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Aida Blanchett

Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS

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La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Dom 21 Nov 2010, 18:09
Chi ero, chi sono

La mia storia inizia il 2 giugno 2001. Avevo 23 anni. La mattina di quel giorno mi sveglio con un bruciore fortissimo all'ingresso della vagina, concentrato soprattutto sulla forchetta a ore 5 e 7. La sera prima avevo avuto un rapporto con scarsa lubrificazione che avevo interrotto perché - prima volta in vita mia - avevo cominciato a sentire un certo fastidio. In passato avevo avuto un lieve e banale episodio di Candida (mai avuto nient'altro) quindi pensavo si trattasse di quello. Vado tranquilla al consultorio e infatti mi danno una lavanda antimicotica. Mi curo anche con una crema cortisonica. Niente. Il bruciore e il prurito assurdi restano lì, dopo quindici giorni di terapia, non si schiodano.

Inizia un calvario che dura fino all'inizio del 2006. Cambio svariate decine di ginecologi e dermatologi, ognuno mi tratta come se fossi un'ipersensibile somatizzazione di ansia, depressione e fissazione ipocondriaca. Mi vengono prescritte le più svariate applicazioni, dalle creme cortisoniche a quelle antibatteriche, placebo varii, anestetici, preparati ormonali, vitaminici, idratanti ed emollienti, persino il talco, oltre a varie serie di ovuli, creme, lavande, una quantità immane di tamponi, pap-tests, dna pap- tests... Ecografie, ecografie transvaginali, urinocolture, coprocolture; spesso le urinocolture sono positive per Klebsiella oxytoca, i tamponi riportano a random Candida, flora mista, coccobacilli, discrete colonie di batteri vari, Klebsiella pneumoniae, Gardnerella vaginalis. Faccio tutti i tipi di tampone, test per la lue (=sifilide), di tutto.. passo a farmi i test per le allergie, anche al lattice (per via del profilattico). Faccio biopsie vulvari e mi viene diagnosticato un HPV subclinico. Chiedo, ma cosa vuol dire subclinico? Con l'espressione più ingenua di una bambina... "vuol dire che non è visibile ma può esserci un'infezione da virus hpv, le verruche genitali, i condilomi, le creste di gallo. Sono pericolosi, possono portare ad anomalie cellulari e allo sviluppo di tumori", mi dicono... Nel 2002, durante l'ennesima colposcopia e biopsia di tessuto cervicale e vulvare, si scopre che ho l'HPV ceppo 31, detto H-SIL (High-Grade Squamous Intraepithelial Lesion- Lesione Intraepiteliale squamosa di alto grado) che vuol dire in pratica ad alto rischio (di sviluppo di anomalie cellulari) nonché si evidenziano dai dna pap-tests marcate anomalie coilocitotiche delle cellule di sfaldamento...Vengo ricoverata in day-surgery per una conizzazione tramite leep nell'ottobre 2002.

Al mio risveglio ho la flebile speranza che tutto stia passando, che forse quel bruciore era nato per salvarmi il collo dell'utero... per fortuna non mi bruciano le papille esterne nei punti dove mi prude e brucia della forchetta a h 5 e 7... altrimenti sarebbe stata la fine! Sentirò per la prima volta la parola vestibolite solo a fine 2005. Dopo un mese dall'intervento, capendo che non era migliorato nulla di nulla, continuo a girare e a cambiare specialista, ogni viaggio in uno studio è una speranza, puntalmente frustrata e delusa, e fiumi di soldi spariscono inghiottiti dai grandi professionisti. Nel 2004 approdo all'ennesimo studio medico, dove si pagano fior fior di quattrini. E' vicino al lavoro e me lo ha consigliato il mio medico di famiglia, che aveva ascoltato pazientemente la mia storia. Mi disse premuroso: "Non si faccia toccare più da nessuno e vada là".
In tutto questo nel 2003 la mia relazione di allora, dopo otto anni, termina (se dovessi leggere D., un abbraccio :-)

La depressione inizia coi suoi morsi, lascio la carriera universitaria nell'oblio, sono disperata perché non trovo soluzione. Nessuno capisce cosa ho.
Presso lo specialista indicatomi dal medico mi fanno terrorismo: "tutte queste papille esterne sono condilomi e vanno bruciati, perché non glielo hanno fatto prima? Lei, con ogni rapporto sessuale, se li porta su sulla cervice, e li reimpianta nei tessuti, e rischia di nuovo... ha una grossa ectopia sulla cervice [ectopia=tessuto che non è come dovrebbe essere, con un'anomalia], dobbiamo operare ancora per eradicare il virus". E quindi in aprile 2005 altra leep -va tutto bene, ma io l'esterno per istinto non me lo faccio toccare.  Non cambia nulla, salvo che l'ectopia scompare e il tessuto torna perfetto. E' comunque una gran vittoria. Ma dai dna pap-tests continuano le anomalie coilocitotiche, queste anomalie nelle cellule, nella forma del loro nucleo. Ho sempre più paura, e sicuramente sono sempre più contratta a livello pelvico. Io le papille esterne avevo cominciato a notarle proprio dallo scoppio del primo bruciore, prima non ci avevo mai fatto caso... Lascio andare anche loro e continuo il giro delle 7000 chiese. A luglio mi visita una dermatologa di Pavia, ho ancora la sua diagnosi nero su bianco, "florida condilomatosi da trattare con laserterapia (una crema antiverruche che costa 150 euro a scatoletta e non è mutuabile che già mi avevano prescritto in passato).

Torno a Roma inviata da lei a un suo giovane collega dermatologo appena trasferitosi al Regina Elena, il famoso ospedale dei tumori romano. "Io di condilomi ne vedo solo uno", contraddicendo in pieno l'illustre collega che mi aveva da lui spedito, e mi tratta con l'azoto liquido, in pratica con un cotton fioc mi brucia con l'azoto liquido questa secondo lui unica esistente verruchina... Grazie al cielo non riporto danni, il bruciore non aumenta, né diminuisce... Tutto questo completamente sola. Intanto continuo a lavorare (le ore e ore seduta in ufficio sono una tortura per la vulva), faccio su e giù per lo stivale ogni settimana.

