Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
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Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Leggete qui ecosistema vaginale (cliccami)
ascoltate la professoressa Graziottin: ascolta cliccando qui
e questo breve brano:
L'ecosistema vaginale: un ambiente densamente popolato
Tanti abitanti che convivono in armonia
La zona intima non è sterile, né asettica, anzi. È un’area densamente popolata, dove convivono pacificamente numerose popolazioni di microrganismi che – insieme – costituiscono quello che i medici chiamano ecosistema flora vaginale.
Un perfetto meccanismo di pesi e contrappesi consente che abitanti di “razze” anche molto diverse, alcune potenzialmente in conflitto fra loro (come funghi e batteri), riescano a stare a stretto contatto non solo senza farsi la guerra, ma condividendo il medesimo ambiente in perfetta armonia.
Fino a quando regna la pace, la zona intima sta bene, è forte, pronta a respingere attacchi esterni e ad affrontare con successo anche i problemi interni.
Poiché però si tratta pur sempre di una convivenza delicata, madre natura ha predisposto che la zona intima sia costantemente pattugliata da veri e propri guardiani dell’ecosistema: i cosiddetti bacilli di Doederlein, meglio noti come lattobacilli, i veri artefici dell’equilibrio vaginale.
Il loro compito, infatti, non si limita a sorvegliare l’area e a vegliare sull’ordine e sui rapporti di buon vicinato tra i vari componenti della flora vaginale: i lattobacilli fanno ben di più, partecipando attivamente alla creazione di un ambiente locale ostile ai nemici esterni.
I guardiani della zona intima
Sono i bacilli di Doederlein, chiamati anche lattobacilli, a garantire la convivenza pacifica dei microrganismi che costituiscono la flora vaginale. Ma come riescono a portare a termine questa “missione impossibile”?
Attraverso la produzione copiosa (e, soprattutto, costante) dell’elisir di lunga salute per la zona intima: l’acido lattico, la sostanza che ha il compito chiave di assicurare la giusta acidità (cioè un pH compreso tra 3,5 e 5,5) nell’ambiente vaginale.
Un ambiente sufficientemente acido, infatti, rappresenta l’ostacolo più efficace alla colonizzazione di batteri “cattivi”, che potrebbero perturbare l’equilibrio dell’ecosistema. • Attenzione, però. La produzione di acido lattico è strettamente legata alla quantità di glicogeno (zucchero) presente nel tessuto vaginale, e il glicogeno a sua volta subisce l’influenza degli ormoni estrogeni.
Ecco perché ad alterare più di frequente il pH locale (e, dunque, l’intero ecosistema vaginale) sono proprio le variazioni ormonali, le cui “bizze” comportano una serie di conseguenze a cascata: assottigliamento dei tessuti, abbassamento delle difese naturali locali e proliferazione selvaggia di alcuni microrganismi a spese di altri.
È utile precisare subito, però, che le fluttuazioni ormonali non sono certo le uniche “ attentatrici” dell’equilibrio vaginale. Il sistema difensivo locale, per esempio, subisce pesanti contraccolpi anche dall’utilizzo prolungato di certi farmaci, da una scorretta igiene personale e persino da una cattiva alimentazione.
L’importanza del pH vaginale
La zona intima è davvero protetta dagli agenti patogeni esterni e dalle alterazioni interne solo se il suo pH è equilibrato, cioè esclusivamente se il livello di acidità locale è compreso tra 3,4 e 5,5.
La sigla pH indica la concentrazione dello ione idrogeno H in una sostanza o tessuto corporeo; il pH che va da 0 a 6 è acido, 7 è neutro, mentre valori da 8 a 14 indicano un pH alcalino (o basico).
L’acidità locale, però, oltre a essere influenzata da diversi fattori (come il cibo, lo stress, lo stile di vita), varia a seconda delle fasi della vita della donna, con dirette ripercussioni sulla predisposizione alle infezioni o ad altri disturbi intimi.
Nell’infanzia
Fino alla pubertà, nell’organismo femminile circolano ben pochi estrogeni (gli ormoni femminili prodotti dall’ovaio, che regolano il ciclo mestruale) e, quindi, anche la presenza di glicogeno (zucchero) nelle mucose è piuttosto scarsa.
E i lattobacilli? Sono assenti: il pH vaginale, di conseguenza, non può essere acido, bensì neutro.
Ecco il motivo per il quale, a differenza di quanto si crede, questa fase della vita è particolarmente a rischio di vaginiti e infezioni: l’apparato genitale non beneficia ancora di un sistema efficace di autodifesa.
Nell’età fertile
Gli estrogeni, gli ormoni in rosa per eccellenza, sono presenti in abbondanza. La loro azione è responsabile di un aumento del volume delle mucose, particolarmente ricche di glicogeno (zucchero).
Tanto glicogeno significa tanti lattobacilli, che vanno ad acidificare il pH vaginale, il quale – in condizioni di equilibrio generale – si assesta, infatti, intorno a 3,5-4,5.
Solo durante il ciclo mestruale, l’acidità tende a ridursi leggermente a causa di quella sorta di “lavaggio” naturale effettuato dalle mestruazioni; per questa ragione, i giorni successivi al ciclo sono particolarmente a rischio di infezioni. Durante la gravidanza Gli ormoni estrogeni schizzano alle stelle, con conseguenze facilmente intuibili: un maggiore aumento di volume della mucosa vaginale, così come la quantità di glicogeno e di lattobacilli, che raggiunge l’apice.
Va da sé che il pH vaginale diventi ancora più acido, raggiungendo valori intorno a 3,5.
In menopausa
È una fase molto delicata della vita di ogni donna. Nel climaterio gli estrogeni vengono prodotti a singhiozzo, poi la produzione di questi preziosi ormoni si fa sempre più irregolare, fino a scomparire quasi del tutto con la menopausa vera e propria.
Le conseguenze locali non si fanno attendere: la mancanza di estrogeni si traduce in scarso glicogeno e in una mucosa via via più atrofizzata, povera, sottile, a corto di nutrimento.
Stessa sorte per i lattobacilli, che pian piano diminuiscono, fino a latitare quasi del tutto. Il pH, senza bacilli di Doederlein, perde progressivamente acidità fino a raggiungere livelli vicino al neutro (intorno a 7).
Il prezzo da pagare non è solo un maggior rischio di infezioni, ma anche fastidio e secchezza locali, disturbi infatti molto frequenti in questo periodo.
I nemici della zona intima non arrivano solo dall’esterno. Ci sono una serie di cause, in linguaggio tecnico definite “endogene”, che hanno origine dall’organismo stesso.
In parole semplici, in questi casi il disturbo intimo non è scatenato da un fungo, un batterio o virus che sferra il suo attacco dall’esterno, ma dall’alterazione dell’equilibrio che di solito vige nella flora vaginale e che garantisce una convivenza pacifica alle tribù di microrganismi residenti nella zona.
Quando questa convivenza armonica viene perturbata, un gruppo di inquilini – da pacifico e socievole che era – diventa di colpo aggressivo, si moltiplica e prende il sopravvento sugli altri inquilini, accendendo un’infezione o un’infiammazione. Ecco i perturbatori dell’ordine… intimo.
Le variazioni ormonali
Del tutto naturali, come in gravidanza o in menopausa, oppure indotte, per esempio dall’uso di contraccettivi (pillola) o di certi farmaci, le fluttuazioni ormonali accompagnano la vita di ogni donna.
In Gravidanza
Poiché gli ormoni subiscono un’impennata e, in parallelo, aumenta la quantità di glicogeno nel tessuto mucoso che riveste la vagina, la futura mamma dovrebbe sentirsi alla grande.
Peccato, però, che le dosi generose di glicogeno facciano molta gola alla Candida, un fungo che trova nello zucchero (cioè il glicogeno) il suo nutrimento ideale. Anche il diabete gestazionale, poi, favorisce le candidosi: occhio ai dolci nei nove mesi, dunque!
In Menopausa
Il lento ma inarrestabile calo degli ormoni estrogeni erode i livelli sia di glicogeno sia di lattobacilli, che altro non sono che il sistema difensivo locale.
Un perfetto meccanismo di pesi e contrappesi consente che abitanti di “razze” anche molto diverse, alcune potenzialmente in conflitto fra loro (come funghi e batteri), riescano a stare a stretto contatto non solo senza farsi la guerra, ma condividendo il medesimo ambiente in perfetta armonia.
