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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Sab 11 Dic 2010, 03:50
Farmaci antidepressivi
Tra business e falsità

Philippe Pignarre, manager “pentito” di colossi farmaceutici, denuncia nel libro “L'industria della depressione” (Bollati Boringhieri), lo scandalo del business farmaceutico e del pressapochismo degli psichiatri che prescrivono pillole della felicità con grande disinvoltura. Secondo l'Oms oggi i depressi
supererebbero il miliardo e se si pensa che nel 1970 i depressi erano “solo” cento milioni, ci si chiede cosa ci aspetterà in futuro. Un mondo di depressi cronici. Ma cosa sta succedendo?
Cosa può spiegare questa allarmante ondata di tristezza patologica? Le spiegazioni sociologiche che descrivono l'uomo vittima di una società competitiva e massificante non bastano
per giustificare questo fenomeno allarmante.
Come spiega Pignarre il boom dei depressi è frutto dell'influenza delle multinazionali farmaceutiche che, con i congressi in hotel a cinque stelle e articoli di esperti dipendenti dalle stesse case produttrici di
psicofarmaci, hanno esercitato ed esercitano una campagna di disinformazione e persuasione di massa.
Le pillole della felicità sarebbero solo un bluff alimentato da interessi economici e l'epidemia del male
oscuro un male studiato a tavolino. I depressi “veri” sono solo il 2 % della popolazione, tutti gli
altri sono solo persone che stanno attraversando un periodo difficile a cui stanno rispondendo con un normale fisiologico calo dell'umore. Certo il mercato ha trovato terreno fertile in una società dove tutto si compra, anche la felicità, e dove più nessuno accetta di star male affrettandosi a cancellare il sintomo fastidioso senza arrivare alla causa dello stesso. Tutto e subito possibilmente.
E allora entra in gioco l'eticità di certi dispensatori di felicità in pasticche che barattano il proprio giuramento di Ippocrate con un vacanza sponsor con tanto di congresso scientifico dai contenuti ovvi che acquietano le loro coscienze.
Personalmente, come psicologa-psicoterapeuta, non sono rigidamente contraria agli psicofarmaci, anzi in certi casi li ritengo necessari purché contestualizzati in un rapporto psicoterapeutico che è la base e non il sostegno della funzione terapeutica degli psicofarmaci. Una terapia farmacologica disgiunta da una psicoterapia è controproducente, crea dipendenza e non elabora la base del disagio. Non basta vedere lo psichiatra ogni quindici-venti giorni per seguire l'andamento dei sintomi, questa non è psicoterapia che ha una cadenza almeno settimanale e che deve seguire il vissuto emotivo del paziente in relazione alla cura farmacologica e sopratutto rispetto al proprio disagio.
Gli antidepressivi di ultima generazione, i famosi IRSS (inibitori selettivi della recaptazione della
serotonina), Fluoxetina, Fluvoxamina, Paroxetina, Citalopram, etc., prescritti in massa anche dai medici
generici, non sono così innocui come le case farmaceutiche dichiarano. Hanno effetti collaterali e quando
si smette di prenderli provocano fenomeni di astinenza, come capogiri, vertigini e nausea. I "nonni" degli IRSS, ovvero i Triciclici, sono ancora più tossici e danno altri effetti collaterali come sonnolenza,
abbassamento della pressione arteriosa, causano ritenzione urinaria, disturbi intestinali, calo del desiderio sessuale e in più sono cardiotossici. Ci si chiede se qualche effetto positivo questi farmaci lo abbiano davvero. Pignarre è chiaro su questo punto: “Sono euforizzanti danno buon umore un po' come una blanda cocaina, ma questo non vuol dire che curino la depressione e, una volta sospesi, i sintomi iniziali ricompaiono... in realtà questi farmaci hanno colmato una lacuna che imbarazzava molto la psichiatria dando una spiegazione biochimica alla depressione priva altrimenti di una causa scientifica”.
Insomma se è vero che un calo di certi neurotrasmettitori (noradrenalina, dopamina e serotonina) è la causa della depressione cosa è che determina questo calo? L'evento triste o l'evento triste è vissuto come tale perché c'è una alterata funzionalità dei neurotrasmettitori? In altre parole, certo più ruspanti delle pubblicazioni scientifiche, viene prima l'uovo o la gallina? E se l'uomo imparasse a vivere le inevitabili difficoltà della vita in modo diverso, imparasse a pensare in modo diverso, i neurotrasmettitori come reagirebbero? Insomma se per una volta il mondo scientifico libero da pressioni
“lobbystiche” si decidesse a voler arrivare alla causa o alle reali e non artefatte concause di questa patologia forse il mondo tutto, non solo i singoli pazienti, ne trarrebbero
beneficio.
Si farebbe una reale e simbolica pulizia da idee preconcette, intrugli chimici e interessi lucrosi.
Valeria Marracino - psicoterapeuta (www.mentepositiva.it)