Maggio 2005, il più bel maggio della mia vita adulta fino ad allora: incontro il mio ultimo compagno sulla pista di ballo (siamo entrambi salseri)- casomai passi di qui un caro saluto. :-)
Uscii quella sera di maggio per andare a ballare la mia adorata salsa, perché mi dicevo, non posso chiudermi in casa anche se il bruciore è insopportabile, ho 28 anni ancora, devo vivere.
Il mio compagno si stupisce anche più di me, che ormai sono assuefatta a tutto. Mi fa prima visitare da un illustre dermatologo (e illustri soldi) il quale afferma che le mie papille sono solo fisiologiche e quindi del tutto normali, grazie al cielo che non mi sono fatta mai toccare. Due mesi prima ero approdata alla seconda sezione dell'AIED di Roma (alla prima sezione - ce ne sono due di sedi nella Capitale - già ero stata due anni prima, e la diagnosi era sempre la stessa, infezione da trattare, condilomatosi, papille acetoreattive - le papille sono aceto reattive spesso quando si tratta di condilomi, *ma non sempre*).
Rivelazione!
In questa sede incontro un dermatologo che per la prima volta mi dice:

-che ho la sindrome della vestibolite vulvare

-che le papille non sono condilomi ma normali papille fisiologiche che hanno tutte le donne, solo un po' ipertrofiche (=sviluppate) per via degli anni di infiammazione e per tutte le porcherie che mi hanno rifilato

-che ci sono svariate terapie ma che essendo io una "cercatrice" potevo andare su internet e studiarmi la patologia...



STOP

Sollievo ma anche rabbia, e ora che faccio? Lacrime, lacrime, lacrime...
Tornando all'ultimo illustre dermatologo indicatomi dal mio compagno, afferma trattarsi invece il mio caso di uno squilibrio del pH, confermando però niente verruche genitali... Il mio compagno voleva festeggiare, e lo avrei voluto tanto anche io... ero di umore sempre più tetro perché mi restava il mio bel bruciore fisso, non vedevo davvero più vie d'uscita.



Una sera, in preda a bruciore molto forte, mi reco al pronto soccorso... sono fortunata, c'è poca gente quella sera... La ginecologa di turno:
"Queste papille sono strane, comunque mi sa che lei se ne deve fare una ragione e convivere con questo fastidio tutta la vita"
e mi "regala" quattro fialette di olio di vaselina -.-'

Nel giugno 2005 approdo dal mio attuale ginecologo (grazie GiVi), persona squisita, umanissima, ottimamente preparata e specializzato in HPV e... conosce la vestibolite, mi fa il test del cotton fioc, ovviamente salto dal lettino appena tocca i punti dolens... e mi invita all'uso dell'acido borico associato a tamponamenti con infuso tiepido di camomilla più cura di lattobacilli periodica.

Nel 2006 miglioro. Riprendo gli studi.
L'estate di quell'anno andammo in vacanza nell'isola di Creta, lì mi potei immergere nell'acqua di una bellissima laguna di acqua calda; da quando mi bagnai in quell'acqua, iniziai a migliorare.



la laguna di Balos, Creta


Segue un periodo in cui sto bene per due anni, ricomincio a indossare jeans, perizomi, vestiti attillati come piace a me... non sento più alcun fastidio, solo qualche sensazione leggera di 'punturine' una volta ogni tanto, poi neanche più quelle. Finché dall'inizio del 2008 qualcosa cambia. Lo stress lavorativo cresce (in quel periodo lavorai anche 12 h al giorno) e sforzi per chiudere gli studi, affinché si possa costruire su solide basi un futuro (soprattutto se arriva un bimbo).






Accade un evento traumatico. Il 24 febbraio del 2009, in seguito all' inserimento di un ovulo di vitamina A per nutrire i tessuti della cervice, mi lacero perché non faccio tanto caso all'accortezza di lubrificarmi prima di effettuare manovra, un'operazione fatta moltissime altre volte, ma quel giorno avevo il muscolo elevatore completamente contratto ed ero nei giorni "asciutti", quelli post mestruo. Non avevo nessun sintomo fino a un minuto prima, niente di niente.
Si  riscatena tutto l'inferno: il trauma tissutale è tra i fattori scatenanti per la nevrite.
Come reagire a ciò? How to face the music?


Ho seguito le terapie del prof. Torresani e del prof. Pesce.
Attualmente ho smesso le terapie, prendo integratori vitaminici (importantissime le vitamine del gruppo B), succo di Noni, mangio molta frutta e verdura, alcalinizzando l'alimentazione e aiutandomi anche con gli integratori alcalinizzanti.


Bisogna sempre andare avanti e non scoraggiarsi mai, neanche nelle avversità più avvilenti... Restate fedeli a voi stesse e camminate sulle vostre gambe, dialogando sempre col vostro medico di fiducia: l'equilibrio e il sostegno vanno cercati dentro di noi; fuori non li troverete. Restate allineate ai vostri sogni, scoprite voi chi siete. Per me, siamo tutte splendide farfalle azzurre. La farfalla Morpho menelaus, che ho scelto quale logo-simbolo del sito, è considerata un segno di grande fortuna a chi la incontra:








perciò ho scritto che è facile da intuire, e quindi intuire che... tutto dipende da te!

e ancora, la leggenda della farfalla blu guaritrice:






Per citare Fabio Marchesi:



Ti Auguro
che ogni cellula del tuo corpo straripi di Gioia,
che ogni tuo pensiero riempia la tua Vita e l'intero Universo
di Amore, Armonia, Entusiasmo, Passione,Ottimismo, Meraviglia, Gratitudine e tanta, tanta Bellezza ...
e che tu viva,
rinascendo da Te stesso, da Te stessa,
tutto ciò che di più Felice ed Entusiasmante sai Desiderare e Condividere,
Con la Fierezza
di chi sa che se lo Merita.
Questo Ti Auguro!


L'essere umano forgia il suo destino.
Faber est suae quisquae fortunae.

La mia storia ora prosegue scritta nel 'Diario di Bordo', perché siamo tutti in viaggio.
Ad Majora, semper.  



Coraggio!






@Sarasa ha scritto:
         


@Sildav ha scritto:Cliuccia bella, dispensi consiglie a tutte noi, ma tu come stai??.....sto tenendo un diario come da tuo suggerimento!.....faccio passere un paio di emsi e poi vado di consulto, va bene??
Grazie che esistti!!    




Silvia, grazie. Sto molto meglio. Tengo un diario dove mi segno giorni particolari.  Gestire questo sito e il forum per me vuol dire tantissimo, dieci anni di malattia, tutta la mia vita è stata dirottata su questi binari nel 2001, quindi ha un enorme valore questa esperienza con voi... e grazie a Rosanna che mi ha incoraggiata. E' una responsabilità grande, però io so cosa vuol dire. Ricordo dieci anni fa: le giornate atroci, i pianti disperati, la solitudine estrema. Lo sfacelo di tutti i miei progetti. Solo chi ha la vulvodinia può comprendere, in genere 'gli altri' minimizzano e ridicolizzano... come per la fibro... vergognoso, ma purtroppo è così. Non avevo nessuno, non un aiuto, non un supporto, niente. Non sapevo cosa avevo, mi sentivo morire. E' la mia storia. E quando penso che la cosa è così diffusa, che non è vero affatto che è una malattia rara ma solo misconosciuta (come la CI e la fibro, tutte collegate), questo mi spinge a proseguire in questo progetto, e spero tanto che anche le donne di disturbivulvari.info e di svv2004 si uniscano a noi. La divisione, sia vista dall'interno che da chi ci osserva dall'esterno di tutto questo (di cui faremmo volentieri a meno), è foriera solo di confusione e perdita di energie preziose, che vanno incanalate, gestite, unite. E pluribus unum. C'è da riflettervi ancora. E io sono sempre, sempre disponibile, come ebbi occasione di dire tante volte, a unire le forze. Inoltre, mentre io do un piccolo aiuto, ne ricevo uno grandissimo. Tutto ciò è meraviglioso. Restiamo unite!  