Fino a quando regna la pace, la zona intima sta bene, è forte, pronta a respingere attacchi esterni e ad affrontare con successo anche i problemi interni.
Poiché però si tratta pur sempre di una convivenza delicata, madre natura ha predisposto che la zona intima sia costantemente pattugliata da veri e propri guardiani dell’ecosistema: i cosiddetti bacilli di Doederlein, meglio noti come lattobacilli, i veri artefici dell’equilibrio vaginale.
Il loro compito, infatti, non si limita a sorvegliare l’area e a vegliare sull’ordine e sui rapporti di buon vicinato tra i vari componenti della flora vaginale: i lattobacilli fanno ben di più, partecipando attivamente alla creazione di un ambiente locale ostile ai nemici esterni.
I guardiani della zona intima
Sono i bacilli di Doederlein, chiamati anche lattobacilli, a garantire la convivenza pacifica dei microrganismi che costituiscono la flora vaginale. Ma come riescono a portare a termine questa “missione impossibile”?
Attraverso la produzione copiosa (e, soprattutto, costante) dell’elisir di lunga salute per la zona intima: l’acido lattico, la sostanza che ha il compito chiave di assicurare la giusta acidità (cioè un pH compreso tra 3,5 e 5,5) nell’ambiente vaginale.
Un ambiente sufficientemente acido, infatti, rappresenta l’ostacolo più efficace alla colonizzazione di batteri “cattivi”, che potrebbero perturbare l’equilibrio dell’ecosistema. • Attenzione, però. La produzione di acido lattico è strettamente legata alla quantità di glicogeno (zucchero) presente nel tessuto vaginale, e il glicogeno a sua volta subisce l’influenza degli ormoni estrogeni.
Ecco perché ad alterare più di frequente il pH locale (e, dunque, l’intero ecosistema vaginale) sono proprio le variazioni ormonali, le cui “bizze” comportano una serie di conseguenze a cascata: assottigliamento dei tessuti, abbassamento delle difese naturali locali e proliferazione selvaggia di alcuni microrganismi a spese di altri.
È utile precisare subito, però, che le fluttuazioni ormonali non sono certo le uniche “ attentatrici” dell’equilibrio vaginale. Il sistema difensivo locale, per esempio, subisce pesanti contraccolpi anche dall’utilizzo prolungato di certi farmaci, da una scorretta igiene personale e persino da una cattiva alimentazione.
L’importanza del pH vaginale
La zona intima è davvero protetta dagli agenti patogeni esterni e dalle alterazioni interne solo se il suo pH è equilibrato, cioè esclusivamente se il livello di acidità locale è compreso tra 3,4 e 5,5.
La sigla pH indica la concentrazione dello ione idrogeno H in una sostanza o tessuto corporeo; il pH che va da 0 a 6 è acido, 7 è neutro, mentre valori da 8 a 14 indicano un pH alcalino (o basico).
L’acidità locale, però, oltre a essere influenzata da diversi fattori (come il cibo, lo stress, lo stile di vita), varia a seconda delle fasi della vita della donna, con dirette ripercussioni sulla predisposizione alle infezioni o ad altri disturbi intimi.
Nell’infanzia
Fino alla pubertà, nell’organismo femminile circolano ben pochi estrogeni (gli ormoni femminili prodotti dall’ovaio, che regolano il ciclo mestruale) e, quindi, anche la presenza di glicogeno (zucchero) nelle mucose è piuttosto scarsa.
E i lattobacilli? Sono assenti: il pH vaginale, di conseguenza, non può essere acido, bensì neutro.
Ecco il motivo per il quale, a differenza di quanto si crede, questa fase della vita è particolarmente a rischio di vaginiti e infezioni: l’apparato genitale non beneficia ancora di un sistema efficace di autodifesa.
Nell’età fertile
Gli estrogeni, gli ormoni in rosa per eccellenza, sono presenti in abbondanza. La loro azione è responsabile di un aumento del volume delle mucose, particolarmente ricche di glicogeno (zucchero).
Tanto glicogeno significa tanti lattobacilli, che vanno ad acidificare il pH vaginale, il quale – in condizioni di equilibrio generale – si assesta, infatti, intorno a 3,5-4,5.
Solo durante il ciclo mestruale, l’acidità tende a ridursi leggermente a causa di quella sorta di “lavaggio” naturale effettuato dalle mestruazioni; per questa ragione, i giorni successivi al ciclo sono particolarmente a rischio di infezioni. Durante la gravidanza Gli ormoni estrogeni schizzano alle stelle, con conseguenze facilmente intuibili: un maggiore aumento di volume della mucosa vaginale, così come la quantità di glicogeno e di lattobacilli, che raggiunge l’apice.
Va da sé che il pH vaginale diventi ancora più acido, raggiungendo valori intorno a 3,5.
In menopausa
È una fase molto delicata della vita di ogni donna. Nel climaterio gli estrogeni vengono prodotti a singhiozzo, poi la produzione di questi preziosi ormoni si fa sempre più irregolare, fino a scomparire quasi del tutto con la menopausa vera e propria.
Le conseguenze locali non si fanno attendere: la mancanza di estrogeni si traduce in scarso glicogeno e in una mucosa via via più atrofizzata, povera, sottile, a corto di nutrimento.
Stessa sorte per i lattobacilli, che pian piano diminuiscono, fino a latitare quasi del tutto. Il pH, senza bacilli di Doederlein, perde progressivamente acidità fino a raggiungere livelli vicino al neutro (intorno a 7).
Il prezzo da pagare non è solo un maggior rischio di infezioni, ma anche fastidio e secchezza locali, disturbi infatti molto frequenti in questo periodo.
I nemici della zona intima non arrivano solo dall’esterno. Ci sono una serie di cause, in linguaggio tecnico definite “endogene”, che hanno origine dall’organismo stesso.
In parole semplici, in questi casi il disturbo intimo non è scatenato da un fungo, un batterio o virus che sferra il suo attacco dall’esterno, ma dall’alterazione dell’equilibrio che di solito vige nella flora vaginale e che garantisce una convivenza pacifica alle tribù di microrganismi residenti nella zona.
Quando questa convivenza armonica viene perturbata, un gruppo di inquilini – da pacifico e socievole che era – diventa di colpo aggressivo, si moltiplica e prende il sopravvento sugli altri inquilini, accendendo un’infezione o un’infiammazione. Ecco i perturbatori dell’ordine… intimo.
Le variazioni ormonali
Del tutto naturali, come in gravidanza o in menopausa, oppure indotte, per esempio dall’uso di contraccettivi (pillola) o di certi farmaci, le fluttuazioni ormonali accompagnano la vita di ogni donna.
In Gravidanza
Poiché gli ormoni subiscono un’impennata e, in parallelo, aumenta la quantità di glicogeno nel tessuto mucoso che riveste la vagina, la futura mamma dovrebbe sentirsi alla grande.
Peccato, però, che le dosi generose di glicogeno facciano molta gola alla Candida, un fungo che trova nello zucchero (cioè il glicogeno) il suo nutrimento ideale. Anche il diabete gestazionale, poi, favorisce le candidosi: occhio ai dolci nei nove mesi, dunque!
In Menopausa
Il lento ma inarrestabile calo degli ormoni estrogeni erode i livelli sia di glicogeno sia di lattobacilli, che altro non sono che il sistema difensivo locale.
La Pillola
La quantità di estrogeni “artificiali” contenuti nel confetto più famoso del mondo è inferiore a quella di estrogeni naturali prodotti fisiologicamente dall’organismo. La mucosa vaginale, depauperata dal glicogeno, tende così a disidratarsi e il tessuto vaginale ad assottigliarsi, diventando più sensibile e vulnerabile alle infezioni.
I rischi se l'equilibrio si spezza
Quando qualcosa mina il delicato equilibrio che regna nell’ecosistema, si accende una strisciante guerra civile tra i suoi abitanti. Alla fine uno degli “inquilini” – un tempo pacifico e innocuo – diventa aggressivo e dannoso, si moltiplica in eccesso e può arrivare a imporre il suo dominio sugli altri microrganismi, aprendo le porte a un’infezione.
Naturalmente, un ecosistema alterato è anche maggiormente vulnerabile agli attacchi dei nemici esterni: se un virus o un batterio non trovano sul loro cammino un forte sistema difensivo che blocchi loro la strada, hanno campo libero per scatenare un’infezione. Ecco i disturbi più frequenti della zona intima quando la flora vaginale si trova in cattive acque.
Non solo vaginiti
