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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Attacchi di panico ❖ Vulvodinia.info

il Ven 10 Dic 2010, 20:04
Il grido dell'anima
L'attacco di panico non è una semplice paura. Non può confondersi con uno stato di ansia. Chi è costretto a convivere con il "panico" non ha aggettivi per definire e personalizzare la propria condizione.
Può essere definito come una forma di ansia acuta la cui caratteristica principale è di presentarsi sotto forma di attacchi improvvisi, imprevisti e incontrollabili di angoscia e vero e proprio terrore senza alcuna causa apparente che possa giustificare una paura così intensa.
Il disturbo da attacchi di panico (D.A.P.) può colpire tutti senza differenza di età, sesso o ceto sociale. Il fatto scatenante può essere un evento quotidiano, un gesto di tutti i giorni... di colpo tutto si trasforma in un incubo incomprensibile con sintomi fisici violenti, tanto che chi ne è colto teme di avere un infarto e di stare per morire (palpitazioni, difficoltà a respirare, dolori al petto, tremori, sudorazione, sensazione di testa vuota, svenimenti). Gli episodi di "timor panico" possono durare pochi minuti o anche ore (più raramente), ma la loro forza è tale che chi ne è colpito la definisce come un'esperienza devastante che lascia smarriti, turbati e con il terrore che possa accadere di nuovo.
Così si diventa completamente dipendenti da una figura "rassicurante" (in genere il coniuge o un familiare) e si evitano tutte quelle situazioni a rischio dove l'attacco si è già verificato o potrebbe verificarsi. Quindi si restringono gli spazi vitali, si ha il terrore di uscire di casa, un'incapacità a portare a termine i propri compiti, spesso si è costretti ad interrompere gli studi o il lavoro.
L'attacco di panico è un vero grido dell'anima. Un'implosione di energia creativa, di quella parte di noi sconosciuta, forse perché temuta, che chiede disperatamente di essere ascoltata e vissuta. Chiede il cambiamento e spesso cambiare fa paura perché vuol dire realizzare desideri e aspirazioni che non incontrano le aspettative degli altri; altri per noi importanti e significativi.
Così il desiderio di cambiare resta soffocato, chiuso in una gabbia di costrizioni razionali e di ruoli codificati... e inizia a far pressione per uscire allo scoperto; l'unica via che trova per esprimersi è l' attacco di panico.
Il Dio Pan nella mitologia greca è una divinità che non simboleggia alcun valore morale o sociale, ma personifica l'istinto, l'istintualità primordiale che se negata dalla "rigida razionalità" può esplodere in seri disturbi psicopatologici. E' necessario restituire dignità al proprio dolore, bisogna rispettarlo, non svilirlo, comprenderne la profondità e il messaggio e vivere a contatto con esso senza farsene travolgere. Se questo contatto c'è ed è vissuto onestamente, se la scelta non è distruttiva, cioè volta solo a fuggire il dolore, allora Pan non avrà gridato invano. Da questo" tunnel" si può uscire, questa malattia si può e si deve curare senza aspettare che si cronicizzi, chiedendo aiuto, ai primi sintomi, con fiducia e coraggio.
Valeria Marracino - Psicoterapeuta
[ Fonte ]




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