Ultima modifica di Aida il Mar 19 Giu 2012, 02:37, modificato 37 volte




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Dom 21 Nov 2010, 22:42
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 22 Nov 2010, 10:15
è una cosa ben nota purtroppo, che gli altri minimizzano e ridicolizzano la cosa... se non ti danno della pazza, saltano fuori con 'è una semplice infiammazione'.

in ogni caso non dire che dai un piccolo aiuto... ne dai tantissimo invece, e penso che tutte siano d'accordo con me.
in questo forum, e nel forum di Rosanna prima, accogliete ragazze disperate, a volte spaventate, e in crisi, e non date loro solo dei consigli utili per poter guarire (cosa importantissima) ma date anche un supporto psicologico che è importante allo stesso modo.
per questo ho cercato io stessa di trovare una cosa positiva da questa malattia e dalla candida... mi ha permesso di trovare voi.
per questo non dire più che dai un piccolo aiuto... non smetterò mai di ringraziare te, le altre ragazze e Rosanna per ciò che fate.. ci sentiamo più forti grazie a voi, perchè sappiamo che, anche se la strada è lunga, si può guarire, e abbiamo accanto qualcuno che ci capisce e non ci prende in giro come al solito.
se poi anche noi riusciamo ad aiutare te, non immagini quanto questo mi faccia felice.
un enorme kissssss

p.s. ho scritto un papiro

Beo ha scritto: adoro i papiri! friend
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 22 Nov 2010, 16:36
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 23 Nov 2010, 16:43
Concordo con Sarasa!!.....nn dai un piccolo aiuto, ne dai uno enorme!!....nn sai quante volte ho chiesto alla Graziottin nel lontano '98 di organizzare dei gruppi di donne con lo stesso problema per potersi confrontare e supportare quando ancora nn esisteva internet, ma niente, nn mi ha mai ascoltata!!.....e tu tutta sola guarda cosa sei riuscita a creare!!!....io lo benedico questo forum!....ringrazio il cielo per averlo trovato!!....mi sembra di essere sempre meno sola e meno sfortunata ogni giorno che passa grazie a te!!...e poter condividere tutte le mie angosce, le mie paturnie, le mie crisi con qualcuno che capisce realmente quello che sto provando nn ha prezzo!!!
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 23 Nov 2010, 17:01
mi sento come un biscottino inzuppato nel caffélatte-di-soya..mi sciolgo!!! Buuu tra un po' piango! Grazie tesora, la cosa cmq è reciproca, tenetelo sempre a mente tutte quante!! Nessun vero punto di riferimento, nulla! Non ci voleva così tanto! Bastava un po' di entusiasmo e un po' di volontà (quando c'è l'entusiasmo puoi stare pure le nottate a lavorare, non te ne importa!)


Ultima modifica di Admin il Ven 16 Set 2011, 22:48, modificato 1 volta




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mer 24 Nov 2010, 17:49
io ormai parlo di vestibolite a chiunque per cercare di portarne a conoscenza... tante non sanno manco cosa sia... e chissà magari qualcuno che sta male ma non sa di averla... noi quanto ci abbiamo messo, ad avere finalmente una diagnosi? credo che anche un piccolo passapora possa essere utile... certo non è chissà che, ma tutto aiuta

e cmq cliuccia, noi ti sommergeremo sempre di coccole, purtroppo molto spesso virtuali, ma quando è possibile anche vere... credo che ormai si sia creata una sorellanza fra noi, una sorellanza nata da anni di sofferenze, di prese per il culo dagli altri (scusate la finezza) che ci consideravano fissate o malate immaginarie...

quindi.. grazie per tutto.. davvero
(soprattutto per aver sopportato me al mio arrivo su cistite.info, so stata tremenda lo so , era un periodaccio )
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mer 24 Nov 2010, 22:52
ma figurati..di che devi scusarti?? Che bella la sorellanza l'ho sempre sognata e ora..eccola qua!
Domani si studia, si lavora e si scrive..Silvia poi rispondo meglio a mente fresca al tuo post in psico... bonne nuit a vous friend




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Gio 25 Nov 2010, 11:43
non ti preoccupare tesoro, rispondi quando vuoi

buon giorno
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 29 Nov 2010, 13:05
Ciao Aida,

ricordi la scorsa volta ti ho accennato di
alcune caratteristiche dell'acqua.

Capita a volte, che nella vita qualcosa non sia totalmente in
nostro CONTROLLO e che non possa essere cambiata. In questo caso,
dobbiamo soltanto raggiungere la PACE INTERIORE.

Non ha alcun senso sprecare la vita, nella speranza di
tornare indietro nel tempo.

Quindi, in questo caso cosa puoi fare Aida?

Vedi, spesso prendiamo decisioni, senza guardarci indietro.

Siamo grati per tutte le volte che abbiamo avuto quello che
volevamo, e se in qualcosa e' giunta la fine, è anche giusto
trovare quel senso di pace.

Quando accettiamo cio' che non possiamo cambiare, ci muoviamo come
l'ACQUA. Prendiamo la forma del recipiente. Ci adattiamo e siamo
pronti a vivere la vita nel MODO MIGLIORE.

Molti associano a BRUCE LEE, la figura del grande maestro di
arti marziali, ma spesso dimenticano che era soprattutto
un FILOSOFO studioso.

Una delle frasi di Lee recita:

"Sii informe, come l'acqua. Se metti l'acqua in una coppa, essa
diventa la coppa. Se metti l'acqua in una bottiglia, diventa la
bottiglia. Se la metti in una teiera, diventa la teiera. L'acqua
può scorrere, o può infrangersi. Sii acqua, amico mio...".

Credo molto nella DETERMINAZIONE e nella voglia di CAMBIAMENTO, ma
spesso non è possibile. Tornando all'esempio dell'acqua, a volte
non possiamo scegliere il contenitore.

Come per le cose che possiamo cambiare, e' esattamente quello che
dobbiamo fare, perché non sempre nonostante il lavoro e la fatica
possiamo renderle come vorremo.