Che si tratti di infiammazioni o di infezioni, i disturbi intimi che colpiscono il sesso debole di solito vengono chiamati genericamente vaginiti e, in effetti, il loro bersaglio principale è proprio la vagina.
Tuttavia, sarebbe più corretto distinguere tra vulviti, vestiboliti, cerviciti, vaginiti e vaginosi, differenza non solo di forma, ma anche di sostanza, visto che ogni termine definisce una zona precisa dei genitali femminili e che le terapie variano non poco a seconda dell'area colpita.
Nella vulvite il disturbo è delimitato alla vulva, la zona che comprende piccole e grandi labbra, monte di Venere e parte del perineo.
Se il problema tocca il “vestibolo”, cioè quella zona dalla mucosa particolarmente vulnerabile che è l'ingresso della vagina, si parla di vestibolite.
Nelle cerviciti, invece, l'infezione riesce salire in alto, fino a raggiungere il collo dell'utero (cioè la cervice).
Poi ci sono le vaginiti, infezioni che interessano tutta la vagina, ma anche le comunissime vaginosi, cioè le infezioni legate all'alterazione della flora batterica locale (l'ecosistema) e provocate dai batteri anaerobi (soprattutto Gardnerella vaginalis) non provenienti dall'esterno, ma abitanti della zona che alzano la cresta – diventando troppo potenti e prepotenti – quando l'ecosistema viene alterato.
In un ipotetico processo alle infezioni vaginali, gli indiziati principali sarebbero senza dubbio i rapporti sessuali troppo liberi e poco protetti, accusati di associazione a delinquere per le MST.
Sul banco degli imputati, però, il sesso promiscuo si ritroverebbe sicuramente in compagnia delle cattive abitudini igieniche, gravate da una sfilza di capi d’accusa da far impallidire anche il giudice più indulgente.
Ma anche se il “nostro” processo terminasse con l’incarcerazione dei colpevoli, le donne non potrebbero comunque dormire sonni tranquilli, perché i problemi intimi femminili non arrivano solo dall’esterno. Molto spesso, anzi, affondano le radici nell’organismo stesso, quando – per i motivi più disparati – il delicato equilibrio che regna nell’ambiente vaginale si spezza, permettendo a uno dei suoi abitanti di prendere il sopravvento sugli altri. Cosa può rompere questo patto di non belligeranza tra popolazioni di microrganismi che, di solito, convivono in perfetta armonia?
La “lista nera” è davvero lunga: le pessime abitudini personali, come l’abuso di lavande aggressive e l’uso di indumenti troppo attillati; i naturali cambiamenti ormonali che si manifestano in particolari periodi dell’esistenza di ogni donna, come la gravidanza o la menopausa; il caldo-umido che regna negli ambienti estivi per eccellenza, la spiaggia o la piscina, capace di creare il microclima ideale per la proliferazione di funghi e batteri; o ancora la necessità di prendere determinati farmaci, responsabili di abbassare le difese immunitarie generali, a spese degli ecosistemi particolari, come quelli intestinale e vaginale. Parte proprio dall’esplorazione dell’Ecosistema vaginale – zona così piccola, ma così preziosa e complessa dell’organismo femminile – il nostro viaggio verso una meta finale importante: conoscersi meglio, per essere in grado di proteggere davvero la propria zona intima da qualunque attacco: esterno o interno che sia.
Con la consulenza del dottor Filippo Murina, ginecologo a Milano
La quantità di estrogeni “artificiali” contenuti nel confetto più famoso del mondo è inferiore a quella di estrogeni naturali prodotti fisiologicamente dall’organismo. La mucosa vaginale, depauperata dal glicogeno, tende così a disidratarsi e il tessuto vaginale ad assottigliarsi, diventando più sensibile e vulnerabile alle infezioni.
I rischi se l'equilibrio si spezza
Quando qualcosa mina il delicato equilibrio che regna nell’ecosistema, si accende una strisciante guerra civile tra i suoi abitanti. Alla fine uno degli “inquilini” – un tempo pacifico e innocuo – diventa aggressivo e dannoso, si moltiplica in eccesso e può arrivare a imporre il suo dominio sugli altri microrganismi, aprendo le porte a un’infezione.
Naturalmente, un ecosistema alterato è anche maggiormente vulnerabile agli attacchi dei nemici esterni: se un virus o un batterio non trovano sul loro cammino un forte sistema difensivo che blocchi loro la strada, hanno campo libero per scatenare un’infezione. Ecco i disturbi più frequenti della zona intima quando la flora vaginale si trova in cattive acque.
Non solo vaginiti
Che si tratti di infiammazioni o di infezioni, i disturbi intimi che colpiscono il sesso debole di solito vengono chiamati genericamente vaginiti e, in effetti, il loro bersaglio principale è proprio la vagina.
Tuttavia, sarebbe più corretto distinguere tra vulviti, vestiboliti, cerviciti, vaginiti e vaginosi, differenza non solo di forma, ma anche di sostanza, visto che ogni termine definisce una zona precisa dei genitali femminili e che le terapie variano non poco a seconda dell'area colpita.
Nella vulvite il disturbo è delimitato alla vulva, la zona che comprende piccole e grandi labbra, monte di Venere e parte del perineo.
Se il problema tocca il “vestibolo”, cioè quella zona dalla mucosa particolarmente vulnerabile che è l'ingresso della vagina, si parla di vestibolite.
Nelle cerviciti, invece, l'infezione riesce salire in alto, fino a raggiungere il collo dell'utero (cioè la cervice).
Poi ci sono le vaginiti, infezioni che interessano tutta la vagina, ma anche le comunissime vaginosi, cioè le infezioni legate all'alterazione della flora batterica locale (l'ecosistema) e provocate dai batteri anaerobi (soprattutto Gardnerella vaginalis) non provenienti dall'esterno, ma abitanti della zona che alzano la cresta – diventando troppo potenti e prepotenti – quando l'ecosistema viene alterato.
In un ipotetico processo alle infezioni vaginali, gli indiziati principali sarebbero senza dubbio i rapporti sessuali troppo liberi e poco protetti, accusati di associazione a delinquere per le MST.
Sul banco degli imputati, però, il sesso promiscuo si ritroverebbe sicuramente in compagnia delle cattive abitudini igieniche, gravate da una sfilza di capi d’accusa da far impallidire anche il giudice più indulgente.
Ma anche se il “nostro” processo terminasse con l’incarcerazione dei colpevoli, le donne non potrebbero comunque dormire sonni tranquilli, perché i problemi intimi femminili non arrivano solo dall’esterno. Molto spesso, anzi, affondano le radici nell’organismo stesso, quando – per i motivi più disparati – il delicato equilibrio che regna nell’ambiente vaginale si spezza, permettendo a uno dei suoi abitanti di prendere il sopravvento sugli altri. Cosa può rompere questo patto di non belligeranza tra popolazioni di microrganismi che, di solito, convivono in perfetta armonia?
La “lista nera” è davvero lunga: le pessime abitudini personali, come l’abuso di lavande aggressive e l’uso di indumenti troppo attillati; i naturali cambiamenti ormonali che si manifestano in particolari periodi dell’esistenza di ogni donna, come la gravidanza o la menopausa; il caldo-umido che regna negli ambienti estivi per eccellenza, la spiaggia o la piscina, capace di creare il microclima ideale per la proliferazione di funghi e batteri; o ancora la necessità di prendere determinati farmaci, responsabili di abbassare le difese immunitarie generali, a spese degli ecosistemi particolari, come quelli intestinale e vaginale. Parte proprio dall’esplorazione dell’Ecosistema vaginale – zona così piccola, ma così preziosa e complessa dell’organismo femminile – il nostro viaggio verso una meta finale importante: conoscersi meglio, per essere in grado di proteggere davvero la propria zona intima da qualunque attacco: esterno o interno che sia.
Con la consulenza del dottor Filippo Murina, ginecologo a Milano
Ultima modifica di Aida il Mar 28 Ago 2012, 03:01, modificato 9 volte
Aida Blanchett
Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS
Qualifica professionale:
Master Mind-Body Coach&Trainer
www.AidaBlanchett.com
Messaggi: 15663
Iscritto il: 17.10.10
Anno di nascita: 1977
Provincia di residenza: Roma
Comune: Roma
Storia personale:
• LA MIA STORIA e la fondazione di VULVODINIA.INFO e VULVODINIA.INFO ONLUS


