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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Ven 19 Nov 2010, 23:27
Una buona descrizione al seguente indirizzo:
www.gyneconline.net/page1/page2/ciclomestruale.html

Con il termine ciclo mestruale si intende il periodo, in media di 28 giorni [può anche essere di più, fino a 40 gg, NdR], che intercorre tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio della successiva.
Nel linguaggio comune il termine "ciclo mestruale" viene spesso utilizzato per indicare la mestruazione, ovvero la ciclica perdita di sangue, che dura in media da 3 a 7 giorni.

Cause
Ogni 28 giorni circa l’endometrio (che è il tessuto che tappezza internamente la cavità uterina), per fattori ormonali si sfalda (“si stacca”) e, insieme al sangue che si libera dai vasi sottostanti, viene eliminato all’esterno del corpo. Questa perdita di sangue misto a frustoli di endometrio costituisce la mestruazione.
La regolarità del ciclo mestruale (durata normale da 25 a 36 giorni, in media 28) è legata ad un preciso controllo ormonale del fenomeno.

Controllo ormonale
Implicati nel controllo ci sono 3 strutture dell’organismo: l’ipotalamo, l’ipofisi e le ovaie.
L’ipotalamo è una piccola parte del cervello umano che svolge un ruolo determinante nel controllare l’attività dell’ipofisi, tramite il rilascio di sostanze dette fattori di rilascio. Per quanto riguarda il ciclo mestruale di fondamentale importanza è il cosiddetto GnRH (fattore di rilascio delle gonadotropine) che “comunica all’ipofisi” gli “ordini da impartire” all’ovaio.
L’ipofisi è una piccola ghiandola contenuta nella scatola cranica al di sotto degli emisferi cerebrali. E’ in grado di produrre ormoni in grado di “comandare” l’attività di tutte le ghiandole a secrezione interna del corpo umano (ovaie, surreni, tiroide, ecc.). Per usare una similitudine possiamo dire chè l’ipofisi è il “direttore d’orchestra” intendendo per orchestra l’insieme delle ghiandole a secrezione interna dell'organismo.
Diamo per chiarezza una definizione di ormone: un ormone è una sostanza chimica, prodotta da ghiandole a secrezione interna, che viene riversata nel sangue e agisce a distanza dalla ghiandola che lo ha prodotto influenzando e comandando l’attività funzionale di organi e tessuti.
Ritornando all’ipofisi e al ciclo mestruale, possiamo dire che l’ipofisi produce due ormoni, denominati FSH ed LH (detti anche gonadotropine) che sono in grado di comandare completamente l’attività dell’ovaio. L’ipofisi riceve l’“ordine” di produrre LH ed FSH direttamente dall’ipotalamo tramite il cosiddetto fattore di rilascio delle gonadotropine (GnRH).
La produzione ipotalamica del GnRH è ciclica, per tanto anche quella delle gonadotropine ipofisarie (LH ed FSH) avrà tale caratteristica; l’attività dell’ovaio, che dipende dalla secrezione delle gonadotropine, sarà anch’essa ciclica.
L’ovaio è una ghiandola a secrezione interna che viene comandata totalmente dagli “ordini” dell’ipofisi tramite i già citati ormoni LH ed FSH.
L'ovaio, o meglio le due ovaie, si trovano nella parte bassa della cavità addominale in stretto contatto con le anse intestinali.
L’ovaio ha due funzioni principali: la produzione di ormoni e la maturazione degli ovociti.
- Produzione ormonale
L’ovaio in risposta ai comandi ipofisari produce molti ormoni fra cui i più importanti sono l’estradiolo ed il progesterone.
L’estradiolo predomina nella prima parte del ciclo mestruale (i primi 14 giorni, considerando giorno 1 il primo giorno della mestruazione), mentre il progesterone nella seconda parte.
L’estradiolo (ormone della categoria degli estrogeni) è un ormone femminilizzante che determina lo sviluppo delle tipiche caratteristiche del sesso femminile (sviluppo dei genitali in senso femminile, sviluppo delle mammelle ecc.).
Il progesterone ha invece una funzione importante nella protezione dell’endometrio dagli effetti degli estrogeni; ha inoltre un ruolo determinante nelle prime fasi della gravidanza (impianto embrionale).
- Maturazione degli ovociti
Gli ovociti sono le cellule germinali femminili. Si trovano nell'ovaio fin dalla vita intrauterina ed ogni mese uno solo di loro riesce ad arrivare a maturazione. E' rara la maturazione in contemporanea di due o più ovociti.
La maturazione di un ovocita avviene nei primi 13-14 giorni circa del ciclo mestruale.
Ogni ovocita, all'interno dell'ovaio, è contenuto in una particolare struttura detta follicolo.
Una volta che, sotto stimoli ormonali, un ovocita giunge a maturazione, il follicolo si rompe e libera all'esterno dell'ovaio l'ovocita che ha al suo interno (ovulazione) (siamo circa al 14° giorno del ciclo mestruale).

La ciclicità mestruale
Il primo giorno del ciclo mestruale si definisce come il primo giorno della mestruazione.
Da questo giorno in poi si ha un progressivo aumento nel sangue dei livelli di estradiolo (prodotto dall'ovaio). Questi livelli determinano un progressivo ispessimento dell'endometrio.
Intorno al 14° giorno del ciclo, un brusco aumento dell'LH ipofisario ("picco dell'LH") determina lo scoppio del follicolo ("ovulazione") con liberazione dell'ovocita nella cavità addominale; l'ovocita viene successivamente recuperato dalla tuba all'interno della quale sarà disponibile per l'incontro con gli spermatozoi per sole 24 ore.
Subito dopo l'ovulazione (in media il 14° giorno del ciclo), ciò che resta del follicolo "scoppiato" si trasforma in una ghiandola chiamata "corpo luteo".
Il corpo luteo produce progesterone, un ormone necessario per le prime fasi di una eventuale gravidanza. Il progesterone ispessisce ulteriormente l'endometrio.
Intorno al 24 giorno del ciclo mestruale si ha una rapida caduta dei livelli di progesterone a causa di un esaurimento funzionale del corpo luteo. Questa diminuzione rapida dell'ormone innesca i fenomeni che porteranno dopo circa 4 giorni allo sfaldamento dell'endometrio ed alla successiva mestruazione.

Parametri di normalità del ciclo mestruale
Ritmo
28 giorni (25-36 giorni)
Mestruazione
durata 3-7 giorni
perdita ematica 28-80 ml

Alterazioni del ciclo mestruale
Ritmo inferiore a 25 giorni
polimenorrea
Ritmo superiore a 36 giorni
oligomenorrea
Assenza della mestruazione per almeno 3 mesi
amenorrea
Perdita ematica mestruale minore di 20 ml
ipomenorrea
Perdita ematica mestruale maggiore di 80 ml
ipermenorrea
Mestruazione molto abbondante e/o di durata superiore alla norma
menorragia
Mestruazione molto abbondante che si prolunga anche nel periodo intermestruale
menometrorragia
Perdita ematica abbondante che compare nel periodo intermestruale
metrorragia*
* si parla comunemente di spotting se la perdita ematica intermestruale è di scarsa entità.

Analizziamo più in dettaglio le più frequenti alterazioni del ciclo.