Questo potrebbe riguardare la tua indipendenza finanziaria, i tuoi
amici, il tuo partner, la tua LIBERTA'.
http://clicks.autoresponder.it/y/ct/?l=9J3Gl&m=1j3O9KWMIZ0Ld1&b=D5gcka6_jOUdLm5cOfBJRQ

La filosofia di vita di Bruce Lee, consiste nel non considerare una
sola tecnica. Non vi è alcuna forma fissa o un rigido sistema che
debba essere seguito in combattimento (e nella vita in generale).

Personalmente, credo che questa filosofia sia applicabile
non solo alle arti marziali, ma per tutto ciò che facciamo nella
vita. Non vi è alcun metodo fisso.

Non c'e' un insieme di regole da seguire per una VITA PERFETTA.
Non è necessario vivere la vita in un'esatta maniera.

Respingi tutte le restrizioni imposte dalla forma e dalla formalita'
ed ENFATIZZA l'uso intelligente della mente e del corpo per
difendere e attaccare.
http://clicks.autoresponder.it/y/ct/?l=9J3Gl&m=1j3O9KWMIZ0Ld1&b=D5gcka6_jOUdLm5cOfBJRQ

Bruce Lee inoltre diceva:

"Nel Jeet Kune Do, non è importante quanto apprendi, ma quanto
assorbi da ciò che impari. Non è la quantità di conoscenze
accumulate, ma ciò che è possibile applicare che conta veramente"

Vedi Aida, piu' nella vita sarai rigido,
fisso e stabile, e piu' VULNERABILE ti mostrerai.

In questo modo sara' facile eliminarti. Proprio come nelle arti
marziali, questo vale anche per tutto il resto.

Senza la giusta FLESSIBILITA' non potrai mai adattarti a nuove
situazioni, liberarti del passato e lasciarlo alle spalle.
http://clicks.autoresponder.it/y/ct/?l=9J3Gl&m=1j3O9KWMIZ0Ld1&b=D5gcka6_jOUdLm5cOfBJRQ

Alessandro

Ho da poco intrapreso la lettura del quinto rotolo di I dieci rotoli del successo che ripeterò ben 3 volte al giorno per i prossimi 30 giorni (se hai letto il libro di Og Mandino, sai di cosa parlo).

Questo rotolo si contraddistingue per la capacità di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Facile a dirsi, proprio come ho scritto questa sera su Twitter dove puntualmente una mia follower mi ha risposto con un secco: «Puttanate, come quello di Crepet sulla felicità: viaggiate, dedicatevi del tempo, leggete, amate. Allora fammi un assegnino!»

Comprendo come non sia per niente semplice vivere come se fosse l’ultimo giorno a nostra disposizione. Pensandoci bene, se davvero avessi la certezza di questa scadenza probabilmente sperpererei il mio denaro. Farei cose che non ho mai fatto in vita mia, cedendo forse anche al lusso e altre cose materiali che di solito non mi toccano minimamente. Ma, si sa, se solo 24 ore ci separano dalla morte, poco ce ne importa della coerenza e dello stile di vita. Sbaglio?

Forse farei come il miliardario Edward Cole (Jack Nicholson) e il meccanico Carter Chambers (Morgan Freeman) nel film Non è mai troppo tardi (The Bucket List).



Sinceramente credo che se davvero vi fossero persone in grado di vivere come se fosse l’ultimo giorno della loro vita, queste si conterrebbero sulle dita di una mano, forse due.

Molte si indebiterebbero in pochi minuti, altre invece si caccerebbero in un mucchio di guai. Forse un paio ne trarrebbero dei veri vantaggi. Ma questo rischio vale il gioco del “vivo come se fosse l’ultimo giorno della mia vita?”

Pertanto cerco di estrapolarne una versione che sia più “moderata” che non esuli dal concetto di questo rotolo ma che sia più conforme con la vita di tutti i giorni. Rileggendolo con più attenzione (in fondo devo farlo ben 3 volte al giorno), mi soffermo su una frase in particolare:

E ancora, mi batterò il petto con gratitudine pensando a tutti quelli che hanno salutato l’alba di ieri e che oggi non sono più tra i vivi.

La prima volta che lessi questa frase, non potei fare a meno di pensare a Marco, il mio ex compagno e commilitone della banda musicale dei Granatieri di Sardegna, morto con un ictus durante il sonno. Più volte ho cercato di immaginare le sue ultime ore di vita, i suoi ultimi istanti e i suoi ultimi pensieri.

Marco aveva solo 25 anni. Sono passati 10 anni e ancora mi chiedo perché sia successo proprio a lui che non soffriva di nessun problema fisico ed era sano come un pesce. Quella sera era tornato da un concerto (suonava nell’orchestra della Rai) e prima di coricarsi nel letto, aveva scambiato un paio di battute con i suoi genitori, manifestando soddisfazione per la serata appena conclusa.

Perché proprio lui? Più mi faccio questa domanda e più egoisticamente ringrazio il cielo per non aver ancora mai subito la sua stessa sorte. Questo è il significato del quinto rotolo, che non ha solo come messaggio quello di vivere come se fosse l’ultimo giorno ma di vivere con la gratitudine nel cuore.

Allora dovremmo vivere con gratitudine e come conseguenza di questa nostra scelta apprezzare ogni singolo istante delle giornate che ci vengono concesse. Forse, così facendo daremo meno importanza alle cose futili che di solito ci attanagliano complicandoci l’esistenza e guastando i rapporti con le persone che ci circondano ogni giorno.

Ecco, ho scelto di vivere come se fosse l’ultimo giorno della mia vita godendomi i doni e i regali che mi sono stati – e mi vengono – concessi da quando sono nato.
www.alessandrocosimetti.com alessandrocosimetti. com


Ultima modifica di Admin il Ven 07 Gen 2011, 14:56, modificato 1 volta




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

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Una poesia nel cuore

il Lun 13 Dic 2010, 08:42

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. "La notte è stellata,

e tremano, azzurri, gli astri in lontananza".

E il vento della notte gira nel cielo e canta.


Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Pensare che non l'ho più. Sentire che l'ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.

E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.

La notte è stellata e lei non è con me.

Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta.

Lontano.

La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

Noi, quelli d'allora, già non siamo gli stessi.

Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.

La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sarà d'un altro. Come prima dei miei baci.

La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.

E' così breve l'amore e così lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

Pablo Neruda


Ultima modifica di Admin il Lun 13 Dic 2010, 08:51, modificato 1 volta




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 13 Dic 2010, 08:45
Jidan ha scritto:
21/10/2010 21.43
Veramente bella e straziante....mi ha fatto commuovere...
adoro Pablo Neruda ma questa non la conoscevo!