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L’importanza dell’acidità vaginale ❖ Vulvodinia.info
L’importanza dell’acidità vaginale
Quest’ultima costituisce la difesa più importante: oltre a preservare l’integrità e l'elasticità delle mucose, infatti, protegge dalle infezioni esterne. Sappiamo che una buona acidità all’interno della vagina (il valore normale per l’acidità vaginale è un pH intorno a 4,0) è garanzia di protezione contro le alterazioni della naturale flora batterica e l’aggressione di germi patogeni.
Questi i principali fattori che alterano il delicato eco-sistema vulvo-vaginale:
modificazione del pH (l’innalzamento del pH vaginale favorisce la proliferazione di alcuni gruppi di microorganismi a sfavore di altri);
livello degli estrogeni (gli estrogeni modulano la presenza di alcuni microrganismi nell'ambiente vaginale);
contatto con elementi esterni (rapporti sessuali, igiene scarsa o inadeguata, uso di spirale e assorbenti interni possono favorire il passaggio di batteri);
stress (influisce negativamente sulle nostre difese immunitarie in generale e, in particolare, sugli equilibri della flora batterica vaginale).
Lavaggi genitali troppo frequenti (più di 2-3 volte al giorno) e/o l’uso di detergenti [qualunque detergente] rimuovono lo strato di sebo, essenziale per proteggere la superficie vulvo-vaginale, che è esposta continuamente a processi infiammatori causati da attacchi fisici (microtraumi) chimici (saponi, allergeni) e infettivi/infiammatori (batteri, funghi, parassiti e virus).
[Fonte: esseredonnaonline.it]
Quest’ultima costituisce la difesa più importante: oltre a preservare l’integrità e l'elasticità delle mucose, infatti, protegge dalle infezioni esterne. Sappiamo che una buona acidità all’interno della vagina (il valore normale per l’acidità vaginale è un pH intorno a 4,0) è garanzia di protezione contro le alterazioni della naturale flora batterica e l’aggressione di germi patogeni.
Questi i principali fattori che alterano il delicato eco-sistema vulvo-vaginale:
modificazione del pH (l’innalzamento del pH vaginale favorisce la proliferazione di alcuni gruppi di microorganismi a sfavore di altri);
livello degli estrogeni (gli estrogeni modulano la presenza di alcuni microrganismi nell'ambiente vaginale);
contatto con elementi esterni (rapporti sessuali, igiene scarsa o inadeguata, uso di spirale e assorbenti interni possono favorire il passaggio di batteri);
stress (influisce negativamente sulle nostre difese immunitarie in generale e, in particolare, sugli equilibri della flora batterica vaginale).
Lavaggi genitali troppo frequenti (più di 2-3 volte al giorno) e/o l’uso di detergenti [qualunque detergente] rimuovono lo strato di sebo, essenziale per proteggere la superficie vulvo-vaginale, che è esposta continuamente a processi infiammatori causati da attacchi fisici (microtraumi) chimici (saponi, allergeni) e infettivi/infiammatori (batteri, funghi, parassiti e virus).
[Fonte: esseredonnaonline.it]
Ultima modifica di Aida il Mar 28 Ago 2012, 03:00, modificato 2 volte
Aida Blanchett
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Ultima modifica di Aida il Mar 28 Ago 2012, 03:01, modificato 3 volte
Aida Blanchett
Elena Tione Presidente VULVODINIA.INFO ONLUS
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Che cos'è l'ecosistema vaginale? E che cos'è esattamente il pH?
Che cos'è l'ecosistema vaginale?
La vagina è l’organo interno, in forma di canale elastico, che unisce il collo dell’utero ai genitali esterni femminili. Il confine in basso verso la vulva è segnato dall’imene o dai suoi residui. Dopo la pubertà, la vagina è abitata da un ecosistema particolare, in cui le tribù dominanti sono costituite da microrganismi amici, utilissimi per la salute genitale, chiamati bacilli di Doderlein. Si tratta di una grande famiglia, composta da più di 40 ceppi diversi. Tutti producono acido lattico e perossido di idrogeno (H2O2), sostanze che contribuiscono a mantenere basso (intorno a 4) il pH vaginale. Producono inoltre sostanze chimiche (batteriocine, lactocine), “munizioni” biologiche che difendono ulteriormente l’ecosistema vaginale da germi invasori, specie di provenienza intestinale, quali l’Escherichia coli o l’Enterococcus faecalis. Questi possono altrimenti causare vaginiti e cistiti recidivanti.
La vagina svolge tre funzioni principali “dinamiche”, perché consente: a) il passaggio del sangue mestruale; b) i rapporti sessuali e c) la nascita del bambino nel parto naturale. Ha inoltre una funzione “statica” che è quella, per l’appunto, di ospitare l’ecosistema vaginale, di grande importanza per la salute genitale.
E che cos'è esattamente il pH?
È la misura che indica il grado di acidità (pH da 0 a 7) o di basicità (pH da 7 a 14) di liquidi e tessuti. Il pH condiziona molti fenomeni biologici. Un esempio semplice, in natura, è quello dell’ortensia: a seconda del grado di acidità del terreno (e del suo contenuto in ferro) il colore dei fiori vira dal rosa al blu. Lo stesso principio funziona per gli ecosistemi: a seconda del pH cambia la proporzione relativa dei diversi microrganismi che abitano, in questo caso, la vagina. Il pH condiziona il “terreno” biochimico dal quale dipende, tra l’altro, la composizione degli ecosistemi viventi. Per esempio, quando il pH vaginale sale dal normale pH 4 – tipico di una donna sana in età fertile – a pH 5 o 6, cambiano le tribù dominanti nell’ecosistema. Scompare o diventa marginale il bacillo di Doderlein. Aumenta invece un bacillo di solito minoritario, chiamato Gardnerella o Haemophilus, che provoca una fermentazione delle sostanze vaginali, causando lo sgradevole odore di “pesce avariato” che molte donne lamentano, e di cui lei soffre. La soluzione non è lavarsi venti volte al giorno, ma ri-normalizzare il pH! Un buon ginecologo dovrebbe sempre misurare il pH vaginale, perché questa misura ci dà un’immediata percezione del livello di estrogeni vaginali, dell’ecosistema normale e di possibili sue alterazioni.
La misurazione del pH è importante anche in gravidanza?
Certamente! Un pH vaginale inferiore a 4.5 è un segno importante che la gravidanza sta procedendo bene. All’opposto, l’aumento del pH vaginale, oltre il valore di 4.5, si associa ad un rischio significativamente più elevato di aborto e di parto prematuro. Questo perché la vaginosi, associata alla proliferazione della Gardnerella, può dare una lesione delle membrane amniotiche (amnionite) facilitandone la rottura.
E' giusto fare cure antibiotiche per eliminare la Gardnerella?
Non molto, perché questo germe è solo la punta dell’iceberg, la conseguenza, quindi, di alterazioni più importanti ormonali e biochimiche. E’ molto più saggio modificare in modo stabile quei fattori locali – come il livello estrogenico e il pH – dai quali dipendono l’integrità e la normalità dell’ecosistema vaginale. Quando i livelli estrogenici sono normali, e il pH è 4, ossia fisiologico, le proporzioni tra i diversi microrganismi di autodefiniscono spontaneamente e così si mantengono, in un equilibrio dinamico. Ecco perché agire sul terreno (su estrogeni e pH) è più vincente che non sparare con le bombe (gli antibiotici) su microrganismi in sé innocui, ma tenaci nel riprodursi (e causare guai) se il terreno su cui vivono è alterato. Per inciso, questa regolazione degli ecosistemi, lavorando sul terreno e i fattori predisponenti, è una grande metafora di come lavorare costruttivamente per l’integrazione delle popolazioni minoritarie e marginali anche nei macrosistemi degli umani. Lo insegnava bene Sun Tzu, nell’“Arte della guerra”: “Il miglior comandante non è colui che riporta cento vittorie su cento battaglie, ma colui che vince senza combattere...”. Appunto.
[Fonte: alessandragraziottin.it]
La vagina è l’organo interno, in forma di canale elastico, che unisce il collo dell’utero ai genitali esterni femminili. Il confine in basso verso la vulva è segnato dall’imene o dai suoi residui. Dopo la pubertà, la vagina è abitata da un ecosistema particolare, in cui le tribù dominanti sono costituite da microrganismi amici, utilissimi per la salute genitale, chiamati bacilli di Doderlein. Si tratta di una grande famiglia, composta da più di 40 ceppi diversi. Tutti producono acido lattico e perossido di idrogeno (H2O2), sostanze che contribuiscono a mantenere basso (intorno a 4) il pH vaginale. Producono inoltre sostanze chimiche (batteriocine, lactocine), “munizioni” biologiche che difendono ulteriormente l’ecosistema vaginale da germi invasori, specie di provenienza intestinale, quali l’Escherichia coli o l’Enterococcus faecalis. Questi possono altrimenti causare vaginiti e cistiti recidivanti.
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E che cos'è esattamente il pH?
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La misurazione del pH è importante anche in gravidanza?
Certamente! Un pH vaginale inferiore a 4.5 è un segno importante che la gravidanza sta procedendo bene. All’opposto, l’aumento del pH vaginale, oltre il valore di 4.5, si associa ad un rischio significativamente più elevato di aborto e di parto prematuro. Questo perché la vaginosi, associata alla proliferazione della Gardnerella, può dare una lesione delle membrane amniotiche (amnionite) facilitandone la rottura.
E' giusto fare cure antibiotiche per eliminare la Gardnerella?
Non molto, perché questo germe è solo la punta dell’iceberg, la conseguenza, quindi, di alterazioni più importanti ormonali e biochimiche. E’ molto più saggio modificare in modo stabile quei fattori locali – come il livello estrogenico e il pH – dai quali dipendono l’integrità e la normalità dell’ecosistema vaginale. Quando i livelli estrogenici sono normali, e il pH è 4, ossia fisiologico, le proporzioni tra i diversi microrganismi di autodefiniscono spontaneamente e così si mantengono, in un equilibrio dinamico. Ecco perché agire sul terreno (su estrogeni e pH) è più vincente che non sparare con le bombe (gli antibiotici) su microrganismi in sé innocui, ma tenaci nel riprodursi (e causare guai) se il terreno su cui vivono è alterato. Per inciso, questa regolazione degli ecosistemi, lavorando sul terreno e i fattori predisponenti, è una grande metafora di come lavorare costruttivamente per l’integrazione delle popolazioni minoritarie e marginali anche nei macrosistemi degli umani. Lo insegnava bene Sun Tzu, nell’“Arte della guerra”: “Il miglior comandante non è colui che riporta cento vittorie su cento battaglie, ma colui che vince senza combattere...”. Appunto.
[Fonte: alessandragraziottin.it]
Ultima modifica di Aida il Dom 29 Apr 2012, 18:53, modificato 2 volte
Aida Blanchett
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
I batteri probiotici, quelli buoni per noi, ci proteggono con vari meccanismi. Potenziano l' "effetto barriera" a protezione della mucosa intestinale, attuano la cosiddetta "esclusione competitiva" nei confronti dei germi patogeni, e incrementano la resistenza alla colonizzazione di questi ultimi.
I vari microorganismi "buoni" agiscono in armonia fra loro; in particolar modo i lattobacilli producono col loro metabolismo l'acido lattico scindendo i glucidi introdotti con l'alimentazione, e producono batteriocine. Delle batteriocine ne ho già parlato per quanto riguarda le nostre difese naturali vaginali: sono sostanze che hanno spiccata attività antibatterica e antimicotica (=antifungo), quindi contrastano la proliferazione dei germi potenzialmente patogeni.
I fermenti lattici vanno ad aderire alla mucosa intestinale e vaginale ancorandosi ai recettori qui presenti mediante adesine; in questo modo i potenziali patogeni non possono attecchire perché trovano i recettori delle membrane mucose già occupati, quindi non riescono ad "attaccarsi" alle pareti delle membrane intestinale e vaginale quindi vengono semplicemente eliminati.
I vari microorganismi "buoni" agiscono in armonia fra loro; in particolar modo i lattobacilli producono col loro metabolismo l'acido lattico scindendo i glucidi introdotti con l'alimentazione, e producono batteriocine. Delle batteriocine ne ho già parlato per quanto riguarda le nostre difese naturali vaginali: sono sostanze che hanno spiccata attività antibatterica e antimicotica (=antifungo), quindi contrastano la proliferazione dei germi potenzialmente patogeni.
I fermenti lattici vanno ad aderire alla mucosa intestinale e vaginale ancorandosi ai recettori qui presenti mediante adesine; in questo modo i potenziali patogeni non possono attecchire perché trovano i recettori delle membrane mucose già occupati, quindi non riescono ad "attaccarsi" alle pareti delle membrane intestinale e vaginale quindi vengono semplicemente eliminati.
Aida Blanchett
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Buonasera, ho una domanda in merito all'inserimento dei lattobacilli!
Volevo semplicemente capire come mai, nello schema d'attacco è consigliato l'inserimento nel pre e post mestruo, ma va evitato nel periodo ovulatorio.
Ho capito che nei giorni antecedenti e posteriori al ciclo il ph vaginale cambia, ma è davvero Sconsigliato l'inserimento durante il periodo ovulatorio? ma semplicemente perché non c'è il bisogno oppure perché può avere delle "controindicazioni"?
Ringrazio in anticipo!
Volevo semplicemente capire come mai, nello schema d'attacco è consigliato l'inserimento nel pre e post mestruo, ma va evitato nel periodo ovulatorio.
Ho capito che nei giorni antecedenti e posteriori al ciclo il ph vaginale cambia, ma è davvero Sconsigliato l'inserimento durante il periodo ovulatorio? ma semplicemente perché non c'è il bisogno oppure perché può avere delle "controindicazioni"?
Ringrazio in anticipo!
Bitter
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Quali rischi si corrono in presenza di citolisi batterica da Doederlein? Immagino che il ph diventi molto acido.
A questo punto si possono subire attacchi da patogeni pur coi lattobacilli copiosi? O si determina solo un'infiammazione delle mucose data l'acidità?
Grazie
A questo punto si possono subire attacchi da patogeni pur coi lattobacilli copiosi? O si determina solo un'infiammazione delle mucose data l'acidità?
Grazie

