Vaginosi o flora mista • VULVODINIA.INFO
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Vaginosi o flora mista • VULVODINIA.INFO
Vaginosi o flora mista: che cosa è e come curarla
La vaginosi è uno squilibrio dell'ecosistema vaginale determinato dall'eccessiva proliferazione dei batteri anaerobi (che sopravvivono solo in assenza di ossigeno). Talvolta questa eccessiva proliferazione si sovrappone completamente ai lattobacilli (bacilli di Döderlein).
Non dà sintomi quali pruriti o bruciore, ma può manifestarsi con perdite lattiginose bianco-grigio-verdastre, abbastanza fluide e talora schiumose. La caratteristica che le rende uniche è, soprattutto, il cattivo odore a cui si accompagnano, un odore acre, simile a quello del pesce avariato che deriva dai prodotti del metabolismo di questi microrganismi.
Perché può accadere? Un innalzamento del pH può scatenare questo squilibrio, così come ovviamente l'uso di antibiotici, disinfettanti e sostanze chimiche aggressive, lavaggi troppo frequenti, un'insufficiente traspirazione causata da pantaloni con cavallo troppo stretto, biancheria sintetica, uso di salvaslip, tamponi, collants etc.
Non è una vera e propria infezione perché non si ha una produzione leucocitaria. È uno squilibrio (dismicrobismo).
Come funziona il meccanismo dell'ecosistema vaginale? I lattobacilli producono acqua ossigenata, acqua carica di ossigeno, quindi questa toglie vita agli anaerobi, appunto che non sopravvivono in presenza di ossigeno. Contemporaneamente i lattobacilli producono glicogeno, uno zucchero, che determina un ambiente acido a loro favorevole, ma non altrettanto per gli altri batteri.
Quindi, per contrastare la vaginosi occorre:
1- mantenere il pH acido, coll'ausilio di acidificanti quali lo yogurt o preparati reperibili in farmacia (es. il MipHil, ora Mifluor o Rephresh);
2- rinforzare la popolazione lattobacillare (sempre in farmacia, lactonorm, normogin o acidif CV o softigyn etc; il lactonorm non porta eventuali bruciorini come abbiamo testato sulle nostre vulve);
3- evitare detergenti ed effettuare non più di due lavaggi giornalieri con sola acqua;
4- usare biancheria di cotone, o particolari tessuti come questi (cliccami); evitare l'eccessivo uso di indumenti stretti, collant, etc.
5- evitare l'uso dell'acido borico: essendo un blando disinfettante, anche se acidifica, agisce anche contro i lattobacilli, spazzandoli via;
6- preparati a base di glicogeno li sconsiglio poiché spesso causano bruciore già su una mucosa sana, immaginiamo su una vestibulodìnica.
La vaginosi è uno squilibrio dell'ecosistema vaginale determinato dall'eccessiva proliferazione dei batteri anaerobi (che sopravvivono solo in assenza di ossigeno). Talvolta questa eccessiva proliferazione si sovrappone completamente ai lattobacilli (bacilli di Döderlein).
Non dà sintomi quali pruriti o bruciore, ma può manifestarsi con perdite lattiginose bianco-grigio-verdastre, abbastanza fluide e talora schiumose. La caratteristica che le rende uniche è, soprattutto, il cattivo odore a cui si accompagnano, un odore acre, simile a quello del pesce avariato che deriva dai prodotti del metabolismo di questi microrganismi.
Perché può accadere? Un innalzamento del pH può scatenare questo squilibrio, così come ovviamente l'uso di antibiotici, disinfettanti e sostanze chimiche aggressive, lavaggi troppo frequenti, un'insufficiente traspirazione causata da pantaloni con cavallo troppo stretto, biancheria sintetica, uso di salvaslip, tamponi, collants etc.
Non è una vera e propria infezione perché non si ha una produzione leucocitaria. È uno squilibrio (dismicrobismo).