22/10/2010 13.49
mi commuove sempre ogni volta che la leggo




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Gio 16 Dic 2010, 00:38
Perduto è solo il tempo che in amor non si spende.- (T. Tasso)

Nella vita abbondano i maschi, ma scarseggiano gli uomini (H. de Balzac)

Prima di amare io non ho mai vissuto pienamente (E. Dickinson): Iloveyou:




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Altre riflessioni

il Sab 18 Dic 2010, 19:25
La differenza tra ispirazione e motivazione rende schiavi coloro che non la conoscono

Posted: 18 Dec 2010 06:25 AM PST

Per anni ho concentrato la mia crescita personale ed economica attorno al concetto di “motivazione”. Tutto ciò mi ha portato a tollerare percorsi di studio che non mi appassionavano e a svolgere lavori solo con lo scopo di portarmi a casa uno stipendio.

La motivazione è una forte spinta ma alla fine come ogni risorsa energetica, ha un limite. Si esaurisce e necessita di essere alimentata. Questo non è sempre possibile, perché scovare nuovo carburante equivale a tollerare ancora ciò che non amiamo fare.

Se manca ispirazione la motivazione è come un grosso serbatoio destinato a esaurirsi. Alla fine, saremo noi stessi ad autosabotarci perché ci rifiuteremo di mettere altro carburante.

Quante volte avete pronunciato frasi come «Sono motivato!» oppure «Mi sento ispirato!»

Potrebbero sembra la stessa cosa, ma la motivazione e l’ispirazione sono due cose nettamente differenti. Un sacco di gente usa la parola “motivazione” e “ispirazione” senza distinzioni.

Quando cerco di motivarmi, nove volte su dieci spingo me stesso nel fare qualcosa che in realtà non mi interessa davvero, come ad esempio la camminata sui carboni ardenti.

L’ispirazione invece proviene da un luogo completamente diverso. La parola ispirazione significa “essere in spirito”. Quando si è sintonizzati con il proprio spirito, si è naturalmente portati a fare tutto ciò che ci fa stare bene. Questo significa anche fare cose che non sempre sono produttive ma che semplicemente ci fanno vivere sereni.

Nella Bibbia con la parola ispirazione si intende il progetto di autorivelazione di Dio all’uomo.

La motivazione, invece di solito ha molto a che fare con la falsa crescita. Pensiamo di dover fare qualcosa anche se poi non sappiamo bene per quale motivo dovremmo farla. Tutto ciò, ci direzione verso traguardi che per noi non hanno molta importanza. E’ soltanto ciò che si è “dovuto” fare.

Quindi, la motivazione riguarda cose che pensiamo di dover fare o che si dovrebbero fare. L’ispirazione è essere chiamati ad agire perché si è in linea diretta con la potenzialità.
http://www.alessandrocosimetti.com/ispirazione/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+alessandrocosimetticom+%28Alessandro+Cosimetti%27s+blog%29 alessandrocosimetti.com


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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Sab 18 Dic 2010, 19:34
“La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servo fedele. Abbiamo creato una società che onora il servo mentre ha dimenticato il vero dono”
Albert Einstein




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Sab 18 Dic 2010, 19:35
Le stagioni della motivazione per dare il massimo nei periodi di maggior produttività

Hai mai veramente voluto fare qualcosa, ma quando si è trattato di passare all’azione ti sei ritrovato poco motivato nel farlo?

Questo è il primo problema di chi si ritrova a non agire mai. Sono sicuro che probabilmente è anche il tuo. Se non sei sufficentemente motivato, non troverai mai l’energia per fare ciò che vorresti fare. Giusto?

Ecco tre dei problemi più grandi che incontriamo durante la nostra fase di motivazione:
Non ti stai prendendo cura di ciò che realmente stai facendo. Forse non è molto importante e inconsicamente stai semplicemente forzando te stesso a fare qualcosa che non vuoi fare. In questo caso, la tua mancanza di motivazione è frutto del tuo subconscio che immanabilmente ti dice «questo non è importante» oppure «questo non è allineato con i miei valori».
L’energia delle onde in arrivo. Ogni onda ha una cresta, ma ha anche una discesa. A volte il livello di motivazione è come uno tsunami. Si tratta di ritmi naturali ma se evitiamo di seguire quelli più importanti, rischieremo di bruciare energie inutilmente.
Non sei eccitato prima di agire, ma una volta iniziato di accorgi che non puoi più farne a meno. Prendi per esempio l’esercizio fisico. Un sacco di persone odiano o hanno paura di faticare e sudare. In pratica, non sono motivati già a priori, o almeno non lo sono abbastanza per superare la resistenza mentale al lavoro fisico che dovranno svolgere. Ma, una volta ottenuti risultati e riscontrato benefici, si sentono ampiamente soddisfatti ogni volta che terminano un esercizio. Pertanto, a volte non si può fare subito affidamento alla motivazione, ma dobbiamo contare solo sull’essere motivati dopo.

Questo significa che la motivazione non è importante? No, è ancora molto importante ma troppo spesso, è facile farsi prendere dalla demotivazione prima ancora di iniziare.

Ecco alcuni modi per raggiungere la giusta motivazione:
Pratica l’ascolto al tuo intuito. Molti di noi hanno la tendenza a mettere in discussione la validità della propria intuizione. Pensano che soltanto l’aspetto razionale della mente sia quello più sicuro e infallibile. La nostra mente intuitiva, tuttavia, è altrettanto valida. Come disse una volta Einstein: “La mente intuitiva è un dono sacro e la mente razionale è un servo fedele. Abbiamo creato una società che onora il servo mentre ha dimenticato il vero dono”. Dobbiamo quindi imparare a onorare il dono intuitivo, praticandolo attraverso domande in modo da ascoltare la risposta, senza dedurla logicamente.
Prendeti tutto il tempo per chiedere cosa vuoi veramente. Spesso siamo talmente coinvolti nel conseguimento dei nostri obiettivi professionali, che ci dimentichiamo di ascoltare ciò che vogliamo davvero ottenere nella vita. Invece di creare obiettivi che siano un mezzo per soddisfare i nostri desideri, ne diventiamo schiavi. Quando ti accorgi che il tuo attuale obiettivo ha un basso impatto su di te, chiediti: «Che cosa voglio veramente?». Mettiti in silenzio in modo da ascoltare con attenzione la risposta che riceverai.
Accetta il fatto di non essere sempre motivato. Se sei in attesa di agire quando non sei assolutamente motivato, stai semplicemente mettendoti un sacco di pressione addosso. E’ sempre meglio alleviare la tensione ed evitare di ritrovarsi in uno stato di terrore per causa nostra.
Agire nel picco massimo del flusso. Noi tutti abbiamo dei momenti in cui siamo più creativi o più eccitati, ma ci sono anche volte in cui vogliamo soltanto riposo e recupero. Per alcuni di noi, questi flussi possono accadere in determinati orari della giornata, per altri possono essere completamente casuali. Il punto è di prestare attenzione e di sfruttare questi flussi di energia: una massiccia azione quando siamo pieni di energia e rilassamento quando siamo in uno stato di calma. Potrai realizzare gran parte dei tuoi obiettivi seguendo i tuoi ritmi naturali, evitando di costringerti a fare cose che in quel momento non potresti svolgere al meglio.