malvinas76
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
-@ infimmazione data da uno squilibrio della flora batterica.
-@ è sempre meglio evitare il periodo ovulatorio a causa dell'influsso ormonale.
-@ è sempre meglio evitare il periodo ovulatorio a causa dell'influsso ormonale.
Innamorata86- Utente Senior

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gardnerella recidiva
Ciao a tutte, da mesi cerco di liberarmi della gardnerella (ho usato e alternato per circa 3 mesi lenicand, dicolfor elle e acidif cv, yogurt e lactonorm), ma il risultato del tampone è sempre con flora assente e gardnerella presente. Come ne posso uscire?
Grazie!
Grazie!
bebi
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Rinforzando i lattobacilli agendo prima ancora sul corretto pH. Insisti, i risultati ci saranno. Facci sapere come va!
Aida Blanchett
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Recidiva di Candida:consigli
ciao a tutte
!è da molto che nn scrivo...ma mi piacerebbe avere un vostro consiglio a riguardo...prima di natale mi son beccata una brutta influenza intestinale che mi ha scatenato una nuova infezione di candida...quindi super riacutizzazione della vulvodinia (bruciori e pruriti fortissimi e brutta dermatite).Sono anni che ne soffro con alti e bassi ma andava discretamente prima di questa influenza (avevo l' ureaplasma che non riesco a levarmi di dosso...e candida non l'avevo da anni). L'intestino è il mio punto debole, son anni che ho una alimentazione il più possibile sana ma non basta, in passato ho avuto molte infezioni intestinali,anche parassiti presi viaggiando e ora mi rimane sempre una disbiosi per quanti fermenti prenda. Ho iniziato lo schema di attacco da 12 gg con lenicand yogurt normogin ecc. anche kolorex da 2 gg ) ma dopo 15-20 gg ho sempre bruciore e perdite come da candida (ma le avevo anche prima forse dipendono dall'infiammazione)-cmq lunedi vado a farmi un'altro tampone. ora ho smesso con il normogin per qualche gg.(cmq io nn so mai quando vado in ovulazione perchè ho il ciclo irregolare).secondo voi continuo cosi? e se la candida non passa?non ce la faccio proprio più!!
ps: son stata in cura con Pesce ma poi ho smesso di prendere farmaci e quindi non son piu andata, dovevo iniziare la cura con la Spano ma con l'ureaplasma che va e viene nn posso farla. ..
Grazie Grazie mille!
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Mangrovia
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Ciao ragazze...HELP
Ho continui episodi di candida e oggi ho scoperto di avere la Gardnerella!! io sto già facendo da tempo una lunga cura con fermenti lattici (lenicand, fg5, probinul, dicoflor elle ecc......) ed inserisco lo yogurt in vagina; il problema è che non riesco ad aumentare la flora lactobacillare!! ho appena rifatto un tampone e nonostante le cure il risultato è: FLORA LACTOBACILLARE TOTALMENTE ASSENTE.
cosa mi consigliate oltre a yogurt e fermenti? sono davvero distrutta....e ora dal pap-tes viene segnalata la Gardnerella!! come la curo visto che quello che sto già facendo non funziona??? il mio problema è sempre l'assenza totale di lactobacilli (e credo sia quello che mi causa gardnerella e candide)... magari alterno lo yogurt con lactonorm/normogi/acidif cv? quale tra questi mi consigliate?
sono a terra perchè niente mi fa effetto...ieri ho passato la giornata a piangere perchè sono mesi e mesi che mi curo ma niente fa effetto
scusate tanto per le domande...ma davvero mi sento persa.
grazie di cuore, un abbraccio a tutte voi
Ho continui episodi di candida e oggi ho scoperto di avere la Gardnerella!! io sto già facendo da tempo una lunga cura con fermenti lattici (lenicand, fg5, probinul, dicoflor elle ecc......) ed inserisco lo yogurt in vagina; il problema è che non riesco ad aumentare la flora lactobacillare!! ho appena rifatto un tampone e nonostante le cure il risultato è: FLORA LACTOBACILLARE TOTALMENTE ASSENTE.
cosa mi consigliate oltre a yogurt e fermenti? sono davvero distrutta....e ora dal pap-tes viene segnalata la Gardnerella!! come la curo visto che quello che sto già facendo non funziona??? il mio problema è sempre l'assenza totale di lactobacilli (e credo sia quello che mi causa gardnerella e candide)... magari alterno lo yogurt con lactonorm/normogi/acidif cv? quale tra questi mi consigliate?
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erika1986- Utente Senior