Come funziona il meccanismo dell'ecosistema vaginale? I lattobacilli producono acqua ossigenata, acqua carica di ossigeno, quindi questa toglie vita agli anaerobi, appunto che non sopravvivono in presenza di ossigeno. Contemporaneamente i lattobacilli producono glicogeno, uno zucchero, che determina un ambiente acido a loro favorevole, ma non altrettanto per gli altri batteri.
Quindi, per contrastare la vaginosi occorre:
1- mantenere il pH acido, coll'ausilio di acidificanti quali lo yogurt o preparati reperibili in farmacia (es. il MipHil, ora Mifluor o Rephresh);
2- rinforzare la popolazione lattobacillare (sempre in farmacia, lactonorm, normogin o acidif CV o softigyn etc; il lactonorm non porta eventuali bruciorini come abbiamo testato sulle nostre vulve);
3- evitare detergenti ed effettuare non più di due lavaggi giornalieri con sola acqua;
4- usare biancheria di cotone, o particolari tessuti come questi (cliccami); evitare l'eccessivo uso di indumenti stretti, collant, etc.
5- evitare l'uso dell'acido borico: essendo un blando disinfettante, anche se acidifica, agisce anche contro i lattobacilli, spazzandoli via;
6- preparati a base di glicogeno li sconsiglio poiché spesso causano bruciore già su una mucosa sana, immaginiamo su una vestibulodìnica.
Ultima modifica di Aida il Lun 27 Ago 2012, 19:47, modificato 4 volte
Aida Blanchett
Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS
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Master Mind-Body Coach&Trainer
www.AidaBlanchett.com
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Re: Vaginosi o flora mista • VULVODINIA.INFO
Vaginosi batterica
scritto da Rosanna
cistite.info
E' il tipo di infezione vaginale più frequente (26%) dopo la candida (35%) , rappresentata dall'aumento della flora batterica anaerobica, cioè quei microrganismi che non vivono in presenza di ossigeno. .I lattobacilli riescono a vivere sia in presenza, che in assenza di ossigeno.
Come visto precedentemente i batteri patogeni sono costantemente tenuti sotto controllo dai lattobacilli, che ne impediscono la riproduzione eccessiva e quindi la possibilità di creare malattia infettiva. Questo avviene perchè i lattobacilli sono in grado di produrre acqua ossigenata, cioè acqua ricca di ossigeno, che impedisce la sopravvivenza o la riproduzione dei batteri anaerobi, dei funghi, dei virus e dei mycoplasmi. Inoltre i lattobacilli trasformano il glicogeno presente nelle secrezioni vaginali in acido lattico, che abbassa il ph vaginale trasformando l'ambiente ideale per loro, ma sfavorevole ai patogeni.
In condizioni normali la vagina ospita dai 10 ai 100 milioni di batteri in ogni grammo di secrezione, di cui solo 100mila al massimo sono patogeni. Nella vaginosi il numero dei batteri arriva a 1000/10000 milioni di microrganismi e la quantità dei vari patogeni anaerobi supera quello dei lattobacilli e nei casi più gravi questi ultimi vengono sostituiti totalmente.
La vaginosi è caratterizzata da abbondanti perdite bianco-grigiastre e maleodoranti, che aumentano in fase pre e post mestruale e dopo rapporti sessuali, ma senza presenza di infiammazione e quindi di sintomi, tipici invece delle vaginiti. L'odore tipico della vaginosi è simile all'odore del pesce e ciò perchè i batteri anaerobi in ambiente alcalino producono poliamine e trimetilamine (dette spermina, spermidina, putrescina e cadaverina) che danno alle secrezioni maleodoranti. L'odore diventa più forte in fase post mestruale e dopo i rapporti sessuali perchè sangue e sperma alcalinizzano l'ambiente vaginale favorendo il rilascio di poliamine. Queste sostanze provocano a lungo esfoliazione dell'epitelio vaginale e danni all'intero epitelio. Per questo la vaginosi protratta può dar luogo a bruciore, prurito e dispareunia per poi sfociare in malattia infiammatoria pelvica, ed in caso di gravidanza: parti pretermine, rottura delle membrane, infezioni varie nel neonato, endometrite post parto, basso peso del nascituro.