Le mestruazioni che vengono in anticipo (polimenorrea)
Una mestruazione che si presenta con un anticipo di almeno 3 giorni è una alterazione relativamente comune. Se il fenomeno è isolato e quindi non si ripete nei cicli successivi, non deve destare troppa preoccupazione. Fattori quali stanchezza e stress possono avere un ruolo determinante.
Diverso il caso in cui il problema tende a ripresentarsi. In questo caso è indicata l'esecuzione di dosaggi ormonali per rilevare eventuali alterazioni dell'asse ipotalamo-ipofisi-ovaio. Frequentemente il problema è legato ad una "insufficienza luteale" ovvero ad una inadeguata produzione di progesterone da parte dell'ovaio nella seconda parte del ciclo mestruale. Altre possibili cause possono essere iperprolattinemia, alterazioni tiroidee ecc.
La terapia sarà mirata alla causa.
Nei casi di insufficienza luteale si somministra (per via orale o vaginale) del progesterone a giorni fissi durante il ciclo per supplire al difetto di produzione. In alternativa l'assunzione di un contraccettivo estro-progestinico che associa anche la capacità di prevenire il concepimento.

Le mestruazioni che vengono in ritardo (oligomenorrea)
Un ritardo mestruale è una evenienza frequente per una donna. Se il ritardo rimane un caso isolato non ci sono particolari problemi (salvo escludere una gravidanza mediante un test apposito).
Se il ritardo tende a ripresentarsi bisogna eseguire degli accertamenti fra cui dosaggi ormonali, ecografia pelvica ed eventuali altri esami in base al sospetto clinico.
Una delle cause possibili di oligomenorrea può essere una aumentata produzione di ormoni androgeni (testosterone, DHEAS, delta4 androstenedione, 17 idrossi progesterone) da parte dell'ovaio e/o del surrene. Si parla in questi casi di iperandrogenismo e/o di Sindrome dell'Ovaio Policistico, se si associa una particolare struttura ecografica dell'ovaio (presenza di numerosi piccoli follicoli disposti alla periferia dell'organo -disposizione a "ruota di carro"-) e vi sono segni clinici quali acne ed irsutismo.
Più rari gli iperandrogenismi surrenalici dovuti a deficit della funzione surrenalica su base ereditaria (si escludono con il "test all'ACTH").
Alterazioni ipotalamiche (derivanti da stress fisici o psichici, anoressia nervosa, bulimia, raramente lesioni organiche) possono portare ad oligomenorrea ed alle volte alla amenorrea (assenza completa del flusso mestruale per almeno 3 mesi).
L'iperprolattinemia si associa spesso ad oligomenorrea, anche se alle volte può determinare, come già detto in precedenza, il suo opposto ovvero una polimenorrea.
Anche alterazioni ipofisarie (adenomi, insufficienza funzionale ecc.) possono essere qualche volta le cause di una oligomenorrea.
Anche in questo caso la terapia sarà mirata alla causa.

L'assenza di mestruazioni (amenorrea)
Un ritardo mestruale che si protrae per almeno 3 mesi si definisce amenorrea.
Una volta esclusa una gravidanza mediante apposito test bisognerà eseguire degli accertamenti per identificare la causa della alterazione.
Fra gli esami da effettuare: visita ginecologica, ecografia pelvica, dosaggi ormonali. Inoltre eventuali altri esami in base al sospetto diagnostico.
Le cause di amenorrea sono sostanzialmente le cause della oligomenorrea, a cui possiamo aggiungere la menopausa precoce, la sindrome di Asherman (amenorrea insorta generalmente dopo raschiamenti, a causa di "cicatrici" -sinechie o aderenze- che "incollano" tra loro le pareti uterine), ed altre più rare sindromi.

Le mestruazioni troppo abbondanti (ipermenorrea)
Una mestruazione abbondante è una eventualità relativamente frequente nella storia mestruale della donna.
Il ripetersi di mestruazioni abbondanti va invece indagato e trattato in quanto le cause possone essere molteplici ed il ripetersi del fenomeno può portare ad una carenza di ferro con conseguente anemia.
Gli esami da effettuare saranno: ecografia pelvica, dosaggi ormonali, esami generali del sangue ed eventuali altri esami (fra cui l'isteroscopia) in relazione al sospetto clinico.
Fra le possibili cause la presenza di polipi all'interno dell'utero (polipi endometriali), la presenza di fibromi uterini, alterazioni dell'endometrio.
Anche in questo caso la terapia sarà mirata alla causa del problema.

Le mestruazioni troppo scarse (ipomenorrea)
Un flusso mestruale di scarsa quantità può capitare e non deve necessariamente allarmare; spesso, alla base del problema, possono esserci stress o stanchezza.
Se il fenomeno si ripresenta è consigliabile mettere in atto accertamenti diagnostici fra cui dosaggi ormonali, ecografia pelvica ed eventuali altri esami in relazione al sospetto clinico.
Fra le varie cause che determinano il ripetersi del fenomeno possono esserci alterazioni della secrezione ormonale, da parte dell'ovaio o di altre ghiandole endocrine, che vanno correttamente identificate e trattate.
Le mestruazioni emorragiche (menorragia, menometrorragia) e le emorragie intermestruali (metrorragia)
Una mestruazione con carattere di emorragia, oppure una emorragia intermestruale (nel periodo tra una mestruazione e l'altra), andranno tempestivamente trattate con farmaci adeguati (ormoni, farmaci pro-coagulanti ecc.).
Necessaria poi l'esecuzione di accertamenti diagnostici.

Le perdite ematiche intermestruali (spotting)
Per spotting si intende una piccola perdita ematica che si verifica per uno o più giorni durante il ciclo mestruale (generalmente alla metà) non in relazione alle mestruazioni. Può essere dovuta ad una alterata stimolazione ormonale dell'endometrio.
Se si presenta come fenomeno isolato non sono necessari accertamenti; se tende a ripresentarsi andranno eseguiti accertamenti fra cui visita ginecologica, ecografia pelvica e dosaggi ormonali
www.ginecolink.net/percorso_non_medici/ciclo.htmSanihelp.it
1. Ciclo non è sinonimo di mestruazione. Come abbiamo visto analizzando la sua fisiologia, il ciclo mestruale, detto anche ciclo sessuale, dura circa un mese, e la mestruazione è solo una delle sua fasi, oltretutto la più breve.
2. L’ovulazione non è il solo momento fertile. Se è verissimo che i giorni più adatti per il concepimento sono quelli compresi tra il decimo e il diciottesimo, questo non significa che nei restanti sia impossibile rimanere incinta. L’unico modo per evitare una gravidanza indesiderata è quello di utilizzare i metodi contraccettivi.
3. L’assenza di mestruazioni non è sempre una malattia. Un'amenorrea solo disfunzionale o che non dipende da una malattia grave, non può di per sé portare l'organismo ad alcuna complicanza. Questo tipo di amenorrea relativamente benigna, tipica per esempio delle atlete o delle persone sotto stress, rappresenta la stragrande maggioranza dei casi di amenorrea. E’ bene comunque parlarne con il proprio ginecologo.
4. Il ciclo comincia dal primo giorno delle mestruazioni, e non dalla loro scomparsa. Si tratta di un errore abbastanza diffuso, che può portare a confusione e disordine sia nel controllo della regolarità che nell’individuazione dell’ovulazione.
5. L’ovulazione non è sempre riconoscibile. Esistono dei sintomi tipici, quali leucorrea e dolore momentaneo al basso ventre, ma la loro intensità varia considerevolmente da donna a donna. Queste manifestazioni, insieme alla misurazione dell’aumento della temperatura basale, vengono utilizzate per il calcolo naturale del periodo fertile.
6. Le mestruazioni non servono a espellere sangue vecchio. Secondo questa diceria popolare, arcaica ma purtroppo ancora piuttosto diffusa, la donna avrebbe bisogno di avere le mestruazioni per disintossicarsi e liberare sostanze nocive. Niente di più falso: la perdita ematica della mestruazione è dovuta allo sfaldamento dell’endometrio, che si genera ogni mese all’interno dell’utero.




Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 04:26, modificato 1 volta




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Ven 19 Nov 2010, 23:27
La scomparsa o la irregolarità delle mestruazioni, in qualunque momento della vita riproduttiva, dalla pubertà alla menopausa, genera sempre nelle donne grande apprensione e insicurezza interferendo sulla loro qualità di vita personale, sessuale e sociale.
Le anomalie mestruali rappresentano infatti una delle principali motivazioni per cui la donna si rivolge al ginecologo; si stima che il 15% delle visite ambulatoriali e il 25% degli interventi ginecologici siano attribuibili a questa causa.
Normalmente il flusso mestruale compare ogni 28-30 giorni, considerando normali cicli con ritmo da 25 a 36 giorni, la cui durata va dai 3 ai 7 giorni; la perdita ematica è mediamente di 33ml, tuttavia fino a 80ml il flusso può essere ancora normale, se pur abbondante.

www.endopelvicsurgery.it/disordini_ciclo.html




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Ven 19 Nov 2010, 23:31
[tratto da:Salvatore Rinaldi, Vania Fontani, Lucia Aravagli, Gorgio Saragò
Istituto Rinaldi Fontani - Firenze [interessa la parte descrittiva ciclo-stress]
La constatazione che le vicende della vita possano avere una ripercussione sulla salute psichica e fisica degli individui era già noto agli albori della medicina. Galeno uno dei fondatori della medicina moderna, già due secoli prima di Cristo aveva intuito che le donne di umore malinconico avessero maggior rischio di sviluppare un cancro al seno delle donne più sanguigne. Ma sono soprattutto le ricerche scientifiche dell’inizio del novecento che hanno permesso di far assumere a questi processi una nuova visione nell’ambiente medico. Fu Cannon, un fisiologo americano, ad introdurre per la prima volta la parola ”stress” nella terminologia biomedica. Il concetto di stress venne però sviluppato, nello stesso periodo, da Hans Selye (1926-1982) nelle sue implicazioni fisiopatologiche che definì Sindrome Generale di Adattamento, intendendo con ciò l’insieme di reazioni biologiche, fisiche e psichiche, di un organismo sottoposto a stimoli stressanti.
Come reagisce il nostro organismo ad un evento stressante e soprattutto quali sono le conseguenze del vivere sotto stress?
Particolare attenzione negli ultimi anni è stata rivolta alle influenze delle reazioni allo stress nei confronti del sistema endocrino, del sistema immunitario e anche dell’apparato sessuale e riproduttivo, tanto da dar voce a una nuova branca della medicina: la psiconeuroendocrinoimmunologia.
E’ ormai noto come stati emozionali siano in grado di influenzare negativamente la funzione sessuale e riproduttiva maschile e femminile.
Le influenze psicologiche sono tra gli stimoli più potenti e prevalenti in grado di coinvolgere le funzioni neuroendocrine e in particolare le funzioni riproduttive.
Per spiegare come lo stress possa influire sulle funzioni sessuali e riproduttive bisogna partire dai meccanismi fisiologici di risposta allo stress e di regolazione dell’apparato genitale.
Selye evidenziò che la risposta fisiologica di stress era mediata dall’asse neuroendocrino ipotalamo-ipofisi-corticosurrene, che porta alla liberazione di cortisolo definito da Selye “ormone dello stress”.
L’ipotalamo è un insieme di nuclei che sotto lo stimolo di perturbazioni esterne innescano nel nostro organismo una serie di reazioni di difesa : la liberazione di CRH (corticotropin releasing hormon) e di endorfine . Il CRH stimola l’ipofisi a secernere ACTH (adrenocorticotrope hormone) che , a sua volta stimola la secrezione di glucocorticoidi (cortisolo) da parte dei surreni. Il cortisolo ha una potente azione antinfiammatoria e antidolorifica, stimola la sintesi di glucosio e la deposizione di trigliceridi nel tessuto adiposo. Inoltre recenti studi hanno evidenziato come sia il CRH che il cortisolo determinino modifiche entropiche a livello sinaptico.
Per quanto riguarda l’influenza delle reazioni all’ambiente sulla regolazione del sistema riproduttivo, l’ipotalamo rilascia GnRH (gonadotropin relesing hormon). Questo ormone regola la liberazione ipofisaria di FSH (ormone follicolostimolante) e LH (ormone luteinizzante). Tali ormoni sono fondamentali per la regolazione delle gonadi, ovaie e testicoli , i loro livelli sono costanti nell’uomo alternati nella donna. Grazie alla dopamina, l’ipotalamo inibisce la liberazione di prolattina da parte dell’ipofisi. Difatti la prolattina viene liberata solo durante la gravidanza in quanto serve a inibire la produzione di FSH e quindi a bloccare l’ovulazione e a stimolare la lattazione.
Stress fisici o emozionali sono in grado di attivare il rilascio di CRH.
Sulla funzione riproduttiva il CRH altera l’asse neuroendocrino attraverso:
1)diminuzione dei livelli circolanti di LH
2)diminuzione della frequenza dei polsi secretori di GnRH.
Questo ultimo effetto appare legato all’elevazione stress indotta di CRH ipotalamico ma anche dei peptidi oppiodi e della dopamina.
Nella donna livelli alterati di LH causano anovulazione e amenorrea. Basti pensare all’amenorrea o al ritardo del menarca delle atlete.
La diminuzione delle gonadotropine causa in entrambi i sessi un calo della libido. Lo stress è uno dei più importanti momenti inibitori per l’attività sessuale.
Si è visto inoltre come un evento stressante di qualsiasi tipo (dolore fisico, un lutto, uno stimolo ansioso) sia in grado di produrre una notevole increzione di endorfine che può avere come effetto la depressione dell’attività pulsatile del GnRH.
I casi più frequenti di amenorrea in giovani donne, senza alterazioni organiche dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio o di altre disfunzioni endocrine, sono stress indotte.
Sono cause di Amenorrea psicogena: il surmenage, la depressione, l’anoressia nervosa, pseudogravidanze, sovrallenamento, malnutrizione tutte espressioni psicofisicopatologiche stress indotte.
In tutti i casi di amenorrea ipotalamica psicogena si ha anche la perdita del caratteristico ritmo circardiano di ACTH-cortisolo.
Si ritiene che lo stress desincronizzi il ritmo del cortisolo con conseguenze negative su gli altri ritmi che esso guida. Spesso si osserva un aumento del cortisolo nelle ore diurne come risposta a un aumento di CRH di tipo centrale.
Altre alterazioni ormonali in caso di stress e amenorrea sono:
• Iperprolattinemia e aumento della secrezione notturna di melatonina che possono rappresentare un ulteriore inibizione delle funzioni riproduttive.
• Aumento notturno di GH e bassi livelli di T3 eT4 possono essere visti come una risposta adattativa a deficit nutrizionali frequenti in molti casi.
Anche la dismenorrea primaria, cui non sono riconosciute cause organiche bensì funzionali, può essere ricondotta a una manifestazione clinica della Sindrome Generale di Adattamento.
Molti studi dimostrano come lo stress si accompagni a temporanea sterilità, o aborto spontaneo. Un recente lavoro apparso su Nature Genetic, pubblicata dall’Università di Birmingham, riferisce come il cortisolo, ormone dello stress, potrebbe causare l’infertilità nelle donne. I ricercatori hanno dimostrato che difetti nei meccanismi di metabolizzazione di tale ormone possano essere responsabili dell’ovaio policistico che, a sua volta, causa infertilità e maggiore tendenza all’aborto. Pare che il cortisolo non trasformato nel sottoprodotto inattivo induce uno scompenso ormonale che porta a produrre testosterone, che a sua volta è responsabile dell’ovaio policistico e quindi delle irregolarità mestruali, irsutismo , obesità. Un difetto metabolico di smaltimento giustifica solo il 5% delle donne che soffrono di tale sindrome. Viene da chiedersi se un eccesso di cortisolo come quello prodotto nello stress cronico possa giustificare altri casi di ovaio policistico.