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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Non sò se sono tra i rimedi proposti sul forum, a me li prescrisse la dott Cirillo e mi trovai molto bene, ovviamente è tutto molto soggettivo:
flaconi vaginali agena blocagin per 10 gg, poi a giorni alterni per una settimana e poi due a settimana fino a quando non riesci a ripristinare i lattobacilli. Se devi ripetere i tamponi devi sospenderli per qualche giorno.
Spero tu riesca a risolvere
flaconi vaginali agena blocagin per 10 gg, poi a giorni alterni per una settimana e poi due a settimana fino a quando non riesci a ripristinare i lattobacilli. Se devi ripetere i tamponi devi sospenderli per qualche giorno.
Spero tu riesca a risolvere
alechim
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
No alle lavande! Va bene sia lo yogurt che i fermenti vaginali in capsule. Per ripristinare la flora ci vuole tempo. Continua sia a livello intestinale che locale. Le lavande non vanno bene, lo diciamo sempre, perché tolgono la flora buona e anche se vendono lavande con lactobacilli, non rimangono in vagina nella giusta quantità a differenza delle capsule che si sciolgono piano piano e hanno più "presa". Pazienza e non innervosirti, fa male allo stomaco e all'intestino e lì alberga una grande percentuale di difese immunitarie!!!
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Grazie mille.... Allora non mi preoccupo e piano piano la sconfiggerò! E' molto stressante perché sto cercando una gravidanza e ho sempre problema di lactobacilli e infezioni...per di più la gardnerella non me l'aspettavo!
allora ok, niente lavande e vado avanti con yogurt in vagina e fermenti lattici per via orale! Volevo prendere anche normogin o lactonorm...magari li alterno allo yogurt? Quale dei due mi consigli? Li uso solo prima della mestruazione?
purtroppo i medici tendono a prescrivere medicinali e io vorrei evitarli assolutamente...e con voi e' bello confrontarmi!!
grazie ancora!
allora ok, niente lavande e vado avanti con yogurt in vagina e fermenti lattici per via orale! Volevo prendere anche normogin o lactonorm...magari li alterno allo yogurt? Quale dei due mi consigli? Li uso solo prima della mestruazione?
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grazie ancora!
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Io ho usato i normogin e mi sono trovata bene. Puoi alternarli allo yogurt. Puoi metterli quando vuoi, io eviterei proprio in prossimità delle mestruazioni, e usa sempre un lubrificante per inserirli! Tienici aggiornate!
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Il prodotto cui facevo riferimento io non è una lavanda ( ma esistono anche le lavande), ma "un Dispositivo Medico in bustine (stick) per idrogel ad uso vaginale a base di gelificante gomma di tara e microrganismi probiotici Lactobacillus fermentum LF 11 e Lactobacillus salivarius CRL 1328 con frutto-oligosaccaridi (FOS) e arabinogalattano". Che poi non vada bene lo stesso è un altro discorso.
alechim
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Grazie @alechim ho sistemato ora non preoccuparti. In merito alle novità, controllate sempre che siano a INCI ok - per chi è nuova: funzione cerca, digitare "INCI". Per le nuove e le meno nuove: nelle Linee Guida c'è la risposta a tutte queste domande, e molto di più. Vi aspettano ;)
Aida Blanchett
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
alechim avevo capito fossero lavande, se non lo sono, meglio così!!!
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Grazie piccola78, sei gentilissima e mi sento molto molto meglio! Ho preso stamattina i normogin ma mi fanno un po' impressione....sono rigidissime....cavolo, spero si sciolgano presto 
alechim, grazie anche a te per il consiglio!! Speriamo di debellarla! In questi giorni faccio tampone vaginale e tampone cervicale e ti farò sapere. ..anche perché sono curiosa di sapere quale e' il mio Ph!
e' bellissimo potersi confrontare tra noi, questo forum e' un grande sostegno! ..so che esiste la funzione "cerca" e le linee guida le leggo e rileggo continuamente...ma e' molto utile potersi confrontare tra noi