La diagnosi di vaginosi viene posta se sono positivi questi criteri clinici: secrezioni abbondanti (leucorrea) uniformi, ph vaginale maggiore di 4,5, odore di pesce dopo aver messo a contatto le secrezioni con idrossido di potassio (whiff test, o fish test, o amine test, o odor test, o sniff test, o fishy odor test, o test dell’odore fetido), presenza nelle secrezioni valutate al microscopio, di clue cell, cioè di cellule epiteliali che hanno sulla loro superficie numerosi batteri patogeni attaccati (se queste cellule sono almeno il 20% del totale delle cellule epiteliali nelle secrezioni il test è positivo), assenza o diminuzione drastica di lattobacilli, presenza di gardnerella o mobilunculus. Il test di Nugent permette di valutare la gravità della vaginosi rapportando la quantità di batteri presenti alla quantità di leucociti indice di infiammazione: da 7 a 10 sarà una vaginosi franca, da 3 a 6 una vaginosi al limite tra normalità e patologia, al di sotto del 3 la vaginosi è assente.
La terapia ideale della vaginosi dovrebbe essere efficace su un vasto gruppo di microrganismi (visto che l'infezione è dovuta a più patogeni contemporaneamente), ma inefficace sui lattobacilli. Inoltre non dovrebbe avere effetti ne' locali (che farebbero peggiorare le capacità difensive), ne' sull'organismo. Vista la frequenza con cui la vaginosi si verifica in gravidanza il farmaco ideale dovrebbe poter essere usato anche dalle donne in attesa.
Il metronidazolo soddisfa le prime 2 necessità. Sull'utilizzo in gravidanza ci sono pareri diversi, soprattutto per il primo trimestre in cui si preferisce somministrare clindamicina in crema vaginale.
Ovviamente in letteratura si accenna raramente all'utilizzo dei lattobacilli locali e sistemici per curare la vaginosi!
scritto da Rosanna
cistite.info
E' il tipo di infezione vaginale più frequente (26%) dopo la candida (35%) , rappresentata dall'aumento della flora batterica anaerobica, cioè quei microrganismi che non vivono in presenza di ossigeno. .I lattobacilli riescono a vivere sia in presenza, che in assenza di ossigeno.
Come visto precedentemente i batteri patogeni sono costantemente tenuti sotto controllo dai lattobacilli, che ne impediscono la riproduzione eccessiva e quindi la possibilità di creare malattia infettiva. Questo avviene perchè i lattobacilli sono in grado di produrre acqua ossigenata, cioè acqua ricca di ossigeno, che impedisce la sopravvivenza o la riproduzione dei batteri anaerobi, dei funghi, dei virus e dei mycoplasmi. Inoltre i lattobacilli trasformano il glicogeno presente nelle secrezioni vaginali in acido lattico, che abbassa il ph vaginale trasformando l'ambiente ideale per loro, ma sfavorevole ai patogeni.
In condizioni normali la vagina ospita dai 10 ai 100 milioni di batteri in ogni grammo di secrezione, di cui solo 100mila al massimo sono patogeni. Nella vaginosi il numero dei batteri arriva a 1000/10000 milioni di microrganismi e la quantità dei vari patogeni anaerobi supera quello dei lattobacilli e nei casi più gravi questi ultimi vengono sostituiti totalmente.
