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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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Ormoni - sistema endocrino - ftalati (imitatori ormoni) - disfunzioni e legame con la Vulvodinia • VULVODINIA.INFO

il Lun 26 Set 2011, 18:58


Il sistema endocrino è formato da un gruppo di organi, denominati ghiandole endocrine, la cui funzione principale è la secrezione di sostanze ormonali. Gli ormoni sono sostanze endogene che funzionano come messaggeri, coordinando le diverse attività dell'organismo
L'IPOTALAMO, regione mediana del Sistema Nervoso Centrale, è il centro coordinatore delle attività del sistema endocrino.
Produce fattori di rilascio e di inibizione della secrezione delle tropine ipofisarie (CRH, TRH, GHRH, somatostatina, GnRH).
L'IPOFISI, ghiandola endocrina posta all'interno della sella turcica dell'osso sfenoide, è composta da una porzione epiteliale, l'adenoipofisi deputata alla secrezione delle tropine ipofisarie, ed una nervosa, la neuroipofisi deputata alla secrezione di vasopressina
Le TROPINE IPOFISARIE sono ormoni deputati al controllo delle ghiandole endocrine, delle quali regolano trofismo e funzione secretoria. 
ACTH: ormone adrenocorticotropo → surreni → cortisolo, steroidi surrenalici
TSH: ormone tirotropo → tiroide → ormoni tiroidei
GH: ormone somatotropo → IGF-1 → organi e tessuti
PROLATTINA: ormone lattotropo → ghiandola mammaria ed altri tessuti
LH: ormone luteotropo → gonadi → ormoni sessuali
FSH: ormone follicolo-stimolante → gonadi → ormoni sessuali










Meccanismo di azione degli ormoni
Le funzioni biologiche degli ormoni si svolgono con tre diversi meccanismi:
Endocrino = l'ormone prodotto a livello della ghiandola endocrina raggiunge il tessuto bersaglio tramite il torrente circolatorio.
Paracrino = l'ormone prodotto a livello della ghiandola endocrina raggiunge il tessuto bersaglio tramite il liquido extra-cellulare.
Autocrino = l'ormone prodotto a livello della ghiandola endocrina ha effetto sulle stesse cellule che l'hanno prodotto.
Feromone = trasmesso tra cellule di organismi differenti.
Gli ormoni possono essere secreti
   in forma attiva (GH, insulina);
   in forma inattiva à processi di attivazione post-secretori (ormoni tiroidei, testosterone, vitamina D);
   con latenza breve/media/prolungata;
   a partire da riserve molto piccole (ormoni peptidici) o da grandi depositi (es. ormoni tiroidei).


Gli ormoni possono essere immessi nel torrente circolatorio
   In forma libera (molti ormoni proteici/idrosolubili, catecolamine);
   legati a proteine carrier (ormoni steroidei liposolubili a SHBG e CBG; ormoni tiroidei → TBG; più albumina).
L'effetto biologico determinato in una cellula da un ormone dipende da
   concentrazione ormonale;
   concentrazione dei recettori;
   grado di affinità tra ormone e recettori.
L'ormone lega un numero finito di recettori. La densità recettoriale della cellula bersaglio può variare a seconda della fase del ciclo cellulare, o di eventi legati al differenziamento o allo stato metabolico attuale.
La cellula bersaglio può regolare il numero dei recettori in funzione della concentrazione ormonale: a un'elevata concentrazione ormonale corrisponde una ridotta densità recettoriale e viceversa.
Recettori di membrana
Sono costituiti da una porzione extracellulare in grado di interagire stericamente con uno specifico messaggio, una porzione transmembrana ed una porzione intracellulare in grado di rilasciare opportuni messaggi.
Recettori citoplasmatici e/o di membrana
I recettori nucleari comprendono una famiglia di fattori di trascrizione che regolano l'espressione genica in modo ligando-dipendente. I membri della superfamiglia dei recettori nucleari comprendono i recettori per gli ormoni steroidei (estrogeni, glucocorticoidi, androgeni, mineralcorticoidi), recettori per ligandi non steroidei (ormoni tiroidei, acido retinoico) e recettori che legano vari prodotti del metabolismo lipidico (acidi grassi, prostaglandine). Vi sono poi i recettori i cui ligandi ancora non sono noti, i cosiddetti "recettori orfani", verosimilmente riconosciuti da ligandi di basso peso molecolare.
I recettori nucleari, a parte qualche eccezione, possiedono una struttura comune:
   un dominio carbossi-terminale di interazione con il ligando (ligand binding domain, LBD)


   un dominio di interazione con il DNA (DNA binding domain)
   un dominio amino-terminale funzionale estremamente variabile