C’è un tempo per essere produttivi e un tempo per riposare. Proprio come nella natura vi è un tempo per l’attività e quindi una nuova vita in primavera, e c’è tempo per il riposo come in inverno.

Così come la natura sa che la sua crescita è insostenibile, dobbiamo renderci conto che aspettare di essere sempre produttivi per tutto il tempo, ci porterà diversamente, a una fase meno produttiva.

Forse è il momento di iniziare ad ascoltare il nostro corpo e la mente. Penso che più sapremo seguire la via della natura, più intelligentemente vivremo.
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mer 12 Gen 2011, 03:03
I’ve discovered that I have greater success with living life in the present moment when I remove judgment from what I’m experiencing. Rather than making an event a bad or a good experience, I find myself being in the “isness” of the moment; that is, what I’m feeling is much more helpful than why it isn’t what I think it should be. This is called allowing rather than resisting what is. Even if I wish to change the moment, it’s far more useful to allow it without any judgment and then notice everything I can about it.

The more I stay out of my good-thought/bad-thought routine, the more I’m able to just be with it. I love to observe the instant without any judgment. Birds simply allow whatever comes their way, no matter if the wind picks up or the rain comes, and I work at being like one of those fabulous creatures. The way I do so is to ask myself this question: “What’s happening right here and right now, independent of my opinion about it?” Then I notice all that I can take in—the sky, the wind, the sounds, the light, the insects, the temperature, the people, the judgments…everything. I stay free of opinions and just let myself be. In these moments, I don’t need an excuse or an explanation for anything.

Even while I sit here and write, I’m practicing being present and simply allowing the words to flow though my heart to my hand and onto the page with a total absence of judgment. And when I eat my lunch, I work at just being present in a state of gratitude for my food and the experience of eating, rather than using those moments to think about all that I have to do in the evening or passing judgment on the taste, color, or smell of my lunch experience. I try to keep in mind that whenever I react against any form that life takes in the present moment, I’m treating the now as some kind of impediment or even as my enemy.

As a child you knew how to be totally present. I encourage you to become an observer of little unspoiled children. Notice how they don’t react to every little disturbance in their world and how they’re in the moment, and then in the next moment, and so on. You can use this kind of non-judgment to practice your new explanation-free identity. Total immersion in the present, without judging—that is, simply allowing yourself to be—is a great way to rid yourself of these long-held thinking habits that I’m calling “excuses.”

Be without judgment and you’ll never feel the need for some tiresome excuse to use up your precious seconds, such as “I’m too old” or “It will take a long time” or “It will be too difficult.” Instead, you’ll be in the now, welcoming your constant present-moment companion, your Source of being, which knows nothing of excuses and doesn’t know how to be anyplace but here, now. As one of my spiritual predecessors, Dale Carnegie, once wrote: “One of the most tragic things I know about human nature is that all of us tend to put off living. We are all dreaming of some magical rose garden over the horizon—instead of enjoying the roses that are blooming outside our windows today.”

Become one in the present moment with all of the roses that show up in your life. Stay present: every second, every minute, and every hour. Every day of your life is full of present moments of infinite value. You won’t find God yesterday or tomorrow—your Source is always only here, now.

http://www.healyourlife.com/author-dr-wayne-w-dyer/2009/12/wisdom/inspiration/dont-judge-enjoy&utm_id=HYLFB
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reina



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saluto

il Gio 17 Feb 2011, 14:06
ciao Aida, nel week cercherò di inserire la mia storia. Questo non è un momento facile, sto cambiando sede di lavoro e in più ho mille pensieri legati all'intervento che dovrò fare mercoledì 23 febbraio. Mi fa molto piacere avere trovato questo forum, mi fa sentire meno sola a combattere questa patologia. Spero di poter portare il mio contributo, non mancherò di aggiornare tutte voi sugli sviluppi e sul decorso dell'intervento. Ho contattato Cristel su FB tramite il profilo del mio fidanzato perchè io non cel'ho un mio profilo. Non mi piace facebook. L'ho fattoperchè essendo "compaesane" e seguite dagli stessi medici mi piacerebbe avere un confronto diretto con lei.  
Credo che questo forum sia un miracolo per tutte noi, ogni contributo è prezioso. Per me è stato così...grazie a tutte
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Gio 10 Mar 2011, 16:21
Cara admin....mi ha fatto strano la tua risposta alla mia mail!!ma come non sei più in cura da nessuno?sono impicciona lo so....ma mi fa strano, tu che ti batti per fare ricerche (utili a tutte noi) e poi....tu???
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Gio 10 Mar 2011, 18:30
Già. E poi, io. Io che aspetto di andare a Milano. Tamponi uretrali permettendo, tempo, liquidi, treni che vanno su e giù, speranza e certezza, oggi è meglio di ieri, domani sarà meglio di oggi. Grazie Tory :)) Se è così, è così..così è, se vi pare (W.S.)




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torellina81
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 11 Mar 2011, 16:04
Spero tanto che il giorno di andare a milano si avvicini presto...suppongo dalla spano!!incrocio le dita per te, per gli esami che devi fare!!so che l'attesa è molto dura....ma in questo forum purtroppo lo sappiamo tutte!!Quì ho trovato molto...aiuto, conforto, amiciziee, consigli....ma come ne ho bisogno io di tutte queste cose so che sicuramente ne hai bisogno anche tu.....se serve qualsiasi cosa io sono quì...come tutte noi!!
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 11 Mar 2011, 18:30
fiori, grazie




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angelique



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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Gio 17 Mar 2011, 17:17
Ciao Admin, alllora anche tu andrai dalla spano? quando? io il 1 aprile.... al mattino presto, speriamo bene... perchè mi brucia parecchio in questo periodo... non nè posso davvero più.. però mi sento di chiamare anche Torresani per spiegargli... perchè sono ricaduta...  
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Gio 17 Mar 2011, 18:53
Ancora non ne ho idea cara :)




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Sab 26 Mar 2011, 18:47
ciao vorrei rendermi utile anche io come fai tu con tutte noi...
io avevo letto parecchio tempo fa in un forum che a roma c'è una dottoressa si chiama Porpora ,me lo ricordo per via del nome un pò strano...
non so che terapie utilizzi...magari ti può essere utile non so ...
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 28 Mar 2011, 13:39
la conosco Dani ehehe. Grazie cmq x il pensiero! :)