Altre ricerche condotte presso la University of California di San Diego hanno dimostrato quanto lo stress riduca il successo nelle cure antisterilità. Queste cure lunghe costose e dolorose sono certamente fonte di ansia e di preoccupazione per la coppia e in special modo per la donna, tanto da generare uno stato di stress che non agevola la riuscita delle cure.
Le donne preoccupate per le terapie mediche cui andavano incontro avevano un 20% circa di probabilità in meno di vedere il proprio ovulo fecondato rispetto alle donne che vivevano il trattamento con maggior fiducia.
Ogni evento stressante attiva anche il sistema adrenergico che induce la liberazione di 2 neurotrasmettitori: adrenalina e noradrenalina.
Gli organi genitali interni della donna possiedono recettori per le catecolammine. Se stimolati potrebbero interferire con il trasporto dei gameti lungo le tube di falloppio e alterare il flusso sanguigno dell’utero, compromettendo la fecondazione e il mantenimento della gravidanza.
Numerosi studi hanno dimostrato come donne depresse o sottoposte a stress eccessivo, facilmente vanno in contro a dolore pelvico.
Lo stress emotivo può infatti peggiorare un dolore preesistente, oppure può esso stesso produrlo causando una involontaria contrattura dei muscoli pelvici.
Lo stress può inoltre interferire con i meccanismi biochimici femminili come quello delle endorfine e della serotonina , diminuendo la capacità di adattarsi a stimoli dolorosi.
La ricerca ha dimostrato che la caduta degli estrogeni comporta riduzione dei livelli di serotonina (l’ormone principale nella regolazione del tono dell’umore) , questo giustifica la depressione di molte donne quando in menopausa i loro estrogeni si riducono. Le donne più a rischio di avere disturbi legati a caduta degli estrogeni sono le giovani donne in amenorrea da stress ipotalamico (diete drastiche, stress emotivi, sport eccessivo), donne in puerperio e donne in menopausa. Tale rischio assume connotati più evidenti in quelle donne che presentano concomitanti quadri di stress o quadri depressivi anche se apparentemente compensati fino a quel momento.
La serotonina è anche un potente regolatore delle funzioni neurovegetative e degli organi gastrointestinali. Il che giustifica la sintomatologia tipica della sindrome premestruale: sbalzi di umore, ritenzione idrica, aumento di peso, gonfiore addominale, peggioramento del colon irritabile.
Anche in questo caso l’entità della sintomatologia è in funzione della presenza di una situazione neuropsicofisica predisponente.
Da numerose segnalazioni in letteratura emerge che l’esposizione a stress durante la vita intrauterina costituisce una frequente condizione che interferisce con i normali processi di crescita e maturazione del feto ed è responsabile di difetti congeniti e possibilità di sviluppare patologie stress correlate. Si è visto come una disregolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surreni determinando un aumento della cortisolemia interferisca con gli ormoni placentari e possa essere alla base di danni indotti dallo stress materno. La crescita cellulare risulta alterata a vari livelli. Ne possono derivare danni variabili al prodotto del concepimento che possono essere così gravi da determinare aborto o malformazioni congenite, microcefalia, deficit di crescita intrauterina, parto prematuro, disturbi vari del comportamento, fino alle sindrome autistiche. Anche le molteplici malformazioni , riscontrabili dopo esposizione a stress in gravidanza stanno a significare che ci troviamo di fronte ad un importante fattore “teratogeno”, sicuramente sottostimato in passato, tanto che possiamo parlare di “sindrome fatale da stress”. Se prendiamo in considerazione i difetti del tubo neurale, le cardiopatie congenite, le labio e/o palatoschisi, che sono difetti congeniti fra i più frequenti, per i quali talora è individuabile una causa monogenica o cromosomica o ancora intrauterina chimica, fisica, meccanica, infettiva, non ci possiamo dimenticare che anche lo stress va annoverato tra le possibili cause. Lo stesso vale per i disturbi del comportamento, ritardo mentale, autismo infantile, disturbi del sonno, che molto spesso rimangono senza una adeguata spiegazione e sono difficili da curare. La constatazione che tutta una serie di patologie dell’età giovanile o adulta, dai tumori a patologie autoimmuni, ipertensione, malattie endocrino metaboliche, scoliosi, possono avere alla base una condizione di stress intrauterino, comprendiamo quanto importante sia la prevenzione e la cura degli stati ansiosi fin dai primi giorni di gravidanza.
Abbiamo qui cercato di descrivere alcuni effetti dello stress sull’apparato riproduttivo e sessuale, evidenziando come i meccanismi della Sindrome Generale di Adattamento possa essere chiamata in causa nel determinare o aggravare disturbi o patologie di questo ambito specialistico.
Vorremmo a questo punto brevemente cercare di chiarire i punti fondamentali dei meccanismi fisiopatologici della risposta allo stress.
Innanzitutto dobbiamo chiarire che la risposta allo stress è una reazione che coinvolge inconsapevolmente tutto il nostro organismo attraverso l’attivazione di una complessa risposta neuropsicofisica a livello del sistema Nervoso Centrale.
L’attivazione della risposta allo stress si ha ogni volta che uno stimolo di qualsiasi natura interagisce con noi. Queste interazioni avvengono continuamente istante per istante della nostra vita, a prescindere dalla nostra volontà e consapevolezza, generando continui adattamenti.
Ogni adattamento comporta modificazioni organiche, aggiustamenti emotivi e comportamentali che consentono di adeguarci alle mutevoli condizioni ambientali. Tali adattamenti in risposta in risposta a pressioni ambientali eccessive o protratte possono divenire causa d’insorgenza di specifiche
condizioni morbose. In questa ottica l’adattamento non coincide con il benessere dell’individuo, anzi spesso se ne discosta ampiamente.
Le neuroscienze ci hanno dimostrato come il cervello abbia una forte capacità di essere modificato durante tutta la vita. Negli organismi superiori l’apprendimento (processo con il quale si acquisiscono nuove conoscenze) è intimamente legato con le strutture della memoria mediante cui si mantengono le conoscenze acquisite. Le strutture che hanno un ruolo determinante nella localizzazione della memoria sono l’ippocampo e l’amigdala che fanno parte del sistema libico. I collegamenti tra l’amigdala e l’ipotalamo, dove hanno probabilmente origine le risposte emotive, permettono di capire come le emozioni influenzino l’apprendimento e quindi anche l’adattamento agli stressors ambientali. E’ stato inoltre osservato come ogni stimolo esterno (stressor fisici o psichici) se sufficientemente forte o persistente possa determinare cambiamenti durevoli delle funzioni e della struttura del cervello (plasticità neuronale). Pertanto possiamo dire che i meccanismi dello stress possono modificare in modo indelebile le corrette capacità di risposta neuropsicofisica dell’individuo, cioè in conseguenza dello stress si avranno una serie di alterazioni a livello del Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.) dei corretti meccanismi di controllo sulle funzioni dell’intero organismo ovvero una Sindrome Generale di Adattamento.
Queste modifiche rappresenteranno per l’organismo “una nuova errata normalità”, fonte di possibili malattie o sintomatologie. Il S.N.C. non ha la possibilità da solo di ripristinare il corretto controllo per cui deve essere aiutato nel farlo.
per gentile segnalazione di Jidan

le mestruazioni nel tempo e nello spazio
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Il ciclo mestruale, di Christiane Northrup