Patologie endocrine
Le patologie endocrine possono essere raggruppate in quattro grandi categorie:


   produzione ormonale eccessiva
   produzione ormonale deficitaria
   alterata risposta tissutale agli ormoni
   neoplasie delle ghiandole endocrine


Gli estrogeni sono un gruppo di ormoni sessuali tipici dell'organismo femminile. Vengono secreti principalmente dall'ovaio in risposta allo stimolo di un ormone ipofisario chiamato LH o luteinizzante. Una piccola quota di estrogeni viene prodotta anche dalle ghiandole surrenali e dalla conversione di altri ormoni; in modeste quantità sono presenti anche nell'organismo maschile.


Appartengono alla categoria degli ormoni steroidei, un gruppo di sostanze naturali e artificiali caratterizzate da una struttura a quattro anelli idrocarbuirici condensati.


L'estrogeno più conosciuto e importante è l'estradiolo; viene elaborato dalle ovaie a partire dal testosterone durante l'età feconda della donna; in gravidanza si registrano invece elevate concentrazioni di un altro estrogeno, chiamato estriolo, prodotto in quantità elevata dalla placenta; in menopausa prevale l'estrone, che deriva in massima parte della trasformazione dell'androstenedione a livello del tessuto adiposo.
Oltre agli estrogeni l'ovaio produce potenti androgeni (gli ormoni sessuali maschili) responsabili dell'accrescimento pilifero e importanti anche per la libido.
I tessuti più sensibili all'attività estrogenica sono l'ovaio, l'utero e la mammella. Tuttavia, come vedremo meglio nel prossimo paragrafo, gli estrogeni agiscono anche su altre strutture regolando numerose funzioni corporee.




Funzioni degli estrogeni nell'organismo femminile
Gli estrogeni sia naturali che sintetici svolgono importantissime funzioni fisiologiche. Innanzitutto regolano la maturazione sessuale intervenendo nello sviluppo dell'apparato genitale.
La loro massiccia secrezione in epoca puberale induce la chiusura delle cartilagini di coniugazione delle ossa lunghe, terminando di fatto, la fase di accrescimento staturale.
Gli estrogeni stimolano lo sviluppo stromale della mammella e il mantenimento delle caratteristiche femminili secondarie (crescita delle mammelle, distribuzione dei peli, voce, statura, ossatura, distribuzione del grasso).
Permettono la fecondazione e la gravidanza, intervenendo nella regolazione del ciclo mestruale
Regolano la distribuzione del grasso corporeo, favorendone il deposito nelle anche, nelle natiche, nelle cosce e nell'addome al di sotto dell'ombelico.
Mantengono il trofismo osseo ed hanno quindi azione protettiva nei confronti dell'osteoporosi
Stimolano la sintesi di trigliceridi e l'aumento delle lipoproteine ad alta densità (HDL o colesterolo buono) proteggendo le pareti vasali dal danno arteriosclerotico. Dato che le donne possiedono molti più estrogeni degli uomini fino alla menopausa il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari è considerevolmente inferiore.
Stimolano la lipolisi nel tessuto muscolare ed adiposo. Per questo motivo gli estrogeni migliorano la prestazione degli sport di durata risparmiando il glicogeno muscolare a scapito degli acidi grassi
Regolano molte funzioni cerebrali fra cui l'attenzione e la memoria.
Stimolano la sintesi epatica di numerosi enzimi e proteine (SHBG, angiotensinogeno).
In alcuni alimenti naturali, come la soia sono contenute sostanze che mimano gli effetti degli estrogeni.
Nonostante tutte queste benefiche proprietà un eccesso di estrogeni è pericoloso sia dal punto di vista estetico che salutistico. Se da un lato questi ormoni favoriscono l'accumulo di tessuto adiposo e la comparsa di ritenzione idrica, dall'altro espongono la donna ad un elevato rischio di sviluppare alcune forme di cancro come quello alla mammella, insulinoresistenza, infertilità e ovaiopolicistico.
Il modo più efficace per mantenere nella norma i livelli di estrogeni è tenere sotto controllo il proprio peso corporeo. Nell'organismo femminile circa due terzi della produzione di estrogeni avviene infatti nel tessuto adiposo grazie ad un enzima che converte gli androgeni prodotti dai surreni in estrogeni.
Funzioni degli estrogeni nell'organismo maschile:
Nell'uomo la quantità di estrogeni secreti dal testicolo è particolarmente modesta, anche se biologicamente importante. Tuttavia con l'avanzare dell'età, soprattutto in caso di ridotta attività fisica ed obesità, ad un naturale declino nella produzione di testosterone si associa un aumento della sua conversione in estrogeni.
Tale fenomeno è legato ad effetti collaterali spiacevoli come ginecomastia, diminuzione del desiderio sessuale, problemi di erezione e diminuzione della fertilità.
fonte: my-personaltrainer.it