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holly



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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 28 Mar 2011, 22:49
Admin ma hai già parlato con la spano????? o ancora è solo una possibilità....?!!!.con sia il lavoro riabilitativo che farmacologico è chiuso, finito? Scusami se ti chiedo questo, sembrandoti invadente....ma nn mi sembri il tipo che sta ad aspettare !
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Lun 28 Mar 2011, 23:04
chiuso...nulla è mai chiuso mia cara! Nulla è per sempre, può essere che riprenderò, per ora il progetto è: recarsi dalla Spano appena possibile e provare :)




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holly



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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 01 Apr 2011, 22:18
Che dirti cara Aida,la mia vita negli ultimi anni è stata travaglia sia sentimentalmente che fisicamente.
Ma il dolore a cui mi riferisco è un dolore che viene dal cuore,dal sentimento preso,pestato,umiliato.Ho dovuto rialzarmi e capire il dolore.L'ho dovuto ascoltare,ho sentito le sue sfuriate,i suoi pugni...l'ho preso così come veniva.Ho dato solo retta al sentimento,quello che più mi apparteneva,ho sentito cosa volevo e chi volevo, anche se tutto era un fallimento.Il dolore è stato lungo,terribile e vorrei non averlo provato....ma i fatti sono altri! A tutti quelli che quando avevo il cuore spaccato mi dicevano: ci vuole tempo, il tempo guarisce tutte le ferite....ora a distanza di tenpo,anni, posso dire con sicurezza che il tempo mi ha solo insegnato a convivere con questo dolore.Basta ,un attimo,un ricordo, una parola e sento quel dolore ....lo riconosco ,lo localizzo mi blocca stomaco e fiato...
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 01 Apr 2011, 22:22
Cara Holly, soffriamo tutti, la sofferenza occorre per farci capire determinate situazioni, per farci evolvere, per migliorarci, non è una punizione fine a se stessa. Anche io ho sofferto l'inferno, non una, due volte, ma più e più volte. Però ho imparato tante cose, e non mi pento di nulla. Se vuoi, parliamone nell'aspetto psicologico, poiché questa è+ una cartella in open visibility. Non c'è niente che accada senza il nostro permesso.




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mer 06 Apr 2011, 21:52
come stai capo?
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Umaima



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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 29 Apr 2011, 14:16
Cara Admin, non sapevo che al momento non fossi in cura da nessuno...
Ho letto che è tua intenzione andare a Milano dalla Spano e se vuoi farlo non indugiare oltre, perché il tempo passa.
Anche io credo che la chiamerò stasera per vedere se mi dà un appuntamento prima del 13 luglio (data in cui dovrei vedere il dott. Pesce)

Ti abbraccio forte cara!
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Aida Blanchett

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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 29 Apr 2011, 19:54
altrettanto ;)




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 06 Mag 2011, 15:04
come va cara?
hai preso qualche decisione?

Ti abbraccio
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 06 Mag 2011, 18:22
sì, per ora me ne sto tranquilla, faccio gli esercizi, gli automassaggi, respirazione, yoga, mi rilasso, mi prendo il mio tempo  




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 06 Mag 2011, 18:32
Ti chiamo  
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 06 Mag 2011, 20:00
Mi ha fatto enorme piacere sentirti Gio Gio!!! Ti abbraccio!!!!




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Sab 07 Mag 2011, 00:38
Admin ha scritto:mi ha ft enorme piacere sentirti Gio Gio!!! Ti abbraccio!!!!
Anke a me tesoruccia!! Era da un po' ke nn ti sentivo al tel e mi mancavi. TVTB!!
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Umaima



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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Dom 08 Mag 2011, 23:51
Admin ha scritto:sì, per ora me ne sto tranquilla, faccio gli esercizi, le automanipolazioni, respirazione, yoga, mi rilasso, mi prendo il mio tempo, e poi mi trovo un paio di swab tester umani

Rotfl, sei un mito!!
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 24 Mag 2011, 12:37
Basta girare come matte di quà e di là come ho fatto io per tre anni !!!
Andate a Dolo da Vincenti . Io sto migliorando tantissimo e sono passati solo tre mesi : fidatevi !!
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 24 Mag 2011, 15:43
Greta ci racconteresti la tua storia nella sezione "storie personali"? Così ci dai + informazioni e possiamo seguire il tuo percorso
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 24 Mag 2011, 21:20
Già..ciao Greta, piacere..be' io ho molta stima del prof. Vincenti, non a caso compare nella lista! Ho letto e studiato il suo libro e il suo metodo. Però gradirei che ti presentassi e scrivessi la tua fortuna con lui a tutte, più nel dettaglio... grazie per il tuo aiuto.




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 27 Mag 2011, 01:16

Su cosa siete disposti a lottare?
Posted: 26 May 2011 09:45 AM PDT
Non c’è modo migliore per scoprire quali sono i propri valori se non attraverso una semplice domanda:
“Su cosa sono disposto a lottare?”
Se siete disposti a lottare per qualcosa (prendere posizione,
rischiare, farsi del male, mettersi in salita) è possibile attivarsi per
difendere ciò in cui si crede. Solo un ideale rende la vita degna di essere vissuta.
Difendere i propri valori preclude la lotta per proteggerli, essere
disposti a fermare altre persone che stanno violando ciò che pensi sia
giusto e morale.
Quello che penso valga la pena proteggere

1. Amore: No, non intendo l’amore inteso come
romanticismo. Sto parlando di tutto l’amore impiegato per tenere insieme
le relazioni di fronte a ogni forma di ostacolo. Anche nelle lunghe
distanze, l’amore può essere mantenuto in vita soltanto se saremo
disposti a investire tempo nelle relazioni (non solo tra partner).
Questo vale per tutti i rapporti (familiari e amici). Anche se la gente o
le attenuanti vi tengono in disparte, continuate a combattere. Un
avvertimento: se cercate di mantenere un rapporto vivo mentre l’altra
persona preferisce lasciarlo morire, non preoccupatevi. Bisogna essere
in due per mantenere una relazione e se questo non è possibile smettete
di sprecare tempo ed energia.

2. Giustizia: Qualunque sia il vostro concetto di
giustizia, dovreste lottare per renderla una realtà nella vostra vita.
Il mio concetto di giustizia è premiare le persone meritevoli. Giustizia
secondo me, significa anche realizzare i propri obiettivi senza
pregiudicare l’esistenza e il benessere dei miei simili.

3. Salute: Mantenere la propria salute è una
battaglia. In ogni istante, ci sono centinaia di cose che possono
pregiudicarla (droga, cibo spazzatura, stress, sedentarietà,
inquinamento, ecc.). Tuttavia, so per certo che una sana alimentazione e
un corretto stile di vita non sono un sacrificio ma un investimento a
lungo termine. Salute significa anche informarsi e non fermarsi soltanto
a ciò che ci propinano i media (tv, radio, giornali). La salute è anche
contrastare coloro che acquisiscono potere e denaro con la
consapevolezza di danneggiare persone, animali e ambiente circostante.