alechim, grazie anche a te per il consiglio!! Speriamo di debellarla! In questi giorni faccio tampone vaginale e tampone cervicale e ti farò sapere. ..anche perché sono curiosa di sapere quale e' il mio Ph!
e' bellissimo potersi confrontare tra noi, questo forum e' un grande sostegno! ..so che esiste la funzione "cerca" e le linee guida le leggo e rileggo continuamente...ma e' molto utile potersi confrontare tra noi
erika1986- Utente Senior

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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
piccola78 avevo capito che non ci eravamo capite,
tra l'altro non sono stata io precisa nel mio post, a specificare che si trattava di agena blocagin idrogel e non lavanda.
Comunque l'importante è chiarirsi e questo capita spesso nel forum
tra l'altro non sono stata io precisa nel mio post, a specificare che si trattava di agena blocagin idrogel e non lavanda.Comunque l'importante è chiarirsi e questo capita spesso nel forum
alechim
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
@erika1986 bene per il #normogin, è citato da quando ho fondato il Forum ed è vero ciò che scrivi: è utile confrontarsi: è stato creato proprio per questo e sono molto felice che funzioni davvero. Non avevo idea che non le avessi mai provate in questi anni :) sì, sono rigidine purtroppo :( per quello ho da sempre specificato di inserirle con litri di #xanagel o altro #lubrificante a #INCI ok :) Un abbraccio :-*
Aida Blanchett
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
grazie admin 
non li ho mai potuto usare per i problemi che ho avuto (il mio blocco della penetrazione); poi da quando l'ho risolto ho messo sempre yogurt intero (come ho imparato dal forum) e mi sono trovata benissimo; ora volevo provare finalmente la compressa di normogin ma avevo un po' paura
ebbene, l'ho appena inserita e e' stato facile (spero solo che si sciolga).
per il resto ho sempre è utilizzato lubrificanti consigliati, preservativi consigliati, ho attuato i vari consigli per l'igiene ecc...per me e' troppo utile!! Il confronto tra di noi e' importantissimo....a me ha aiutato molto.
grazie mille ancora

non li ho mai potuto usare per i problemi che ho avuto (il mio blocco della penetrazione); poi da quando l'ho risolto ho messo sempre yogurt intero (come ho imparato dal forum) e mi sono trovata benissimo; ora volevo provare finalmente la compressa di normogin ma avevo un po' paura
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erika1986- Utente Senior