il Sab 20 Nov 2010, 14:20
La saggezza del ciclo mestruale  può essere recuperata entrando nuovamente in contatto con la ciclicità della natura femminile e riconoscendola come fonte di forza. Il flusso e riflusso dei sogni, della creatività e degli ormoni associati alle diverse fasi del ciclo ci offre una grande opportunità di approfondire i rapporti con la conoscenza interiore. Per la maggior parte delle donne è un processo graduale che consiste nel disseppellire le proprie vicende personali e quindi, giorno per giorno, nel ripensare ai propri cicli trovando un nuovo modo di viverli.
La ciclicità della natura femminile
Tra tutti i ritmi biologici cui andiamo soggette, il ciclo mestruale è quello fondamentale, il più vicino alla terra. Il sangue è il nostro legame con l'archetipo femminile. I cicli macrocosmici della natura, come le maree e il susseguirsi delle stagioni, si riflettono in scala ridotta nel ciclo mestruale. La maturazione mensile dell'ovulo e la conseguente gravidanza, o l'emissione del sangue mestruale, rispecchiano il processo di creazione di creazione così cpme esso avviene nonsoltanto in natura, ma anche nelle opere umane. In molte culture il mestruo è considerato sacro.
Persino nella società moderna, così lontana dai ritmi della natura, il ciclo dell'ovulazione subisce l'influenza della luna. Diversi studi hanno dimostrato che il picco dei concepimenti, e probabilmente dell'ovulazione, corrisponderebbe ai giorni di luna piena o a quelli immediatamente precedenti. Durante la luna nuova, la percentuale di ovulazioni e concepimenti tocca il minimo e per la maggior parte delle donne ha inizio il mestruo. La ricerca scientifica ha documentato che la luna governa il flusso dei fluidi (le maree oceaniche così come i fluidi corporei di ciascun individuo) e influenza la mente inconscia e i sogni[1]. I tempi della mestruazione, della fertilità e del parto seguono le maree oceaniche dominate dalla luna. Fattori ambientali come la luce, la luna e le maree esercitano un peso documentato nel regolare ciclo mestruale. In uno studio condotto su un campione di quasi duemila donne con mestruazioni irregolari, più della metà dei soggetti si è regolarizzata su una durata del ciclo di ventinove giorni tenendo una luce accesa accanto al letto nei tre giorni dell'ovulazione.[2]
Il ciclo mestruale non governa soltanto il flusso dei fluidi, ma anche quello delle informazioni e della creatività. La donna riceve ed elabora le informazioni in modo diverso a seconda delle fasi del ciclo. La saggezza insita in questo fenomeno biologico può essere descritta come segue: dall'inizio delle mestruazioni all'ovulazione l'uovo matura e si preparaa dar vita, quantomeno simbolicamente, a un altro essere. Molte donne notano che questo periodo corrisponde alla loro massima espressione nel mondo esterno. La loro energia è al massimo, si sentono traboccare d'entusiasmo e di nuove idee. A metà ciclo sono naturalmente più ricettive nei confronti degli altri e delle nuove idee, più 'fertili'. In questa fase anche il desiderio sessuale raggiunge l'apice e il corpo femminile secerne nell'aria ormoni associati al potere d'attrazione sessuale.[3]. La nostra società dominata dal maschio attribuisce un grande valore a questo aspetto e tale riconoscimento viene interiorizzato da molte donne che vivono questa fase del ciclo come 'positiva'. Una paziente che lavora come cameriera in un ristorante frequentato da molti camionisti mi ha raccontato che a metà ciclo, nel periodo ovulatorio, le sue mance raddoppiano.

Il ciclo mestruale è l'immagine stessa della coscienza che si tramuta in materia e del modo in cui il pensiero crea la realtà. Da un punto di vista strettamente biologico, nel tempo che intercorre tra la mestruazione e l'ovulazione (la cossidetta fase follicolare) un ovulo cresce e si sviluppa, mentre nella parete uterina gli ammassi circolari di cellule del sistema immunitario, chiamati aggregati linfoidi, iniziano a loro volta a svilupparsi.[4] al livello più ampio delle idee e della creatività, questa prima metà del ciclo è favorevole all'avvio di nuovi progetti. L'ovulazione, corrispondente alla fase centrale del ciclo, è accompagnata da un improvviso innalzamento del livello dei neuropeptidi FSH (ormone follicolostimolante) e LH (ormone luteinizzante). L'aumento dei livelli di estrogeni che l'accompagna è stato associato a un incremento dell'attività dell'emisfero sinistro (competenza verbale) e a un declino dell'attività dell' emisfero destro (competenza spaziale e visiva, come la capacità di disegnare un cubo o di interpretare una mappa)[5]. L'ovulazione rappresenta l'apice della creatività emotiva e mentale il cui fondamento biologico si colloca forse nell'ondata di FSH-LH che accompagna l'ovulazione. Le settimane successive all'ovulazione preparano la mestruazione; è il tempo dei bilanci e delle riflessioni, dell'osservazione di quanto è stato creato e degli aspetti negativi o difficili dell'esistenza sui quali è necessario intervenire.
Il nostro ciclo biologico e psicologico va di pari passo con le fasi della luna;; studi recenti hanno rilevato che il sistema immunitario dell'apparato riproduttivo mostra un andamento altrettanto ciclico, con un apice in corrispondenza dell'ovulazione a cui segue una fase d'indebolimento. Fin dai tempi piùremoti alcune culture hanno equiparato il ciclo mestruale a quello lunare. Nelle donne che vivono in comunità a contatto con la natura, l'ovulazione ricorre per tutte in prossimità della luna piena, mentre le mestruazionie la riflessione corrispondono alla fase di luna nuova. I dati scientifici suggeriscono che che i cicli biologici, così come i sogni e i ritmi emotivi, sono vincolati alla luna e alle maree al pari dei pianeti. Nello specifico, la luna e le maree [continua]




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Dom 21 Nov 2010, 01:08
Ho finito da poco di lavorare son stanca e ho solo buttato un occhio,ma questi post sul cuclo sono fantastici....Mi riservo di leggere con calma lunedì....:)brava Beo e grazie di cuore per il tuo lavoro
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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Dom 21 Nov 2010, 01:56
..la luna e le maree interagiscono col campo elettromagnetico del corpo e influenzano pertanto i processi fisiologici. Anche la luna attraversa un periodo oscuro nella fase della luna nuova per poi tornare gradualmente a splendere in tutta la sua bellezza: le donne, dal canto loro, passano ogni mese attraverso una fase di oscurità in cui la forza vitale sembra scomparire per un po' (fase premestruale e mestruale)[6]. Non dobbiamo spaventarci o pensare di essere malate se le energie e il tono dell'umore calano per qualche giorno ogni mese. In molte parti dell'India è perfettamente accettabile che una donna rallenti le sue attività durante il periodo mestruale dedicando più tempo al riposo. Sono giunta alla conclusione che tutte le malattie legate allo stress, dalla sindrome premestruale all'osteoporosi, potrebbero diminuire in misura enorme se soltanto ci affidassimo ogni mese alla saggezza del corpo.
Demetra George scrive che è proprio nella fase oscura della luna che la vita si purifica, si rivitalizza e si trasforma nel suo sviluppo evolutivo, muovendosi a spirale verso l'armonia con la sua natura essenziale.[7] Le ricerche hanno dimostrato che per la maggior parte delle donne le mestruazioni hanno inizio nella fase di luna nuova, mentre le perdite di sangue iniziano tra le 4 e le 6 del mattino (la parte più buia della giornata). Molte donne, e io con loro, hanno notato che nei primi giorni del ciclo è più forte il bisogno di rassettare la casa o di riorganizzare il posto di lavoro; è un bisogno di pulizia che coinvolge tanto l'ambiente esterno quanto l'interiorità e accompagna la naturale pulizia biologica dei nostri corpi.
Se l'ovulazione non dà luogo a una gravidanza, la donna entra nella seconda metà del ciclo (la fase luteinica) che va dall'ovulazione all'inizio delle mestruazioni. Durante questa fase l'attenzione si distoglie dalle attività esterne per focalizzarsi all'interno e l'umore diventa riflessivo. E' il momento in cui ci prepariamo a sviluppare o a partorire qualcosa che proviene dai nostri recessi più intimi. La società non dimostra per questa fase la stessa benevolenza riservata alla fase follicolare, e per tale ragione tendiamo a giudicare 'negative' e 'improduttive' le emozioni e le energie del periodo premestruale. Poiché la nostra cultura apprezza in genere solo quel che può essere interpretato razionalmente, molte donne non perdono occasione per bloccare il flusso di informazione 'lunare' inconscia, tipico del periodo premestruale e mestruale. L'informazione lunare è riflessiva, intuitiva, avvolta da una cappa d'oscurità; ci raggiunge nei sogni, nelle emozioni e nei bisogni più viscerali. Se l'informazione che ci giunge durante la seconda metà del ciclo viene bloccata d'abitudine, non le resta che manifestarsi sotto forma di sindrome premestruale o menopausale, allo stesso modo in cui gli altri sentimenti e sintomi fisici generano malattie qualora vengano ignorati.[9]