La vaginosi è caratterizzata da abbondanti perdite bianco-grigiastre e maleodoranti, che aumentano in fase pre e post mestruale e dopo rapporti sessuali, ma senza presenza di infiammazione e quindi di sintomi, tipici invece delle vaginiti. L'odore tipico della vaginosi è simile all'odore del pesce e ciò perchè i batteri anaerobi in ambiente alcalino producono poliamine e trimetilamine (dette spermina, spermidina, putrescina e cadaverina) che danno alle secrezioni maleodoranti. L'odore diventa più forte in fase post mestruale e dopo i rapporti sessuali perchè sangue e sperma alcalinizzano l'ambiente vaginale favorendo il rilascio di poliamine. Queste sostanze provocano a lungo esfoliazione dell'epitelio vaginale e danni all'intero epitelio. Per questo la vaginosi protratta può dar luogo a bruciore, prurito e dispareunia per poi sfociare in malattia infiammatoria pelvica, ed in caso di gravidanza: parti pretermine, rottura delle membrane, infezioni varie nel neonato, endometrite post parto, basso peso del nascituro.
La diagnosi di vaginosi viene posta se sono positivi questi criteri clinici: secrezioni abbondanti (leucorrea) uniformi, ph vaginale maggiore di 4,5, odore di pesce dopo aver messo a contatto le secrezioni con idrossido di potassio (whiff test, o fish test, o amine test, o odor test, o sniff test, o fishy odor test, o test dell’odore fetido), presenza nelle secrezioni valutate al microscopio, di clue cell, cioè di cellule epiteliali che hanno sulla loro superficie numerosi batteri patogeni attaccati (se queste cellule sono almeno il 20% del totale delle cellule epiteliali nelle secrezioni il test è positivo), assenza o diminuzione drastica di lattobacilli, presenza di gardnerella o mobilunculus. Il test di Nugent permette di valutare la gravità della vaginosi rapportando la quantità di batteri presenti alla quantità di leucociti indice di infiammazione: da 7 a 10 sarà una vaginosi franca, da 3 a 6 una vaginosi al limite tra normalità e patologia, al di sotto del 3 la vaginosi è assente.
La terapia ideale della vaginosi dovrebbe essere efficace su un vasto gruppo di microrganismi (visto che l'infezione è dovuta a più patogeni contemporaneamente), ma inefficace sui lattobacilli. Inoltre non dovrebbe avere effetti ne' locali (che farebbero peggiorare le capacità difensive), ne' sull'organismo. Vista la frequenza con cui la vaginosi si verifica in gravidanza il farmaco ideale dovrebbe poter essere usato anche dalle donne in attesa.
Il metronidazolo soddisfa le prime 2 necessità. Sull'utilizzo in gravidanza ci sono pareri diversi, soprattutto per il primo trimestre in cui si preferisce somministrare clindamicina in crema vaginale.
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Aida Blanchett
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Re: Vaginosi o flora mista • VULVODINIA.INFO
Aida, a volte mi succede di avere perdite maleodoranti... Perché?
Questo fenomeno è dovuto a uno squilibrio fra i diversi tipi di microbi che vivono naturalmente in equilibrio in vagina. Quando alcuni di essi, come appunto gli anaerobi (?=che vivono in assenza di ossigeno), prendono il sopravvento nell'ecosistema vaginale, in sostanza il loro metabolismo (=?i loro processi vitali) formano delle sostanze che sono la causa di tali perdite maleodoranti. Questo può accadere per cause legate a stress, infiammazione da vulvodinia, pantaloni a cavallo troppo stretto e altre errate conduzioni di vita, nonché per abuso di ovuli e candelette o di bds (?=bicarbonato di sodio) - erronamente usato per il bidet. Questa è la vaginosi batterica.
Questo fenomeno è dovuto a uno squilibrio fra i diversi tipi di microbi che vivono naturalmente in equilibrio in vagina. Quando alcuni di essi, come appunto gli anaerobi (?=che vivono in assenza di ossigeno), prendono il sopravvento nell'ecosistema vaginale, in sostanza il loro metabolismo (=?i loro processi vitali) formano delle sostanze che sono la causa di tali perdite maleodoranti. Questo può accadere per cause legate a stress, infiammazione da vulvodinia, pantaloni a cavallo troppo stretto e altre errate conduzioni di vita, nonché per abuso di ovuli e candelette o di bds (?=bicarbonato di sodio) - erronamente usato per il bidet. Questa è la vaginosi batterica.
Aida Blanchett
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