Ultima modifica di Aida Blanchett il Sab 09 Mar 2013, 01:34, modificato 1 volta




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Re: Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Mer 27 Apr 2011, 23:46
Consiglio un film, si chiama "Amore e altri rimedi" il tema centrale del film è un altro ovvero è una pseudo commedia /drammatica con scene in stile American Pie ma spiega benissimo come funziona questo casino dei farmaci antidepressivi.
Purtroppo come si sa ormai comandano le cause farmaceutiche, nel film il protagonista (interpretato da Jake Gyllenhaal) è un rappresentate della casa farmaceutica Pzifer (proprio così, la causa farmaceutica del Lyrica!!) tartassa i vari medici per spingere a prescrivere il proprio farmaco anzichè il Prozac. Purtroppo è solo ed esclusivamente una battaglia delle case farmaceutiche tra loro, i medici ci cascano perchè ovviamente ricevono la loro parte in denaro...
é triste veramente triste ma è la realtà.
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Aida Blanchett

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Re: Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Gio 28 Apr 2011, 03:12
water fifi rolleyes :/




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Re: Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Gio 28 Apr 2011, 17:33
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Re: Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Sab 30 Apr 2011, 10:09
è vero verissimo che gli antidepressivi non sono manne dal cielo come vogliono farci credere...
sto studiano proprio questo, in particolare gli SSRI come la fluoxetina per la mia tesi (alla fine la tesi sarà proprio sulla depressione e i modelli animali comportamentali per lo studio di questa patologia).
diciamo che gli effetti positivi in acuto ci sono, ma riguardano solo il 50% dei pazienti che rispondono al farmaco...dopo l'interruzione di esso l'80% torna esattamente come prima....in cronico non funzionano e gli studi in merito alla depressione e allo stress sono numerosissimi...si cerca di capirne qualcosa ma entrano in gioco troppi fattori: genetici, fisiologici, molecolari, ambientali ecc ecc....
si sa ancora poco, non si sa definire (o diagnosticare) perfettamente questo disturbo e la strada per una cura efficace e sicura a lungo termine è ancora da venire......
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Re: Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Dom 01 Mag 2011, 01:12
Quello che mi spaventa è... ma allora uno deve prendere psicofarmaci per tutta la vita per non tornare in stati depressivi??? é agghiacciante come cosa...

Sono un ignorante in materia (se scrivo ca.... correggimi Gowy ) ma io ho più volte letto che appunto come dice anche l'articolo ciò che aiuta veramente è percorso di terapia che si fa con lo psicologo ed eventualmente i farmaci antidepressivi come aiuto... Ma mi pare di capire che ci sono fior fiore di medici che basano sugli antidepressivi l'intero approccio terapeutico...
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Re: Farmaci antidepressivi - tra business e falsità ❖ Vulvodinia.info

il Dom 01 Mag 2011, 18:43
dipende..ci sono diversi tipi di depressione.

la depressione reattiva..cioè in seguito a lutti o disgrazie..questa è quella più facilmente curabile e assolutamente ci vuole psicoterapia e farmaci
la depressione endogena: è su base genetica, non è post traumatica. questa è quella più difficile perchè deriva da un disordine metabolico per la maggior parte sconosciuto e quindi la terapia con gli antidepressivi è necessaria ma non risolutiva. anche qui la psicoterapia ci vuole, ma non so se possa essere in caso risolutiva proprio perchè parrebbe che alla base ci sia una disfunzione organica la cui causa è ancora ignota. sicuramente è un aiuto necessario
e poi c'è il disturbo bipolare. qui i farmaci sono assolutamente necessari ed è raro che possano essere interrotti.
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MARIS67



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il Mar 17 Set 2013, 17:06
salve, da poco ho saputo di una crema chiamata ketriplin a base di amipritallina , sostanza del laroxyl, commercializzata in india, e pare che aiuti molto nell'infiammazione a livello vaginale.idea 
qualcuna di voi ha notizie in merito, qualcuna l'ha provata? ho e' solo un business commerciale.
tra l'altro costa poco, sui 2 euro.
vorrei avere qualche notizia in piu'. grazie  maria
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