Ultima modifica di Admin il Dom 21 Nov 2010, 07:18, modificato 2 volte




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Dom 21 Nov 2010, 07:13
La fase luteinica, dall'ovulazione all'inizio delle mestruazioni, corrisponde al momento di massima sintonia della donna con la propria coscienza interiore, nonché a una maggiore consapevolezza degli aspetti più disagiati dell'esistenza. Le ricerche hanno dimostrato che nelle donne i sogni sono più vividi e frequenti nella fase premestruale e mestruale del ciclo[10]. Nel periodo che precede le mestruazioni, il 'velo' che separa il mondo visibile dall'invisibile, il conscio dall'inconscio, è molto più sottile e lascia trapelare quelle parti del sé di cui non si ha consapevolezza negli altri periodi del mese. E' stato infatti dimostrato sperimentalmente che l'emisfero destro del cervello (la parte associata alla conoscenza intuitiva) diventa più attivo nel periodo premestruale, mentre cala l'attività dell'emisfero sinistro. Altro dato interessante è l'aumento della comunicazione tra i due emisferi[11]. La fase premestruale, pertanto, è un periodo in cui il nostro accesso alla dimensione magica, alla capacità di riconoscere e trasformare i momenti difficili e dolorosi dell'esistenza, è maggiore. In tale periodo siamo naturalmente in armonia con gli aspetti più significativi della nostra vita. Vi è anche una maggiore facilità al pianto, ma le lacrime sono tutt'altro che prive di significato. I numerosi studi condotti da Katerina Dalton hanno documentato che le donne sono più emotive nella fase premestruale, più disponibili a esprimere la loro rabbia e più soggette a mal di testa e affaticamento; alcini disturbi, come l'artrite, si possono acutizzare. maggiore è il distacco dalla parte oscura, nascosta di sé, più è intensa la sofferenza premestruale. Anni di esperienza clinica e personale mi hanno insegnato che il dolore e il disagio che si manifestano poco prima delle emstruazioni sono sempre reali e non vanno ignorati.
Le donne hanno bisogno di credere nell'importanza dei problemi che si manifestano nella fase premestruale. Anche se il corpo e la mente non esprimono tali problemi o preoccupazioni come dovrerebbero durante la prima fase del ciclo (i cosiddetti giorni buoni), la saggezza interiore reclama con forza la nostra attenzione. Per citare qualche esempio, una donna mi ha raccontato che all'avvicinarsi di ogni mestruazione il pensiero che la casa, la macchina e gli investimenti siano tutti a nome del marito la preoccupa. Quando esprime quest'ansia, il marito replica: "Che cosa c'è di male? Non ti fidi di me?". Si potrebbe definire questo stato d'animo un esame premestruale della realtà che merita la massima attenzione. In un diverso caso, il marito mi ha raccontato che nella fase follicolare la moglie è sempre allegra e si occupa al meglio della casa, ma trascorsa l'ovulazione ' si lascia andare' ed esprime il desiderio di riprendere gli studi e trascorrere più tempo al di fuori delle mura domestiche. Gli ho spiegato che i problemi del periodo premestrualevanno presi sul serio e l'ho invitato a tenere nella giusta considerazione il bisogno di crescita personale espresso dalla moglie. Il comportamento premestruale, ho sottolineato, è il modo in cui la donna manifesta tali bisogni.




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Dom 21 Nov 2010, 07:43
Come si è visto, esiste un'intima relazione tra la psiche di una donna e le sue funzioni ovariche nell'arco del mese: alla fase espansiva (prima dell'ovulazione) segue una fase ricettiva (ovulazione) e quindi una fase riflessiva (periodo premestruale). Una stupefacente ricerca condotta negli anni Trenta [del XX secolo] conferma tali osservazioni. La psicoanalista Therese Benedek studiò le cartelle di un gruppo di pazienti mentre il suo collega Boris Rubenstein analizzava in parallelo i cicli ormonali ovarici delle stesse donne. Osservando le reazioni emotive di una donna, T. Benedek era in grado di prevedere con incredibile accuratezza quale fase del ciclo stesse attraversando. Gli autori scrissero: "Fummo compiaciuti e sorpresi nel riscontrare una corrispondenza esatta dei dati ovulatori determinati indipendentemente coi due metodi", ovvero il materiale psicoanalitico comparato ai dati fisiologici. I due ricercatori scoprirono che prima dell'ovulazione, quando i livelli di estrogeni sono più alti, le emozioni e il comportamento erano indirizzati verso il mondo estreno. Durante l'ovulazione, le partecipanti allo studio apparivano più rilassate e soddisfatte, più ricettive alle cure e all'amore ricevuti, mentre nella fase postovulatoria e premestruale, quando il livello del progesterone è più alto,
erano più propense a concentrarsi su se stesse e si dimostravano più coinvolte nell'attività diretta verso l'interno.. E' interessante notare che nelle donne con mestruazioni regolari ma senza ovulazione, gli autori individuarono cicli emotivi e comportamentali simili, con la sola eccezione della fase ovulatoria: l'assenza di ovulazione era accompagnata dalla mancanza delle relative emozioni; vale a dire che queste donne non si dimostravano rilassate, contente o particolarmente sensibili alle premure altrui.[12]




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Guarire per mezzo dei cicli

il Dom 21 Nov 2010, 14:20
Data la nostra eredità culturale e le credenze riguardanti la malattia in generale e il ciclo mestruale in particolare, non è difficile comprendere il motivo che ha spinto le donne a considerare la fase premestruale come una malattia o una maledizione piuttosto che un momento di riflessione e di rinnovamento. Infatti, il linguaggio utilizzato dalla nostra cultura nel riferirsi a utero e ovaie esercita un effetto, sperimentalmente provato, sul ciclo mestruale. Una donna che riceva sotto ipnosi suggerimenti positivi sul ciclo mestruale mostrerà una minor propensione ai disturbi legati alle mestruazioni[13]. Per contro, uno studio ha evidenziato che le donne indotte a credere di trovarsi in fase premestruale mostravano in misura maggiore sintomi fisici sfavorevoli, come ritenzione idrica, crampi e irritabilità, rispetto al gruppo di controllo[14]. Questi studi sono esempi eccellenti della forza con cui pensieri e credenze influenzano gli ormoni, la biochimica e le esperienze conseguenti.