4. Integrità: E’ una sfida rimanere fedele a se
stessi senza andare conto le aspettative della società. Cerco di
sentirmi bene con me stesso lottando ogni giorno per restare quello che
sono. E’ la sensazione più gratificante al mondo. I benefici
riscontrabili sono gli amici che davvero ci stimano per quello che
siamo, piuttosto che essere circondati da soggetti interessati
esclusivamente al nostro valore sociale percepito.

Alessandro Cosimetti
www.alessandrocosimetti.com




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 31 Mag 2011, 20:07
7 semplici modi (testati dal sottoscritto) per prosperare in tempi difficili



Posted: 30 May 2011 10:49 AM PDT
Visto che sto vivendo un eccellente momento professionale,
voglio condividere con voi 7 elementi su cui ho sempre creduto anche
quando pensavo di non potercela fare. Dedico questo post a una persona
che ho conosciuto negli ultimi mesi e che sta passando un momento
difficile.
1. Accettazione


Il primo pilastro è l’accettazione. Ogni volta che mi sento male,
cerco di resistere al sentimento, che tende a rendere tutto molto
peggio, un po’ come gettare benzina sul fuoco.
Non sempre l’accettazione comporta un cambiamento, anzi – lo dico
subito – la sola accettazione non risolve nulla. L’aspetto suggestivo
dell’accettazione e quello di permetterci di concentrarci sul positivo e
iniziare a intraprendere delle azioni.
Alla fine, l’accettazione non è rassegnazione ma responsabilità di ciò che accade nella propria vita, che ci piaccia o no.
Una volta capito questo, siamo in grado di prendere il controllo
della nostra vita e cominciare a cambiare quello che non ci piace. La
negatività è solo un modo per imparare quello che non vogliamo.
2. Cosa altro di peggio potrebbe succedere?


Ogni volta che scrivo i miei problemi, è molto più facile per me,
risolverli e lasciarli andare. Quando accetto il peggio, la carica
emotiva dei miei problemi svanisce.
Alla fine, mi accorgo che i miei problemi non sono nulla rispetto a tanti altri. Nella sfortuna, mi ritengo fortunato.
3. Focus sul positivo


Cerco sempre la benedizione sotto mentite spoglie in ogni problema che incontro. Mi rendo conto che quasi ogni problema nella mia vita racchiude una lezione vitale al suo interno. Accetto la sfida, i problemi che ne conseguono, e di sicuro il tempo come ha fatto fino ad oggi, mi sorprenderà.
Non possiamo predire il futuro – almeno non ancora – quindi è
impossibile sapere se le sfide che vivremo sono una disgrazia o una
fortuna.
4. I pensieri come origine dei fatti


I nostri pensieri creano la nostra realtà. C’è sempre un pensiero
dietro ogni sentimento. Ci sono alcuni strumenti che possono aiutarci a
rilasciare tutta la negatività presente in quei momenti difficili. Basta individuare ciò che funziona meglio per noi.
5. Fissare gli obiettivi


La parola obiettivi è forse tra i termini più in uso nei
libri e nei corsi di sviluppo personale. Anche nei miei post ne parlo
spesso. Insomma, sembra tanto una strategia di marketing, ma va detto
che ogni volta che fisso i miei obiettivi mi sento più chiaro e ispirato
ad agire.
Quando impostiamo i nostri obiettivi, il subconscio non solo sa dove deve andare ma riesce anche a lavorare per fare in modo che ciò che desidero accada.
Gli obiettivi efficaci sono specifici, misurabili, raggiungibili,
realistici e tempestivi. Questo è il criterio con cui formularli.
Ricordatevi che senza degli obiettivi ben formulati, probabilmente
andrete verso una vita che non vorrete.
6. L’unione fa la forza


Parlare con qualcuno che può aiutarci. Questi possono essere o non
essere gli amici di sempre. Ciò che mi aiuta è parlare con qualcuno che
sia bravo ad ascoltare e che sappia fare chiarezza nella mia situazione.
Quello che è importante è trovare qualcuno che possa portare la pace nella mente e vedere con lucidità la situazione che si sta attraversando.
Ho scoperto che lavorare con qualcun altro sui miei problemi è molto
più potente che lavorare su di essi da solo, soprattutto quando sono
profondamente radicati nelle convinzioni negative.
7. Seguire le passioni


Non vi è alcuno dubbio, le persone più felici sono quelle che seguono
le loro passioni con il cuore. Seguendo le mie passioni ho cominciato a
ridurre drasticamente la negatività nella mia vita.
Trovare la passione ha dato un senso e uno scopo nella mia vita, che a sua volta mi ha reso più resistente alle battute d’arresto, agli ostacoli e alle paure.
Tutti noi abbiamo qualcosa che ci appassiona e ci entusiasma. Siamo
su questo pianeta per un motivo. Il nostro compito è trovare il nostro
vero scopo e rendere il mondo un posto migliore.
Ogni volta che attraversiamo momenti difficili, sappiamo che è per
una ragione, e l’unica cosa che dobbiamo fare è trovare il motivo per
andare avanti.
Alessandro Cosimetti
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piccola annotazione

il Mer 08 Giu 2011, 18:06




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Ven 08 Lug 2011, 02:01




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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 02 Ago 2011, 09:56
Cara Aida,
rileggo oggi la tua storia, scrivo rileggo perchè la prima voltà che l'ho fatto e stato su cistite.info, ti sono vicino oltre che per la vestibolite maledetta anche per la fibromialgia che, purtroppo, affligge anche me...

un forte forte abbraccio!
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Sarasa



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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 02 Ago 2011, 11:21
mi piacerebbe imparare a fare così...
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Re: La mia storia - Aida • VULVODINIA.INFO

il Mar 02 Ago 2011, 14:15
Grazie Lunetta!  friend
Sarasa, "nun se nasce imparati", a me piace pensare che invece si sanno tante cose e poi ci buttano addosso un sacco di pattume per farci dimenticare quello che sappiamo dall'inizio: che siamo qui per godere della vita. Quindi, occorre imparare a disimparare nozioni errate e controproducenti in merito a "colpa", "sacrificio", "vergogna" etc. Vedi come si prospera, quando il tuo cuore è libero da condizionamenti limitanti (tipo: non ce la farò mai, me lo hanno sempre detto, sono un fallito, non me lo merito, gli altri se ne vanno etc etc etc..tutta questa monnezza è altamente tossica e limitante, ti tarpa le ali, anzi, te le strappa, e ti riduce a un burattino triste nelle mani degli altri).




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