzione precancerosa.


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 03:55, modificato 1 volta




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Re: Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mar 19 Giu 2012, 16:55
Ho trovato questo integratore a base di noni e colostro , cosa ne pensi Aida??
http://www.guna.it/colostro-noni
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Aida Blanchett

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Re: Noni (Morinda citrifolia) ❖ Vulvodinia.info

il Mer 20 Giu 2012, 01:46
Mi piace, mi piacerebbe ancora di più se il colostro bovino fosse da allevamento bio (per evitare gli ormoni sintetici che danno ai poveri animali e che creano un sacco di problemi al ns organismo); non c'è scritto, però la Guna dovrebbe considerare l'allevamento bio




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