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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Quando il cervello blocca la risposta sessuale. "Vulvodinia e dintorni", articolo a cura del Prof. Ezio Vincenti • VULVODINIA.INFO

il Gio 10 Feb 2011, 00:07
25/6/2010 - VULVODINIA E DINTORNI A cura del Prof. Ezio Vincenti

Che cos’è il dolore cronico:

Il dolore cronico è una condizione fisica ma soprattutto mentale che devasta la persona in quanto tale.
Il dolore toglie la voglia di condividere il proprio tempo e la propria vita con gli altri ma soprattutto impedisce di stare in pace con se stessi.
II dolore cronico è un male per ciò che è, ma soprattutto per ciò che sarà, rendendo la persona triste, arrabbiata e disperata per questa condizione di “schiavitù” in quanto altera profondamente la libertà di essere.

Che cos’è il dolore intimo:

Il dolore intimo è quello che si prova ai genitali e /o all’ano.
Si definisce anche “segreto” per l’imbarazzo che si prova a descriverlo, tant’è che difficilmente se ne parla in pubblico e molto spesso è difficile ammetterlo persino con se stessi, tanto fa male il solo pensarci.
I genitali appartengono, come organi, a una categoria unica, riassumendo in sé sia la funzione escretrice che riproduttiva e sessuale.
I meccanismi del sesso sono molto delicati. Mentre cuore, fegato, reni, milza funzionano indipendentemente dalla nostra volontà e dalle nostre emozioni, il sesso richiede il via libera del cervello, il grande direttore d’orchestra.
Ma per fare ciò, il cervello deve essere “libero” e non avere intralci da parte di pelle e mucose.
Infatti, se dai genitali perviene l’informazione della presenza di un danno reale o potenziale, il cervello si può rifiutare di dare il via a qualsiasi attività sessuale, ad esempio bloccando le ghiandole di Bartolino ed impedendo così la lubrificazione.

La cessazione della lubrificazione vaginale (o una considerevole riduzione) può essere considerata una risposta di tipo protettivo, per salvaguardare l’integrità della donna, un messaggio corporeo per bloccare, sul nascere, qualsiasi azione di penetrazione vaginale (che senza lubrificazione sarebbe disastrosa).
Se la donna ha un dolore alla vulva o alla vagina, la sua sessualità si blocca.

La vulvodinia:
per vulvodinia s’intende un dolore persistente ai genitali spesso senza infiammazione o comunque senza segni apparenti di patologia.

La vestibolite vulvare
:
un processo infiammatorio che coinvolge le mucose all’interno delle piccole labbra. Nella maggior parte dei casi l’infiammazione è causata da infezioni fungine recidivanti, soprattutto da Candida.

La clitoridodinia:
nel caso in cui il dolore al clitoride non sia associato ad un processo infiammatorio e tutto appaia nella norma, allora si parla di CLITORIDODINIA, che può essere isolata o essere un sottoinsieme della vestibolodinia/vulvodinia.

La sindrome da vestibolite vulvare e la vulvodinia:

sono causa di dolore cronico neuropatico. Rappresentano la causa più frequente di rapporti dolorosi in età fertile. Il dolore neuropatico è di per sé patologico perché si origina dai nervi stessi.
Le cause della sindrome da vestibolite vulvare e vulvodinia sono spesso da associare a infezioni da papilloma virus (HPV), candidiasi croniche ricorrenti, vaginosi batteriche ricorrenti, alterazioni del pH vaginale, uso di agenti chimici come saponi, spray, antisettici, creme varie o trattamenti invasivi come criochirurgia, podofillina e laserterapia.
L’adozione di un nuovo stile di vita può bloccare la progressione della malattia e portare alla guarigione.
E’ importante imparare a cambiare alcune abitudini sbagliate, come indossare sempre i jeans o pantaloni troppo stretti, indossare biancheria di fibra sintetica, salvaslip e collant o body. A letto è buona norma dormire senza slip.
Infatti, tutto ciò impedisce la normale traspirazione, le secrezioni vaginali non si asciugano e i batteri e i funghi possono prosperare e determinare infezioni e infiammazioni.
Le norme igieniche proprie e del partner sono fondamentali per evitare un’infezione batterica, quindi lavarsi massimo due volte al giorno i genitali evitando salviettine [ed evitanto detergenti NdR]
Molto importante che il partner prima di prodigarsi in carezze intime si sia lavato accuratamente le mani. Se le circostanze non lo permettessero, è consigliato l’uso di soluzioni antisettiche idroalcoliche che consentono in 30 secondi un’ottima azione disinfettante [intende sulle mani dell'uomo, chiaro no? Sulla vulva acqua e solo acqua , NdR]

Le vulvovaginiti:

rappresentano la più frequente condizione ginecologica in cui s’imbattono i medici di medicina generale. Perdite, bruciore, e prurito sono i sintomi più comuni accompagnati da segni d’irritazione vulvare come eritema ed escoriazioni.
Le vulvovaginiti sono riconducibili alla vaginosi batterica, alla candidiasi e all’infezione da Trichomonas.

Candidiasi vulvovaginale:

coinvolge una patologia acuta, oppure cronica ricorrente, o, ancora, persistente che coinvolge la vulva, la vagina e le adiacenti aree crurali. Il fungo della candida si trova nella maggior parte degli uomini e delle donne e anche in molti animali.
Qualsiasi cambiamento nell’ambiente vaginale o delle secrezioni vaginali può scatenare una vulvovaginite da candida.
Vari studi hanno dimostrato che l’ingestione di saccarosio e lattosio può supportare e promuovere la crescita di funghi; così si consiglia di limitare l’introduzione di tali zuccheri con la dieta.
È bene indossare indumenti non occlusivi (traspiranti come il cotone ) per evitare di creare un clima caldo umido in cui la candida tende a svilupparsi.

Quando e come affrontare e le patologie di dolore intimo?

Ogni caso va considerato tenendo conto dell’eziologia e nella sua complessità; ad ogni modo, quando si constata che le cure mediche iniziali e i suggerimenti comportamentali non funzionano, è bene intervenire a livello di terapia del dolore entro pochi mesi.

Bisogna evitare che il dolore cronicizzi troppo a lungo.




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