Guarire per mezzo dei cicli
Non appena si inizia ad apprezzare il ciclo mestruale come parte del sistema di guida interiore, ha inizio anche la guarigione a livello sia ormonale sia emotivo. Senz'ombra di dubbio, nel periodo premestruale molte donne rivolgono l'attenzione verso l'interno, stabilendo un contatto più stretto con la loro sofferenza personale e col dolore di tutto il mondo. E' anche un momento di grande creatività: moltissime donne formulano in questo periodo le loro idee più brillanti, pur rimandandone la messa in atto a un'altra fase. Nel periodo premestruale la donna sente il bisogno di tempo per se stessa, per riposare, per allontanarsi dai doveri quotidiani; tuttavia, l'idea stessa di dare ascolto a questa esigenza è una novità per molte donne. Se trascuriamo il nostro ritmo, così simile a quello delle maree, creiamo le condizioni per la comparsa della sindrome premestruale. Questa società ama l'azione e disprezza per contro il bisogno di riposo. Il ciclo mestruale è progettato per insegnarci a rispettare il processo vitale in ogni sua fase, di contrazione come di espansione. In prossimità delle mestruazioni, quando ci sentiamo fragili, abbiamo bisogno di riposare e di prenderci cura di noi stesse per un paio di giorni: le donne delle culture indiane d'America disponevano di una 'casa della luna' in cui ritirarsi nei giorni mestruali per rinnovare se stesse. Trascorso tale periodo, rientravano nella comunità apportandovi nuova ispirazione. E' mia opinione che la maggior parte dei casi di sindrome premestruale scomparirebbe se le donne potessero allontanarsi dai loro doveri per tre o quattro giorni al mese e i loro pasti fossero preparati da altri.
Nel mio caso, ho constatato che è sufficiente la pura e semplice dichiarazione (e non una rischiesta di scuse, si badi bene) del mio bisogno di riposo mensile. Quando mostro rispetto per me stessa e per i miei ritmi biologici, mio marito fa altrettanto e il mio corpo reagisce con gratitudine e benessere. Il modo in cui vivevo il ciclo mestruale è cambiato nel momento in cui ho notato che le intuizioni più significative su me stessa, la vita e il lavoro precedevano tutte di qualche giorno le mestruazioni. Verso i trentacinque anni cominciai ad attendere con gioia le mestruazioni perché avevo compreso il loro carattere sacro, cui la società non rendeva onore. Le cose che mi muovono al pianto nel periodo premestruale sono le più importanti, quelle che mi consentono di stabilire un legame armonioso con la mia forza e le verità più profonde. Considero la maggiore sensibilità come un dono dell'intuizione. Non mi arrabbio, ma quando mi succede non do la colpa ai miei 'stupidi ormoni'. Mi piace tenere traccia delle fasi lunari per vedere se l'ovulazione corrisponde alla luna piena, a quella nuova o a una fase intermedia. Quando la mia ovulazione corrisponde alla luna piena e la mestruazione coincide con quella nuova, il tempo della riflessione è sincronizzato con la fase oscura della lune. Se le mestruazioni coincidono invece con la luna piena, il flusso è più intenso del solito, così come il carico emotivo. Ho rilevato che qualche volta la semplice intenzione di avere le mestruazioni in corrispondenza della luna nuova, da non confondersi con una volontà di controllo, tende a spostare il ciclo in tale direzione. Osservare le relazioni esistenti tra le fasi lunari e il mio ciclo individuale stabilisce un legame tra me e la terra che mi fa sentire unita alle altre donne, passate e presenti.




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L'eredità culturale

il Dom 21 Nov 2010, 15:50
L'eredità culturale
Fino a cinquemila anni or sono, quando le pacifiche culture matriarcali d'Europa furono rovesciate, il ciclo mestruale e il corpo femminile erano considerati sacri[15]. Il significato originale della parola tabù era 'sacro', e le donne nel periodo mestruale erano considerate tali; ora in alcune società sono viste come impure. I loro sogni e le loro visioni erano usati per guidare la tribù. In tutto il mondo le culture indigene festeggiano le giovani donne con riti di passaggio. Le donne iniziate della comunità, le madri e le zie, vedono la prima mestruazione come un'iniziazione della fanciulla agli 'uffici delle donne'[16]. Dai reperti archeologici risalenti a più di seimila anni emerge che i calendari pù antichi erano rosari d'ossa recanti piccole incisioni, utilizzati dalle donne per tenere traccia del loro ciclo[17]. Tuttavia, nella storia scritta dell'Occidente e persino nei testi religiosi, il ciclo mestruale è associato alla vergogna e alla degradazione trasmesse dal contatto con la natura femminile, oscura e incontrollabile, e pertanto le donne mestruate sono considerate impure. Nel 65 d.C., Plinio il Vecchio scriveva:
Nulla esiste di più rimarchevole del flusso mensile della donna. Il contatto con esso trasforma il vino in aceto, i campi che ne vengono sfiorati diventano sterili, i semi nei giardini seccano, i frutti cadono dall'albero. La superficie lucida degli specchi in cui si riflette s'oscura, la lucentezza del metallo e dell'avorio diventa opaca. Nell'arnia lo sciame muore. Persino il bronzo e il ferro vengono assaliti dalla ruggine e un odore tremendo satura l'aria. I cani che l'assaggiano impazziscono e il loro morso trasmette un veleno che non lascia scampo[18].

Il tabù associato al ciclo mestruale si è trasmesso fino ai giorni nostri. Diverse generazioni di donne sono cresciute nella convinzione di essere più vulnerabili durante il periodo mestruale, di non poter nuotare, bagnarsi o lavare i capelli in quei giorni. Queste credenze erano originariamente fondate sulla teoria vittoriana secondo la quale il contatto con l'acqua avrebbe bloccato il flusso mestruale scatenando una serie di malattie, come per esempio la tubercolosi[19]. In tempi recenti, tale credenza ha assunto forme più moderate e adesso minaccia semplici raffreddori. Questi tabù non hanno alcun fondamento scientifico, eppure sono serviti a rendere spaventoso agli occhi di generazioni di donne un processo fisico assolutamente naturale.
Per recuperare la saggezza mestruale e rendere onore alla nostra natura ciclica, è necessario dapprima riconoscere l'atteggiamento negativo che la maggior parte di noi ha interiorizzato nei confronti del ciclo mestruale. Dobbiamo prendere atto del dolore e del disagio che molte donne vivono ogni mese. La nostra natura ciclica ha subìto ogni tipo d'insulto: espressioni come 'avere la luna', o 'essere in quei giorni', anche se pronunciate con tono scherzoso, sono una manifestazione di disprezzo. Per molte donne, la pubertà e la prima mestruazione sono momenti carichi di vergogna e di umiliazione. Nella nostra società nessun altro mezzo (eccettuate forse la violenza e la paura) si è dimostrato altrettanto efficace nel tenere le donne al loro posto quanto la degradazione del ciclo mestruale.