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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Ottimo tesoro @erika1986 facci sapere come procedi, ti abbracciamo :-*
Aida Blanchett
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Ragazze scusatemi, ho bruciori sotto la pancia e quando cerco di urinare mi devo schiacciare la vescica per far uscire la pipì sto usando saginil Crema ma quanto vedo non è utile per chi soffre di vulvodinia ho letto di un'altra crema ma non so come fare mi devo rivolgere al ginecologo per poterla cambiare oppure devo usare la crema che mi avete consigliato voi, sono un po impreparata relativamente a questa patologia ho scoperto di averla solo quindici giorni fa. grazie

Monica86
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
@Monica86 io te la sconsiglio la saginil finché contiene sostanze no. Di questo ne parliamo da anni nel topic lubrificanti. In merito allo schiacciarti la pancia per urinare, è un classico di chi soffre di scoordinamento della muscolatura pelvica, ma di questo se ti va ne parliamo nella tua SP o nella cartella apposita. Ti abbracciamo.
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Grazie aida, ho bisogna solo di capire come si scrive nelle storie personali grazie di cuore

Monica86
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
bellissimi aggiornamenti: ciao ragazze!! Ho preso il Normogin dal nostro ultimo aggiornamento (inizialmente più volte a settimana, ora 1 o 2 a settimana) e per la prima volta ho fatto un tampone che e' risultato: Flora lattobacillare nella norma!!! Vi giuro, volevo piangere!! Ahahaha!
il ph e' 4.5 (come sempre..)
per me funziona molto più dello yogurt, mi sento veramente bene!!
pensavo di continuare a prenderlo (x prevenzione): che dite, continuo con 1 o 2 a settimana?
grazie dei consigli
il ph e' 4.5 (come sempre..)
per me funziona molto più dello yogurt, mi sento veramente bene!!
pensavo di continuare a prenderlo (x prevenzione): che dite, continuo con 1 o 2 a settimana?
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erika1986- Utente Senior

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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Ottima notizia! Visto che ora però la flora c'è se fossi in te non lo metterei più di una volta a settimana, per non rischiare di andare in citolisi. A me era successo mettendo per troppo tempo il lactonorm

Stellina93- Sostenitrice 2016

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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
grazie stellina!! si ok, una volta a settimana!
sono proprio felice...ho risolto un problema che andava avanti da tanto tempo!
sono proprio felice...ho risolto un problema che andava avanti da tanto tempo!
erika1986- Utente Senior

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Aida Blanchett
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
domanda da un milione di dollari fatta anche alla dott Coda (che mi ha risposto " non le so rispondere"):
perchè, nonostante la quantità di lattobacilli sia ottima, si riscontra un alta carica di klebsiella nel mio tampone? Qualcuno mi sa spiegare scientificamente cosa accade? Forse perchè ero appena nel post-mestruo e la quantità di estrogeni era "momentaneamente" più bassa del normale???
perchè, nonostante la quantità di lattobacilli sia ottima, si riscontra un alta carica di klebsiella nel mio tampone? Qualcuno mi sa spiegare scientificamente cosa accade? Forse perchè ero appena nel post-mestruo e la quantità di estrogeni era "momentaneamente" più bassa del normale???
alechim
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Vorrei poterti rispondere ma mi accodo allo tua domanda perchè riguarda anche me. Mi è venuta la candida (e non se ne va da 4 mesi) nonostante la mia flora lattobacillare risulti al massimo ++++.
Mi hanno solo detto che è un evento molto strano perchè i lattobacilli avrebbero dovuto proteggere l'ambiente
L'avevi già riscontrata altre volte la klebsiella?
Mi hanno solo detto che è un evento molto strano perchè i lattobacilli avrebbero dovuto proteggere l'ambiente
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Stellina93- Sostenitrice 2016

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yogurt in vagina in gravidanza
salve, vorrei sapere se secondo voi posso mettere lo yogurt in vagina essendo in gravidanza, premetto che avevo un po' di candida e la gine mi ha fatto inserire 2 ovuli di lorenil 600,
dovrei fare il tampone vaginale intorno al 12, cosa mi consigliate? ho misurato il ph e si aggira tra il 4,5/5
dovrei fare il tampone vaginale intorno al 12, cosa mi consigliate? ho misurato il ph e si aggira tra il 4,5/5

marghev
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
no Stellina mai riscontrata la klebsiella. In generale mai riscontrati batteri in passato, solo la candida.
A questo punto non è un evento strano visto che va accadendo piuttosto frequentemente in pazienti diversi. Bho!
A questo punto non è un evento strano visto che va accadendo piuttosto frequentemente in pazienti diversi. Bho!
alechim
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Re: Ecosistema vaginale, pH, lattobacilli (Döderlein), acido, alcalino, ormoni estrogeni • VULVODINIA.INFO
Risposta da un miliardo di dollari per @alechim: il tampone è affettuato a un certo istante e le fluttuazioni invece sono costanti. Cosa fa sì che poi, una volta ricolonizzato l'ecosistema, i microorganismi si ritarino da sé? Il tempo e una serie di fattori interni: se non impariamo a gestire lo stress dall'interno, possiamo reinserire quanti Doederlein vogliamo e acidificare, ma tutto si perpetra daccapo. Questa è la mia opinione come esperta mind-body e come donna che ha alle spalle 7 anni di volontariato e il contatto con migliaia di donne, oltre che la propria stessa storia di guarigione.
Siccome non è umano dare un tampone al giorno, l'idea è quella di scoprire come funzioniamo e di imparare a dare responsi con uno stato fisiologico diverso dal combatti o fuggi.
La compresenza dei microorganismi e la comparsa di nuovi: ne ho già viste molte volte di cose così. Candida, come? Lievito o ifa? Il continuo ricorrere di un microorganismo piuttosto che un altro, o uno che si presenta quando non lo abbiamo mai testato prima.. e chi ci dice che non ci fosse mai stato se non lo possiamo leggere dall'esito di un test? Pensate fuori dal box!
Per @marghev: chiedi con fiducia alla tua ginecologa.
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