Ormoni e ftalati
Gli ftalati sono oggetto di controversia dal 2003; alcuni studi sembrano mostrare che siano in grado di produrre effetti analoghi a quelli degli ormoni estrogeni, causando una femminilizzazione dei neonati maschi e disturbi nello sviluppo dei genitali e nella maturazione dei testicoli.
Studi sui roditori mostrano che un'elevata esposizione agli ftalati provoca danni al fegato, ai reni, ai polmoni ed allo sviluppo dei testicoli, tuttavia, un analogo studio condotto da ricercatori giapponesi su una specie di primati non ha evidenziato effetti a carico dei testicoli (Tomonari et al, The Toxicologist, 2003).


Un legame tra sostanze chimiche chiamate ftalati e i livelli degli ormoni tiroidei sono stati confermati dall’Università del Michigan nel primo studio su larga scala e rappresentativo a livello nazionale, sugli ftalati e il BPA in relazione alla funzione tiroidea negli esseri umani. Uno studio della U-M School of Public Health ha riportato dei risultati impressionanti riguardo una possibile relazione tra la sostanza chimica chiamata Bisfenolo-A e i livelli degli ormoni tiroidei. Il BPA è meglio conosciuto per il suo impiego in alcune bottiglie di plastica per l’acqua e nei rivestimenti dei cibi in scatola.
I ricercatori hanno utilizzato i dati disponibili al pubblico provenienti dall’U. S. National Health and Nutrition Examination Survey per confrontare i metaboliti nelle urine e le misure del siero della tiroide di 1.346 adulti e 329 adolescenti. In generale una maggiore concentrazione di metaboliti di ftalati nelle urine e di BPA sono stati associati al maggiore impatto sui livelli del siero della tiroide, ha dichiarato John Meeker, professore assistente presso l’U-M SPH e autore principale dello studio.

In particolare i ricercatori hanno trovato una relazione inversa tra i marcatori urinari di esposizione e i livelli dell’ormone tiroideo, il che significa che le concentrazioni del metabolita urinario aumentano mentre i livelli sierici di certi ormoni tiroidei diminuiscono.



Gli ftalati e il BPA sono composti chimici presenti nei solventi, nei plastificanti e nei comuni prodotti per la casa. Questi ultimi risultati sono coerenti con i risultati di precedenti studi su piccola scala condotti da Meeker e altri. Il presente studio ha mostrato una relazione più forte tra i disturbi della tiroide e il DEHP, uno ftalato comunemente usato come plastificante. La ricerca ha dimostrato che l’esposizione principale al DEHP avviene attraverso le abitudini alimentari. Si è visto che ai campioni di urina in più del 20% delle esposizioni al DEHP si associa una diminuzione del 10% di alcuni ormoni tiroidei paragonati ai campioni di urina soggetti a livelli di esposizione più bassa.



“Questa mi sembra una differenza sottile” ha affermato Meeker “ma se pensate all’intera popolazione che è esposta a questi livelli, si vedrebbero molti più effetti legati alla tiroide.” I ricercatori hanno esaminato un altro ftalato chiamato DBP ma, nel complesso, non hanno trovato una relazione significativa tra l’esposizione e le misure della tiroide. Il DBP è anche un plastificante, ed è utilizzato nei solventi e nei prodotti per la cura personale. Gli ormoni tiroidei svolgono un ruolo importante in molte funzioni del corpo, dalla riproduzione, al metabolismo, all’equilibrio energetico.