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Dom 21 Nov 2010, 16:38
Sostituire i dolorosi pregiudizi ereditati con un'informazione corretta fa parte del processo di guarigione delle donne. Dopo il menarca (la prima mestruazione), che solitamente in questa società si presenta intorno ai dodici anni, una giovane donna raggiunge la maturità sessuale. Affinché il menarca possa manifestarsi è necessaria una determinata composizione corporea: la percentuale di grasso nella massa corporea deve superare il 17% e perché il ciclo ovulatorio si stabilizzi la percentuale deve salire al 22% circa[20]. Questa è una delle ragioni per cui le adolescenti anoressiche, le ballerine e le atlete molto snelle non presentano un ciclo mestruale regolare. [la natura non gioca a dadi: devono sussistere le condizioni per nutrire il potenziale frugoletto NdR] Sebbene in genere il primo ciclo non sia accompagnato dall'ovulazione, la giovane donna diviene gradualmente fertile negli anni seguenti e le sue ovaie iniziano a produrre un ovulo al mese. Se l'ovulo non viene fertilizzato a metà ciclo, all'incirca quattordici giorni dopo iniziano le mestruazioni. Nel flusso, il tessuto interno dell'utero (l'endometrio) si distacca e viene espulso. Ogni mese l'endometrio si riforma e si sfalda ciclicamente sotto lo stimolo di una complessa e sorprendente interazione tra ormoni prodotti dalle ovaie, dall'ipofisi e dall'ipotalamo. A causa della complessità di questa interazione ormonale, il ciclo mestruale subisce l'influenza di molti aspetti della vita di una donna.
La maggior parte delle ragazze riceve a proposito delle mestruazioni un insegnamento sterile, freddamente clinico e privo di rispetto per il corpo femminile e la sessualità. Raramente viene affrontato l'argomento del legame tra ciclo mestruale , corpo e sessualità, e le mestruazioni sono presentate come un positivo rito di passaggio a un numero molto ridotto di ragazze. Mia madre mi raccontò 'i fatti della vita', spiegandomi il meccanismo della fecondazione. Rammento che tali informazioni mi sconvolsero. Avevo poco più di dieci anni e quel giorno mia sorella, di undici mesi più giovane, aveva chiesto: "Mamma, so da dove vengono i bambini, ma come fanno a entrarci?" Mia madre ci aveva condotte nella sua camera e ci aveva letto un libro in cui spiegava che le ragazze avevano la prima mestruazione intorno ai dodici anni e che da quel momento potevano generare un bambino se avevano rapporti sessuali. Questa notizia non mi rese felice. Continuai a sperare che le donne potessero rimanere incinte con un bacio e non con quell'atto ripugnante che mia madre aveva descritto. La ragione del mio disgusto probabilmente è legata al modo in cui mia madre aveva vissuto il suo ingresso nella pubertà: pur essendo una donna veramente saggia e in anticipo sui tempi, mia madre non si preoccupava molto del significato del ciclo mestruale o della sacralità del corpo femminile. Aveva appreso suo malgrado che l'inizio delle mestruazioni significava per certi versi una minore possibilità di godere la vita. Da bambina, aveva amato molto giocare a baseball e arrampicarsi sugli alberi insieme coi ragazzi, ma quando 'divenne donna' non le fu più permesso di giocare insieme con i maschietti. Anni dopo, mi raccontò di aver chiesto alla madre di essere portata in ospedale perché le bloccassero le mestruazioni in modo da poter riprendere a giocare a baseball. Mia madre riuscì a risolvere i sentimenti nati nell'adolescenza nei confronti delle mestruazioni solo intorno ai sessant'anni e pertanto, anche se mi furono presentate come un fatto normale della vita, inconsciamente assorbii alcune delle sue convinzioni.
Invece di celebrare la natura ciclica come un aspetto positivo dell'essere donna, la nostra cultura ci insegna a ignorare del tutto le mestruazioni, in modo da non trascurare i bisogni dei mariti e dei figli.




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Mer 24 Nov 2010, 10:44
[...]
La nostra intuizione funziona in modo diverso nelle varie fasi del ciclo e cambia ancora dopo la menopausa. Un mio collega osteopata osservò tale relazione tra intuito e ciclo mestruale riguardo a una paziente che mi aveva inviato perché adottasse un altro metodo anticoncezionale. Questa donna aveva fatto uso della pillola per diversi anni, ma il medico aveva la sensazione che l'assunzione continua stesse interferendo con le capacità di scelta nella vita. La nota di riferimento che mi inviò specificava:"La pillola anticoncezionale interferisce con la funzione intuitiva. Suggerisco di trovare un'alternativa". Non posso che complimentarmi con questo dottore per il suo fine intuito [lui non è stato bombardato con ormoni artificiali NdR] [...]
Testimonianza Storia di Laurie: sospendere l'assunzione della pillola
Laurie, una collega ginecologa, aveva assunto la pillola per nove anni prima di cambiare idea riguardo ai suoi vantaggi. Abitualmente l'aveva consigliata a tutte le pazienti, quasi si trattasse di una panacea, utilizzando la propria esperienza personale come argomento per convincerle. "Non potrei mai rinunciare alla mia pillola" era la dichiarazione con cui concludeva sempre i suoi colloqui. Solo dopo aver interpretato i disturbi di cui soffriva come manifestazioni fisiche del suo disagio spirituale poté rivalutare le proprie posizioni. La scoperta decisiva nacque in parte dal fatto che la relazione col marito aveva iniziato a deteriorarsi. Sovente litigavano per questioni riguardanti il sesso. "Mi fa impazzire il modo in cui sembra separare completamente il sesso da tutto quello che avviene nella nostra relazione" raccontava. "Allo stesso tempo, la mia confusione verso il corpo, i sentimenti di disagio che provo per le sue dimensioni e la sua forma, la mia paura dei rumori e della goffaggine dell'atto sessuale e i messaggi contraddittori dell'infanzia sul sesso e sulla seduzione hanno dato al sesso una connotazione fortemente negativa che talvolta diventa un ostacolo insormontabile".
Laurie stava imparando a interpretare i sintomi come il linguaggio usato dalle diverse parti del corpo per comunicare. Nell'approfondire la sua conoscenza del sistema di guida interiore, capì che continuare a far uso della pillola avrebbe ostacolato la comunicazione ottimale coi suoi organi femminili, in special modo nelle crisi personali che ruotavano intorno alla sessualità. Cominciò a comprendere come si fosse innavvertitamente separata dal corpo per seguire i dettami culturali invece della guida interiore.
Questo risveglio fu accompagnato da un interesse per il femminismo, un argomento che affrontava per la prima volta in vita sua. Fino ad allora si era sempre considerata una donna attiva e di successo, così come appariva in superficie. Eppure aveva sofferto di una cisti ovarica benigna, operata anni addietro, e negli anni della scuola di specializzazione era stata operata per un cancro alla tiroide. La saggezza interiore che stava emergendo in lei le fece capire come il corpo avesse tentato di attirare la sua attenzione sugli squilibri presenti attraverso tali patologie. Adesso era pronta ad ascoltare con attenzione quel che il corpo aveva da dire, specialmente perché era sano.
"Mi sentivo triste per il modo in cui avevo trattato tutto il lavoro meraviglioso del mio cervello, degli ormoni, dell'utero e delle ovaie: l'avevo dato per scontato, soppresso coi farmaci e talvolta l'avevo addirittura considerato una 'maledizione'. Nessuno aveva festeggiato la mia prima mestruazione. Nessuno mi aveva aiutata ad entrare in contatto con la forza della mia sessualità nascente. Desideravo ardentemente riconquistare un po' di quella magia e del mistero perduti. Ma mi ci vollero quasi due anni per fare pulizia della mia vita e tentare di credere al corpo."




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Mar 04 Gen 2011, 16:21
Potete continuare la lettura del brano riportato qui

questo è il suo sito ufficiale
e qui un nuovo sito sul benessere team northrup !

Per favore guardate questi videos! E' fantastica!



vi segnalo questo link interessante sempre tratto dal sito "il calderone magico", cliccate qua ;)




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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Mar 04 Gen 2011, 16:55




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Fisiologia del ciclo ovarico

il Sab 26 Feb 2011, 19:54




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Posizioni Yoga vs dolori mestruali

il Gio 02 Feb 2012, 13:40




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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Re: OT ciclo mestruale: cosa c'è da sapere ❖ Vulvodinia.info

il Gio 20 Set 2012, 02:28
"A major reclamation of the reason and ritual surrounding
female body and blood. Grahn is clearly one of the gifted "tellers" who
was born with the knowings of times past in her very blood and bones."
--Clarissa Pinkola Estés, Ph.D
il libro è interamente online qui

http://bailiwick.lib.uiowa.edu/wstudies/grahn/




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