Mentre lo studio si è concentrato principalmente sugli adulti, questi risultati sottolineano la necessità di ulteriori ricerche non solo su questa categoria ma anche sulle donne incinte e i bambini, ha detto Meeker, perché lo sviluppo fetale e quello del bambino possono essere particolarmente sensibili agli sconvolgimenti presenti nei livelli degli ormoni tiroidei associati all’esposizione a sostanze chimiche ambientali.

Meeker ha sottolineato che lo studio presenta dei limiti. Dal momento che i campioni di urina e di siero sono stati raccolti tutti in un unico momento, i ricercatori non potevano dedurre un rapporto di causa-effetto; sarebbe meglio invece seguire le persone nel tempo e raccogliere diversi campioni, soprattutto perché queste sostanze chimiche si metabolizzano in fretta e un’esposizione accidentale e momentanea non può rappresentare una vera e propria esposizione chimica. Ad oggi il gruppo di ricercatori sta svolgendo diversi studi sui potenziali impatti degli ftalati e l’esposizione al BPA sull’esito della gravidanza e lo sviluppo del bambino.

Il documento è apparso sulla recente edizione della rivista Environmental Health Perspectives.

http://www.genitronsviluppo.com/2011/07/26/ftalati-bpa-ormoni/



I veleni della plastica che ci circonda

By Dott. Pandiani
Published: August 3, 2007


Gli ftalati sono prodotti chimici plastificanti che rendono i nostri tubi più flessibili e la nostra tappezzeria più confortevole.

Ma gli ftalati sono anche uno dei circa 70 prodotti chimici  sospetti di alterare l’equilibrio endocrino  (EDCs) presenti in prodotti che variano dal makeup ai detersivi ai giocattoli dei bambini. Gli EDCs sono ora presenti nel corpo di ogni uomo, donna, bambino e feto nei paesi sviluppati.



Lo zoologo pioniere Theo Colborn, nel suo libro  “Our Stolen Future“, ha segnalato gli infiniti esempi di disordini riproduttivi della fauna selvatica. Colborn ha correlato tali disordini all’esposizione chimica e ha suggerito che gli EDCs affliggono profondamente il sistema endocrino mimando l’attività degli ormoni naturali e bloccando il loro assorbimento a livello recettoriale.

Ciò può alterare qualsiasi cosa dallo sviluppo al comportamento, dalla riproduzione all’immunità.

Anche la minima variazione ormonale in determinati punti critici nello sviluppo fetale può interessare la salute futura del bambino. Due anni fa, uno studio ha indicato che le donne gravide con le più alte concentrazioni urinarie di ftalati avevano più probabilità di dare alla luce figli con sviluppo genitale maschile incompleto, un disordine che precedentemente era stato visto soltanto nei ratti di laboratorio.

Nel mese di dicembre del 2006, San Francisco è stata la prima città americana a bandire i prodotti per l’infanzia contenenti determinati livelli di ftalati.

Common Ground Marzo 2007

Commento:

Già precedentemente ho segnalato la possibilità che la plastica provochi malattie  imitando o bloccando gli ormoni legati al sesso, causando un’alterazione del vostro sistema endocrino. Proprio all’apice della lista di questi prodotti chimici ci sono gli  ftalati.

Questo articolo interessante esamina a fondo diversi studi che mostrano come l’esposizione a questi prodotti chimici nocivi può accelerare la pubertà nei bambini.
La plastica effettivamente è stata “il futuro” per circa 40 anni per l’industria , ma oggi stiamo pagando caro questo progresso con la nostra salute. Il vostro corpo deve fare costantemente i conti con questa esposizione ai prodotti chimici industriali ottenuti dal petrolio, contenuti nelle cose che  la maggior parte della gente considera del tutto sicure, come l’ acqua in bottiglia e i cosmetici.

Particolarmente vulnerabili sono i bambini, che sono esposti alla  plastica  tramite le bottiglie ed i giocattoli. Uno dei modi per evitare un po’ di  plastica con regolarità è di conservare gli alimenti sotto vetro. Nell’acquisto di cosmetici dovete trovare le varietà che non contengono plastificanti e paraben. Evitate inoltre mobili e materassi trattati con ritardanti antincendio.

da "Medicina Biomolecolare" http://www.massimopandiani.it/?p=1165



Per Theo Colborn: siti in inglese, ma di facile comprensione:





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